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Maus

Graphic Novel 1

Di ,,

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.7
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000026134 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Fattoretto

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ritengo fondamentale parlare, leggere, sapere dell'Olocausto. Può avvenire con documenti storici, ma anche con film o con una graphic novel, come in questo caso. Nel fumetto gli ebrei vengono ...continua

    Ritengo fondamentale parlare, leggere, sapere dell'Olocausto. Può avvenire con documenti storici, ma anche con film o con una graphic novel, come in questo caso. Nel fumetto gli ebrei vengono rappresentati con topolini, i tedeschi sono gatti, gli americani cani, i polacchi maiali. Ci sono due periodi: quello in cui Spiegelman chiede a suo padre, malato, di raccontare e le vicende capitate al padre durante la seconda guerra mondiale, di come abbia fatto a sopravvivere e di chi invece non ce l'ha fatta.

    ha scritto il 

  • 5

    Falso storico (fumettistico) vs. Vero storico

    Nonostante Maus sia spacciata come l'opera che segna l'invenzione della graphic novel (mentre in Giappone e in Argentina esisteva da decenni) - secondo il dettame americano per cui se l'hanno fatto ...continua

    Nonostante Maus sia spacciata come l'opera che segna l'invenzione della graphic novel (mentre in Giappone e in Argentina esisteva da decenni) - secondo il dettame americano per cui se l'hanno fatto loro, allora l'hanno fatto prima e meglio -, Spiegelman mette a segno un colpo da maestro, pieno di straordinarie intuizioni narrative (e metanarrative) e grafiche. Un libro da leggere e da studiare

    ha scritto il 

  • 5

    Looney tunes

    ‘‘Si può sostenere legittimamente che [l'Olocausto] sia stato uno spartiacque della storia dell'umanità, la campana a morto dell'Illuminismo, la prova che la Civiltà Occidentale non funziona. ...continua

    ‘‘Si può sostenere legittimamente che [l'Olocausto] sia stato uno spartiacque della storia dell'umanità, la campana a morto dell'Illuminismo, la prova che la Civiltà Occidentale non funziona. È come nei vecchi cartoni animati dei Looney Tunes, dove il protagonista supera di corsa l'orlo del burrone e continua a correre a mezz'aria. Ci vuole un po' perchè si accorga che non c'è più terreno su cui continuare a correre. Alla fine se ne rende conto e precipita al suolo con uno schianto. Allo stesso modo, la Civiltà Occidentale è finita ad Auschwitz. E noi non ce ne siamo resi conto. Me compreso, che me ne sto qui seduto, a scrivere e disegnare mentre mia figlia dorme al piano di sopra, come se ci fosse un mondo dopo Auschwitz’’ Art Spiegelman — Village Voice, 1988.

    ‘‘Per me era dura qui, ma per mio amico Mandelbaum era anche più dura. In Sosnowiec, tutti conoscevano Mandelbaum. Era più vecchio di me... gentile... molto ricco. Ma ora ad Auschwitz, Mandelbaum era ridotto male. Suoi pantaloni erano grandi che entravano due persone e non aveva neanche spago per cintura. Tutto il giorno doveva tenere su con una mano. Una scarpa, suo piede era troppo grande per entrare. Anche questa doveva tenere, cosi forse trovava uno per scambiare. Una scarpa era grande come barca, ma questa almeno poteva portare. Era inverno e sepre doveva andare in giro con un piede scalzo nella neve. «Posso usare tuo cucchiaio, Vladek?» «Certo, ma dov'è il tuo?» «Mi è caduto, e mentre mi stavo piegando, qualcuno l'ha rubato.» Per un cucchiaio potevi avere mezza razione di pane. «Ho anche versato quasi tutta la zuppa. Poi l'ho richiesta e m'hanno picchiato. Tengo stretta la ciotola e la scarpa casca. Raccolgo la scarpa e mi cadono i pantaloni. Ma che posso fare? Ho solo due mani! Dio mio. Ti prego Dio... aiutami a trovare uno spago e una scarpa giusta!» Ma Dio non veniva qui. Eravamo tutti da soli.’’

    ha scritto il 

  • 4

    La persecuzione di un ebreo polacco raccontata a fumetti dal figlio. Racconto realistico, attraverso il quale il protagonista emerge con tutti i suoi difetti (quasi quasi mi risultava antipatico!). ...continua

    La persecuzione di un ebreo polacco raccontata a fumetti dal figlio. Racconto realistico, attraverso il quale il protagonista emerge con tutti i suoi difetti (quasi quasi mi risultava antipatico!).

    ha scritto il