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Maus

I Classici del fumetto di Repubblica n. 49

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.5
(366)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016597 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Maus di Art Spiegelman è un doppio racconto. C'è la storia di una delle più grandi tragedie dell'umanità, l'Olocausto, vista con la lente deformante di una satira che mostra gli ebrei come topi, i tedeschi nei panni di gatti crudeli e i polacchi come maiali. Ci sono la persecuzione e la morte, che con cadenza regolare sconvolgono l'esistenza di un intero popolo. E poi c'è la storia di un rapporto familiare appassionato e tormentato, ovvero quello fra lo stesso autore e il padre Vladek, voce narrante del libro e memoria storica di tutte le atrocità vissute negli anni Quaranta. Maus non è solo uno dei capolavori assoluti dell'arte sequenziale, ma anche uno dei patrimoni della narrativa novecentesca, il libro che ha ridato centralità al dibattito attorno a questo particolarissimo tipo di linguaggio fatto di parole e immagini: il fumetto.
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  • 5

    Un capolavoro a fumetti per raccontare l'olocausto

    Gli ebrei sono topi e i nazisti gatti. I polacchi maiali, i francesi rane e gli americani cani. E, anche nei fumetti, i cani fanno scappare i gatti.
    Non stiamo parlando de “La fattoria degli animali” ma di Maus, di Art Spiegelman, il capolavoro a fumetti che racconta l’olocausto. Art Spiege ...continua

    Gli ebrei sono topi e i nazisti gatti. I polacchi maiali, i francesi rane e gli americani cani. E, anche nei fumetti, i cani fanno scappare i gatti.
    Non stiamo parlando de “La fattoria degli animali” ma di Maus, di Art Spiegelman, il capolavoro a fumetti che racconta l’olocausto. Art Spiegelman ha impiegato 13 anni per disegnare i due capitoli (Mio padre sanguina storia, E qui sono cominciati i miei guai) che compongono il libro, pubblicato in due puntate tra il 1986 e il 1991. Anni di chiacchierate con suo padre, Vladek Spiegelman, ebreo polacco, sopravvissuto ai campi di sterminio e indomito protagonista di Maus.
    “Racconto di un sopravvissuto” è il sottotitolo, ed il senso di colpa per essere sopravvissuti è il centro segreto delle tavole. La storia ci riporta dagli Stati Uniti dei nostri giorni alla Polonia degli anni 30, dove i genitori di Art si sono appena innamorati. E dove Hitler sta per organizzare la più potente catena di distruzione di massa che sia mai stata concepita. Vlad Spiegelman è sopravvissuto ad Auschwitz tanto da poter raccontare la propria vicenda a suo figlio, fumettista, decenni dopo. Ma la sua storia è un’eccezione.
    Di Maus, oltre alla bellezza delle tavole, resta un senso di familiarità con la shoa. E’ la grande storia dal punto di vista della piccola gente, dove sono i dettagli che contano. Quando è larga l’intercapedine del salotto, quanto sono solide le scarpe ad Auschwitz, quanto ci si può fidare dei propri vicini. Il tutto raccontato in modo intelligente e mai pietistico, ironico e sconvolgente. Un fumetto che parla di cose serie meglio dei libri di storia.
    Nel 1992 Maus ha vinto lo Special Award del Premio Pulitzer. Il New York Times l’ha definito “un’epopea narrata a disegni minuscoli” e Umberto Eco ha scritto che “quando il libro è finito, si attende il seguito con la disperata nostalgia di essere stati esclusi da un universo magico”.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un capolavoro

    La tensione narrativa non cala un attimo e non ci si accorge nemmeno più che i personaggi sono disegnati con il muso di animali tanto sono persone vive e reali che saltano fuori dalla pagina: topi gli ebrei, gatti i tedeschi, maiali i polacchi.
    In questo lungo racconto della tragedia degli ...continua

    La tensione narrativa non cala un attimo e non ci si accorge nemmeno più che i personaggi sono disegnati con il muso di animali tanto sono persone vive e reali che saltano fuori dalla pagina: topi gli ebrei, gatti i tedeschi, maiali i polacchi.
    In questo lungo racconto della tragedia degli ebrei polacchi non c'è pietismo, nè ci sono protagonisti simpatici o accattivanti, come se la malvagità di quel tempo avesse contaminato ciascuno di loro.
    La narrazione è in due tempi distinti: l'oggi, dove il padre ormai vecchio racconta al figlio la propria storia, e ieri, il tempo della Polonia degli anni '30, poi della deportazione e della tragedia.
    Il padre ci viene presentato come molti vecchi: è squallidamente tirchio,non si cura di comprendere il figlio, è egoista e decisamente poco simpatico, vive in Florida con ogni agio e tortura la seconda moglie che accusa di essere avida. E' a questo vecchio che il figlio chiede di raccontare la propria storia di deportazione, resa ancora più cupa dal suicidio della prima moglie nel 1968, quando erano da tempo in America, di nuovo ricchi e con l'incubo del nazismo ormai lontano.
    E mentre il vecchio racconta dipingendo un uomo giovane, ricco commerciante nella Polonia degli anni '30, duro, ambizioso e intraprendente, noi riscopriamo la terribile storia degli ebrei polacchi, ben resa da un segno grafico cupo.
    Al racconto di Auschwitz si alterna la vita nell'America contemporanea, dove il vecchio delira sempre di più a mano a mano che le sue malattie si aggravano, rendendo sempre piu' difficile al figlio l'assistenza, e al lettore il trovarlo simpatico, anche se lo si vorrebbe, leggendo le terribili esperienze che ha vissuto. Ma il genocidio non significa che le vittime siano tutte gradevoli e angelicate...
    L'ultima tavola ci mostra la sua tomba, dove è sepolto accanto alla prima moglie suicida; e ci rendiamo conto che l'inspiegabilità di quel suicidio é il simbolo dell'impossibilità di vivere da superstite o, almeno, di vivere serenamente ricordando quelle vite scomparse senza motivo.

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà mi aspettavo di più. Viene osannato come un capolavoro fumettistico. Fuor di dubbio che è una bella opera, in cui spiega in maniera chiara e dalla parte di un ebreo tutto quello che il popolo ebreo ha vissuto durante gli anni della seconda guerra mondiale e prima. Ben strutturato e mi p ...continua

    In realtà mi aspettavo di più. Viene osannato come un capolavoro fumettistico. Fuor di dubbio che è una bella opera, in cui spiega in maniera chiara e dalla parte di un ebreo tutto quello che il popolo ebreo ha vissuto durante gli anni della seconda guerra mondiale e prima. Ben strutturato e mi piace soprattutto il fatto che non si sofferma molto su quello che è avvenuto "politicamente", ma pone l'attenzione a come la gente vedeva le "piccole" modifiche e le nuove leggi che venivano approvate. Da leggere

    ha scritto il 

  • 4

    quanti bei topini...

    ma quanti bei topini madama dorè... belli e piccolini... sgattaiolano nei loro giardini... dove stanno dei gattini assassini... nazi, conquistadores, cristiani di roma, turchi... la storia è sempre la stessa, solo che noi ce la dimentichiamo spesso

    ha scritto il 

  • 4

    Se un topo gira per casa, la brava massaia impugna la ramazza e lo colpisce ripetutamente con la forza stentorea del disgusto. Un essere immondo si è permesso di affacciarsi nel santa sanctorum: urge bonificare dal vergognoso contagio, eliminare subito ogni traccia di contaminazione, quindi l’imm ...continua

    Se un topo gira per casa, la brava massaia impugna la ramazza e lo colpisce ripetutamente con la forza stentorea del disgusto. Un essere immondo si è permesso di affacciarsi nel santa sanctorum: urge bonificare dal vergognoso contagio, eliminare subito ogni traccia di contaminazione, quindi l’immacolato lindore sarà ripristinato.
    E in questo fumetto le parti sono presto assegnate: gli ebrei sono i topi, scopati via da gattoni in uniforme. Qualche volta trovano sostegno presso i maiali – i polacchi non ebrei -; qualche volta ne vengono traditi, in questa storia cupa che non risparmia critiche a nessuno, in primo luogo al vecchio protagonista rozzo ed egocentrico (il padre del disegnatore, alla ricerca delle radici della sua famiglia per farne una storia a fumetti), perché sarebbe un pregiudizio anche supporre che ciascun ebreo sia necessariamente stato un’impeccabile anima nobile.

    ha scritto il 

  • 5

    ho trovato geniale descrivere la storia dell'olocausto attraverso il racconto raccolto dal padre e descritto utilizzando gli animali per descrivere le passioni ed i rapporti di forza tra i diversi popoli. Gli ebrei (topi) rastrellati dai tedeschi (gatti) e deportati nei campi di concentramento tr ...continua

    ho trovato geniale descrivere la storia dell'olocausto attraverso il racconto raccolto dal padre e descritto utilizzando gli animali per descrivere le passioni ed i rapporti di forza tra i diversi popoli. Gli ebrei (topi) rastrellati dai tedeschi (gatti) e deportati nei campi di concentramento tra l'indifferenza e la paura dei polacchi (maiali): la storia particolare del protagonista che si articola sullo sfonodo della storia mondiale della guerra e dello sterminio sistematico. Assolutamente da non perdere.

    ha scritto il