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Mazinga nostalgia

Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation 1978-1999

Di

Editore: Coniglio Editore

3.8
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 528 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8860631181 | Isbn-13: 9788860631183 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Da consultazione

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Descrizione del libro
Che differenza c’è tra Capitan Harlock e il Corsaro Nero? Qual è lo scarto linguistico fra le avventure di Superman e quelle di Jeeg Robot d’Acciaio? Come inserire Candy Candy nella tradizione del feuilleton? Attraverso una minuziosa indagine incrociata, Marco Pellitteri s’interroga sui molteplici rapporti (e talvolta sui conflitti) che intercorrono tra gli eroi della tradizione e quelli delle generazioni cresciute con personaggi multimediali spesso provenienti dal Giappone.
Mazinga Nostalgia, qui presentato in una nuova edizione riveduta e aggiornata, esamina gli eroi del pubblico giovanile in una fase cruciale della nostra Storia, l’ultimo ventennio del Novecento, quando gli anime – i disegni animati giapponesi – segnarono in maniera indelebile la nostra cultura e provocarono uno scontro generazionale portando il pubblico adulto a rifiutare in blocco la cosiddetta “invasione nipponica”. Con una particolare attenzione alle strategie della comunicazione, il libro sfata definitivamente luoghi comuni e pregiudizi, e passa in rassegna ambienti culturali, generi narrativi e personaggi che ancora oggi alimentano la mitologia televisiva della “Goldrake-generation”, come l’autore la definiva già nel 1999. A quasi dieci anni dalla sua prima edizione, Mazinga Nostalgia è il testo di riferimento con cui confrontarsi per comprendere il fenomeno anime in tutta la sua complessità linguistica e sociale.

Prefazione di Antonio Abruzzese
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  • 4

    “Non voglio più essere costretto a fuggire di fronte ai sicari di Vega. Avevo trovato la pace su questa terra verde ed ospitale. La serenità dopo il lungo travaglio. L’affettuosa comprensione del dottor Procton. Distruggerò Vega!”(Goldrake, Go Nagai).

    E’ molto difficile al giorno d’oggi trovare un testo che tratti come si deve il vasto tema dell’animazione…quelli che ho letto finora si sono rivelati superficiali, poco completi, poco curati e per di più anche un po’ di parte.
    Finalmente ho avuto modo(grazie ancora Sé :-)) di leggere un te ...continua

    E’ molto difficile al giorno d’oggi trovare un testo che tratti come si deve il vasto tema dell’animazione…quelli che ho letto finora si sono rivelati superficiali, poco completi, poco curati e per di più anche un po’ di parte.
    Finalmente ho avuto modo(grazie ancora Sé :-)) di leggere un testo che rende giustizia a questo tema, “Mazinga Nostalgia” di Marco Pellittieri.
    Marco Pellittieri, classe 1974, è un sociologo della comunicazione che in questo corposo saggio, analizza a fondo uno dei temi più amati, il meraviglioso mondo dei cartoni animati.
    Non ci si lasci trarre in inganno dal titolo, il saggio non si sofferma soltanto sulle due serie robotiche più amate dalla generazione degli over 30, ma tratta il fenomeno anime in generale, dall’era dei robottoni di fine anni ’70 passando per le serie “feuilleton” degli anni ’80 fino ad arrivare alle produzioni degli anni ’90.
    A differenza degli altri testi che trattano l’argomento, “Mazinga Nostalgia” è un ottimo volume di quasi cinquecento pagine splendidamente rilegate che Pellittieri divide essenzialmente in tre parti.

    Parte prima
    Nella prima parte Pellittieri passa in rassegna i vari generi ed eroi pre-televisivi con i quali, come scrive lui stesso ” è cresciuta la generazione dei padri”, eroi provenienti per la maggior parte dai romanzi(da Sandokan a Sherlock Holmes, dai moschettieri di Dumas a James Bond), catalogando i vari generi romanzeschi da cui sono stati tratti:
    Romanzo fantastico
    Romanzo d’avventura
    Romanzo fantasy
    Romanzo fantascientifico

    Si passa poi ai personaggi alla cronistoria dei personaggi dei fumetti che hanno fatto la storia del genere, tutti catalogati con schede critiche e la storia dei primi miti televisivi(dal cane Lassie al pulcino Calimero, da Joe Condor a Draghetto, da Bugs Bunny a Tome e Jerry).

    Parte seconda
    La seconda parte è dedicata all’inizio, come scrive Pellittieri, ” alle novità eroiche più significative che hanno interessato il periodo immediatamente precedente all’arrivo delle produzioni nipponiche”, i personaggi della Marvel, una lunga carrellata di nomi con tanto di schede critiche sull’impatto che ebbero sulla generazione precedente alla cosiddetta “Goldrake-generation”.
    Poi si passa alla cronistoria dell’arrivo dei cartoni giapponesi in Italia, suddividendoli in varie categorie:
    Genere Feuilleton(in parole povere i cartoni cosiddetti “rosa” come la principessa Zaffiro, Candy Candy, Lady Oscar, Lady Georgie, Sandybell, Kiss me Licia, E’ quasi magia Johnny, Prendi il mondo e vai, Hallo Spank!, Hilary, il grande sogno di Maya).
    Genere Umorismo (Dottor Slumo, Carletto il principe dei mostri, C’era una volta Pollon, Gigi la trottola, Lamù).
    Genere Bambini (Addio Giuseppina, L’ape Maia, Barbapapà, Il mago Pancione, Maple Town, L’orsacchiotto Misha, Don Chuck castoro, Robottino, Doraemon, Memole dolce Memole, il fantastico mondo di Paul).
    Genere Magia (Sally la maga, lo specchio magico, i bon bon magici di Lily, Bia, Ransie, il magico mondo di Gigì, l’incantevole Creamy, Evelyn e la magia di un sogno d’amore, Magica Emi, Sandy dai mille colori).
    Genere Sport (Mimi, Jenny la tennista, Rocky Joe, Arrivano i superboys, Mila e Shiro, Holly e Benji, l’uomo tigre, Judo Boy, Grand prix, Ken falco, Super auto Match 5).
    Genere avventura (Lupin III, La spada di King Arthur, Sasuke il piccolo ninja, Ryu, Sam il ragazzo del West, i cinque samurai).
    Genere Horror (Devilman, Bem il mostro umano).
    Genere Fantascienza (Tekkaman, Kyashan, Cyborg 009, Gatchman, Hurricane Polymar, I cavalieri dello zodiaco, Ken il guerriero, Starblazers, Galaxy Express 999, Capitan Harlock, Capitan Futuro, Ulisse 31, Conan.
    Genere Robot (Mazinga Z, Il grande Mazinga, Goldrake, Jeeg Robot, Daitarn 3, Gundam, Zambot 3, Trider G7, Daltanious, Getter Robot, Gackeen, Gaiking, God Sigma, Combatter V, Golion, Danguard, Vultus V, General Daimos, Transformers, Robotech).

    Si arriva poi alla vera e propria cronistoria con tanto di date e di impatto psicologico che ebbe sui vari critici, psicologi e genitori dell’epoca[questi tre esempi mi sono rimasti particolarmente impressi:
    ”Candy Candy. E' solo l'epigono giapponese di una lunga tradizione di orfanelle piangenti in ogni lingua e in ogni paese. Perche' "fa male"? Perche' riduce i grandi e ineludibili conflitti del mondo a uno schema privo di complessita', in cui si soffre, si chiede carita', si subisce qualche ingiustizia, poi le cose vanno meglio, oppure bene, o anche benissimo. E' quanto di peggio possa essere mostrato ai giovanissimi cittadini italiani precocemente corrotti dal pentitismo, dal perdonismo, dall'approssimazione scandalosa con cui, da noi, si guarda al diritto, alle leggi, alle regole di convivenza. Candy Candy allena e prepara i futuri fruitori dei condoni fiscali.”

    “Lady Oscar. Travisa la storia, insinua una delirante lettura, in chiave “rosa” di una grande epoca(quella della rivoluzione francese) e di grandi temi. Insomma: la Restaurazione va in scena a Caartonia e con disegni vomitatevoli.”(Antonio Faeti su “Epoca” del dicembre '91.)

    “Jenny la tennista. Qualcuno dovrebbe dire alla prepotente sportiva che il reganismo è finito e che la signora di ferro è andata in pensione. Jenny è una specie di “Libro di Stato” del Ventennio: prepara i sudditi dell’impero sportivo e li vuole già simili agli indifferenti che ingurgitano tonnellate di auto rombanti nel circuito, quintali di partite di calcio e di terrificanti comizi sul calcio e di spettacoli da bordello che hanno il calcio come pretesto” (Antonio Faeti su “Scripta Manent”)] fino ad arrivare all’effetto merchandising(giocattoli, fumetti, libri ecc…).

    Parte terza
    La terza parte è, senza alcun dubbio, la più interessante, una corposa e meravigliosa carrellata dedicata, a detta di Pellittieri(che ha basato questa sua terza parte del suo saggio sui risultati di un sondaggio popolare) ai cinquantaquattro cartoni animati più amati dalla “Goldrake-Generation”.
    Eccoli elencati qui di seguito:
    • Heidi (1974)
    • Remì (1977)
    • Anna dai capelli rossi (1979)
    • Lady Oscar (1978)
    • Candy Candy (1976)
    • Lady Georgie (1983)
    • Kiss me Licia (1983)
    • Cara dolce Kyoko (1986)
    • E’ quasi magia Johnny (1987)
    • Lamù, la ragazza dello spazio (1981)
    • Dottor Slump e Arale (1981)
    • Gigi la trottola (1981)
    • C’era una volta Pollon (1982)
    • Yattaman (1977)
    • L’ape Maia (1975)
    • L’ape Magà (1970)
    • Il fantastico mondo di Paul (1976)
    • L’incantevole Creamy (1983)
    • Magica, magica Emi (1985)
    • Arrivano i Superboys (1970)
    • Holly e Benji (1983)
    • Jenny la tennista (1970)
    • Mimì e la nazionale di pallavolo (1969)
    • L’uomo tigre (1969)
    • La spada di King Arthur (1979)
    • Lupin III (1971)
    • Occhi di gatto (1983)
    • Ken il guerriero (1987)
    • Cyborg, i nove supermagnifici (1979)
    • Babil Junior (1973)
    • Kyashan, il ragazzo androide (1973)
    • Hurricane Polymar (1974)
    • Gatchman (1972)
    • Tekkaman (1975)
    • I cavalieri dello zodiaco (1986)
    • Star Blazers (1974)
    • Capitan Harlock (1978)
    • Galaky Express (1978)
    • Conan, il ragazzo del futuro (1978)
    • Mazinga Z (1972)
    • Il grande Mazinga (1974)
    • Getter Robot (1975)
    • Goldrake (1976)
    • Daitarn 3 (1978)
    • Trider G7 (1980)
    • Daltanious (1979)
    • Zambot 3 (1977)
    • Mobile Suit Gundam (1979)
    • Robotech (1983)

    Non sono tipo da saggi, non sono mai stata avvezza a questo genere di letture e anche questa volta ho avuto diverse difficoltà, soprattutto nella prima parte, ma sono davvero rimasta colpita dall’enorme lavoro fatto da parte di Pellittieri, un lavoro frutto di una grande e innata passione per il mondo dell’animazione e di anni e anni di ricerche.
    Il risultato è un saggio si un po’ difficile da affrontare, ma di altissimo livello, un saggio che cerca di dare un senso alle molteplici scelte stilistiche, narrative e psicologiche delle tante produzioni animate che abbiamo amato e che, tutt’oggi, al solo sentirle nominare, ci procurano una fortissima emozione.
    Un ottimo testo di critica e di analisi molto suggestivo, al quale non do il punteggio pieno a causa dello stile un po’ troppo informale(Pellittieri forse ha un po’ esagerato, in alcuni punti è davvero difficile proseguire nella lettura) e alla mancanza di alcune schede su cartoni animati che reputo “imprescindibili”(Devilman, Bem, Bia, Ransie, Golion, Baldios…possibile che, soprattutto il primo, sia meno conosciuto de “il fantastico mondo di Paul” e di “Robotech”? Non ci credo…).
    Per il resto davvero un ottimo lavoro quello realizzato da Pellittieri, lavoro che finalmente rende giustizia a due “generi” di solito bistrattati dalla critica, i cartoni animati e i fumetti.
    Chiudo con una citazione che mi ha colpita molto riguardante una delle serie, a detta di Pellittieri e anche mia, che andrebbe assolutamente fatta conoscere alle nuove generazioni, “Capitan Harlock”:
    ”Il messaggio implicito in questo personaggio- e più in generale nell’intero mondo creato da Matsumoto – è un invito a vivere con dignità, inseguendo i sogni in cui si crede, nel rispetto dell’altro, assaporando quindi intensamente ogni attimo della propria esistenza.
    Solo così, quando ci troveremo nelle braccia della morte, non avremo rimpianti per una vita spesa male.”

    Santissime parole…
    Una gioia per gli occhi e una delizia per il cuore e l’anima per un amante del meraviglioso mondo dei cartoni animati.
    Grazie ancora di cuore Sé.

    Commento di metà lettura:

    Desideravo leggerlo da sempre, un gradito e inaspettato regalo di compleanno anticipato me ne da ora l'opportunità.
    Che dire, mi è bastato sfogliare poche pagine per emozionarmi, per ritornare indietro nel tempo, per sognare di nuovo, per sorridere di nuovo...
    Chi non è della mia generazione non può capire, gli altri si...

    Grazie ancora di tutto cuore Sè per questo meraviglioso regalo. :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Di Mazinga ho nostalgia, ma Goldrake è molto più faigo in copertina :P

    Partiamo con una premessa: non sono tipa da saggi, questo in particolare mi ha attirato per titolo, cielo sembra proprio indirizzato al mio target - ne segue attrazione e profonda repulsione! - e per l'occasione che ho avuto di acquistarlo.


    Il tema è interessante: l'immaginario eroico dei ...continua

    Partiamo con una premessa: non sono tipa da saggi, questo in particolare mi ha attirato per titolo, cielo sembra proprio indirizzato al mio target - ne segue attrazione e profonda repulsione! - e per l'occasione che ho avuto di acquistarlo.

    Il tema è interessante: l'immaginario eroico dei padri e quello dei figli ('78-'99), a confronto e scontro. Con particolare focus sul fenomeno delle prime apparizioni dei cartoon giapponesi in Italia, con tutta la loro prorompente novità di temi, colori, stili, ritmi, messaggi.
    Io anagraficamente mi trovo tra i figli, ed anche iconograficamente, e conosco e stimo tutti i miti dei padri (non toccatemi il corsaro nero! :P).

    Inizia in maniera pesante e visto che sono circa 500 pagine questo non invoglia proprio tantissimo. Non tanto per l'argomento (che però, come dice giustamente la recensione di Aries1974: se deve attirare chi osteggia da sempre i cartoon giapponesi non è presentato con titolo adatto, mentre invece acchiappa tantissimo la Mazinga generation che però forse non cerca più giustificazioni), ma per lo stile di scrittura vero e proprio, che trovo troppo accademico.
    Per fortuna poi decolla, in particolare nella seconda parte dove centra il punto di analisi promesso.
    La parte più approfondita è quindi quella che parla di temi, generi, messaggi e modi di quanto ci è giunto dell'animazione nipponica dal '78 al '99 in Italia, con interessanti excursus fin nel tema della musica (sigle e motivi di BGM).
    Segue un nostalgico capitolo di richiamo delle 40 serie portanti, analizzate non tanto in trama e esegesi, ma in messaggi, tema e impatto visivo/pedagogico, qui devo dire che in un paio di casi non mi ci ritrovo, troppo di parte le analisi (e si che anche io...)

    Non capisco ancora bene cosa mi abbia lasciato di più: qualche strumento di analisi dei miei ricordi infantili? rievocazione di sentimenti ricordati e ben custoditi?
    Interessante, necessariamente e per stessa ammissione dell'autore non completo, scritto con competenza ed un pizzico di spirito di parte che però non sfocia in eccessi (almeno in questa edizione 2008).

    Come spesso accade nei saggi, fermandosi al 1999 con pochi riadattamenti al 2002 e poi 2008 inizia a essere datato e non copre il fenomeno attuale di revival, dove anche il marketing sta sfruttando multimedialmente le vecchie glorie dei "figli" per venderle ad attuali trentenni, lavoratori (si spera) target ideale per il consumo.

    This opera by Mmorgana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

    ha scritto il 

  • 3

    troppo macchinoso

    Gli argomenti sono trattati con molta serietà, ma talvolta mi pare che si voglia dire di più di quello che si ha da dire. Comunque resta un acquisto consigliato per gli appassionati di cartoni giapponesi, ma un po' più di fluidità non guasterebbe

    ha scritto il