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Max Havelaar, of De koffieveilingen der Nederlandse Handelsmaatschappij

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3.8
(57)

Language:Nederlands | Number of Pages: 288 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Russian

Isbn-10: 9020453920 | Isbn-13: 9789020453928 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook

Category: History

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Book Description
Max Havelaar is niet alleen de beste roman uit de Nederlandse literatuur het is ook een roman die na meer dan een eeuw nog steeds actueel is. Inhoudelijk misschien niet eens zozeer: als 'de Javaan' nog steeds mishandeld wordt dan is het tenminste niet meer door ons, en ook niet met ons uitdrukkelijke goedvinden. Maar formeel, als een boek dat begint als een roman en eindigt als iets wat direct ingrijpt in de werkelijkheid, is de Max Havelaar zo modern als geen ander boek in onze letteren. En wie alleen naar het romangedeelte kijkt met zijn ingewikkelde structuur, die bij het lezen toch zo logisch en doorzichtig blijft - die kan zich haast niet voorstellen dat er in onze taal nog eens iets zal worden gepresteerd van die kracht.
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  • 5

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    “Faccio il sensale nel ramo del caffè, e abito in Lauruergracht n.37”. Uno degli incipit più belli che abbia letto e questo libro non si ferma qui. Va molto in là, fino a svelare un capolavoro universale della letteratura e della storia, dato che di romanzo storico si tratta. In una bi ...doorgaan

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    “Faccio il sensale nel ramo del caffè, e abito in Lauruergracht n.37”. Uno degli incipit più belli che abbia letto e questo libro non si ferma qui. Va molto in là, fino a svelare un capolavoro universale della letteratura e della storia, dato che di romanzo storico si tratta. In una biografia, anzi autobiografia, Multatuli (“Molto ho sopportato” al secolo Eduard Douwes Dekker) denuncia in maniera razionale e politicamente scorretta, gli abusi e le crudeltà del colonialismo olandese nel Sud-Est Asiatico nel XIX sec. La denuncia è però travestita da romanzo con livelli di lettura differenti e una struttura ....
    continua
    http://parladellarussia.wordpress.com/2014/01/04/max-havelaar/

    gezegd op 

  • 5

    Un megafono pieno di inchiostro questo libro; contingente e tutto verticale di gerarchie ottocentesche, ci si raccapezza a malapena in queste Indie giavanesi – ma inforcata la scimitarra della pazienza ci si fa largo tristemente, per arrivare dove tutte le geografie coincidono e il tempo si ripet ...doorgaan

    Un megafono pieno di inchiostro questo libro; contingente e tutto verticale di gerarchie ottocentesche, ci si raccapezza a malapena in queste Indie giavanesi – ma inforcata la scimitarra della pazienza ci si fa largo tristemente, per arrivare dove tutte le geografie coincidono e il tempo si ripete – l’abuso e la sopraffazione, la prepotenza e le ingiustizie; lì in mezzo, sconfitto eppure indefesso, tira piccoli schiaffi a tutti Max Havelaar, un funzionario olandese con le ossa piene di ideali.

    Scomparirebbe, nella collusione di tutta una nazione con un collaudato, oliato cinismo utilitaristico (la cui assoluta bontà è certificata dal calvinismo ufficiale); scomparirebbe, non fosse per la Letteratura.

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  • 3

    non riesco a concedere la quarta stella in quanto la lettura di questo libro mi ha impegnato fin troppo.
    Molto ripetivo, fastidioso all'inverosimile, il narratore continua a scusarsi per come scriverà, per come scrive, per quello che dovrà dire etcetc...
    Mortale, anche se poi, il succ ...doorgaan

    non riesco a concedere la quarta stella in quanto la lettura di questo libro mi ha impegnato fin troppo.
    Molto ripetivo, fastidioso all'inverosimile, il narratore continua a scusarsi per come scriverà, per come scrive, per quello che dovrà dire etcetc...
    Mortale, anche se poi, il succo è molto buono, alcuni passaggi sono poetici e/o convincenti.
    Il libro che ha l'aspetto di una bruttissima arancia, dalla scorza rovinata, ma con un succo delizioso per chi lo sa spremere ed ha il coraggio di assaggiarlo!

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  • 0

    "Faccio il sensale nel ramo del caffè, e abito in Lauriergracht n. 37". Con questo prosaico quanto memorabile incipit si apre il più grande classico della letteratura nederlandese, pubblicato nel 1860 esplodendo come una duplice bomba: come capolavoro letterario e come atto di accusa sociale. "Il ...doorgaan

    "Faccio il sensale nel ramo del caffè, e abito in Lauriergracht n. 37". Con questo prosaico quanto memorabile incipit si apre il più grande classico della letteratura nederlandese, pubblicato nel 1860 esplodendo come una duplice bomba: come capolavoro letterario e come atto di accusa sociale. "Il libro che ha ucciso il colonialismo", sarà definito, e resta un'opera di sconvolgente modernità sia per la raffinata struttura narrativa, sia per la forza della denuncia dei misfatti di cui è costellata la storia dell'imperialismo occidentale. Chi parla è Batavus Droogstoppel, l'irresistibile affarista che incarna, col suo assoluto perbenismo, il reale cinismo e l'ipocrisia di un'Olanda troppo intenta a fare soldi per chiedersi da dove venga il suo benessere. Colpito dall'interesse di un fascio di manoscritti che si è trovato suo malgrado tra le mani, il buon sensale intende trarne un utile trattatello sulle aste del caffè nelle Indie Olandesi, ma è tutt'altro materiale che ne vedrà estrapolato, affidando la stesura al giovane Stern, romantico figlio di un ambito cliente tedesco, di ben diversa sensibilità. È la ricostruzione della vita di Max Havelaar, coraggioso e idealista funzionario a Giava, che si illude di riuscire a combattere i soprusi dei potenti locali e la connivenza dell'amministrazione coloniale e di rendere giustizia ai contadini vessati da entrambi. Contrapponendo le due voci, alternando ironia e lirismo, nudi documenti e digressioni, amore e cruda violenza, poesia e regole del commercio, l'autore arriva a dare complessità critica al suo ritratto dell'epoca trionfale dell'espansionismo europeo e del sistema di valori su cui si regge. E in quel finale "io voglio essere letto" che grida, strappando la penna di mano ai suoi personaggi e pronunciando la sua definitiva condanna, c'è il suo atto di fede nella letteratura, nella sua possibilità di scuotere le co-scienze puntando il dito alla via del riscatto.

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  • 3

    Finalmente l'ho finito dopo averlo preso e riposto per due mesi.
    Una grande delusione per il mio amore per i Paesi Bassi. Un libro mortalmente noioso e sconclusionato.
    Intanto è un libro di Iperborea. Meritevolissima casa editrice, non c'è che dire. Ma le 360 pagine del romanzo rendono ...doorgaan

    Finalmente l'ho finito dopo averlo preso e riposto per due mesi.
    Una grande delusione per il mio amore per i Paesi Bassi. Un libro mortalmente noioso e sconclusionato.
    Intanto è un libro di Iperborea. Meritevolissima casa editrice, non c'è che dire. Ma le 360 pagine del romanzo rendono scomoda la lettura nel formato iperboreo. Scomodità che sarebbe sostenibile se il libro filasse via come una lippa (vedi le 496 pagine di Long John Silver).
    Ma il testo è ostico per almeno la metà delle pagine e ci si stufa di tenere aperte a fatica le strette pagine.
    La struttura del romanzo - in cui consiste la sua originalità - stenta a far lievitare la storia.
    Dopo la metà migliora, ma ormai non si smette di arrancare: il fastidio iniziale ha frustrato il lettore.
    Eppure, letta l'ultima pagina, viene voglia di ricominciare.
    Dove ho sbagliato con questo libro mi sono detta?
    La storia è grandiosa: un donchisciotte olandese di carta che parla a nome del donchisciotte olandese in carne e ossa che ha scritto il libro; storie d'amore tenere e senza speranza; satira durissima contro l'ipocrisia calvinista dell'affarista olandese; una perfetta vivisezione dell'indifferente crudele macchina burocratico-coloniale; commenti purissimi e entusiasmanti sulla letteratura e la sua funzione sociale.
    Alla faccia del tulipano gentile, tollerante, operoso e cordiale dello stereotipo.
    Insomma un grande libro, un libro la leggere - per me da rileggere - assolutamente.
    Per ora gli lascio le stelline del disinganno apparente. Ma sono sicura che quando lo rileggerò il loro numero, per lo meno, raddoppierà.

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  • 3

    Multatuli è l'Alessando Manzoni d'Olanda. Però il paragone si esaurisce qui.
    Con il pretesto d'essere un romanzo, il libro approfondisce ottimamente la connotazione del colonialismo olandese in Indonesia, solo che a mio parere è strutturato un pò male e si appesantisce man mano che si proce ...doorgaan

    Multatuli è l'Alessando Manzoni d'Olanda. Però il paragone si esaurisce qui.
    Con il pretesto d'essere un romanzo, il libro approfondisce ottimamente la connotazione del colonialismo olandese in Indonesia, solo che a mio parere è strutturato un pò male e si appesantisce man mano che si procede.
    Si può leggere, comunque.

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  • 3

    Romanzo dell'800

    In realtà non l'ho finito: ho sorvolato le pagine da metà libro dicendomi che forse non sarà il momento. Questo libro ha avuto un successo strepitoso in Olanda, nella seconda metà dell'800. Forse era allora il suo momento, o forse io ho già dato (e meno male, aggiungo!) con romanzi così: ricorda ...doorgaan

    In realtà non l'ho finito: ho sorvolato le pagine da metà libro dicendomi che forse non sarà il momento. Questo libro ha avuto un successo strepitoso in Olanda, nella seconda metà dell'800. Forse era allora il suo momento, o forse io ho già dato (e meno male, aggiungo!) con romanzi così: ricorda l'indimenticabile Tom Jones, tanto per farci un'idea. Una storia intrecciata in modo mirabile, però con interi capitoli in cui l'autore si rivolge direttamente al lettore, cioè a me, per dirgli un sacco di cose: di non scandalizzarsi per ciò che legge, per aspettarsi un qualcosa di avvincente che avverrà nel capitolo successivo, per rassicurarlo sulle sorti del personaggio in difficoltà nel capitolo precedente. Mi sarebbe piaciuto molto, uno stile così, quando ho scoperto il romanzo e le sue sfumature. Cioè intorno alla seconda metà dell'800, che mi sembra passato più di un secolo. Come vola il tempo....

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