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Me parlare bello un giorno

By David Sedaris, Matteo Colombo (Translator)

(915)

| Paperback | 9788804544548

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Book Description

Un nuovo libro di racconti pieno di humor caustico del celebre autore e conduttore radiofonico americano. Dalla sua eroica resistenza ai tentativi di una logopedista di correggere un difetto di pronuncia, alle spassose imprese con Victor Mancini, nano insegnante letteralmente ossessionato dai seni fContinue

Un nuovo libro di racconti pieno di humor caustico del celebre autore e conduttore radiofonico americano. Dalla sua eroica resistenza ai tentativi di una logopedista di correggere un difetto di pronuncia, alle spassose imprese con Victor Mancini, nano insegnante letteralmente ossessionato dai seni femminili, alle sue peripezie con la lingua francese: ogni episodio è un'occasione per le sue osservazioni a volte ciniche, a volte oltraggiose, a volte sarcastiche, ma sempre divertentissime.

8 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    David Sedaris è pericoloso...

    non puoi smettere di leggerlo quando è scoccata l’ora, quando dovresti fare tutt’altro. Ancora un raccontino. Uno soltanto. E vai avanti….perché hai ancora il sorriso sulle labbra e ti chiedi come farà, la prossima volta, a riprendere gli stessi personaggi, il padre Lou, noiosissimo fornitore di ... (continue)

    non puoi smettere di leggerlo quando è scoccata l’ora, quando dovresti fare tutt’altro. Ancora un raccontino. Uno soltanto. E vai avanti….perché hai ancora il sorriso sulle labbra e ti chiedi come farà, la prossima volta, a riprendere gli stessi personaggi, il padre Lou, noiosissimo fornitore di lunghe spiegazioni, la talentuosa e svitata sorella Gretchen, lui stesso, povero piccolo “sfigato” che non può nemmeno pronunciare correttamente le s, la madre, ammirevole fumatrice e bevitrice e lo sboccato fratellino Paul che, esprimendosi esclusivamente a parolacce, è pur l’unico ad essere capace di amare ed essere teneramente amato dal castigato e didattico papà .
    Ma li riprende, eccome. Da una raccolta di racconti ad un’altra, fino a renderli famigliari come lo stesso padre di John Fante.
    Appena passati dal gatto che decide di fare lo sciopero della fame dopo essersi scheggiato un dente contro la brutta tazza di ceramica marrone fabbricata dallo zelante David per amore della mamma, ancora ridiamo che ci ritroviamo in uno degli altri tentativi artistici di questo benedetto figliolo.
    “I miei vennero alla prima e si sedettero a gambe incrociate su uno dei tappetini imbottiti disseminati come isole sul pavimento di cemento lercio. Quando più tardi chiesi a mia madre come le fosse sembrata la performance, lei massaggiandosi le ginocchia rispose: “Stai cercando di punirmi per qualcosa in particolare?”
    Non è serio, forse, Sedaris, nel suo tenace umorismo? E’ la serietà di uno Svevo, di chi volge uno sguardo tagliente su se stesso piuttosto che sugli altri, e insegna a sopravvivere alla frustrazione, alla disillusione, con la disinvoltura del perdente: guardatemi, sono come voi, peggio se volete, ma vi farò divertire!

    Onore allo scrittore che è: non ho incontrato molti che sappiano come lui, fulminare già nella prima riga
    “Capisci che sei giovane quando qualcuno ti chiede dei soldi e tu lo prendi come un complimento”
    Oppure in un’altra sua raccolta (Mi raccomando: tutti vestiti bene)
    “Ero sul balcone e stavo affogando un topo in un secchio, quando davanti a casa mia si fermò un furgone”. Se poi anche a voi è capitato, come a lui e come a me, di cercare di salvare una mosca, un ragno o una zanzara finendo per staccargli le zampe nell’eccesso di amore verso le bestiole, quel racconto è vostro, una parabola sulle malefatte delle buone intenzioni, una morale definitiva: se volete aiutare un animale a sopravvivere, state alla larga, non interferite!
    E coltiva l’arte del finale (la chute!) senza ricorrere alla vaghezza abituale dei finali di racconti dove i contorni sfumano, il personaggio vacilla oltre l’orizzonte e noi lettori vediamo la nebbia dell’ambiguità che sale.
    No, Sedaris trancia netto anche alla fine – e qui non posso citare per non rovinare la sorpresa che vi attende ad ogni racconto, ma il cerchio è perfettamente disegnato, senza sbavature o flou artistico. Sedaris è un pericoloso chirurgo.

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    Barbaraw said on Jan 20, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    Io adoro i libri che fanno ironia, è la mia forma di comicità preferita con cui riesco a ridere, ma questo libro non mi ha appassionato più di tanto, qualche sorriso me lo ha strappato ma niente di più.
    Oltre tre stelle non me la sento di darle

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    Novacaineoverthetrip said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Deve essermi sfuggito qualcosa...

    Lo sapevo e lo sapevo. In genere, quando qualcosa viene da tutti considerato divertente, a me non fa mai ridere, e quando un libro riceve lodi sperticate da tutti, spesso a me non piace. E così è stato. Lo sentivo che non mi sarebbe piaciuto, e infatti l'ho letto solo perchè mi è stato regalato.
    Del ... (continue)

    Lo sapevo e lo sapevo. In genere, quando qualcosa viene da tutti considerato divertente, a me non fa mai ridere, e quando un libro riceve lodi sperticate da tutti, spesso a me non piace. E così è stato. Lo sentivo che non mi sarebbe piaciuto, e infatti l'ho letto solo perchè mi è stato regalato.
    Dell'umorismo di cui tanto si parla, nessuna traccia (a meno che non troviate divertenti le avventure di un pezzo di feci nella tazza del water), e nel complesso il libro è di una noia mortale. Cosa ci avrà trovato Sedaris di così affascinante nella sua vita da volerci ammorbare con la sua biografia? Le lezioni di chitarra prese da un nano? Le sue difficoltà col francese? A me la sua storia è sembrata solo un cumulo di banalità, con le quali a nessuno verrebbe in mente di scriverci un'autobiografia.
    Ho poi trovato fastidioso il suo voler avallare lo stereotipo del gay che non ama gli sport, legge riviste di moda e si diletta in attività femminili. Se fossi stato un ragazzo gay, mi sarei offeso (a quanto pare è vero che i gay sono i primi a ghettizzarsi).
    Da una parte può essere positivo che una persona riesca ad avere successo raccontando una vita perfettamente normale e priva di qualsivoglia elemento interessante: come dire, tutti noi abbiamo la speranza di diventare scrittori famosi. Però dall'altra è anche una cosa inquietante...

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    Ginger said on Dec 21, 2011 | Add your feedback

  • Racconti pieni di comicità irriverente e scomoda, a volte si fatica a non esplodere dal ridere durante la lettura.
    Personaggio scomodo e controtendenza, attacca la società americana perbenista e superficiale.
    ...memorabile racconto "Il colosso" ....
    ma non anticipo nulla, sarei troppo cattivo a r ... (continue)

    Racconti pieni di comicità irriverente e scomoda, a volte si fatica a non esplodere dal ridere durante la lettura.
    Personaggio scomodo e controtendenza, attacca la società americana perbenista e superficiale.
    ...memorabile racconto "Il colosso" ....
    ma non anticipo nulla, sarei troppo cattivo a rovinarvi tale piacere!!

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    Μέγας Aλέξανδρος said on Jan 21, 2012 | Add your feedback

  • Era da tantissimo tempo che non trovavo un libro capace di farmi ridere tanto a voce alta!
    Dopo la cocente delusione di “Turista per caso”, leggere “Me parlare bello un giorno” mi ha sinceramente rincuorata.
    Non ho riso dall’inizio alla fine, credo non esistano libri che possano mantenere una comici ... (continue)

    Era da tantissimo tempo che non trovavo un libro capace di farmi ridere tanto a voce alta!
    Dopo la cocente delusione di “Turista per caso”, leggere “Me parlare bello un giorno” mi ha sinceramente rincuorata.
    Non ho riso dall’inizio alla fine, credo non esistano libri che possano mantenere una comicità tanto alta da sortire questo effetto, ma secondo me ci sono almeno una cinquantina di pagine assolutamente esilaranti, che da sole meritano l’acquisto del libro. Per una volta il titolo originale (Me talk pretty one day) è stato tradotto decentemente, e il suo significato non è andato perso nella versione italiana.
    Le vicende personali dello scrittore e della sua famiglia strampalata sono così ben raccontate che non si può non affezionarsi a tutti i personaggi, e soprattutto a David, che si racconta senza problemi o imbarazzi (lui stesso ammette candidamente di non essere in grado di mantenere alcun tipo di segreto!). Mi sono divertita da morire ad ascoltare i suoi stratagemmi per evitare i rimproveri della logopedista, le passioni assurde del padre, i comportamenti bislacchi di suo fratello e sua sorella, e soprattutto i suoi tentativi divertentissimi di imparare il francese. Chiunque lo leggerà non potrà più fare a meno di ridere nel sentire la parola “cavatappi”!
    Insomma, se state appena uscendo da una lettura pesante, noiosa, impegnativa, o avete semplicemente voglia di disconnettere il cervello e immergervi in una serie di storie piacevoli, allora questo è il libro giusto!

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    Eli said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

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