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Mattatoio n. 5

o La crociata dei bambini

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1858)

4.1
(6976)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Finlandese , Svedese , Polacco , Catalano , Greco , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8807818582 | Isbn-13: 9788807818585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Brioschi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti.
Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra."
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  • 3

    un viaggiatore del tempo (nella sua testa)

    Billy è il protagonista di questo romanzo e viaggia nel tempo (almeno secondo lui): fa spesso ritorno ai giorni del bombardamento di Dresda, ai giorni della sua infanzia, all'incidente con l'aereo, al ...continua

    Billy è il protagonista di questo romanzo e viaggia nel tempo (almeno secondo lui): fa spesso ritorno ai giorni del bombardamento di Dresda, ai giorni della sua infanzia, all'incidente con l'aereo, alla vita vissuta tra gli alieni che lo hanno rapito (i quali, lo tengono in una teca che riproduce il suo mondo, insieme ad un'altra terrestre rapita. Qui lo guardano accoppiarsi, mangiare e fare le cose tipiche degli umani, come faremmo noi, con gli animali allo zoo).
    Molto ben scritto, originale l'idea dello sbalzo nel tempo continuo.
    Un utile mezzo per raccontare del triste bombardamento, di cui anche l'autore fu testimone (nel primo capitolo, che sembra, insieme all'ultimo, distaccato dalla narrazione, l'autore progetta di scrivere un romanzo sull'eccidio, assieme ad un suo vecchio commilitone).

    ha scritto il 

  • 5

    Vonnegut scampato miracolosamente allo storico bombardamento di Dresda, dopo vent'anni trova la forza di scrivere il suo romanzo Contro la guerra.
    Questo "libricino" è un cocktail di sequenze narrativ ...continua

    Vonnegut scampato miracolosamente allo storico bombardamento di Dresda, dopo vent'anni trova la forza di scrivere il suo romanzo Contro la guerra.
    Questo "libricino" è un cocktail di sequenze narrative tipico dello stile di Vonnegut, un misto tra testimonianza storica, fantascienza e passaggi nel tempo; la metafora guerra-alieni è originale, e Vonnegut la prende con filosofia e umorismo... non è un libro di critica alla guerra o al potere ma semplicemente una rassegnazione alla natura/stupidità umana... "così va la vita".

    L'aneddoto dal quale è nato il titolo "La crociata dei bambini" mi ha colpito particolarmente sia come fatto storico che come promessa mantenuta.

    ha scritto il 

  • 0

    Kurt Vonnegut non ha bisogno del mio giudizio e neanche del mio ringraziamento. Ma lo immagino su Tralfamadore, con gli alieni dalle manine occhiute a farsi beffe di noi. Grande libro, originalissimo, ...continua

    Kurt Vonnegut non ha bisogno del mio giudizio e neanche del mio ringraziamento. Ma lo immagino su Tralfamadore, con gli alieni dalle manine occhiute a farsi beffe di noi. Grande libro, originalissimo, profondo e insieme leggero. Uno sberleffo a tutte le guerre e all'assurdità del genere umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile dare un giudizio su quest'opera; si legge molto scorrevolmente, ma non saprei dire se mi è piacuta o meno: non è una storia con una trama (anche se i salti temporali del protagonista ci fann ...continua

    Difficile dare un giudizio su quest'opera; si legge molto scorrevolmente, ma non saprei dire se mi è piacuta o meno: non è una storia con una trama (anche se i salti temporali del protagonista ci fanno conoscere un po' tutta la sua vita) e forse non è neanche fantascienza, ma una riflessione sulla guerra. Bisogna rimuginarci u ancora un poco!!!

    ha scritto il 

  • 1

    E' una grandissima schifezza. Non basta avere una buona idea per scrivere un gran libro, bisogna avere anche delle qualità particolari che ti permettano di elaborare pensieri e trama in maniera avvinc ...continua

    E' una grandissima schifezza. Non basta avere una buona idea per scrivere un gran libro, bisogna avere anche delle qualità particolari che ti permettano di elaborare pensieri e trama in maniera avvincente e sinuosa, altrimenti tutti quanti saremmo scrittori o, comunque, artisti in genere. Pure a me, di tanto in tanto, sovvengono delle idee piuttosto interessanti, ma non sono un genio, né uno scrittore, né un artista e allora amen. Allo stesso modo ci sono scrittori con la esse maiuscola che, partendo da piccole e banali idee, sono in grado di costruire dei veri e propri capolavori.
    Vonnegut, molto schiettamente, invece scrive male. Il libro, per quanto, ripeto, l'idea di partenza sia buona, poteva essere sviluppato in poche pagine. E poi è stracolmo di modi di dire americani che fanno venire la nausea. "Dio vi benedica", "fratello", "così va la vita", tutte frasi ripetute all'infinito e che diventano slogan che hanno come unico scopo quello di entrare nella testa del lettore e non andare più via, tanto sono odiosi. Un libro senza una precisa trama, con periodi sconclusionati, salti temporali privi di senso, pensieri messi qua e là senza nessun criterio narrativo - sembra quasi di trovarsi di fronte ad un handicappato che scrive di getto, allungando il brodo, e che utilizza un tono perennemente patetico, quasi sensazionalistico, tentando di creare chissà quale atmosfera. Il risultato è un obbrobrio, uno delle peggiori schifezze che io abbia mai letto.
    Come si fa a definirlo un capolavoro? I termini non vanno usati a sproposito. Se questo è un capolavoro, allora "Il Maestro e Margherita" che cos'è?
    Per finire: la prossima volta che sentirò qualcuno pronunciare la frase "Così va la vita" credo che avrò una crisi di nervi con risvolti piuttosto violenti e dovrò essere rinchiuso in un manicomio criminale. Nel libro viene ripetuta almeno due o tre volte per pagina, che, considerando le 195 pagine complessive del romanzo, fanno all'incirca 400 o 600 volte. E' odiosissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Universo alternativo

    Vonnegut ha un modo di narrare i fatti che è suo, e basta. Con un umorismo, un umorismo nero, che si rivela nelle situazioni più tragiche del racconto. Una satira che solleva e appesantisce allo stess ...continua

    Vonnegut ha un modo di narrare i fatti che è suo, e basta. Con un umorismo, un umorismo nero, che si rivela nelle situazioni più tragiche del racconto. Una satira che solleva e appesantisce allo stesso tempo. È un riso amaro, contagiato. Con quel suo stringato e incessante "Così va la vita", e attraverso l'innocenza di Billy, Vonnegut ci mostra tutto quello che di peggio è accaduto. E che accadrà, perché l'uomo è destinato a ripetersi.

    - See more at: http://startfromscratchblog.blogspot.com/2015/01/mattatoio-n-5-kurt-vonnegut.html

    ha scritto il 

  • 0

    L'avevo letto qualche anno fa, ma non l'avevo saputo apprezzare abbastanza. Le spiegazioni di fisica di Brian Greene ne "La trama del cosmo" (e il film "Interstellar") mi hanno fatto ripensare a che g ...continua

    L'avevo letto qualche anno fa, ma non l'avevo saputo apprezzare abbastanza. Le spiegazioni di fisica di Brian Greene ne "La trama del cosmo" (e il film "Interstellar") mi hanno fatto ripensare a che gioiellino sia questo libro, incarnazione letteraria ben fatta e stimolante di alcune idee sulla relatività ristretta riguardo al tempo.
    E non solo.
    È un racconto sulla guerra visto da prospettive stranianti, che invece sono reali e veriterie.
    Gli eventi si svolgono in modo acronologico, alogico, assurdo; le storie sono grottesche, ironiche, tristi; i personaggi sono figure piccole nel loro valore o nel potere sul proprio destino, insignificanti rispetto al mondo e alla storia che si trovano a vivere: derelitti allo sbaraglio, ragazzini, bulletti, persone vuote o assurde nella loro grettezza.
    La prospettiva quindi è: la guerra non ha senso.
    Le piccolezze dei singoli annegano nella grandezza, tragica, della storia.
    L'altra prospettiva è quelle delle teorie moderne di fisica, che possono farci sentire piccoli in altri modi.
    Il concetto di presente perde senso. "Passato", "presente" e "futuro" hanno ugual valore. Tutti i momenti esistono sempre, incastonati nel loro blocco d'ambra, non solo quello che ci sembra di star vivendo adesso. Come si collega questo con il concetto di determinazione della propria storia?
    La consolazione del protagonista sono i viaggi nel tempo, non determinati da lui, casuali, che lo portano avanti e indietro nel tempo proprio perchè è il blocco spaziotemporale complessivo ad essere reale, più che la percezione di "presente" e "flusso cronologico".
    Anche i piccoli eventi momentanei che identifichiamo con il presente annegano quindi nell'immensità del tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    “There is nothing intelligent to say about a massacre”

    The funniest way to tell one of the biggest and of the most infamous massacre in the history of the mankind: the firebombing of Dresden in 1945. Funny and bitter as the many character is, the ingenuou ...continua

    The funniest way to tell one of the biggest and of the most infamous massacre in the history of the mankind: the firebombing of Dresden in 1945. Funny and bitter as the many character is, the ingenuous, fatalistic odd optometrist Billy Pilgrim, who experienced abduction by aliens, unpredictable time travel which occurs in the most crucial moments of his life, such as being captured by Germans during the WW II, or being ill-treated by his fellow prisoners in a slaughterhouse in Dresden.
    The narrative is strongly discontinuous, because we follow randomly different scenes from Billy’s life: the main thread is the experience of war, from when he was captured by the Germans while his buddy Roland Weary was bullying him , through the accommodation in the Slaughterhouse 5 in Dresden to the firebombing caused by the Allied, that he inexplicably survived. The second thread tells of Billy being captured by aliens and taken on a planet called Tralfamadore to be shown as an exotic attraction in a zoo together with another Earthling, the porno star Montana Wildhack.
    The third thread follows the life of Billy after the end of the war, starting from when he tries to recover from a post-traumatic disorder becoming a fan of an obscure science-fiction writer, through a plane crash he is the only to survive, till the journey to New York City where he tries to tell his story about time travel and aliens in a radio show. He know a secret, indeed, he wants to share with the rest of the world, having learned it by the Tralfamadorians: the unpleasant events in life, death itself, are nothing else but moments in time which are always existed and will exist forever; so you have just to skip from an unpleasant to an happier moment whenever you want.
    All that could sound crazy or silly: but, how the narrating voice (the alter ego of Vunnegut himself) says at the beginning of the book, “there is nothing intelligent to say about a massacre”.

    ha scritto il 

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