Me casé con un comunista

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Publisher: Debolsillo

4.0
(1139)

Language: Español | Number of Pages: 463 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Portuguese , French

Isbn-10: 8497936094 | Isbn-13: 9788497936095 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
Me casé con un comunista es la denuncia del maccarthysmo como "primera floración de posguerra de la irreflexión norteamericana que ahora se evidencia por todas partes".

Entre el sonado entierro del canario del señor Russomanno y el funeral de Nixon, el profesor Murray Ringold ha vivido los noventa años de su existencia. El escritor Nathan Zuckerman, uno de sus alumnos aventajados en la escuela de Newark, se lo encuentra poco antes de morir y, gracias a unas largas charlas que se prolongan durante seis noches, el escritor conocerá la verdadera personalidad del que fue su ídolo cuando era un adolescente: Iron Rinn -nombre artístico de Ira Ringold, locutor de radio, antes cavador de zanjas y en sus últimos días vendedor de minerales, el hermano comunista de Murray- que, gracias al libro que escribió su mujer, Eve Frame, na exquisita actriz del cine mudo, acabó en la lista negra de McCarthy. Pero Me casé con un comunista no es una crónica de la caza de brujas sino la denuncia del maccarthysmo como "primera floración de posguerra de la irreflexión norteamericana que ahora se evidencia por todas partes", del maquiavelismo inherente a todos los que tienen sed de poder, de la deslealtad que, por escudarse de la patria, se convierte en un pecado menor.
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  • 5

    Philip mi aveva intrigato con "Inganno", lasciato un po' deluso dopo "Pastorale Americana" ma mi ha decisamente catturato con "Il Complotto Contro l'America" e con questo volume. Ora voglio provare i ...continue

    Philip mi aveva intrigato con "Inganno", lasciato un po' deluso dopo "Pastorale Americana" ma mi ha decisamente catturato con "Il Complotto Contro l'America" e con questo volume. Ora voglio provare i racconti.

    said on 

  • 3

    Del primo suo romanzo che ho trovato lento, un po' ripetitivo e meno bello del solito, apprezzo comunque un Roth sempre profondo e, soprattutto, capace piú che mai di un senso critico lucido e acutiss ...continue

    Del primo suo romanzo che ho trovato lento, un po' ripetitivo e meno bello del solito, apprezzo comunque un Roth sempre profondo e, soprattutto, capace piú che mai di un senso critico lucido e acutissimo nei confronti del proprio paese. Coraggioso e raro!

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  • 3

    Una lettura difficoltosa... non posso dire che Roth non mi piaccia e che scriva male, tutt'altro, ma l'inizio del libro mi è sembrato confusionario, pieno di informazioni che venivano presentate senza ...continue

    Una lettura difficoltosa... non posso dire che Roth non mi piaccia e che scriva male, tutt'altro, ma l'inizio del libro mi è sembrato confusionario, pieno di informazioni che venivano presentate senza un filo logico e con discorsi iniziati e lasciati a metà per essere ripresi più avanti; poi verso la metà del il libro la scrittura prende tutto un altro ritmo e si fa leggere senza particolari problemi. Sicuramente intrigante, e i personaggi di Roth restano nella memoria (ho letto Pastorale Americana diversi anni fa e ancora ho nella mente lo Svedese), ma nel complesso una lettura che mi ha messo a dura prova.

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  • 3

    Bravo è bravo, ma questo romanzo mi ha ricordato Stephen King, ed è un’impressione che purtroppo non ha mai smesso di accompagnarmi, durante la lettura. Anzi, dopo le prime pagine ho pensato esattamen ...continue

    Bravo è bravo, ma questo romanzo mi ha ricordato Stephen King, ed è un’impressione che purtroppo non ha mai smesso di accompagnarmi, durante la lettura. Anzi, dopo le prime pagine ho pensato esattamente questo: to’, fino al 2000 non ho fatto altro che leggere la stessa roba che c’è qua dentro. Non reputo King tecnicamente superiore a Roth, oggettivamente non lo è, ma la maniera di narrare, nel libro in questione, è la stessa usata molto spesso da King, e da cento altri scrittori se è per questo. Di solito si tratta di un giovane che incontra un vecchio, il quale inizia a sproloquiare. È un espediente che mi ha sempre infastidito, perché a conti fatti non potrebbe mai manifestarsi nella realtà. Anche il modo di affrontare i ‘grandi temi americani’ somiglia a quello di King. La differenza sta nel fatto che trecento pagine scritte da King le leggevo in quattro ore, e sinceramente non posso dire che fossero meno profonde o ispirate delle trecento pagine che ho appena finito di leggere e che mi hanno tenuto impegnato per due interminabili settimane. Pur essendo uno scrittore di genere King aveva ben chiaro, almeno finché non ho smesso di leggerlo, cosa volesse narrare. Portava avanti la storia con assoluta coerenza. Roth è confusionario. Mentre Ho sposato un comunista è confuso ed è identico a certe narrazioni di King, La macchia umana non somiglia a King ma è ancor più confuso di Ho sposato un comunista. Se, per fare un altro esempio, in una pagina di Bernhard o Proust trovo mille subordinate, non mi ci perdo mai, mentre dopo la sesta parentesi e l’ottavo trattino di Roth mollo il libro per dei giorni. In effetti ogni volta che apro una pagina di Roth mi viene voglia di strappare via metà della punteggiatura. La pagina sembra macchiata. Non dico che la lettura sia difficoltosa, dico che saltare di palo in frasca, perché questo fa Roth, con trattini e parentesi salta continuamente di palo in frasca, non mi aiuta a farmelo piacere. Trovo che anche Wallace (temo che non finirò mai Infinite Jest) avesse un difetto simile. Franzen ce l’ha di sicuro. Americani tutti e tre.
    A pensarci, Goodbye, Columbus è l’unico testo di Roth a non essere confuso. Però quello mi ha ricordato Il giovane Holden. In ogni caso mi è piaciuto.
    Roth ha un Pulitzer, ok. E voti altissimi. Va bene così.

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  • 5

    Sorprendentemente assoluto

    Dopo un inizio lento, che mi costringe a varie pause, la lettura diventa via via sempre più coinvolgente, incalzante, grazie alla potente caratterizzazione dei personaggi, alla contestualizzazione.
    Pa ...continue

    Dopo un inizio lento, che mi costringe a varie pause, la lettura diventa via via sempre più coinvolgente, incalzante, grazie alla potente caratterizzazione dei personaggi, alla contestualizzazione.
    Pagina dopo pagina apprezzo sempre più la struttura, lo stile narrativo, l'interazione tra i personaggi, il taglio psicologico di ciascuno, l'ambientazione storica e politica.
    La curiosità inizia a divorarmi.
    Ed io divoro, a mia volta, la seconda parte del libro.
    L'apice viene raggiunto con l'epilogo inaspettato, sorprendente nella sua perfezione assoluta.
    Si può mai mettere un punto in modo più perfetto di così? Solo Talento, Infinita maestria possono consentire di balzare così repentinamente da una storia di individui minuziosamente, perfettamente cesellati nella loro imperfezione ad un epilogo che raffigura magistralmente l'assolutezza e la perfezione dell'universale.
    Una immagine, adesso, mi viene in mente; e' La creazione di Adamo. Ecco, per me questo libro, il suo epilogo, può essere raffigurato con quel famoso Dito Divino.
    Mi imbatterò in altri testi che avranno un finale così "assoluto"?
    Corro a scegliere un altro testo di Roth, probabilmente Pastorale americana. La curiosità di trovare un punto di mediazione tra il divertente ed irriverente "La nostra gang" ed il sorprendente "Ho sposato un comunista" diventa, inaspettatamente, una esigenza.

    said on 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Una sposa uno e poi gli dà del comunista.

    said on 

  • 4

    Gli USA sulla punta di una penna, o su un tasto di una tastiera/macchina da scrivere come dir si voglia, fatto sta che sto iniziando ad apprezzare grandemente la lucida, analitica, severa critica che ...continue

    Gli USA sulla punta di una penna, o su un tasto di una tastiera/macchina da scrivere come dir si voglia, fatto sta che sto iniziando ad apprezzare grandemente la lucida, analitica, severa critica che Roth pone in essere rispetto alla società a stelle e strisce.

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  • 5

    Animo!

    Ho terminato di leggerlo ieri. Non ho letto tutto Roth (che comunque mi piace moltissimo, ma questo libro mi ha preso totalmente. L'ho trovato straordinario, sommo, completo. La storia americana dal d ...continue

    Ho terminato di leggerlo ieri. Non ho letto tutto Roth (che comunque mi piace moltissimo, ma questo libro mi ha preso totalmente. L'ho trovato straordinario, sommo, completo. La storia americana dal dopoguerra al 1956, gli anni del maccartismo, il clima vissuto attraverso figure piene di contraddizioni (come tutti in fondo), gli aspetti più profondi, intimi. L'argomento trainante del libro come la politica di quegli anni negli Stati Uniti declinato mediante tradimenti, passioni, dolori, crudeltà, amicizie,lealtà, ma anche slealtà che mettono a nudo l'essere umano senza lasciare alcunchè di trascurato, di ingeneroso.
    Ci sono delle parti che avrei voluto riportare, che solo l'avidità di leggere il libro il più velocemente possibile non mi ha consentito di sottolineare.
    Seconda Lettura dunque

    said on 

  • 4

    Troppo facile definirlo un capolavoro. Meno facile è riuscire a raccontare gli anni spietati del maccartismo e intrecciarli con la storia del proprio fallimentare matrimonio. Il tutto con la ferocia t ...continue

    Troppo facile definirlo un capolavoro. Meno facile è riuscire a raccontare gli anni spietati del maccartismo e intrecciarli con la storia del proprio fallimentare matrimonio. Il tutto con la ferocia tipica dei grandi scrittori. Ma Roth è semplicemente il miglior scrittore vivente e questo libro lo dimostra ancora una volta. Assurdo ed inconcepibile che gli accademici svedesi continuino a negargli il nobel.

    said on 

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