Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Meccanica celeste

Di

4.0
(313)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807941686 | Isbn-13: 9788807941689 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Meccanica celeste?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
" Maurizio Maggiani arriva in un luogo, l’anonimo ma vividamente familiare “distretto”, dove confluiscono, da lontananze geografiche e temporali spesso leggendarie, uomini e donne depositari di vite e gesta memorabili.
Ordina per
  • 0

    Incipit

    La notte che ho messo incinta la mia donna Barack Obama è stato eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/m/meccanica-celeste-maurizio-maggiani/

    ha scritto il 

  • 5

    Un'immersione salvifica

    Da leggere, rileggere, assorbire, sedimentare, introiettare. Un libro che non si divora ma si assapora, goccia dopo goccia una saggezza antica e sparita, moderna e perduta. Tante verità disseminate come le briciole di Pollicino e che gli uccelli non vengano a mangiarle sta solo alla concentrazion ...continua

    Da leggere, rileggere, assorbire, sedimentare, introiettare. Un libro che non si divora ma si assapora, goccia dopo goccia una saggezza antica e sparita, moderna e perduta. Tante verità disseminate come le briciole di Pollicino e che gli uccelli non vengano a mangiarle sta solo alla concentrazione su ogni riga di questo stupefacente concentrato di vita.

    ha scritto il 

  • 4

    "Lei è di sopra. Dorme, dorme come tutte le femmine del buon Dio di un sonno che i maschi non conoscono.
    E' un sonno profondo e senza remore, lungo e largo come il mare dei loro turbamenti, agitato di abbandono ferino; un sonno sano, curativo, fecondo.
    I maschi non sanno dormire così: il lor
    ...continua

    "Lei è di sopra. Dorme, dorme come tutte le femmine del buon Dio di un sonno che i maschi non conoscono. E' un sonno profondo e senza remore, lungo e largo come il mare dei loro turbamenti, agitato di abbandono ferino; un sonno sano, curativo, fecondo. I maschi non sanno dormire così: il loro sonno è costantemente minato da questioni superficiali, un sonno involuto e grossolano, e si svegliano che non hanno mai riposato abbastanza. Lei ora riposa di una fatica che io non ho mai fatto, di cui non avrò mai sufficienti informazioni. "

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo sogna quando è più grande di quello che fa. (p. 195)

    "L’opprimente libertà di pensare l’inopportuno, l’indecifrabile libertà dello spirito che si agita nelle penombre del dubbio, il soffio divino che libera le mani in un gesto meraviglioso; quella libertà lì che non ha nomi di amici né di nemici, può essere una tortura troppo crudele, un lavoro tro ...continua

    "L’opprimente libertà di pensare l’inopportuno, l’indecifrabile libertà dello spirito che si agita nelle penombre del dubbio, il soffio divino che libera le mani in un gesto meraviglioso; quella libertà lì che non ha nomi di amici né di nemici, può essere una tortura troppo crudele, un lavoro troppo pesante." (p. 57)

    ha scritto il 

  • 4

    Storie

    “La notte che ho messo incinta la mia donna Barack Obama è stato eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. Il fatto è avvenuto poco dopo la mezzanotte, assai prima che la notizia fosse sicura, e se la relazione tra i due avvenimenti è naturale, è anche con assoluta certez ...continua

    “La notte che ho messo incinta la mia donna Barack Obama è stato eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. Il fatto è avvenuto poco dopo la mezzanotte, assai prima che la notizia fosse sicura, e se la relazione tra i due avvenimenti è naturale, è anche con assoluta certezza priva di alcun significato.”

    E’ così che si apre il libro di Maurizio Maggiani “Meccanica celeste”.

    È il futuro padre, cresciuto dalla madre, la Duse, maestra elementare e dalla sua fedele amica Santarellina, a narrare le storie che si intrecciano da questo momento e che partono da un luogo circoscritto, il “Distretto”: valli e monti che guardano da una parte il mare della Versilia e dall'altra si immergono nelle Alpi Apuane. Ma queste storie attraversano anche gli oceani, i confini delle nazioni e i secoli, arrivano fino in Brasile, parlano di migrazioni in Inghilterra, raccontano di Francia e di Germania, sono eredi delle due guerre mondiali e hanno antenati in un passato ben più lontano.

    "C'è vita su questo pianeta, c'è ordine nella sua orbita, e c'è ragione di sperare che questa vallata non sia solo il sogno che mi fa star sveglio pure quando vorrei dormire, ma anche una buona ragione pratica." Ed è proprio partendo dal concepimento, fino ad arrivare al momento della nascita, che si svolge il romanzo.

    Ogni storia raccontata riporta sempre al presente e all'attenzione amorosa su 'Nita, la futura madre, e sul suo ventre che cresce, sulle persone che vivono nel Distretto e che in vario modo sono in relazione con lei e con il narratore. Ogni personaggio ha però una sua storia che è bello raccontare, ha genitori, nonni, avi di cui restano tracce, una casa, un oggetto, una spada... Hanno un passato che si è intrecciato con illustri nomi stranieri, o con tragiche vicende belliche, sono insomma portatori di narrazioni, belle e tristi, ma tutte ricche di senso e di passioni.

    Una gravidanza segna il tempo nel distretto della Garfagnana: nove mesi di silenzi e di libri da cui emergono figure femminili indimenticabili. La ‘Nita, bellissima immersa nei suoi libri, la Duse che suona la fisarmonica, la Santarellina che frigge fish and chips ballando il tango, la Marta che dorme con gli agnellini, la Malvina, la Melina e le molte altre.

    Ho apprezzato moltissimo il ritmo espositivo, i dettagli, la profondità di molte delle frasi, la capacità di queste frasi di trasmettere "emozioni", gli spunti di riflessione.

    Meccanica Celeste è un bellissimo romanzo, lento, pieno di poesia e di parole molto belle. E' però una lettura densa, che richiede tempo e concentrazione. Se si è pronti a calarsi nei tempi lenti di questa lettura la ricompensa è grande.

    ha scritto il 

  • 5

    Il senso profondo di una terra profonda.

    La mia terra è tagliata per il lungo da una strada che non è una strada. Non è indicata da cartelli, non c'è sulle mappe, Google maps dà errore, eppure tutti la conoscono. In alcuni punti è una superstrada, in altri uan via, in altri un viottolo, alcune volte un sentierino di pochi centimetri sot ...continua

    La mia terra è tagliata per il lungo da una strada che non è una strada. Non è indicata da cartelli, non c'è sulle mappe, Google maps dà errore, eppure tutti la conoscono. In alcuni punti è una superstrada, in altri uan via, in altri un viottolo, alcune volte un sentierino di pochi centimetri sotto al bosco che costeggia il torrente Tiepido.

    E' la via Vandelli, ridotta solo ad un'idea nella testa dei modenesi, che nel cinquecento collegava i domini ducali con quella terra ancor oggi misteriosa che si insinua come un verde sottoscala tra l'appennino, le apuane ed il mar tirreno: la Garfagnana.

    Con tutto ciò che si possono dire i nostri vicini di casa, la ho sempre percepita come molto diversa quella terra. Dove si chiamano per nome anche le cose, dove se chiedi cosa vuol dire essere rossi ti guardano male (provare per credere), dove la gente prende polverosi sentieri anche quando a cinquanta metri c'è una strada asfaltata nuova di zecca, dove viene visto come perfettamente normale rifornire di cibo un paese rimasto isolato sulle dorsali delle Apuane da un'alluvione a zaino in spalla e piedi robusti. E' una terra verticale, la Garfagnana. Dove se sbagli il crinale ti fai cinquecento metri di dislivello per avanzare un chilometro, dove trovare venti metri quadri di spiazzo per piantare due tende è un problema serio. (Molto serio se stai camminando da sei ore con venti chili sulle spalle - provare per credere).

    Maurizio Maggiani nel descriverci la vita e l'amore di un artificiere delle cave di marmo ci racconta qualcosa di questo popolo che sin dai tempi degli etruschi non ha mai perso coscienza di sè. Volendo sintetizzare al massimo, è gente costantemente impegnata a dare un senso profondo ad ogni aspetto della vita e della storia che gli è toccata.

    Un senso che parte da un rapporto speciale con la vita e con il creato. Sono persone che chiamano i castagni per nome, e che prima di interferire con un albero chiede permesso con le streghe che lo abitano; gente che tratta i maiali come se fossero persone e che quando è il momento di macellarli piange, e che poi trattano le carni che li sfameranno con devoto rispetto; gente che ancora venerano le donne come portatrici di vita, donne che conservano gelosamente i loro rituali e le loro credenze riguardo al concepimento che nessun uomo, per forte che sia si sognerebbe mai di sfiorare. Piuttosto difficile pensare di assistere ad un femminicidio in Garfagnana.

    Questa ricerca di senso si manifesta da un lato nel superamento dei drammi che la storia insegna non attarverso piatti e vuoti memorial ma interiorizzando in comandamenti spirituali forti il dramma della morte, dall'altro nel tornare a dare all'atto di dare un nome alle cose quel significato generativo che la modernità ha perduto. C'è un piccolo paese che si incontra scendendo dal crinale del monte Forato, che si chiama Sant'Anna di Stazzema. E solo quel nome ricorda come la morte abbia guardato in faccia da vicino questa rustica e povera gente innamorata della vita, ai tempi della linea Gotica. E la risposta non potrà mai essere un memoriale, o un qualch evento tenuto dal politico di turno, ma la marcia delle donne portatrici di vita a piedi verso il luogo dell'eccidio, l'imparare a memoria e conservare sul cuore i nomi di tutti gli uccisi.

    I nomi danno senso alle cose ed alle persone, ed i garfagnini danno al nome molta importanza. Non si sceglie alla leggera il nome di un figlio, non si sceglie alla leggera il nome di un albero. Cambia la vita la scelta di una lastra di marmo da tagliare sulle apuane, la scelta di un pennato da dare alla propria figliola anche se quell'arma millenaria è segno di mascolinità.

    Che dfferenza con i lumbard che arrivano dal nord a comandare ed a distruggere, che non danno al raporto con le cose nessun significato che non sia il possesso! Bracconieri uccidono, incendiano, dstruggono, per il puro piacere di dimostrare di essere padroni. Non li ho mai potuti soffrire i lombardi magari della lega, con questa smania del possedere che svuota di senso le cose, con questo compiaciuto ed ignoante nichilismo. Bene ha fatto il pennato dell'Omo Nudo a distruggere le gomme delle loro macchine, a spiegargli magari che in queste terre il business e la performance non sono cosi ben accetti.

    Non in nome dell'ignoranza però. I protagonisti del romanzo in un modo o nell'altro sono quai tutti laureati. (Il titolo meccanica Celeste deriva dalla laurea in astrofisica di uan giovane ragazza). Ma gli abitanti del distretto si sono resi conto che una conoscenza non fatta di vita è tristezza, perchè mette in chiaro ed esalta l'impotenza del'uomo davanti al mondo.

    Uno stile descrittivo magnifico, immagini potenti come lo è questa terra verticale, ci consegnano un racconto su questo popolo rustico macolto, povero ma per scelta, schivo ma per nulla impaurito quando c'è da menar le mani, innamorato del bel pensare, della musica, della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    A proposito di Orfani ...

    Quanti tipi di orfani possono esistere al mondo? A quanto pare un'eternità, ma la combinazione di "orfanaggini" presente in questo libro sembra volerle sfiorare tutte: da Pascoli alla soprvvissuta alla strage di Bologna, passando per l'esperienza del protagonista: il più orfano di tutti ...
    Il li ...continua

    Quanti tipi di orfani possono esistere al mondo? A quanto pare un'eternità, ma la combinazione di "orfanaggini" presente in questo libro sembra volerle sfiorare tutte: da Pascoli alla soprvvissuta alla strage di Bologna, passando per l'esperienza del protagonista: il più orfano di tutti ... Il libro mi è piaciuto e come sempre con Maggiani ci sono pagine e pagine con orecchie per citazioni memorabili. Però forse non era il periodo migliore in cui leggerlo, perchè quando inizi Maggiani la tua testa deve essere solo per lui e la mia non lo era. Spiegate dunque le 3 stelline. Magari un giorno lo riprenderò in mano e saranno 5 ... chissà!

    ha scritto il 

  • 5

    MECCANICA CELESTE

    Il miglior Maggiani: asciutto, ironico, poetico. Una magica rievocazione di storie antiche e sempiterne. Somatismi ancestrali. Vicende che ruotano su ingranaggi inevitabili, in una meccanica celeste. Chi non apprezza l’autore, non legga questa M.C., perché la ritroverà pregna dei suoi stilemi. Io ...continua

    Il miglior Maggiani: asciutto, ironico, poetico. Una magica rievocazione di storie antiche e sempiterne. Somatismi ancestrali. Vicende che ruotano su ingranaggi inevitabili, in una meccanica celeste. Chi non apprezza l’autore, non legga questa M.C., perché la ritroverà pregna dei suoi stilemi. Io sono tra coloro che lo amano, incondizionatamente, e che trae da ogni suo scritto puro godimento.

    ha scritto il 

Ordina per