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Matar a un ruiseñor

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Publisher: Zeta Bolsillo

4.4
(9709)

Language:Español | Number of Pages: 416 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , French , Italian , Portuguese , Dutch , Swedish , Catalan , Korean , Polish , Indonesian

Isbn-10: 849872273X | Isbn-13: 9788498722734 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Book Description
Jean Louise Finch evoca una época de su infancia en Alabama, cuando su padre, Atticus, decidió defender ante los tribunales a un hombre negro...
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  • 5

    Fatica, ma che capolavoro!

    Ho letto questo libro (tradotto in italiano con il buio oltre la siepe) in inglese, facendo una fatica tremenda. Ma ora, dopo averlo terminato, sono a dir poco felice di averlo fatto: è veramente un c ...continue

    Ho letto questo libro (tradotto in italiano con il buio oltre la siepe) in inglese, facendo una fatica tremenda. Ma ora, dopo averlo terminato, sono a dir poco felice di averlo fatto: è veramente un capolavoro assoluto, e lo sforzo compiuto rende ancora più gustoso l'essere arrivato alla fine.
    La lingua è ostica, piena di termini arcaici, di abbreviazioni e di un po' di slang, ma ciò che più fa impressione è che non sono passati poi molti anni da un'epoca in cui l'essere neri poteva costituire una sorta di naturale pregiudiziale di colpevolezza nel caso di un processo. Il romanzo è soprattutto questo, ma è anche un bildungsroman che narra il percorso di formazione dei due fratelli (la protagonista, Scout, e il fratello Jem), un racconto che ci mette in guardia dal pregiudizio ed una storia toccante.
    Capolavoro! Grazie a Daniela per il prestito e per avermi convinto a leggerlo!

    said on 

  • 3

    Il buio oltre la siepe è un romanzo che pone l'attenzione sul tema delle discriminazioni e del rapporto con il diverso, scegliendo una prospettiva particolare per svolgere la narrazione: è la giovanis ...continue

    Il buio oltre la siepe è un romanzo che pone l'attenzione sul tema delle discriminazioni e del rapporto con il diverso, scegliendo una prospettiva particolare per svolgere la narrazione: è la giovanissima Scout a raccontare la storia di Tom Robinson e della strenua difesa che il padre, Atticus, quasi un eroe d'altri tempi, sostiene per scagionarlo dall'accusa che lo condannerebbe alla pena capitale e per affermare un principio di uguaglianza e giustizia che non può essere in alcun modo compromesso dal colore della pelle. Un romanzo che parte molto bene, arricchendo il lettore di aspettative avventurose, ma che perde mordente nella seconda parte, dove prevale una riflessione più cruda sulla realtà dalla quale gli adulti escono sconfitti, smascherati nella loro ipocrisia dallo sguardo semplice e genuino dei ragazzini.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/03/il-buio-oltre-la-siepe-lee.html

    said on 

  • 3

    tre stelle e mezza

    Come spesso mi accade, ripongo in taluni libri molte aspettative,che spesso restano disattese. La lettura é piacevole,ma in alcuni punti ho sentito il racconto trascinarsi. Interessante il caso e il p ...continue

    Come spesso mi accade, ripongo in taluni libri molte aspettative,che spesso restano disattese. La lettura é piacevole,ma in alcuni punti ho sentito il racconto trascinarsi. Interessante il caso e il processo, il tema del razzismo é sempre molto caldo, l'autrice sceglie gli occhi di una bimba per raccontarci fatti spregevoli velati dalla ingenuità della sua tenera età. Fatto sta che pur apprezzando il racconto, non condivido il diffuso entusiasmo e l'acclamazione a capolavoro.

    said on 

  • 4

    "E' quello che pensavo io quando avevo la tua età." disse infine. "Ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d'accordo fra di loro? Se sono tutti uguali, perché pass ...continue

    "E' quello che pensavo io quando avevo la tua età." disse infine. "Ma se gli uomini sono di un tipo solo, come ti spieghi che non vanno mai d'accordo fra di loro? Se sono tutti uguali, perché passano la vita a disprezzarsi a vicenda? Comincio a capire una cosa Scout: sai perché Boo Radley è rimasto chiuso in casa tutto questo tempo? Perché vuole starci dentro."

    I libri di formazione, si dice, andrebbero letti da adolescenti quando è facile rispecchiarsi nei problemi, dubbi e turbamenti dei protagonisti della vicenda, con cui solitamente si condividono l'età e le difficoltà legate all'ingresso nel mondo dei "grandi".
    I grandi, dal canto loro, possono concedersi di tanto in tanto la lettura di questo genere di storie crogiolandosi in qualche forma di compiaciutali nostalgia, ammantanti da quell'aurea di bonaria consapevolezza di chi ormai il mondo lo conosce e sa che le cose sono ben più complicate di così.
    Chi le abbia rese "le cose" così complicate non è dato saperlo ma fa veramente sorridere leggere certe recensioni a Il buio oltre la siepe, ricche di lodi per i buoni sentimenti che i ragazzini dovrebbero imparare, prostate ad osannare la mitica figura di Atticus Finch, modello del padre moralmente impeccabile, capace di profonda sensibilità e inatteso coraggio.

    Certo le sensazioni che ho provato ora rileggendo questo romanzo da adulta non sono più le stesse avvertite quando l'ho affrontato per la prima volta a quindici anni. Scomparso è il leggero senso di terrore che mi comunicavano le incursioni alla casa di Boo Radley, svanita è la perplessità per l'apparente sottomissione di Atticus alla zia Alexandra o l'indignazione bruciante per i tentativi della donna di trasformare Scout in una ragazzina "perbene", più comprensibile è diventato l'atteggiamento scontroso e scostante di Jem.
    Rimane però il piacere di una narrazione senza tempo, scorrevole, onesta e arguta che trasforma l'Alabama degli anni '30 in qualunque posto voi vogliate: siamo sempre gli stessi bambini e siamo sempre gli stessi adulti e la voce di Scout, infantile ma non petulante, non intrisa della nauseabonda saccarina che si mette in bocca oggi ai ragazzini, narra una storia "di grandi", nella quale i bambini si muovono sul contorno, osservando e facendone le spese.
    Non si legge Il buo oltre la siepe perché è bello ricodare come eravamo e non lo si legge nemmeno solo perché è un libro che parla di razzismo e leggere un libro sulla vecchia America razzista ci fa sentire buoni: Tom Robinson è un nero che viene ingiustamente accusato dello stupro di una ragazza bianca, questo il fatto centrale che però è anche solo la punta di iceberg fatto di ignoranza, povertà, maschilismo e discriminazione sessuale che ribolle ora come allora, altrimenti non sentiremmo parlare con tanta frequenza di femminicidi, stupri, crimini dettati dall'odio o, più banalmente, di bambini che non possono pagarsi la mensa scolastica e persone che non hanno il diritto di sposarsi come le altre.
    E' questa una storia che parla di noi, di come siamo diventati quello che siamo e di quanto ci piace o meno ciò che siamo e ogni piccolo evento del libro, che si snoda silenzioso e sornione nella sonnolenta quotidianità di un'insignificante cittadina del Sud seguendo un climax crescente fino ai tormentati giorni dello spettacolare processo, è pezzo fondamentale e intenzionalmente cesellato della sincera analisi sociale che Harper Lee ha voluto mettere in piedi.

    Non voglio dire che il passaggio del tempo non abbia portato in luce qualche ingenuità della narrazione, qualche passaggio un po' didascalico e figure oggi un po' trite come la cuoca Calpurnia, emblema delle tate "negre" dalle maniere sbrigative e dal cuore d'oro ma nel complesso il racconto e i suoi personaggi sono tratteggiati di squisita finezza. Basti pensare al rude imbarazzo di Atticus nel suo ruolo di genitore single un po' attempato o al complicato evolversi del rapporto tra Jem e Scout, separati da quattro anni e dall'ingresso del primo nell'adolescenza che, inevitabilmente, va a modificare la complicità e l'intimità che li unisce.

    Il buio oltre la siepe è un romanzo facile all'apparenza e credo che limitarsi a vederne l'aspetto didascalico sia un peccato quasi quanto uccidere un tordo; Atticus Finch non è il padre perfetto e Harper Lee non voleva scrivere un manuale comportamentale quanto raccontarci dell'uomo, parlarci di noi, magari riportare un po' di consapevolezza nel nostro quotidiano.

    said on 

  • 4

    Il bello del razzismo è che si evolve come tutto il resto. I discriminati di oggi saranno i discriminatori di domani. Ah, che meraviglia! 

    C’è voluta l’inaspettata notizia dell’imminente pubblicazione del seguito (per altro, scritto prima), per farmi decidere a leggere “Il buio oltre la siepe”, ossia un romanzo che avevo nella lista dei ...continue

    C’è voluta l’inaspettata notizia dell’imminente pubblicazione del seguito (per altro, scritto prima), per farmi decidere a leggere “Il buio oltre la siepe”, ossia un romanzo che avevo nella lista dei desideri da almeno un secolo. La storia la conoscete tutti - la conoscevo pire io senza aver letto il libro. C’è questa ragazzina che racconta del processo nel quale il padre, Atticus Finch, difende un nero dall’accusa di aver violentato una ragazza bianca. Ovviamente il nero è innocente ma la gente non la pensa allo stesso modo.

    Questa è la trama, o meglio, questa era la trama. Sì, perché dopo aver letto il romanzo di Harper Lee (lo sapevate che era andata a scuola insieme a Truman Capote e che, anni dopo, lo assistette nelle ricerche preparatorie alla stesura di “A sangue freddo”?), mi sono reso conto che la storia non era tutta lì. Il romanzo tratta del razzismo, ma non soltanto di quello verso persone con una diversa gradazione nel colore della pelle. Ecco perché è così importante, anche oggi.

    Harper Lee, per bocca di una ragazzina - una bocca tutto sommato monda, non ancora insozzata dalle schifezze che solo l’uomo è in grado di compiere -, ci fa vedere come nell’Alabama degli anni ’50, la paura nei confronti del diverso veniva esorcizzata per mezzo dell’odio cieco e della violenza sprezzante. Esattamente come accade oggi in tutto l’occidente, ma anche in oriente. «Al Lupo! Al Lupo!» è, oggi come ieri, il grido di battaglia.

    Insulterai il dissimile tuo come se ti avesse fatto un torto imperdonabile. I neri puzzano, gli ebri imbrogliano, gli zingari rubano, i testimoni di Geova cacano il cazzo, i mussulmani sono terroristi, i comunisti mangiano i bambini, i francesi hanno la puzza sotto il naso, i tedeschi sono rigoristi, gli stilisti sono tutti froci, i froci sono malati, i malati di mente vanno rinchiusi e dimenticati, le donne sono tutte puttane (ad eccezione di mamma, figlia, moglie, fidanzata, sorella, nonna, zia e cugina … e pure amante!), gli italiani sono tutti mafiosi, ecc.

    “Il buio oltre la siepe”, titolo della versione italiana, vuole rappresentare proprio ciò che ci è sconosciuto, estraneo pur essendoci assai vicino. Mentre il “To kill a Mockingbird” (uccidere un usignolo) del titolo originale, si riferisce all’ammonimento che Atticus fa ai figli quando questi ricevono come regalo di Natale due fucili ad aria compressa. L’usignolo è un uccellino che non fa male a nessuno, non saccheggia i campi o i granai ma si ciba soltanto di insetti e vermi, e allieta gli uomini con il suo canto melodioso. Il paragone fra l’uccellino e il nero accusato di violenza o il vicino di casa strano che non esce mai o il ragazzino scalzo al quale i genitori non possono comprare la merenda da portare a scuola, è talmente lampante da abbagliare. Non sparare, non caricare la tua bocca a pallettoni quando vedi qualcuno che non è perfettamente uguale o che la pensa in modo di differente da te; aspetta, rifletti e cerca di conoscerlo prima di condannarlo … anche perché i razzisti di oggi sono figli dei discriminati di ieri (Esempio: Avete mai conosciuto un italiano emigrato in Svizzera negli anni ’60-’70? Io sì e mi stupisco che dicano agli immigrati nostrani le stesse, oltraggiose parole che gli sfizzeri dicevano a loro quando erano soltanto dei pidocchiosi italiani del cazzo. Esempio 2: Conoscete un italiano del New Jersey che voti democratico? Nemmeno io, sono tutti repubblicani con forti tendenze verso il Tea Party. Sono i figli dei pezzenti dago sporchi e furfanti, quindi trattano i latini come i “bianchi” trattarono i loro nonni). Che ne dite di spezzare questo circolo vizioso? Vi farebbe schifo se i nostri figli non venissero insultati per essere quello che sono? Pensate un po’ se fra qualche anno diventasse più disdicevole di quanto già non sia perdere tempo a leggere. Pensateci. Ci ritroveremmo ad essere additati sulle panchine e sui mezzi pubblici, in fila alla posta o sotto l’ombrellone. «Sporco lettore» ci direbbero. «Non ti vergogni? Non vedi che ci sono dei bambini?!»

    said on 

  • 4

    Il buio oltre la siepe

    "Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfit ...continue

    "Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede"

    La storia che viene raccontata è quella della giovanissima Scout, una vera e propria Huckleberry in gonnella, figlia del brillante e sensibile avvocato Atticus Finch, incaricato di difendere un uomo di colore ingiustamente accusato di aver stuprato una donna bianca.
    Lettura meravigliosa che, attraveso gli occhi di una bambina, condanna ogni tipo di discriminazione.

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  • 4

    Uno sguardo infantile sul buio dei pregiudizi

    Un vero capolavoro: bella la storia, indimenticabili i personaggi, profondo il messaggio, vincente la scelta della piccola Scout voce narrante. Una frase su tutte: "la coscienza è l'unica cosa che non ...continue

    Un vero capolavoro: bella la storia, indimenticabili i personaggi, profondo il messaggio, vincente la scelta della piccola Scout voce narrante. Una frase su tutte: "la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza".

    said on 

  • 5

    Perché non l'ho mai letto prima? Perché ho aspettato così tanto nonostante ne abbia sentito parlare tante volte?
    Un libro che racchiude un'infinità di stati d'animo e sensazioni: dolcezza per l'ingenu ...continue

    Perché non l'ho mai letto prima? Perché ho aspettato così tanto nonostante ne abbia sentito parlare tante volte?
    Un libro che racchiude un'infinità di stati d'animo e sensazioni: dolcezza per l'ingenuità della piccola Scout, orgoglio, rabbia, tristezza, rispetto per quel grande uomo di Atticus Finch.
    Una storia profondamente educativa, vista con gli occhi di una bambina di 7 anni che, per l'educazione ricevuta, riesce a capire e ad avere una sensibilità spiccata molto di più di tanti adulti (tanto da riconoscere subito l'ipocrisia della sua maestra).
    Quanto avrei voluto leggerlo prima!

    said on 

  • 0

    Trovo sia un libro molto importante

    per la crescita di ogni adolescente proprio perché tratta di tematiche che potremmo definire mai chiuse, e che vanno a colpire nel profondo molti individui proprio per una questione storica e sociale ...continue

    per la crescita di ogni adolescente proprio perché tratta di tematiche che potremmo definire mai chiuse, e che vanno a colpire nel profondo molti individui proprio per una questione storica e sociale non del tutto superata, riguardante razzismo e segregazione razziale. Viene definita molto bene la differenza che sussisteva tra persone bianche e quelle di colore, dando un' idea generale dei pregi e dei difetti in una società iniqua nei confronti di un determinato tipo di persone: i neri. Ed è proprio questa iniquità sociale e morale che porta ad una visione distorta e modificata della realtà. Una realtà in cui non si tiene conto degli esseri umani come singoli individui "uguali", ma si valuta l'affidabilità di una persona in base al colore della pelle. Una situazione da brivido. Io stesso diventerei un criminale piuttosto che subire certi abusi ed ingiustizie che uomini e donne hanno portato sulle spalle per anni. Anche il tema che tratta della paura del "diverso", rappresentato da Boo Radley, tenuto solo perché solitario e schivo e' molto interessante. Osserva quanto il pregiudizio possa obnubilare e ottenebrare le nostri menti al punto da dirigere i processi mentali in modo meccanico e di conseguenza non permettendoci di avere una chiara visione della realtà circostante. Si torna ancora ad una realtà distorta fatta e costruita su falsi ideali e non su certezze di carattere umano.
    Consiglio questo libro ad un pubblico giovane, che vuole crescere ed ha intenzione di farlo; ma anche un adulto può godere tranquillamente di questa lettura. È un romanzo che, a suo modo, lascia un segno all'interno di ognuno di noi.
    Drahir Koheef

    said on 

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