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Matrimonio e morale

Di

Editore: TEA

4.0
(125)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 887819462X | Isbn-13: 9788878194625 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Tornabuoni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 2

    Delusione, sì

    Comprai questo libro (edizione Longanesi, 1982) ad una bancarella di libri raccolti da svuotamento cantine e soffitte per 1 euro. Pensai all'inizio di aver fatto un affare, ma inoltrandomi nella ...continua

    Comprai questo libro (edizione Longanesi, 1982) ad una bancarella di libri raccolti da svuotamento cantine e soffitte per 1 euro. Pensai all'inizio di aver fatto un affare, ma inoltrandomi nella lettura capii che OK, il prezzo è giusto. Il lessico è scorrevole e semplice e il testo potrebbe essere stato un ottimo trattato divulgativo su sessualità e morale. Tuttavia l'autore scivola troppo spesso su posizioni e considerazioni apertamente razziste, maschiliste e totalitariste. Insomma un libro figlio del suo tempo (1929).

    La delusione viene dal fatto che mi aspettavo più illuminazione da parte di un considerato filosofo del novecento, invece al di là di una buona analisi delle origini del rifiuto della sessualità nel cristianesimo, questo testo è un mero prodotto di quella società europea e americana che, non solo tollerò, ma addirittura strizzò l'occhio al nascente Nazismo tedesco. Tant'è la presenza di un capitolo intitolato "Eugenetica", per citare la più grossolana delle similitudini con il concetto di superiorità razziale.

    All'inizio della lettura notavo spesso l'utilizzo di "popolazioni civili" in contrapposizione ai "selvaggi" ma ritenevo, in buona fede, che si trattasse della terminologia naif utilizzata all'inizio del novecento, procedendo nella lettura mi sono reso conto che era espressione deliberata delle posizioni dell'autore.

    Un motivo per salvare questo libro? Di sicuro come prova storica di come sia risultata facile e diffusa negli ambienti culturali, la giustificazione di teorie razziste che hanno contribuito alla mostruosità del Nazismo. E, secondo me, è un buon motivo per una lettura critica e consapevole di questo libro, se si è interessati all'analisi storica. Per il resto, dò per buone ed interessanti: l'analisi su sessualità e ascetismo cristiano, matrimonio come costrizione (non costruzione) sociale e, infine, la teorizzazione dello stato Padre che subentra al Padre umano come poi avvenne nei totalitarismi che seguirono il 1929.

    ha scritto il 

  • 1

    La caduta di un mito

    Prima di leggere questo libro pensavo che Russell fosse un fine pensatore, uno sui cui libri ci si potesse basare per formarsi delle idee, ma mi sbagliavo. Certamente le tesi alla base del libro sono ...continua

    Prima di leggere questo libro pensavo che Russell fosse un fine pensatore, uno sui cui libri ci si potesse basare per formarsi delle idee, ma mi sbagliavo. Certamente le tesi alla base del libro sono più che condivisibili, e probabilmente, per la sua epoca, erano anche parecchio progressiste. Ad esempio, che i giovani devono ricevere un'adeguata educazione sessuale, che la naturale curiosità sessuale dei bambini va soddisfatta senza vergogna e che la Chiesa e la società patriarcale hanno gravemente nuociuto alla famiglia e agli individui. Tutto il resto del libro, però, è da buttare. Tanto per cominciare, essendo un libro del 1929, è ormai datato. La società di cui parla Russell è una società che non esiste più, una società in cui esisteva ancora la sifilide, in cui le donne avevano appena cominciato ad emanciparsi e gli anticoncezionali avevano appena iniziato a diffondersi. Per cui, più che un libro su matrimonio e morale, potrebbe essere considerato un saggio storico. Molte delle idee e dei ragionamenti, inoltre, sono ingenui e spesso anche senza un fondamento scientifico o sociologico. Ma la cosa che più mi ha fatto orrore è che Russell appoggiava la cosiddetta "eugenetica positiva", che si sarebbe dovuta realizzare sterilizzando i minorati e i "deboli di mente" e incoraggiando i "genitori sani" ad avere molti figli. Questo poteva avvenire, ad esempio, garantendo l'istruzione gratuita (fino all'università) per i fgli dei professionisti. Purtroppo però, si lamenta Russell, c'è un grosso ostacolo alla realizzazione di questo progetto: la democrazia. Per cui mi immagino la sua felicità quando avrà visto Hitler mettere su una bella dittatura e diffondere le idee eugenetiche. Insomma, Russell voleva liberarci dalla schiavitù delle religioni e poi consegnarci alla schiavitù della scienza. Concludo con alcune citazioni che ben rendono l'infimo livello intellettuale di questo libro: "Non credo esistano dubbi sul fatto che in media le donne sono più stupide degli uomini", "Non è compito della moglie il guadagnarsi da vivere", "In linea generale si puà riconoscere se un uomo è intelligente o stupido dalla forma della testa".

    ha scritto il 

  • 4

    scritto più di 80 anni fa, è ancora estremamente attuale: le prescrizioni morali nel campo delle relazioni di coppia possono essere fonte di grande infelicità: liberarsi di tabú e modelli ...continua

    scritto più di 80 anni fa, è ancora estremamente attuale: le prescrizioni morali nel campo delle relazioni di coppia possono essere fonte di grande infelicità: liberarsi di tabú e modelli comportamentali ereditari è possibile e salutare.

    ha scritto il 

  • 3

    Do solo due stelle, dal buon vecchio, caro, amato Russell mi aspettavo un po' di più. Fosse stato un altro autore, avrei messo 3 stelline, ma Russell può fare di più. Sapeva essere un acuto ...continua

    Do solo due stelle, dal buon vecchio, caro, amato Russell mi aspettavo un po' di più. Fosse stato un altro autore, avrei messo 3 stelline, ma Russell può fare di più. Sapeva essere un acuto osservatore dei costumi sociali, quando voleva, ma questa mi sembra più una raccolta di sue riflessioni. Ben strutturate, organiche, ma l'ombra della mossa commerciale mi perseguita dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Matrimonio e morale senza moralismi

    "E' naturalmente un'ottima cosa se marito e moglie si amano in modo tale da non aver mai la tentazione dell'infedeltà; non è però altrettanto bene che l'infedeltà, se capita, sia considerata una ...continua

    "E' naturalmente un'ottima cosa se marito e moglie si amano in modo tale da non aver mai la tentazione dell'infedeltà; non è però altrettanto bene che l'infedeltà, se capita, sia considerata una cosa orribile: neppure è bene giungere ad annullare ogni possibilità di amicizia tra le due persone. Una buona vita non può avere a base la paura: la proibizione è una reciproca mancanza di libertà. Se la fedeltà è ottenuta senza questi mezzi, è un bene; ma se essi le sono necessari, il prezzo è troppo alto e una piccola reciproca indulgenza verso eventuali mancanze sarebbe cosa assai migliore.</p><p>[Bertrand Russel, Matrimonio e morale]

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco il caso di un libro che risente troppo "dei tempi". Scritto prima del secondo conflitto mondiale e quindi entro il perpetuarsi di una morale sessuale molto differente da quella odierna il libro ...continua

    Ecco il caso di un libro che risente troppo "dei tempi". Scritto prima del secondo conflitto mondiale e quindi entro il perpetuarsi di una morale sessuale molto differente da quella odierna il libro perde buona parte del suo appeal se letto oggigiorno. Lo sforzo di immersione immaginativa in un contesto storico della morale a noi apparentemente incomprensibile fin quasi a suscitare ilarità rende difficile godere della lettura di questo saggio.
    Aggiungiamo poi come Russell non valga poi molto come opinionista e come alle volte presenti idee che anche oggi apparirebbero decisamente bizzarre, se non contraddittorie, ed il risultato non potrà che essere una mezza delusione.

    ha scritto il