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Medea

Di

4.4
(1001)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8828607270 | Isbn-13: 9788828607274 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    medea di euripide

    I corinzi pagarono 30 talenti a Euripide per far figurare che Medea avesse uccisi i figli.Il mito originale raccontava che dopo l uccisione di GLAUCE promessa sposa, del marito di Medea , GIASONE ,lei fuggi' ad Atene per sposare EGEO.I Corinzi per vendetta uccisero i figli di Medea,come testim ...continua

    I corinzi pagarono 30 talenti a Euripide per far figurare che Medea avesse uccisi i figli.Il mito originale raccontava che dopo l uccisione di GLAUCE promessa sposa, del marito di Medea , GIASONE ,lei fuggi' ad Atene per sposare EGEO.I Corinzi per vendetta uccisero i figli di Medea,come testimoniano mitografi antichi.Da ricordare che il mito di Medea legato a quello degli ARGONAUTI precede di una generazione la guerra di TROIA.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una delle figure più complesse della mitologia greca, qui è nella
    versione della madre vendicativa e a tratti maschilista, la cosa particolare di questo mito è l'immunità di Medea, che semina morte e se ne va con il sole.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ecco, si ode il suo passo da folle, il canto dei suoi sortilegi. Al solo suono della sua voce il mondo trema"

    Caos della notte eterna, regni opposti al cielo, ombre sacrileghe, signore del tetro regno, signora rapita con più sincere promesse di fedeltà: voi prego con voce sinistra. Adesso, adesso statemi accanto propizie, dee che vendicate i delitti, con le chiome irte delle volute dei serpenti, con l ...continua

    Caos della notte eterna, regni opposti al cielo, ombre sacrileghe, signore del tetro regno, signora rapita con più sincere promesse di fedeltà: voi prego con voce sinistra. Adesso, adesso statemi accanto propizie, dee che vendicate i delitti, con le chiome irte delle volute dei serpenti, con le mani insanguinate a stringere la fiaccola cupa, statemi accanto, così come un tempo, spaventose, foste accanto al mio letto nuziale: date la morte alla nuova sposa, la morte al suocero ed alla stirpe regale. (pag. 63)

    Resta Medea: in lei tu vedi terra e mare, ferro e fuoco, fulmini e dei. (pag. 73)

    Sminuzza le erbe ferali, spreme ai serpenti la venefica bava, vi mescola uccelli sinistri, il cuore di un lugubre gufo. e le viscere di una stridula strige sventrata viva. Li dispone separatamente, lei, di delitti maestra: negli uni c'è la forza rapace del fuoco, negli altri il gelido ghiaccio di un freddo che intorpidisce. Aggiunge ai veleni parole non meno tremende. Ecco, si ode il suo passo da folle, il canto dei suoi sortilegi. Al solo suono della sua voce il mondo trema. (pag. 107)

    E ora tu, astro delle notti invocata dai miei riti, vieni col tuo sembiante più orrendo, tu che minacci male col tuo molteplice volto. Ligia al costume della mia gente, coi capelli sciolti, per te a piedi nudi ho percorso i boschi arcani, ho evocato la pioggia da aride nubi; ho sospinto i mari sin nel profondo e l'Oceano, vinta la forza delle maree, ancor più dentro ha ritratto l'onda sua grave. E' stata sconvolta la legge del cielo, l'universo ha visto a un tempo il sole e le stelle e voi, Orse, avete sfiorato il mare proibito. Ho invertito l'avvicendarsi delle stagioni: stregata dal mio canto fiorì d'estate la terra, per mia costrizione Cerere vide una messe invernale, il Fasi volse le sue acque impetuose verso la sorgente e l'Istro, diviso in tante bocche frenò l'irruenza selvaggia della corrente, scivolando pigro lungo le sponde. Rumoreggiarono i flutti, nel silenzio del vento si gonfiò il mare in furia, l'antico bosco perse l'ombra delle sue fronde al comando della mia voce, si arrestò il Sole, lasciando a mezzo il giorno, e le Iadi vacillano spinte dai miei sortilegi: è tempo, Luna, di presenziare al tuo rito. [...] Su zolle insanguinate, ti offro un sacrificio solenne; per te ha innalzato fuochi di notte una fiaccola strappata al rogo; scuotendo il capo, piegando il collo, per te ho intonato formule magiche; come nei funerali, per te una benda cinge i miei capelli sciolti; per te agito un ramo funesto che viene dall'onda Stigia. Menade a petto nudo, col sacro coltello io ferirò per te le mie braccia. Impregni gli altari il mio sangue: abituati, mano, a brandire la spada, a sopportare la vista di un sangue a te caro... (pag. 107)

    ha scritto il 

  • 4

    Il preludio all'evento luttuoso si riferisce alla sposa di Giasone ed inzia così:


    "Lei, come vide l'ornamento, non resistette, ma ogni cosa accordò allo sposo, e prima che il padre e i figli fossero lontani da casa, prese il peplo variopinto e lo indossò; e posto intorno ai riccioli l'a ...continua

    Il preludio all'evento luttuoso si riferisce alla sposa di Giasone ed inzia così:

    "Lei, come vide l'ornamento, non resistette, ma ogni cosa accordò allo sposo, e prima che il padre e i figli fossero lontani da casa, prese il peplo variopinto e lo indossò; e posto intorno ai riccioli l'aureo diadema, allo specchio lucente si acconcia la chioma, sorridendo all'immagine senza vita del suo corpo".

    ... ma questo è niente. Medea ha tutti in pugno, padrona della situazione a cui si affianca il vantaggio del dolore.

    ha scritto il 

  • 5

    << Fra tutti quanti hanno anima e ragione, noi donne siamo le creature più infelici. Prima, a prezzo di ricchezze esorbitanti, ci dobbiamo comprare uno sposo e prenderci un padrone per il nostro corpo; e questo è il male più doloroso. L'incognita più grande è se ne troveremo uno buono o uno ...continua

    << Fra tutti quanti hanno anima e ragione, noi donne siamo le creature più infelici. Prima, a prezzo di ricchezze esorbitanti, ci dobbiamo comprare uno sposo e prenderci un padrone per il nostro corpo; e questo è il male più doloroso. L'incognita più grande è se ne troveremo uno buono o uno cattivo.>>

    ha scritto il 

  • 4

    Mmmm, non riesco a essere con Medea fino in fondo.
    Sì, okay, Giasone è un gran pezzo di sterco secco e avariato, penso che qui siamo tutti d'accordo. E diciamo che posso anche essere d'accordo che la sua rabbia vada anche contro la nuova moglie e il suocero. Ci sta dai.
    Però cosa diav ...continua

    Mmmm, non riesco a essere con Medea fino in fondo.
    Sì, okay, Giasone è un gran pezzo di sterco secco e avariato, penso che qui siamo tutti d'accordo. E diciamo che posso anche essere d'accordo che la sua rabbia vada anche contro la nuova moglie e il suocero. Ci sta dai.
    Però cosa diavolo c'entravano i bambini? Cosa potevano farci loro se avevano un padre sciagurato?
    Suppongo che proprio qui sia la grandezza di Euripide. Ti costringe a provare un misto di simpatia e ripugnanza per Medea, mica poco.
    E però... come fai a dire che Medea è un gran bel personaggio, se provi ripugnanza per quella sua azione sciagurata, per quell'azione cui tende tutta la tragedia?

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ci vuole sempre un po' per entrare nella lettura dei classici greci e latini.. ma appena superato lo scoglio è sempre un immenso piacere.

    Medea è forte quanto è determinata, è ferita quanto è scellerata.

    ha scritto il 

  • 4

    Medea: la donna, la moglie, la madre, la maga

    La tragedia più nota di Euripide inscena la triste vicenda di una donna che, dopo aver abbandonato la propria terra e tradito la propria famiglia (arrivando ad uccidere il fratello) per amore di Giasone, viene da questi ripudiata in favore di una principessa corinzia. Di fronte alla delusione, Me ...continua

    La tragedia più nota di Euripide inscena la triste vicenda di una donna che, dopo aver abbandonato la propria terra e tradito la propria famiglia (arrivando ad uccidere il fratello) per amore di Giasone, viene da questi ripudiata in favore di una principessa corinzia. Di fronte alla delusione, Medea, barbara in terra straniera e madre di figli illegittimi, torna ad essere la maga che aveva assistito Giasone nella conquista del vello d'oro e mette in pratica contro la novella sposa le più devastanti arti incantatorie. Dopo la morte della giovane Glauce, però, Medea si macchia di un delitto ancor più tremendo: uccide i figli avuti da Giasone e, abbandonando la città di Corinto su un carro alato con i loro corpicini fra le braccia, lascia il compagno nella stessa condizione di solitudine e privazione degli affetti che ha spinto lei al folle gesto.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/05/medea-euripide.html

    ha scritto il 

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