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Medea

Di

Editore: e/o (Tascabili e/o, 129)

4.4
(812)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8876474323 | Isbn-13: 9788876474323 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anita Raja ; Postfazione: Anna Chiarloni

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    «Appena le donne saranno equiparate a noi ci saranno superiori.» [Catone]

    Avevo scritto, tempo fa (http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/i-classici-e-la-riscrittura-parte-i.html), del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente ...continua

    Avevo scritto, tempo fa (http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/i-classici-e-la-riscrittura-parte-i.html), del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente per sfidare il canone occidentale che a lungo ha trascurato o inibito la letteratura femminile. Uno dei tipici modus operandi della riscrittura femminista è il recupero di personaggi femminili storici, mitologici o letterari per dar loro nuova voce e nuova autonomia. Christa Wolf ne sceglie due emblematici: Cassandra, la veggente che preconizzò la rovina di Troia ma non fu creduta, e Medea, che uccise i figli per vendicarsi dell'uomo traditore per cui aveva abbandonato la casa paterna.

    Medea. Voci si basa sulla reale (o presunta tale) scoperta che Euripide avrebbe percepito quindici talenti d'argento per riscattare la memoria di Corinto, attribuendo a Medea il brutale omicidio dei suoi bambini. Secondo tale versione ripresa da Christa Wolf, e attestata - sembra - in Apollonio Rodio, Medea sarebbe stata piuttosto il capro espiatorio di una città abbarbicata ai suoi segreti e ai suoi usi reazionari e maschilisti. Giunta dalla lontana Colchide al fianco di Giasone, che aiutò - tradendo il padre - nel recupero del famigerato Vello d'oro, Medea rappresenta per Corinto una pericolosa alterità culturale, per di più di stampo matriarcale, che si oppone alla medicina ciarlatana dei greci, alla loro oppressione femminile, ai loro riti sanguinari, semplicemente con la sua presenza sovversiva. Ammirata e temuta, Medea si aggira tra i corinzi divisa tra l'amore persistente verso un uomo - il padre dei suoi figli - che, tornato in patria, si è allontanato da lei cui pure deve tutto, e il disgusto verso un popolo barbaro che a sua volta la disprezza. La sua figura è restituita da un fuoco incrociato di voci a lei vicine e lontane: Giasone, ancora affascinato dal suo corpo e dal suo spirito, ma allontanato da lei dal ritorno alla sua patria e ai suoi pari; Agameda, giovane donna rosa dall'invidia venuta via con lei dalla Colchide e desiderosa di distruggerla; Acamante, primo astronomo e consigliere del re Creonte, come molti soggiogato dalla sua forza e dal suo sapere ma conscio di quale pericolo rappresenti per Corinto; Glauce, figlia di Creonte e promessa sposa di Giasone, traumatizzata da un evento della sua infanzia il cui segreto Corinto custodisce gelosamente nei suoi sepolcri; Leuco, secondo astronomo, simpatizzante dei colchici; e naturalmente la voce di Medea stessa - che interviene ben quattro volte ad aprire e chiudere la narrazione -, come tutti consapevole della propria inevitabile rovina che lentamente si approssima a lei e ai suoi profughi.

    «Ho cominciato a interessarmi a Medea nel 1990. Lo stesso anno in cui la DDR stava sparendo dalla storia. Ho cominciato a domandarmi perché nella nostra società tutto viene consumato e nello stesso tempo si va sempre alla ricerca di un capro espiatorio.» Medea è il tentativo di riscatto di un personaggio femminile cui è stata negata una versione dei fatti, ma rappresenta anche il grido di protesta di una scrittrice che a sua volta fu diffamata dalla stampa tedesca per la sua vicinanza al regime di Honecker. Opera sentitissima, dunque, pienamente riuscita per la forza con cui i suoi personaggi s'imprimono nel lettore e per lo stile prezioso che rende la lettura memorabile.

    Recensione pubblicata anche sulla Stamberga dei Lettori: http://www.lastambergadeilettori.com/2014/11/medea-voci-christa-wolf.html

    ha scritto il 

  • 4

    Vi avevamo parlato tempo fa, in una serie di articoli, del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente per sfidare il canone occidentale che a lungo ha trascurato o ini ...continua

    Vi avevamo parlato tempo fa, in una serie di articoli, del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente per sfidare il canone occidentale che a lungo ha trascurato o inibito la letteratura femminile. Uno dei tipici modus operandi della riscrittura femminista è il recupero di personaggi femminili storici, mitologici o letterari per dar loro nuova voce e nuova autonomia. Christa Wolf ne sceglie due emblematici: Cassandra, la veggente che preconizzò la rovina di Troia ma non fu creduta, e Medea, che uccise i figli per vendicarsi dell'uomo traditore per cui aveva abbandonato la casa paterna.

    Medea. Voci si basa sulla reale (o presunta tale) scoperta che Euripide avrebbe percepito quindici talenti d'argento per riscattare la memoria di Corinto, attribuendo a Medea il brutale omicidio dei suoi bambini. Secondo tale versione ripresa da Christa Wolf, e attestata - sembra - in Apollonio Rodio, Medea sarebbe stata piuttosto il capro espiatorio di una città abbarbicata ai suoi segreti e ai suoi usi reazionari e maschilisti.

    Continua su: http://www.lastambergadeilettori.com/2014/11/medea-voci-christa-wolf.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Gli dei vogliono insegnarmi a credere di nuovo in loro?
    Non posso che ridere. Adesso gli sono superiore.
    Dovunque mi frughino coi loro arti crudeli, in me non troveranno traccia di speranza, di paura. Niente di niente.
    L'amore è stato fatto a brani, cessa anche il dolore. Sono libera.
    Senza des ...continua

    "Gli dei vogliono insegnarmi a credere di nuovo in loro? Non posso che ridere. Adesso gli sono superiore. Dovunque mi frughino coi loro arti crudeli, in me non troveranno traccia di speranza, di paura. Niente di niente. L'amore è stato fatto a brani, cessa anche il dolore. Sono libera. Senza desideri ascolto il vuoto che mi colma".

    Chiunque conosce il mito di Medea, la donna che uccise i propri figli per vendicarsi del tradimento e dell'abbandono del compagno Giasone, tanto che Medea è anche il nome di una famosa sindrome, celebre quanto il complesso di Edipo. Questa però è solo la versione più famosa, quella resa celebre da Euripide. La Wolf indaga alle radici più arcane e più profonde del mito, alle fonti originali e traccia un ritratto inedito di questa donna, tradita dal compagno, dal padre, dagli amici e anche dalla storia. Medea sono io, Medea è tutte noi. Medea è l'incarnazione di ogni tipo di falsificazione, di menzogna e di mistificazione con cui nel corso di secoli di storia ha tentato di sminuire, di umiliare e di ridicolizzare il ruolo della donna nella religione, nella filosofia, nella scienza e nella storia stessa. Potrei fare mille esempi: Ipazia viene massacrata e poi quasi totalmente cancellata dai libri di filosofia e di scienze, Maria Maddalena diventa una semplice prostituta, Maria Antonietta appare come una stupida frivola, che fino alla fine si preoccupa solo di belletto e di brioches... Esagero? Non lo so. Di certo le cronache contemporanee ormai da tempo ci hanno abituato a storie di donne massacrate, uccise, fatte sparire e quindi chi, anche solo lontanamente, ha vissuto una storia di minacce, di insulti, di persecuzione e menzogne, non può che fare il tifo e soffrire per Medea. Io ho sofferto con Medea.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questo libro dopo aver scoperto (ed enormemente apprezzato) Cassandra. Di sicuro non mi ha deluso! E' bellissimo, sconvolgente, intenso e, in alcuni punti, animalesco. Ribalta il mito di Medea usando magistralmente la complessa struttura corale della tragedia greca ma con uno stile passi ...continua

    Ho letto questo libro dopo aver scoperto (ed enormemente apprezzato) Cassandra. Di sicuro non mi ha deluso! E' bellissimo, sconvolgente, intenso e, in alcuni punti, animalesco. Ribalta il mito di Medea usando magistralmente la complessa struttura corale della tragedia greca ma con uno stile passionale e diretto. Il risultato è straordinario!

    ha scritto il 

  • 5

    Il vincitore riscrive la storia...

    Chissà qual'è la verità dietro il mito di Medea e Giasone.
    Ha ragione Euripide? O forse la Wolf?
    Medea è un mostro rabbioso e vendicativo? O è al vittima di un mondo di uomini che, attraverso lei, vogliono piegare il mondo alla "loro" realtà?
    E' impossibile sapere chi ha ragione, è passato tropp ...continua

    Chissà qual'è la verità dietro il mito di Medea e Giasone. Ha ragione Euripide? O forse la Wolf? Medea è un mostro rabbioso e vendicativo? O è al vittima di un mondo di uomini che, attraverso lei, vogliono piegare il mondo alla "loro" realtà? E' impossibile sapere chi ha ragione, è passato troppo tempo... E poi a cosa servirebbe, ora, la verità? Ormai Medea, Giasone, gli argonauti e tutti gli altri personaggi sono miti e simboli. " Niente ho voluto di ciò che è accaduto. Ma cosa avrei potuto fare. Si è rovinata con le sue mani.[...] Dèi. Queste folli donne di Colchide. Tagliare il sesso a quell'uomo. Tutti noi, noi uomini di Corinto, abbiamo condiviso quel dolore. [...] E una volta che questo tempo malvagio sarà finalmente passato e tutti noi ritorneremo alla pace, allora gli uomini di Corinto torneranno sovrani e le donne saranno ancora più sottomesse, questo sarà il risultato. [...]Volevo che si rendesse conto dei suoi torti. Volevo che ammettesse: non potevo aiutarla. [...]Doveva rendersi conto che Giasone è in grado di farsi crescere dentro una bella rabbia virile contro i raggiri delle donne, ed è in grado di essere uomo di gran forza, se sente che gli si sottrae la carne morbida dentro la quale è sprofondato [...] Dobbiamo riprenderci le donne. Dobbiamo spezzare la loro resistenza. Solo così disseppelliremo ciò che la natura ci ha dato, la voglia che tutto travolge." Nelle ultime parole di Giasone si possono ritrovare parole già dette o pensate da altri, sia ieri che oggi. Uomini (omuncoli?) che hanno paura di quelle donne che hanno opinioni, desideri, aspettative, pensieri propri e che scelgono di schiacciare le donne piuttosto che imparare loro…

    ha scritto il 

  • 5

    per il mio modo di stare al mondo non c'è più un modello, o non ne è ancora nato uno...

    Se potessi regalare le mie lacrime che mi hanno tanto pulito e in profondità, lo farei.

    ha scritto il 

  • 5

    L'altra medea e il palazzo che si erge sul sangue

    "[...] la verità dunque, solo che, come tante verità, si fondava su false premesse."


    La Wolf ha presentato una Medea tutta nuova, opposta alla versione folle e infanticida della tragedia di Euripide. Un romanzo che si serve di un mito meglio approfondito e rivisitato di Medea per presentar ...continua

    "[...] la verità dunque, solo che, come tante verità, si fondava su false premesse."

    La Wolf ha presentato una Medea tutta nuova, opposta alla versione folle e infanticida della tragedia di Euripide. Un romanzo che si serve di un mito meglio approfondito e rivisitato di Medea per presentarci la verità sul potere politico. Ella fugge dalla Colchide dopo aver aiutato Giasone perché il re Eete, suo padre, corrotto nell'animo, sta distruggendo l'equilibrio di quella terra dalle tradizioni antiche. Scappa e ripiega su Corinto, una città greca ritenuta all'avanguardia. Dopo un primo apprezzamento generale delle sue capacità, viene a conoscenza del segreto del palazzo: anche il potere del re Creonte si fonda sull'omicidio. Medea comprende che il potere è uguale dappertutto, sia nell'antica Colchide ché nella moderna Corinto e questo potere si basa sul sangue di innocenti, su segreti e menzogne raccontate alla popolazione. Diventa un personaggio scomodo, gradualmente diffamata, allontanata, esiliata e le vengono uccisi i figli. Infine viene fatta passare come infanticida così da poterla diffamare durante i secoli. Una donna istintiva ma razionale che racconta con lucidità la verità degli eventi. Non c'è un singolo momento di follia, nemmeno quando comprende che la storia con Giasone è terminata. Un libro che non solo rivisita una figura mitologica, rimembra l'antico potere del femminile e racconta una verità politica.

    ha scritto il 

  • 5

    irriducibile alla norma

    quindi da punire, calunniare, distruggere (Medea come Amina e le Femen). Il potere che fa le leggi è maschile, patriarcale, estraneo, si propone come razionale e rifugge i sentimenti, ma si basa sul crimine e ha continuamente bisogno di capri espiatori. La rappresentazione della Wolff è potente a ...continua

    quindi da punire, calunniare, distruggere (Medea come Amina e le Femen). Il potere che fa le leggi è maschile, patriarcale, estraneo, si propone come razionale e rifugge i sentimenti, ma si basa sul crimine e ha continuamente bisogno di capri espiatori. La rappresentazione della Wolff è potente attraverso voci "non dialoganti". Anni fa ne ho visto una trasposizione teatrale delle compagne de "La goccia", in cui Medea madre, maga, sposa, amante, straniera era interpretata da tante donne diverse, ma solo leggendo la postfazione ho capito che la versione di Euripide si sovrappone e cancella un mito più antico, Il potere trova sempre intellettuali che lo sostengono.

    ha scritto il 

  • 4

    La Medea moderna terapeuta della Wolf

    Innanzitutto, va detto che la Scrittrice tedesca riesce a dare più di un “tocco” di mistero al mito arcinoto, introducendo elementi e personaggi inediti che inducono il lettore a porsi alcune domande.


    Recensito su AMLETO.TK: ...continua

    ">http://www.amleto.tk/2013/07/la-medea-moderna-terapeuta…

    Innanzitutto, va detto che la Scrittrice tedesca riesce a dare più di un “tocco” di mistero al mito arcinoto, introducendo elementi e personaggi inediti che inducono il lettore a porsi alcune domande.

    Recensito su AMLETO.TK: http://www.amleto.tk/2013/07/la-medea-moderna-terapeuta-della-wolf.html#

    ha scritto il 

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