Mauro Rostagno

Prove tecniche per un mondo migliore

Di ,,

Editore: BeccoGiallo (Biografie)

4.0
(62)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 888583275X | Isbn-13: 9788885832756 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Sociologo e giornalista, Mauro Rostagno nasce a Torino nel 1942. Giovane studente presso l'Università di Trento, tra le menti più vivaci del movimento studentesco e del Sessantotto italiano, è stato uno dei fondatori di Lotta Continua. Ha inaugurato a Milano Macondo, uno dei primi centri sociali autogestiti d'Italia, punto di riferimento della sinistra alternativa dell'epoca. Ha fondato a Trapani Saman, comunità terapeutica laica per alcolisti e tossicodipendenti. Muore il 26 settembre 1988, a soli 46 anni, vittima di un agguato mafioso, per aver denunciato dai teleschermi dell'emittente privata locale RTC speculazioni, sprechi e collusioni tra mafia e politica locale.
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  • 5

    Mauro è vivo!

    Ci vorrebbero più persone come Mauro Rostagno affinchè l'italia torni ad essere un posto migliore!

    Purtroppo le persone come Mauro sono sempre meno, visto che quando danno fastidio semplicemente le uc ...continua

    Ci vorrebbero più persone come Mauro Rostagno affinchè l'italia torni ad essere un posto migliore!

    Purtroppo le persone come Mauro sono sempre meno, visto che quando danno fastidio semplicemente le uccidono.
    Sarebbe importante che almeno si facesse chiarezza ed uscisse la verità, difficile se a gestire la situazione sono persone al soldo dei mandandanti.
    Potrà mai l'italia smettere di sprofondare sempre più nello schifo?
    Slogan di Mauro:
    "noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena di trovare un posto!"

    Grazie di cuore a Mauro e a quelli che l'hanno sostenuto e che fanno di tutto per tenerlo vivo!

    ha scritto il 

  • 4

    La storia (incompleta) di Mauro

    Ci sono storie che non si possono fermare. Storie che, insieme con il tempo, segnano la pelle di un Paese di rughe di tristezza. O di cicatrici. Ci sono storie che, come libri, hanno un inizio e una f ...continua

    Ci sono storie che non si possono fermare. Storie che, insieme con il tempo, segnano la pelle di un Paese di rughe di tristezza. O di cicatrici. Ci sono storie che, come libri, hanno un inizio e una fine definiti, un autore, una sinossi precisa, protagonisti fissi. Storie che possono essere racchiuse tra due copertine, con tanto di colori e di titoli. Storie che, nel bene o nel male, è possibile leggere fino in fondo, per poi essere riposte nella biblioteca della memoria collettiva e condivisa.

    E poi ci sono altre storie, più complesse. Storie monche. Storie tronche. Storie a metà. Storie a cui è stato tolto il diritto di avere pace. Storie come semirette partite da un punto A ma a cui non farà mai seguito un B. Storie in attesa indefinita. Storie precarie.

    Sono storie che è più difficile scrivere. Perché ciò a cui tutti vogliono prestar orecchio è un racconto che preveda un’epifania, un epilogo, una risoluzione. Una storia che porti con sé un gran pianto, magari, che commuova, che emozioni, che muova al riso. Ma una storia incompleta no, quella solo chi ne fa parte ama raccontarla.

    Ma la storia di Mauro Rostagno, una fine, non ce l’ha. Meglio, ha quello che tutti, chi più chi meno, sappiamo: la vetta drammatica, la punta tremenda della morte. Ha una data: 26 settembre 1988; ha due numeri: 7, come i colpi che l’hanno raggiunto a pochi metri dalla comunità Saman, di cui era l’anima pulsante; e 2011, come l’anno di riapertura del processo, a Trapani, per appurare chi e perché l’abbia voluto morto. Ha qualche nome: Adriano, Renato, Mara, Chicca, Monica, Maddalena. Forse appena qualcun altro di più. Ha, soprattutto, tante invasioni di campo, tante voci fuori dal coro che hanno provato a raccontarla a modo proprio. Ha svariati tentativi, addirittura, di riscrittura.

    Proprio per questi motivi, storie come quella di Rostagno, sono difficili da raccontare. Specie se l’intento, poi, non è di affidarsi alle carte di un processo, agli articoli di un’emeroteca, ma è quello di parlare dell’uomo Rostagno, di Mauro, di narrare della sua vita che sintetizzava tante vite. Il rischio è di naufragare nell’indefinito o, peggio, nel già detto. Ci sono riusciti tre siciliani: Nico Blunda, Marco Rizzo e Giuseppe Lo Bocchiaro. Per Becco Giallo hanno realizzato “Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore”, un graphic novel insieme emozionale e lucido che ha il merito di aver riportato all’attenzione di un Paese smemorato la vicenda personale di un uomo complesso, in maniera nuova. Ovvero, attraverso tre colori che hanno segnato la sua vita: il rosso, quello degli anni di Lotta Continua, dell’amicizia con Adriano Sofri (un suo scritto apre il libro), delle lotte studentesche; l’arancione, quello della nascita di Saman; il bianco, quello del suo impegno contro la droga e dello scontro frontale contro la mafia siciliana.

    Una biografia per immagini a 360°, che racconta due decenni d’Italia attraverso le parole, i gesti, le ribellioni, le riflessioni, il protagonismo, la partecipazione di un uomo incapace di arrendersi alla bruttura dell’ingiustizia.

    Nico Blunda, Marco Rizzo, Giuseppe Lo Bocchiaro, “Mauro Rostagno”, 2012
    Giudizio:3.5 / 5- Nuvole di pace

    ha scritto il 

  • 4

    ben fatto, scorrevole.
    disegno ottimo, maturo e pulito.
    la storia pecca di avere quel nonsoché di pagina di wikipedia.
    da avere, specie per un fattore collezionismo: un piccolo errore di stampa rivela ...continua

    ben fatto, scorrevole.
    disegno ottimo, maturo e pulito.
    la storia pecca di avere quel nonsoché di pagina di wikipedia.
    da avere, specie per un fattore collezionismo: un piccolo errore di stampa rivela il metodo di lavoro del disegnatore, mostrando la foto di un personaggio anziché il tratteggio di Lo Bocchiaro.

    un buono e onesto lavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro risulta davvero un bel prodotto editoriale per la sua completezza. Il fumetto non è eccezionale, ma corretto nel disegno, ben impostato nella suddivisione in periodi definiti da un colore, di ...continua

    Il libro risulta davvero un bel prodotto editoriale per la sua completezza. Il fumetto non è eccezionale, ma corretto nel disegno, ben impostato nella suddivisione in periodi definiti da un colore, disegnato con cura (i volti sono riconoscibili) e soprattutto documentato in modo approfondito. Molto ricco l'apparato di allegati, dalle interviste alla figlia e alla compagna di Rostagno all'introduzione di Adriano Sofri, dall'intervento di Benedetta Tobagi alla cronologia e alla bibliografia. Gli autori spiegano la nascita e l'evoluzione del loro lavoro e il tutto stimola ad approfondire la vita di questo eclettico e vitale personaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Il fumetto nel suo ruolo migliore: racconta, documenta e funziona, con leggerezza, come un ottimo lavoro storico e giornalistico. Disegno chiaro e molto accurato. L'editrice Becco Giallo è da seguire ...continua

    Il fumetto nel suo ruolo migliore: racconta, documenta e funziona, con leggerezza, come un ottimo lavoro storico e giornalistico. Disegno chiaro e molto accurato. L'editrice Becco Giallo è da seguire con attenzione.

    ha scritto il 

  • 4

    per completezza

    Dopo "Il suono di una mano sola" mi è venuto così, spontaneo, leggere anche questo. Anche se i fumetti non sono proprio il mondo che conosco meglio.
    Molto molto bello l'articolo alla fine del libro di ...continua

    Dopo "Il suono di una mano sola" mi è venuto così, spontaneo, leggere anche questo. Anche se i fumetti non sono proprio il mondo che conosco meglio.
    Molto molto bello l'articolo alla fine del libro di Benedetta Tobagi...

    ha scritto il 

  • 3

    il libro di un ribelle inarrestabile

    Il fumetto racconta la storia di Mauro Rostagno, giovane fricchettone, nato a Torino, trasferitosi a Milano, poi a Trento (dove diventa uno dei principali leader del '68), quindi ancora a Milano e Tor ...continua

    Il fumetto racconta la storia di Mauro Rostagno, giovane fricchettone, nato a Torino, trasferitosi a Milano, poi a Trento (dove diventa uno dei principali leader del '68), quindi ancora a Milano e Torino (e diventa uno dei principali leader di Lotta Continua), poi in Sicilia, nel '77 ancora a Milano (dove fonda "Macondo", negozio alternativo, forse il primo in Italia a vendere vestiti "etnici" a poco prezzo e prodotti "equi e solidali"), quindi in India (dove cambia nome e diventa uno dei principali "arancioni" italiani), infine ancora in Sicilia, a Trapani (dove diventa uno dei principali tenutari di comunità di recupero dalla tossicodipendenza e dove diventa anche uno dei principali "giornalisti" di denuncia sulla presenza mafiosa nella provincia).
    Quella che racconta il fumetto è una vita vissuta intensamente, terminata dal piombo mafioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Mauro Rostagno, prove tecniche per un mondo migliore

    http://libriblog.com/biografie/la-vita-di-mauro-rostagno-in-un-fumetto/ Graphic novel dedicata a Mauro Rostagno e intitolata Mauro Rostagno, prove tecniche per un mondo migliore. Si tratta, in parti ...continua

    http://libriblog.com/biografie/la-vita-di-mauro-rostagno-in-un-fumetto/ Graphic novel dedicata a Mauro Rostagno e intitolata Mauro Rostagno, prove tecniche per un mondo migliore. Si tratta, in particolare, di una biografia ispirata alla vita e alle coraggiose azioni del famoso sociologo e giornalista italiano, nato a Trento ma siciliano per “libera scelta”, realizzata da tre autori siciliani: Nico Blunda, redattore di comicus.it, Giuseppe Lo Bocchiaro, disegnatore e architetto, e Marco Rizzo. Quest’ultimo, in particolare, per la Becco Giallo ha sceneggiato anche le pluripremiate graphic novel ispirate alla vita di Peppino Impastato e Ilaria Alpi.

    Il viaggio degli autori nella vita di Mauro Rostagno, poi, prosegue ripercorrendo gli eventi coraggiosi che hanno determinato la sua tragica morte nel 1988 per mano mafiosa: la denuncia sui teleschermi della tv locale RTC, delle collusioni tra polizia locale e mafia.
    Il libro è accompagnato anche da alcuni contributi preziosi: la prefazione di Adriano Sofri e la postfazione a cura di Benedetta Tobagi

    ha scritto il 

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