Matar un ruiseñor

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Publisher: Byblos

4.4
(11733)

Language: Español | Number of Pages: 410 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , French , Italian , Portuguese , Dutch , Catalan , Swedish , Korean , Polish , Indonesian

Isbn-10: 846662676X | Isbn-13: 9788466626767 | Publish date: 

Translator: Baldomero Porta

Also available as: Hardcover , Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Book Description
Jean Louise Finch evoca una época en la que su padre Atticus, abogado en una población sureña, decidió defender a un hombre negro acusado de violar a una mujer blanca. Harper Lee ganó el Pulitzer en 1961 por esta novela, que Robert Mulligan llevó a la gran pantalla en una inolvidable película que obtuvo dos Oscar: al mejor guión (Horton Footer) y al mejor intérprete masculino (Gregory Peck).
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  • 5

    Mentre leggevo ho avuto sentimenti contrastanti nei confronti di questo romanzo, non riuscivo a capire dove volesse andare a parare. Poi ho capito che la prima parte serviva ad introdurre il lettore n ...continue

    Mentre leggevo ho avuto sentimenti contrastanti nei confronti di questo romanzo, non riuscivo a capire dove volesse andare a parare. Poi ho capito che la prima parte serviva ad introdurre il lettore nel mondo della piccola Scout, senza di essa non si potrebbero capire del tutto "l'evento principale". Vi invito a non abbandonare questo capolavoro della letteratura americana.

    said on 

  • 5

    Da leggere assolutamente

    Piccolo grande romanzo di formazione, i cui protagonisti, accanto alla piccola voce narrante ed alla sua famiglia, sono il senso della giustizia, dell'onestà, dell'uguaglianza e della tolleranza.
    La b ...continue

    Piccolo grande romanzo di formazione, i cui protagonisti, accanto alla piccola voce narrante ed alla sua famiglia, sono il senso della giustizia, dell'onestà, dell'uguaglianza e della tolleranza.
    La bambina protagonista, deliziosamente caparbia e ribelle, racconta la storia, talvolta confondendola nelle divagazioni tipiche dell'infanzia. Ma ecco che a tratti, la sua sensibilità le permette di penetrare nella verità delle cose, molto più a fondo della maggior parte degli adulti che la circondano.
    Di un eroismo quotidiano, la figura del padre, Atticus, alle prese con l'arduo compito di educare due figli "impegnativi" in un contesto difficile, come l'Alabama degli anni '30.
    Ciliegina sulla torta, l'entrata in scena, nel momento più inaspettato, di Boo Radley, la cui assenza aleggia per tutto il libro. La sua apparizione, se pur drammatica , ha qualcosa di estremamente delicato e sorprendente.
    Da leggere assolutamente.

    said on 

  • 4

    Piacevole lettura, ma niente di entusiasmante

    Come sempre le mie aspettative sono troppo alte. A leggere certe recensioni questo racconto è un vero capolavoro, sarà che forse con il passare del tempo mi annoio sempre più facilmente, ma pur essend ...continue

    Come sempre le mie aspettative sono troppo alte. A leggere certe recensioni questo racconto è un vero capolavoro, sarà che forse con il passare del tempo mi annoio sempre più facilmente, ma pur essendo un romanzo nel complesso piacevole, ci sono alcune pagine che aggiungono solo un tocco di colore, di certo apprezzabile, ma non è quello che mi interessa particolarmente trovare in un libro e quindi in corrispondenza di questi passaggi subisco un netto calo dell'attenzione e comincio a saltare intere righe, poi paragrafi, poi pagine. Ecco, in questo caso mi spiace averlo fatto soprattutto verso la fine, perché vuol dire che il libro proprio nel momento in cui dovrebbe raggiungere l'apice, inizia invece a perdere colpi. Ed è proprio una cosa frustrante, ad essere sinceri. Mi è piaciuta tanto la figura di Boo Radley, che avrebbe però meritato qualcosa di più dell'epilogo abbastanza scontato che gli viene riservato. Tutto sommato, è un bel libro, ma che non lascia un segno profondo. Probabilmente, fra qualche anno mi ricorderò soltanto del buon solitario misterioso sfortunato poetico generoso Boo (la quarta stella è per lui).

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  • 3

    Tentativi di riappacificazione col premio Pulitzer

    Inscindibili le immagini evocate dalle pagine di questo libro dalle immagini del film in bianco e nero del 1962 tratto dal libro stesso. Già, si tratta di un testo un po' datato, che andrebbe inquadra ...continue

    Inscindibili le immagini evocate dalle pagine di questo libro dalle immagini del film in bianco e nero del 1962 tratto dal libro stesso. Già, si tratta di un testo un po' datato, che andrebbe inquadrato nel contesto sociale dell'Alabama degli anni in cui è stato scritto. E' lecito chiedersi se nella profonda America rurale le cose siano davvero cambiate.
    Tenerissimo il personaggio di Atticus, padre vedovo che cerca di tenere a bada un paio di figli (nell'ambito del contesto di cui sopra del tutto poco credibile la figlia, voce narrante), cercando di allevarli in qualche modo.
    Atticus fin da subito è consapevole che rettitudine e senso di giustizia saranno vanificati in un indegno teatrino, ma accetterà, a mio giudizio obtorto collo, una sorta di salvifica legge del taglione.
    Detto ciò, il processo di riappacificazione con le motivazioni dell'assegnazione di certi premi (e con certa letteratura americana del XX secolo) è tuttora in corso.

    said on 

  • 2

    Una favoletta buonista

    Le prime ottanta pagine mi hanno quasi fatto desistere dalla lettura, tanto sono noiose e piene di pettegolezzi di quartiere e interminabili giochi di bambini, ho continuato solo perché volevo capire ...continue

    Le prime ottanta pagine mi hanno quasi fatto desistere dalla lettura, tanto sono noiose e piene di pettegolezzi di quartiere e interminabili giochi di bambini, ho continuato solo perché volevo capire la ragione della popolarità di questo romanzo.
    I personaggi sono unidimensionali e stereotipati. Il romanzo è idealistico ed ingenuo, e il messaggio che vuole dare è contraddittorio.
    Scout, la voce narrante, è irritante e saccente, alterna pensieri infantili a ragionamenti adulti, probabilmente perché la vicenda è letta attraverso i ricordi di una lei più grande.
    Se l’autrice voleva darci l’impressione di trovarci di fronte ad una vera mente infantile, direi allora che in questo caso ha fallito miseramente, per di più un punto di vista del genere toglie molto pathos alla vicenda perché molti passaggi non vengono spiegati.
    Atticus è un uomo buono, che rifiuta ogni forma di violenza e con la mirabile capacità di distinguere facilmente tra buoni e cattivi.
    Non dà una vera e propria educazione ai figli, che crescono allo stato brado, praticamente allevati da Calpurnia, la governante nera, che sembra essere l’unica donna di colore di Maycomb intelligente, con una mente pensante e con un’istruzione.
    L’unica cosa che Atticus sa fare è regalarci ogni tanto perle di saggezza, come ad esempio che giudicare le persone è sbagliato, anche se queste persone fanno o ci fanno del male (pure se sono Hitler), insegna ai figli a non reagire alle provocazioni in maniera un po’ ipocrita, come lui che cerca di essere amico di tutti, quando quasi sempre questo comporta essere amici di nessuno.
    Assume la difesa di Tom Robinson più per coscienza che per convinzione, per essere un buon cristiano e per dare un buon esempio ai figli, addirittura afferma che per tutta la vita ha sperato che non gli capitasse mai un caso del genere.
    Ha verso la gente di colore un atteggiamento condiscendente e paternalistico, tanto che in più di un’occasione dice cose del genere: “non c’è nulla di più disgustoso di un bianco di infima condizione sociale che approfitta dell’ignoranza di un negro.”
    Anche se il processo occupa solo una trentina di pagine nel romanzo, questo libro viene presentato come un libro contro il razzismo, anche se secondo me si ottiene il risultato contrario, anche perché l’autrice approfondisce maggiormente la descrizione del personaggio di Atticus (come se, con la sua scelta “controcorrente”, fosse il vero protagonista della storia), mentre tratteggia con poche righe quello di Tom Robinson, che viene presentato come uomo semplice ed innocente che viene ingannato da una scaltra ragazza bianca, che si approfitta della sua buona fede come se lui fosse un bambino.
    Anche gli altri neri del posto vengono tutti (a parte Calpurnia) rappresentati come persone ignoranti, passive, indifese ed innocenti, come creature inferiori che sembrano aver bisogno dell’aiuto salvifico dell’uomo bianco, tanto è vero che viene fatto l’assurdo parallelo tra l’uomo nero e il tordo, che pur dando fastidio con il suo canto, non merita di essere ucciso perché non fa male a nessuno.
    In questo romanzo infatti non c’è una sola persona di colore, uomo o donna che sia, che venga rappresentato come aggressivo e violento o semplicemente che si ribelli alla propria misera condizione.
    Forse all’epoca, con il ricordo piuttosto recente dello schiavismo dei campi di cotone, questo era il massimo che si potesse ottenere (già il fatto che l’autrice dica chiaramente che Tom Robinson – pur essendo chiaramente innocente - è sconfitto già in partenza è una cosa meritevole per l’epoca), ma oggi ormai dovremmo esserci evoluti, perciò questo romanzo dovrebbe essere considerato più come rappresentazione di un tempo ormai passato, piuttosto che un monito per il futuro.
    Quello che mi lascia perplessa è che un testo così datato abbia ancora adesso questa forte risonanza come romanzo anti razzista tanto da essere pure consigliato da Obama contro le moderne discriminazioni e razzismi.
    Verrebbe forse da pensare che, se questi temi hanno ora lo stesso peso di quando il romanzo è stato scritto, vuol dire che le cose non sono poi così cambiate.
    Penso che ci siano altri romanzi ben più meritevoli, più realistici, dove non sia presente una distinzione netta tra buoni e cattivi, che appartiene solo alle favole, da consigliare come testi contro il razzismo.
    Non mi ha fatto impazzire, non lo rileggerei.

    said on 

  • 4

    Le brutture del mondo viste attraverso gli occhi di un bambino

    Il libro prende le mosse dalle vicende quotidiane dei piccoli Jem e Scout, orfani di madre, che vivono con il padre Atticus, avvocato, e con la domestica di colore Calpurnia in una cittadina di un Ala ...continue

    Il libro prende le mosse dalle vicende quotidiane dei piccoli Jem e Scout, orfani di madre, che vivono con il padre Atticus, avvocato, e con la domestica di colore Calpurnia in una cittadina di un Alabama apparentemente fuori dal tempo. Il narratore della storia è la piccola Scout, che ripercorre alcuni anni della sua infanzia, concentrandosi soprattutto sui periodi estivi, e ci guida con il suo sguardo ingenuo ad addentrarci in vicende che spesso lei stessa non comprende affatto.
    E a poco a poco prende così forma il contesto di enorme povertà, di grettezza e di viscerale razzismo del Sud degli Stati Uniti in quelli che si scopre essere gli anni '30 del Novecento (gli anni cioè della Grande Depressione).
    Un affresco storico che prende forma tramite i personaggi che circondano la piccola Scout, ma soprattutto attraverso le vicende inerenti un importante caso giudiziario che Atticus si trova ad affrontare come avvocato della difesa: l'arresto e il tentativo di far condannare a morte un nero per uno stupro che, emerge a poco a poco, è altamente improbabile che abbia commesso. Ma lo scontro tra stupratore e presunta stuprata diventa sintomo dell'impossibilità dei neri di essere considerati uomini al pari dei bianchi.

    Un libro bellissimo, con personaggi superbamente tratteggiati e una storia che sembra inizialmente piccola piccola e si rivela infine di tutt'altra portata. Un affresco di un'epoca che emerge a poco a poco, come agli occhi ingenui della piccola Scout che non riesce mai a mettere perfettamente a fuoco cosa sta succedendo e non riesce mai a cogliere la realtà, perché non è attrezzata a capire, nella sua innocenza, il clima di odio che la circonda e ciò di cui sono capaci gli uomini per proteggere il loro onore da "crimini" che non sono previsti dalla loro cultura.
    All'opposto di Truman Capote, che in "A sangue freddo" racconta l'America attraverso uno sguardo il più possibile oggettivo, freddo e distaccato, nel libro della sua amica Harper Lee l'America è raccontata attraverso uno sguardo puro, virtuoso, che non è in grado di accettarne le grettezze e l'arretratezza.

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  • 5

    Bellissimo, l'ho letto a 40 anni perchè quando era più piccolo da noi non era un classico, è davvero un libro sensibile, coinvolgente, ti fa sorridere e pensare, vuoi subito bene ai protagonisti, è no ...continue

    Bellissimo, l'ho letto a 40 anni perchè quando era più piccolo da noi non era un classico, è davvero un libro sensibile, coinvolgente, ti fa sorridere e pensare, vuoi subito bene ai protagonisti, è nostalgico e scritto benissimo. Uno dei migliori libri che abbia mai letto, il miglior libro che ho letto nel 2016. Andrebbe consigliato o regalato a chiunque, la tolleranza fatta libro

    said on 

  • 3

    Mi sono un po' arenato nella lettura ma mi è piaciuto. La figura dell'avvocato Atticus Finch, il padre di Scout e Jem, è senz'altro centrale, così come quella della domestica Calpurnia. La narrazione ...continue

    Mi sono un po' arenato nella lettura ma mi è piaciuto. La figura dell'avvocato Atticus Finch, il padre di Scout e Jem, è senz'altro centrale, così come quella della domestica Calpurnia. La narrazione coinvolge momenti di crescita, domande irrisolte, considerazioni sui razzismi quotidiani, la centralità della giustizia terrena e molto altro. Un libro denso che non avevo ancora letto, che mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato.

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