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Medium

Di

Editore: Lulu.com

3.9
(67)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000005133 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Genna non è scrittore facile, e ancora più difficile del solito è questo suo Medium, che giustamente l'autore ha preferito evitare di pubblicare su canali ufficiali, lasciando alla scrittura diretta, priva di revisioni e di editing, questo monumento al lutto e alla sua elaborazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Un inizio fulminante, invidiabile. Ad un terzo del libro c'è un cambio di genere in corso d'opera, straniante e coraggioso.
    Sono rimasto personalmente meno convinto della seconda metà del libro, dove i personaggi perdono di profondità rispetto alla prima parte e dove il complesso intreccio ...continua

    Un inizio fulminante, invidiabile. Ad un terzo del libro c'è un cambio di genere in corso d'opera, straniante e coraggioso.
    Sono rimasto personalmente meno convinto della seconda metà del libro, dove i personaggi perdono di profondità rispetto alla prima parte e dove il complesso intreccio viene affidato troppo a personaggi che "ora ti spiego tutto". Una lettura comunque molto interessante, specie per la prima metà del libro. Letto con e-ink.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    WM1 e WM5 su Medium

    Le prima 39 pagine di Medium narrano nei minimi dettagli la notte e il giorno che Genna trascorse accanto al cadavere del padre. Dopo il ritrovamento del corpo, si ritrovò in un incubo burocratico. Il primo di gennaio, nell'intero circondario milanese, non c'era un medico necroscopico disp ...continua

    Le prima 39 pagine di Medium narrano nei minimi dettagli la notte e il giorno che Genna trascorse accanto al cadavere del padre. Dopo il ritrovamento del corpo, si ritrovò in un incubo burocratico. Il primo di gennaio, nell'intero circondario milanese, non c'era un medico necroscopico disponibile a venire e firmare un certificato di decesso. Senza quel certificato, l'impresa di pompe funebri non poteva prelevare il corpo. Genna rimase a lungo in quella stanza, parlò di morte con il becchino, ricevette amici e parenti, fantasticò selvaggiamente sul padre, il passato, il futuro, i sogni infranti del socialismo, l'eredità del ventesimo secolo e così via. Medium fu interamente concepito in quelle ore.
    Dopo le esequie, il libro passa a un registro del tutto diverso. Dal secondo capitolo la narrazione inizia a deviare: un viaggio in Germania Est che Vito Genna fece davvero nel 1981 diviene il momento centrale nella scoperta di una realtà alternativa, di una storia alternativa, di una vita alternativa del padre, di una possibilità alternativa di elaborare il lutto. Tutto accade sullo sfondo della Guerra Fredda, e ha un ruolo indefinibile eppure importante lo scomparso Peter Kolosimo, negli anni Settanta autore di saggi di enorme successo. Per farla semplice, Kolosimo sosteneva che tutte le civiltà umane dall'alba dei tempi avessero origini extraterrestri, che in origine il nostro pianeta fosse stato colonizzato da alieni e che tutte le culture del mondo recassero i segni di tale colonizzazione. Era un personaggio molto popolare, quando Genna e io eravamo bambini.
    Il fatto che Kolosimo fosse un comunista dichiarato e coltivasse apertamente rapporti con il Blocco Orientale è il pretesto che lega quest'autore al viaggio del 1981 in Germania Est. Dopo aver stabilito il collegamento, Giuseppe Genna veste i panni di Telemaco e si reca a sua volta in Germania, in cerca di tracce di suo padre. Là incontra alcuni loschi personaggi, ciascuno dei quali offre un'interpretazione del Novecento, della Guerra fredda e delle illusioni del comunismo. Ognuno di loro rivela qualcosa sul padre di cui Genna era ignaro. Emerge un legame forte tra l'esistenza di Vito Genna e il modo in cui il futuro veniva immaginato in quel passato, nell'epoca che Giuseppe va esplorando all'indietro.

    Alla fine, si stabilisce un legame ancor più forte tra la morte di Vito e la nostra difficoltà a immaginare il futuro. La nostra visione del futuro è ostruita da troppi blocchi emotivi, e abbiamo bisogno di focalizzare su ciò che sta oltre, di sforzare il nostro sguardo per superare quegli ostacoli.
    Medium termina con un'appendice di testi che Genna chiama "rapporti di visualizzazione". Tali documenti furono presuntamente scritti negli anni Settanta da un comitato di veggenti comunisti, tra i cui membri vi era Vito. Il gruppo segreto era nato su ordine del governo comunista e il suo compito era predire il futuro, tuttavia lo sguardo extrasensoriale coglie tanto un remotissimo futuro quanto un remotissimo passato. L'apparire di questi rapporti sorprende il lettore, che è a tratti turbato, divertito, depresso e galvanizzato.
    [Il testo prosegue qui: http://www.carmillaonline.com/archives/2008/10/002804.html ]

    [WM5:] Lo "scrittore di noir" Giuseppe Genna prosegue la sua traiettoria tesa oltre il sistema solare. La scia di quanto scrive rischia di perdersi annegata nel cielo delle patrie lettere, dove l'inquinamento luminoso è endemico, ineludibile.
    Giuseppe Genna ha raggiunto lo stato in cui si plana nell'aria e lo spettro della caduta pare non dover più impedire l'ascesa ulteriore. La potenza della rêverie materiale di questo autore ha una profondità insondabile, il suo cielo metaforico è vasto come oceani sovrapposti, accostati, senza confini né punti di giunzione. La capacità di trasfigurare vicende personali, di rendere l'autobiografia Visione sfida chi non ha abbastanza cuore per interrogarsi sui punti chiave che la contemporaneità indica con oscena chiarezza, almeno a chi ha occhi da vedere.
    Quale sarà la fine della Specie? E' questa fine prossima? La fine della Specie coinciderà con la fine del pianeta?
    Tutto questo non ha nulla a che fare con la Letteratura Italiana, manifestamente. Per Giuseppe Genna l'essere-autore (stavo per spendere una A maiuscola) non è il Fatto Ultimativo. La carne e la psiche provata sono così sagge da non cadere nell'abisso morale della cieca autoidentificazione.
    Per questo la natura delle cose parla attraverso Giuseppe Genna. L'esperienza della lettura assomiglia in questo caso a un sogno ascensivo, quell'esperienza onirica – che non è un sogno di volo - in cui ci si sente tratti verso l'alto, un'esperienza tipica della pubertà: ci si vede allora dall'alto, ma il corpo di sogno in qualche modo mantiene ancora un peso. Non è infatti un'esperienza di liberazione. E' l'esperienza di essere tratti, di sgusciare fuori a fatica da una guaina, di trovarsi ad aleggiare prossimi al soffitto della stanza, presenza opprimente. La scelta di Giuseppe Genna, dicevamo, è quella di non subire la trazione, di assecondarla, di forzare le pareti della stanza in modo che il cielo collassi all'interno, e che il malessere del serpente che muta pelle si trasformi nell'esperienza pneumatica del volo libero.
    L'oceano celeste di Genna è l'oceano della vita notturna. Noi vi galleggiamo dentro, cadendo da un sonno a un sonno più profondo, ma incontrando parole come queste potremmo quasi svegliarci.

    ha scritto il 

  • 4

    Uomini che fissano le capre

    Che libro strano. Genna lo ha scritto per elaborare un lutto, la morte del padre; ma sembrano in realtà due storie separate e assai diverse. Da un lato la storia privata di Genna, la sua vita con un padre difficile; dall'altra una vicenda inquietante di spie, poteri paranormali, veggenti e surrea ...continua

    Che libro strano. Genna lo ha scritto per elaborare un lutto, la morte del padre; ma sembrano in realtà due storie separate e assai diverse. Da un lato la storia privata di Genna, la sua vita con un padre difficile; dall'altra una vicenda inquietante di spie, poteri paranormali, veggenti e surreali ricerche spiritistiche nella Germania Est. Ha risvegliato in me un bel po' di ricordi - anch'io ho passato l'infanzia sui libri di Kolosimo (anch'io ne ho uno autografato!) e altre cose, atmosfere, considerazioni che magari credevi fossero fatti tuoi ma quando li leggi su un libro di vien di pensare che forse ci siam passati un po' tutti. Boh. Prende molto, a livello viscerale; ma a pensarci un po' a mente fredda sembra un cocktail un po' forzato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro sacrilego, perciò sacro. (Nel senso di Bataille). Dato che l'accesso al sacro è profanazione mediante la devozione, e nella fattispecie atto di amore mediante la rappresentazione della memoria. La verità tutta la verità, nient'altro che la verità, purchè il giuramento sia fatto su una bi ...continua

    Un libro sacrilego, perciò sacro. (Nel senso di Bataille). Dato che l'accesso al sacro è profanazione mediante la devozione, e nella fattispecie atto di amore mediante la rappresentazione della memoria. La verità tutta la verità, nient'altro che la verità, purchè il giuramento sia fatto su una bibbia apocrifa, perchè romanzo privato della privazione del ricordo mediante il suo soffocamento nell'epocale e nel metafisico.
    Dal ritrovamento del padre morto al ritrovamento del figlio da parte del padre oltre il legame che li univa in vita, l'ipertesto tende ad abbracciare coi suoi rimandi l'infinita circolarità del ritorno, della compresenza, a sfidare la linearità epica della narrazione con la persistensa sincronica dell'essere.
    Che, aristotelicamente, 'si dice in molti modi'

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile non mi piace. La formattazione è non è curata, i margini non sono giustificati. C'è qualche refuso. Il prodotto è artigianale e si vede: la distribuzione avviene tramite lulu.com, l'autore non percepisce compensi dalla vendita.
    La storia è molto intima. Genna si scortica vivo in ri ...continua

    Lo stile non mi piace. La formattazione è non è curata, i margini non sono giustificati. C'è qualche refuso. Il prodotto è artigianale e si vede: la distribuzione avviene tramite lulu.com, l'autore non percepisce compensi dalla vendita.
    La storia è molto intima. Genna si scortica vivo in riflessioni attorno alla figura del padre, vecchio comunista, da lui trovato morto solo in casa il primo dell'anno.
    C'è moltissima sostanza umana in stato febbrile continuo e bisognosa di esternare, in questo personalissimo testo. La premio, in questo micro commento.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non so perché, ma questo libro mi ricorda un po' Lunar Park; dopo un inizio biografico in cui gli autori mettono in campo con agghiacciante acume i loro disagi e le loro "non personalità", per usare un termine caro al Genna "hitleriano", i due libri rompono il piano di realtà su cui avevano costr ...continua

    Non so perché, ma questo libro mi ricorda un po' Lunar Park; dopo un inizio biografico in cui gli autori mettono in campo con agghiacciante acume i loro disagi e le loro "non personalità", per usare un termine caro al Genna "hitleriano", i due libri rompono il piano di realtà su cui avevano costruito le fondamenta, in fondo rassicuranti per il lettore, e fanno irrompere nella trama elementi horror e paranormali di grande inquietudine: come spicchi di luce buia che entrano dai brandelli delle loro rispettive società di appartenenza. Ho letto Medium tutto di un fiato, in una notte di insonnia, e mi ha insegnato un po' del lessico che mi mancava per parlare a me stesso della morte di mio padre. Penso che di più a un libro non si possa chiedere.

    ha scritto il 

  • 1

    Paccottiglia esoterica.

    Non ho apprezzato lo sbandierato autobiografismo. Non mi interessa che l'autore racconti storie vere, personali, intime, dolorose. Non mi interessa sapere che l'autore ha scelto lulu perché "non poteva vendere una storia così intima e dolorosa". Mi interessa solo che la storia regga e che l'autor ...continua

    Non ho apprezzato lo sbandierato autobiografismo. Non mi interessa che l'autore racconti storie vere, personali, intime, dolorose. Non mi interessa sapere che l'autore ha scelto lulu perché "non poteva vendere una storia così intima e dolorosa". Mi interessa solo che la storia regga e che l'autore abbia qualcosa da raccontare. Il raccontare fatti personali NON è un valore aggiunto.

    Non ho apprezzato il protagonista, mi sta antipatico. E' paranoico, infantile, ossessivo, vile e un po' pervertito. Genna fa scopare il protagonista ai piedi del letto di morte del padre e pretende che questa geniale trovata letteraria sia densa di simbolismi. Non sono mai riuscito a immedesimarmi.

    Non ho apprezzato lo spaccio di stronzate esoteriche per vere. Questa ridicola quanto inopportuna razionalizzazione delle storie di fantasmi. Dan Brown ha almeno avuto il buon senso di dire che la storia dei merovingi è "fiction".

    Non ho apprezzato la retorica pietista. Il romanzo non mi ha commosso neanche per scherzo, mai, in nessun momento.

    Quello che ho provato leggendo il libro è stato solo fastidio e repulsione per la storia, per i personaggi (tranne che per la sventuratissima fidanzata di "Genna") e per osmosi, alla fine anche per l'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Di questo romanzo mi ha impressionato l’inclassificabilità: storia del rapporto fra un padre e un figlio, frammento biografico, spy-story, saggio di storia segreta del mondo, ricostruzione degli anni del Comunismo reale, storia d’amore… Questi elementi sono tutti riuniti in un unico sguard ...continua

    Di questo romanzo mi ha impressionato l’inclassificabilità: storia del rapporto fra un padre e un figlio, frammento biografico, spy-story, saggio di storia segreta del mondo, ricostruzione degli anni del Comunismo reale, storia d’amore… Questi elementi sono tutti riuniti in un unico sguardo che investe allo stesso modo ciò che è domestico e ciò che è inconsueto, così come la stessa voce canta temi classici ed elevati (morte, amore, creazione letteraria…) e altri marginali e “screditati” (miti pop, pseudoscienza…). Il risultato è una visione del tutto nuova dell’essere umano, di cui si costruisce il mistero.

    ha scritto il