Maus

Racconto di un sopravvissuto

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero, 795)

4.6
(4685)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Sloveno , Olandese , Croato

Isbn-10: 8806154958 | Isbn-13: 9788806154950 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristina Previtali

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Storia

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Descrizione del libro
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.
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  • 5

    Leggero e commovente

    Commovente e allo stesso tempo leggero, Maus è la storia di Vladek Spiegelman e racconta in maniera cruda ed evocativa lo sterminio nazista attraverso la memoria di un sopravvissuto.

    E' il figlio Art ...continua

    Commovente e allo stesso tempo leggero, Maus è la storia di Vladek Spiegelman e racconta in maniera cruda ed evocativa lo sterminio nazista attraverso la memoria di un sopravvissuto.

    E' il figlio Art a delineare un racconto rigoroso e pieno di dettagli biografici che non indulge mai nell'agiografia del padre, di cui Spiegelman non lesina difetti, manie e ossessioni.

    Al termine è difficile lasciar andare i personaggi conosciuti. Dispiace averlo scoperto tardi, Maus è un fumetto da leggere e, possibilmente, regalare e consigliare.

    ha scritto il 

  • 4

    Art Spiegelmann, figlio di una coppia deportata ad Auschwitz, sceglie di raccontare la terribile storia dei suoi genitori in una graphic novel diventata una pietra miliare del genere. Ho particolarmen ...continua

    Art Spiegelmann, figlio di una coppia deportata ad Auschwitz, sceglie di raccontare la terribile storia dei suoi genitori in una graphic novel diventata una pietra miliare del genere. Ho particolarmente apprezzato l'espediente dell'autore di intervallare momenti di quotidianità fra lui e il padre a momenti di racconto vero e proprio in cui si viene calati nell'incubo creato dai nazisti. E' un'opera importante, potente e dolorosa che merita assolutamente la lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La storia di un uomo, la Storia dell'uomo

    Un'esperienza personale: un uomo, sua moglie, la loro famiglia. Tutto travolto dal Nazismo. E allora le astuzie, gli espedienti, le piccole e grandi sfide della sopravvivenza.
    Anni dopo, un figlio chi ...continua

    Un'esperienza personale: un uomo, sua moglie, la loro famiglia. Tutto travolto dal Nazismo. E allora le astuzie, gli espedienti, le piccole e grandi sfide della sopravvivenza.
    Anni dopo, un figlio chiede a un anziano padre di raccontare come è scampato all'orrore.
    La storia riemerge a spizzichi, ma intanto c'è anche il rapporto fra il genitore e il figlio, fatto di sensi di colpa, incomprensioni e sofferenza. Un libro meraviglioso e davvero denso di insegnamenti. Leggendolo si arriva forse a comprendere anche cosa è successo a ogni singola vita, a ogni persona che ha dovuto fare i conti con una crudeltà talmente grande da non essere immaginabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Da diversi anni si trova nella mia libreria e ogni anno lo riprendo in mano.....anche quest'anno mi ha permesso di raccontare "la storia" attraverso il linguaggio del fumetto. Sempre una bella possibi ...continua

    Da diversi anni si trova nella mia libreria e ogni anno lo riprendo in mano.....anche quest'anno mi ha permesso di raccontare "la storia" attraverso il linguaggio del fumetto. Sempre una bella possibilità.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non dimenticate..."

    Perchè raccontare dell'olocausto? Perchè con i topi? Perchè con i fumetti?
    Con Maus, Art Spiegelman riesce a raccontare l'olocausto attraverso la storia della sua famiglia, con un linguaggio, quello d ...continua

    Perchè raccontare dell'olocausto? Perchè con i topi? Perchè con i fumetti?
    Con Maus, Art Spiegelman riesce a raccontare l'olocausto attraverso la storia della sua famiglia, con un linguaggio, quello del fumetto, capace di arrivare a tutti. Non si può restare indifferenti, tutti dovremmo aver letto Maus.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso in tutta la sua sofferenza

    Post completo su: https://rosebiancheecaffe.wordpress.com/2017/01/07/maus-di-art-spiegelman/

    Maus è una graphic novel autobiografica che si sviluppa su due livelli: il primo, ambientato durante gli an ...continua

    Post completo su: https://rosebiancheecaffe.wordpress.com/2017/01/07/maus-di-art-spiegelman/

    Maus è una graphic novel autobiografica che si sviluppa su due livelli: il primo, ambientato durante gli anni della stesura del romanzo, in cui emergono sia aspetti relativi al difficile rapporto tra Art ed il padre sia le conseguenze che la pubblicazione di Mio padre sanguina ha sull'autore; il secondo, conoscibile grazie ai flashback generati dal racconto di Vladeck, è ambientato durante gli anni della guerra e narra la faticosa vita di Vladeck e Anja (genitori di Art), delle loro famiglie e di tutti gli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

    Passato e presente sono costantemente intrecciati, le conseguenze dell'Olocausto sono intergenerazionali e per le generazioni successive non voltarsi indietro, non chiedere, è impossibile. Art cerca di dare forma alle atroci cicatrici nell'animo del padre senza, tuttavia, voler dare una chiave di lettura particolare. Disegna e scrive per mostrare. Non c'è altro da aggiungere. L'orrore non ha bisogno di altro, basta a sé stesso.

    Interessante e struggente la scelta di rappresentare i personaggi mediante la metafora del mondo animale: gli ebrei sono topi, i tedeschi sono gatti, gli americani sono cani, i polacchi sono maiali ed i francesi sono rane. In realtà dietro a questa scelta allegorica che a primo impatto potrebbe sembrare banale c'è una serie di rimandi culturali e letterali che solo dopo essermi minuziosamente informata ho potuto cogliere e comprendere a pieno.

    "Mickey Mouse è il più miserevole ideale mai esistito… I sentimenti salutari dicono ad ogni giovane indipendente e a ogni persona dignitosa che il parassita sporco e immondo, il peggiore portatore di malattie del regno animale, non può essere il tipo ideale di animale… Basta con la brutalizzazione giudaica della gente! Abbasso Mickey Mouse! Indossate la svastica!"
    da un articolo di giornale, Pomerania, Germania, a metà degli anni Trenta

    “I simboli che uso per le diverse nazionalità in questo libro non sono i miei. Li ho presi in prestito dai Tedeschi (…) Il vero soggetto del libro è l’uguaglianza tra gli esseri umani. E’ una follia separare nettamente le cose con demarcazioni di carattere nazionale o razziale.”
    Art Spiegelman durante un'intervista
    Il bianco ed il nero di cui sono composte tutte le tavole valorizzano ulteriormente la drammaticità di ciò che si sta leggendo, rendendo Maus estremamente realistico e doloroso. I disegni sono ricchi di dettagli, il tratto scuro e deciso taglia la pagina e, con lei, anche noi.

    In questo libro Spiegelman vuole realizzare la sua vendetta personale contro i colpevoli dell’orrore che ha distrutto la vita dei suoi genitori, rendendoli incapaci di stabilire un rapporto adattivo con lui. A tal proposito, l'ultima tavola del libro (pp. 292) è, forse, la più straziante di tutte poiché conferma come, dopo aver vissuto certe crudeltà, l'essere sopravvissuti sia totalmente relativo.

    Non trovo nessun motivo per rimandare la lettura di questo romanzo a fumetti.
    E' meraviglioso in tutta la sua sofferenza.

    ha scritto il 

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