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Meditazioni delle vette

Scritti sulla montagna 1927-1959

Di

Editore: Mediterranee

4.7
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8827215115 | Isbn-13: 9788827215111 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5ª ed.

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
La predilezione di Julius Evola per le altezze spirituali e per le vertigini metafisiche del pensiero ebbe una controparte concreta e pratica: il filosofo tradizionalista praticò negli anni Venti e Trenta l'alpinismo più audace con scalate di sesto grado superiore e arrampicate sui ghiacci, cosa che nel mondo della cultura lo accomuna a personaggi come Aleister Crowley e Dino Buzzati. Di queste sue esperienze scrisse su pubblicazioni specialistiche ("La rivista mensile del Club Alpino Italiano") e sulla stampa diretta a lettori generici (i quotidiani "Il lavoro d'Italia", "Corriere Padano", "Il Regione fascista", "Roma"), non solo trasfigurandole magistralmente alla luce del mito, del simbolo e di una spiritualità superiore, ma anche collegandole alla vita quotidiana, alle trasformazioni della società e ad un nuovo modo di intendere la politica. Nella quinta edizione riveduta, corretta e ampliata di questa antologia, apparsa per la prima volta nel 1974 con l'approvazione dell'Autore, si troveranno 20 testi apparsi fra il 1927 e il 1942, più due del dopoguerra, quando il filosofo era ormai immobilizzato, che permettono di annoverare "Meditazioni delle vette" (che ha avuto traduzioni in spagnolo, francese e inglese) fra i 'classici' della letteratura di montagna, anche se 'sui generis'.
Questo tipo di esperienza, afferma più volte Julius Evola, è insieme 'azione' e 'contemplazione', una efficace reazione - sempre che "l'alpinismo non equivalga a professione della montagna" (1933) - per fronteggiare positivamente gli aspetti negativi del mondo attuale.
"Nella civiltà moderna, tutto tende a soffocare il senso eroico della vita. Tutto tende alla meccanizzazione, all'imborghesimento, all'accomunamento regolato e prudente di esseri fatti di bisogni e ognuno insufficiente a sé medesimo: il dèmone della metropoli pietrifica ogni vita, sincopa ogni respiro, contamina ogni fonte" (1927). Ma andare in montagna non vuol dire affatto "caccia all'emozione per l'emozione stessa, che provoca, specie in America, ogni sorta di stravaganze e frenesie" (1936). Viceversa, contro ogni deleterio turismo di massa, contro ogni banale 'amore della natura' e contro ogni frivolezza snobistica, "la montagna insegna il silenzio, disabitua dalla chiacchera, dalla parola inutile, dalle inutili, esuberanti effusioni" (1942).
Un libro sorprendente per chi non conosce questo aspetto di un pensatore che si riteneva confinato fra esoterismo e tradizionalismo:" Meditazioni delle vette" gli aprirà nuovi orizzonti speculativi e gli farà apprezzare una prosa educativa e profonda degna del miglior 'giornalismo culturale'.
Con 28 illustrazioni.
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    Raccolta di brani di Evola aventi il fil rouge della montagna. Nobili pensieri e romantiche considerazioni, purtroppo farcite di retorica. Su certi concetti ci si trova inevitabilmente d'accordo - non di sicuro sulle osservazioni riguardo lo sci alpino, har har.
    Con piacere leggo di alcune ...continua

    Raccolta di brani di Evola aventi il fil rouge della montagna. Nobili pensieri e romantiche considerazioni, purtroppo farcite di retorica. Su certi concetti ci si trova inevitabilmente d'accordo - non di sicuro sulle osservazioni riguardo lo sci alpino, har har.
    Con piacere leggo di alcune vette che ho avuto la fortuna di visitare: Gressoney, Cortina d'Ampezzo, Courmayeur e il Bianco, Cervinia e il Plateau Rosà, il GlossGlockner; dei luoghi citati nel libro mi manca, e vorrei rimediare, la Capanna Margherita.
    La terza parte abbastanza inutile.

    ha scritto il