Mattatoio n. 5

o La crociata dei bambini

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1858)

4.1
(7584)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Finlandese , Svedese , Polacco , Catalano , Greco , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8807818582 | Isbn-13: 9788807818585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Brioschi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti.Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra."
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    “L’ironia è un filo conduttore che ha attraversato il lavoro di molti artisti che mi piacciono: uno di questi è Kurt Vonnegut, con Mattatoio numero 5 e non solo, ma anche Gary Shteyngart, lo scrittore ...continua

    “L’ironia è un filo conduttore che ha attraversato il lavoro di molti artisti che mi piacciono: uno di questi è Kurt Vonnegut, con Mattatoio numero 5 e non solo, ma anche Gary Shteyngart, lo scrittore di Mi chiamavano Piccolo fallimento e di tanti altri titoli importanti e che può essere considerato l’erede di Philip Roth e di quel taglio tra il serio e il faceto di Anton Pavlovič Čechov.”

    Igort
    Multiplo - Centro Cultura Cavriago (RE) | 22 dicembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-igort/

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: uno scrittore visionario scampato per miracolo alla 2° guerra mondiale, un suo personaggio finito per caso dentro lo stesso conflitto, una città tedesca rasa al suolo (con più vittime del ...continua

    Ingredienti: uno scrittore visionario scampato per miracolo alla 2° guerra mondiale, un suo personaggio finito per caso dentro lo stesso conflitto, una città tedesca rasa al suolo (con più vittime dell'atomica giapponese), una lotta continua tra passato, futuro, pianeta terra ed un altro mondo.
    Consigliato: a chi vuol osservare la vita dalla quarta dimensione, a chi sa che le guerre sono sempre combattute da bambini più che da eroi.

    ha scritto il 

  • 0

    Così è la vita

    "Tutto il tempo è tutto il tempo.Non cambia.Non si presta ad avvertimenti o spiegazione.E', e basta.Lo prenda momento per momento e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell'ambra".
    Let ...continua

    "Tutto il tempo è tutto il tempo.Non cambia.Non si presta ad avvertimenti o spiegazione.E', e basta.Lo prenda momento per momento e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell'ambra".
    Lettura coinvolgente e intrigante ...Billy Pilgrim si candida a diventare un personaggio vivo nella memoria del lettore che si ripresentera' in molte situazioni di vita quotidiana.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorpresa in libreria

    Nascosto tra tomi con le spalle più grosse, ho trovato questa smilza, ma intonsa, edizione tascabile di un grande classico.
    Non credo di dover dire nulla, giusto? Vi consiglio solo di leggerlo, se non ...continua

    Nascosto tra tomi con le spalle più grosse, ho trovato questa smilza, ma intonsa, edizione tascabile di un grande classico.
    Non credo di dover dire nulla, giusto? Vi consiglio solo di leggerlo, se non l'avete ancora fatto. Sono contento di aver colmato un'altra lacuna.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro in pigiama

    Su questa lettura e relativo giudizio ricadono gli effetti di una sfortunata congiuntura: quello di essere il libro della notte (da una statistica un po’ “fo da me” questa categoria cade sotto la ma ...continua

    Su questa lettura e relativo giudizio ricadono gli effetti di una sfortunata congiuntura: quello di essere il libro della notte (da una statistica un po’ “fo da me” questa categoria cade sotto la mannaia dei miei giudizi più tranchant ) e l’essere seguito alla (ri)lettura di “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, il cui fulcro è la cognitività del male contro lo psicologismo del male della Crociata dei bambini, che si sono affrontati nei gironi d’andata(1915)e ritorno(1944) su due famosi campi di battaglia della vecchia Europa : diciamo un 5:2.

    Sarà perché lo sfriculio dell’Es con i suoi traumi – se pur esiste, e ci ho i miei dubbi – ha un solo sbocco: il TSO in una più o meno accogliente struttura sanitaria, senza dare nessun contributo alla risoluzione del problema collettivo ( così va la vita, ripete a mantra il protagonista affetto a DPST sballottandosi in avventurosi andirivieni nel tempo, che hanno però tutto l’aspetto degli abusati flashback);

    sarà perché il sonno mi coglieva mentre gli occhi continuavano a scorrere righe su righe che, invece di dare per lette, dopo il trasalimento ritornavo a scorrere con doppia perdita di sonno;

    sarà perché io, dopo il primo Urania, ho giurato mai più in vita mia;

    sarà perché il bombardamento di Desdra non lo metabolizzerò nemmeno in punto di morte (come quello, inutile, di Palermo, se vogliamo rimanere nell’ordine dei danni collaterali, effetti della esportazione della democrazia dei marines di ieri e di oggi, e senza voler sfiorare nemmeno con il pensiero Hiroshima e Nagasaki) non mi è sembrata quella di Kurt V. la migliore delle denunce, per forma e contenuto;

    sarà per tutto questo e per la sfortunata congiuntura come dissi all’incipit, ma due belle stellette non glieli toglie nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    sarò breve: è un libro che colpisce soprattutto per il modo in cui parla della guerra, tra la parodia ( e quindi il registro comico), situazioni sci-fiction e al limite del grottesco.
    Lingua e stile a ...continua

    sarò breve: è un libro che colpisce soprattutto per il modo in cui parla della guerra, tra la parodia ( e quindi il registro comico), situazioni sci-fiction e al limite del grottesco.
    Lingua e stile a parte, emerge l'autentica intenzione di Vonnegut:la condanna della guerra e di tutti gli orrori che essa causa. Ho trovato spiazzante anche la ripetizione della frase " così va la vita" ripetuta dall'autore dopo qualsiasi morte all'interno del libro. Se all'inizio questa ripetizione, quasi pedissequa, può sembrare avere qualcosa di comico, in realtà ci si rende ben presto conto del vero significato della frase: finchè l'uomo continuerà a far la guerra, trovandola anche un'attività nobilitante e onorevole nonchè eroica, allo sterminio,all'odio e alla morte non si potrà porre rimedio. Dovremo accettare ogni tragedia come un qualcosa di ineluttabile.
    Il libro era nella mia lista dei " da leggere" da diverso tempo e devo dire che non mi ha deluso per nulla. Inizialmente può sembrare un po' strano( non spoilero) xD ma andando avanti nella lettura la struttura risulta chiara e interessante, diversa.

    ha scritto il 

  • 3

    La morte, grande o piccola che sia, è intorno a noi. Così va la vita.

    Non è semplice mettere in ordine i pensieri dopo aver letto il libro di Kurt Vonnegut, anche a causa di una sorta di dissociazione tra le parole che narrano di una simpatica storia vestita da fantasci ...continua

    Non è semplice mettere in ordine i pensieri dopo aver letto il libro di Kurt Vonnegut, anche a causa di una sorta di dissociazione tra le parole che narrano di una simpatica storia vestita da fantascienza, e la sua anima che è sempre costantemente drammaticamente altrove, imprigionata in una tragedia troppo grande per essere contenuta tra i propri ricordi o anche solo descritta in alcun modo.

    Sono tanti gli spunti di riflessione che Kurt suggerisce, magari lasciandoli appena intuire, in questo suo scritto. Ad esempio c'è la critica al sistema americano che misura la felicità con i propri soldi, c'è la dignità incomprensibile dei prigionieri di guerra inglesi come quella di antichi cavalieri fuori di senno, c'è la pazzia militarista e lo sgomento di chi la osserva conoscendo la guerra per ciò che davvero è, c'è la manipolazione dei semplici condotti con cinismo alla guerra per interessi inconfessabili (la crociata dei bambini), c'è la testimonianza personale dell'impotenza di fronte alla tragedia incommensurabile (la raccolta delle salme a Dresda) e quella sui drammi nascosti e vili della seconda guerra mondiale (i bombardamenti di Dresda o di Tokyo, che fecero più vittime delle atomiche), c'è la follia di chi quei drammi li ha vissuti e non si riprenderà più. E c'è anche un passo che ho vissuto come geniale e di ideale speranza, laddove un film di guerra e morte visto al contrario diventa un film di pace e di profonda umanità. C'è tanto e tanto, pur se con una capacità espressiva forse un poco acerba.

    Nel leggere le sue parole, viene comunque in mente sopratutto l'immagine dell'urlo (il quadro) però silenzioso, di un uomo che abbia dentro un dolore così grande e indicibile che lo riempia tutto, che sovrasti qualsiasi altra emozione fino al punto di dover essere liberato, e provi quindi a trovare la via per farlo, ma rimanga impotente a bocca aperta perché certe parole non esistono. E allora trovi altre vie e provi lo stesso a comunicarci qualcosa, ad avvertirci che il pericolo è grande, ad ammonire l'umanità a non rinunciare di fare le scelte giuste per quanto possiamo.

    Servirebbe uno psicologo per le giuste definizioni, per parlare di rimozione, sublimazione od elaborazione del dolore personale (ma anche di tutta l'umanità) che Kurt vuole nonostante tutto condividere. E che hanno trovato forse nelle vicende di Billy, avanti e indietro nel tempo della sua vita come se essa tutta fosse un qualcosa di eterno da scorrere e rivivere a piacere, la chiave per dare un suono a quella voce e per dare un senso al tutto.

    Per dirci che si, l'umanità ha visto e vedrà sempre grandi e indescrivibili tragedie universali la cui dimensione supera la nostra capacità di comprensione (specie quando vissute in prima persona), ma forse che comunque nella nostra vita ci saranno anche ricordi che varrà la pena di ritrovare, momenti come pietre preziose qua e là sparsi lungo il nostro percorso come 'insetti nell'ambra', e che tutte insieme sono il nostro piccolo tesoro.

    Forse questa è l'unica speranza, che la morte non sia la fine e la cancellazione di tutto ma solo uno dei momenti del nostro unicum, insieme a mille altri belli e meno belli, e che potremo (o altri per noi potranno) scegliere quali fra questi riportare alla mente alla bisogna. Quella morte che comunque è tutta intorno a noi e che tanto temiamo, che merita sempre tutto il nostro rispetto, e che possiamo (e dobbiamo) accettare.

    Il perché ce lo ricordano Kurt e Billy, invariabilmente ad ogni ricorrenza. Perché 'così va la vita'.

    ha scritto il 

  • 2

    Non volendo mai sapere di cosa parla un libro nello specifico, non conoscevo la trama.
    Mi aspettavo un libro prettamente ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi trovare dei continui camb ...continua

    Non volendo mai sapere di cosa parla un libro nello specifico, non conoscevo la trama.
    Mi aspettavo un libro prettamente ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi trovare dei continui cambiamenti di dimensione spazio-temporale e con una componente fantascientifica mi ha spiazzata.
    Ho apprezzato le parti della narrazione relative alla vita di Billy al fronte, con descrizioni e riferimenti crudi sulla guerra e sulla morte (Così va la vita). In generale però, il libro non rientra nei miei canoni, sebbene riconosca l'abilità dell'autore nella gestione dei cambiamenti di spazio e tempo. Inoltre il linguaggio utilizzato è d'effetto, poiché è al tempo stesso aspro, ma delicato (riferirsi alla morte parlando di "piedi blu e avorio").

    ha scritto il 

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