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Mastro don Gesualdo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.8
(3283)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 425 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8804492775 | Isbn-13: 9788804492771 | Data di pubblicazione:  | Edizione 18

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Qualunque cosa tu faccia...

    Mastro Don Gesualdo è un uomo che non ha trovato il suo posto nel mondo nonostante le sue grandi doti umane, né tra i poveracci né tra i ricchi e i nobili. Tutti hanno beneficiato della sua generosità ...continua

    Mastro Don Gesualdo è un uomo che non ha trovato il suo posto nel mondo nonostante le sue grandi doti umane, né tra i poveracci né tra i ricchi e i nobili. Tutti hanno beneficiato della sua generosità e del suo lavoro, ciò nonostante irridendolo sia dal basso che dall'alto. I nobili hanno accettato il suo denaro per rimpinguare le proprie casse disastrate ma non l'hanno accettato come persona, lo hanno deriso, si sono vergognati di imparentarsi con lui nonostante li abbia salvati dalla rovina. I poveri invece lo hanno odiato perché ce l'aveva fatta, perché con le sue proprie forze era riuscito a creare un impero, l'invidia del popolino si è limitata a vedere solo una grande fortuna nell'ascesa economica di Gesualdo e non tutto il sacrificio e il lavoro da lui compiuti. Una storia crudele, specchio di una realtà dell'epoca ma sempre attuale, forse non nei particolari ma sicuramente in linea generale. Sempre di moda una grossa forma di snobismo, forse non più da parte dei nobili che sono sempre più "imbastarditi" ma sicuramente da parte dei nuovi ricchi verso chi ricco non è; ma c'è anche una sorta di snobismo al contrario, il povero invidioso, e magari dalle scarse capacità, che mal tollera chi invece riesce ad emergere grazie alle proprie doti umane e una gorssa dose di forza di volontà. Di fatto tra certi mondi non si è mai trattato di un'incontro d'amore ma solo d'interesse, in certi ambienti ci devi nascere, e in un certo senso per essere apprezzato forse devi rimanere fedele alle modalità dell'ambiente da cui provieni e in cui devi restare, questo è il messaggio o meglio il monito che lancia questa storia. Tutto questo è molto triste, perché sta a significare che l'uomo per quanto faccia raramente potrà andare contro al suo destino già segnato dalla nascita.
    "Mastro Don Gesualdo" è il secondo libro di Verga che leggo, mi sono innamorata de "I Malavoglia" e subito dopo averlo terminato ho voluto leggere anche questo. "I malavoglia" forse mi è piaciuto di più da un punto di vista puramente letterario, questo invece si è rivelato più avvincente come trama, anche se non disdegno lo stile letterario nel quale si avverte una profonda cura. In questo romanzo si capisce ancora di più perché fanno parte de il ciclo dei vinti, se ne "I malavoglia" era normale e comprensibile subito che si trattava di persone vinte dalla vita qui la disfatta è più subdola e per questo più feroce. All'inizio mastro Don Gesualdo sembra un vincente riuscendo ad accumulare tanta roba, di fatto risulta più perdente in quanto tutto l'accumulo ottenuto durante la sua esistenza non gli sono serviti ad ottenere il rispetto e l'amore che avrebbe meritato.

    CITAZIONI

    “Senti... il mondo adesso è di chi ha denari... Tutti costoro sbraitano per invidia.”

    “L'avete visto, eh, stasera?... che festa v'hanno fatto?... I vostri affari andrebbero a gonfie vele... Anche per quell'affare delle terre comunali... È meglio aver l'appoggio di tutti i pezzi grossi!...”

    “Pazienza servire quelli che realmente son nati meglio di noi... “Si vede com'era nato... — osservò gravemente il cocchiere maggiore. — Guardate che mani!

    — Già, son le mani che hanno fatto la pappa!... Vedete cos'è nascer fortunati... Intanto vi muore nella battista come un principe!...”

    Passi di: Giovanni Verga. “Mastro-don Gesualdo”

    ha scritto il 

  • 5

    Un classico non tanto lontano dai nostri tempi. Una Sicilia difficile dove si ambientano rapporti familiari difficili. Personaggi unici e storie di altri tempi che rendono interessante il racconto del ...continua

    Un classico non tanto lontano dai nostri tempi. Una Sicilia difficile dove si ambientano rapporti familiari difficili. Personaggi unici e storie di altri tempi che rendono interessante il racconto del padre del Verismo.

    ha scritto il 

  • 2

    Concepito come evoluzione della novella La roba, il romanzo ci presenta una storia di sacrifici in cui la "religione della roba" si scontra con la difficoltà affettiva: anche se la lettura non mi ha e ...continua

    Concepito come evoluzione della novella La roba, il romanzo ci presenta una storia di sacrifici in cui la "religione della roba" si scontra con la difficoltà affettiva: anche se la lettura non mi ha entusiasmato (ho decisamente preferito I Malavoglia, è fuor di dubbio che Mastro Don Gesualdo riveli la piena maturità della riflessione narrativa di Verga.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/02/mastro-don-gesualdo-verga.html

    ha scritto il 

  • 5

    Il capolavoro assoluto di Giovanni Verga.

    Verga è stato uno dei più importanti scrittori a cavallo tra '800 e '900 in Italia, e la sua scrittura ha rappresentato la vita siciliana dell'epoca come in un quadro magnifico.
    Questo romanzo è la ra ...continua

    Verga è stato uno dei più importanti scrittori a cavallo tra '800 e '900 in Italia, e la sua scrittura ha rappresentato la vita siciliana dell'epoca come in un quadro magnifico.
    Questo romanzo è la rappresentazione suprema dell'arte Verghiana.
    E' un romanzo denso, vero, ricco come una natura morta o un paesaggio al tramonto.
    Il travaglio di un'epoca, i modi di fare delle popolazioni dell'isola, la decadenza della nobiltà, la rabbia del popolo e l'accumularsi delle ricchezze e della Roba:
    un magnifico affresco, dove Mastro-Don Gesualdo ne è l'antieroe dalla sfortunata sorte fino alla fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Se alla fine dei Viceré il lettore è arrabbiato, vorrebbe smuovere il mondo per rovesciare questo sistema ingiusto e corrotto, alla fine di Mastro-don Gesualdo il lettore è schiacciato da un senso di ...continua

    Se alla fine dei Viceré il lettore è arrabbiato, vorrebbe smuovere il mondo per rovesciare questo sistema ingiusto e corrotto, alla fine di Mastro-don Gesualdo il lettore è schiacciato da un senso di ineluttabilità, una inesorabile tristezza che lo paralizza, lì, nel letto di Gesualdo morto.
    Il romanzo di Verga non è brutto, anzi; si fa un po’ di fatica all’inizio, ma poi scorre anche piacevolmente. Ma mi ha messo ‘na tristezza.
    Da leggere sicuramente perché è una pietra miliare della nostra letteratura e perché è oggettivamente bello. Poi però leggete una commedia per carità.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanti sacrifici per diventare benestante ed essere alla pari con i nobili. Ieri come oggi un povero arricchito rimane un povero ricco, fuori dalla casta. Mastro don Gesualdo i ricchi non lo accettano ...continua

    Tanti sacrifici per diventare benestante ed essere alla pari con i nobili. Ieri come oggi un povero arricchito rimane un povero ricco, fuori dalla casta. Mastro don Gesualdo i ricchi non lo accettano ed i poveri cercano di sfruttarlo. CVon tutta la gente che lo circonda muore solo e deriso. Bella stotia.

    ha scritto il 

  • 4

    3 stelle e mezza!

    Quando ho cominciato a leggere questo libro le aspettative erano prossime allo zero eppure devo dire che mi ha piacevolmente stupita grazie alla sua trama che mi ha intrigata e spinta a proseguire a l ...continua

    Quando ho cominciato a leggere questo libro le aspettative erano prossime allo zero eppure devo dire che mi ha piacevolmente stupita grazie alla sua trama che mi ha intrigata e spinta a proseguire a leggere nonostante un paio di cose abbiano rallentato la lettura: il linguaggio usato sicuramente non contemporaneo mi ha un po' confusa soprattutto all'inizio e il gran numero di personaggi (ciascuno nominati una volta col nome e un'altra col cognome) a volte mi ha stordita.
    In definitiva però sono contenta di aver letto mastro don Gesualdo e ne consiglio la lettura :)

    ha scritto il 

  • 5

    "Mastro Don Gesualdo" era una lettura che volevo fare dai tempi del liceo, quando studiando Verga venni colpita subito dalla storia, ma poi per un motivo o per un altro rimandavo sempre. Ora invece ec ...continua

    "Mastro Don Gesualdo" era una lettura che volevo fare dai tempi del liceo, quando studiando Verga venni colpita subito dalla storia, ma poi per un motivo o per un altro rimandavo sempre. Ora invece eccomi dopo aver finalmente letto questo splendido romanzo che non ha per niente deluso le mie aspettative create nel corso degli anni. Mastro Don Gesualdo è il classico uomo che si è fatto da solo attraverso il proprio lavoro che gli ha permesso di riscattare la propria condizione ed entrare così a far parte di un'altra classe sociale. Una persona come lui dovrebbe creare ammirazione, cosa che però non accade a Gesualdo Motta: la sua famiglia quasi lo rimprovera della sua nuova ricchezza non sentendosi mai all'altezza di chi ricco lo è nato; i suoi compaesani si rivolgono a lui solo al fine di ottenere benefici, salvo poi lasciarlo solo e criticarlo quando ciò non avviene. Un matrimonio d'interesse e una sola figlia a cui lasciare tutta la ricchezza da lui accumulata nel corso degli anni , Gesualdo si ritroverà a passare gli ultimi giorni della sua vita solo, come spesso si è ritrovato in passato: solo a costruire la propria fortuna, solo contro la sua famiglia e solo contro chi lo voleva amico solo per i propri interessi.

    ha scritto il 

  • 5

    “ Oggi non si ha più riguardo a nessuno. Dicono che chi ha più denari, quello ha ragione... “

    Credo che in tempi attuali , anche se ciò non vale come regola assoluta , per leggere ed apprezzare compiutamente un romanzo come questo sia quasi indispensabile avere un certo numero di primavere sul ...continua

    Credo che in tempi attuali , anche se ciò non vale come regola assoluta , per leggere ed apprezzare compiutamente un romanzo come questo sia quasi indispensabile avere un certo numero di primavere sulle spalle per assaporarlo come merita , per distillarne la bellezza di ogni singola parola , per farsi rapire dalla potenza descrittiva e dalla sapida corposità delle immagini .
    Un’opera splendida che attraverso la parabola umana del protagonista , che partendo dal niente ed anzi schernito dai sui compaesani già coi beffardi appellativi di “Mastro” e “Don”, raggiunge una solidissima posizione sociale riscattando una condizione di grande povertà ma sacrificando l’intera sua vita e tutti i suoi affetti più cari , descrive la decadenza della nobiltà siciliana sino all’avvento dei moti rivoluzionari che hanno poi segnato la caduta della monarchia.
    Ma esso costituisce soprattutto un tratteggio mirabile quanto impietoso della condizione di estrema povertà e di diseguaglianza sociale nella Sicilia borbonica , per il quale l’autore utilizza un linguaggio “toscaneggiante ” che mi ha lasciato inizialmente perplesso ma che forse , nella sua intenzione , meglio si adatta ad esprimere le differenze di censo della maggior parte dei protagonisti rispetto al popolo .
    Un capolavoro senza tempo della nostra letteratura che dovrebbe trovare spazio nella libreria di ognuno .

    ha scritto il 

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