Meglio dirselo

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(120)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817040452 | Isbn-13: 9788817040457 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Lara se n’è andata da casa e dalla sua città a vent’anni, dopo il Sessantotto, nell’epoca delle grandi ribellioni e dei grandi ideali, per sottrarsi alla rigidità di una famiglia dalla quale non si sentiva amata. Ma a distanza di oltre trent’anni i conti non tornano. Non sono questi due ragazzi viziati incollati al computer i figli che avrebbe voluto, il rapporto con il marito è in crisi, il lavoro non va, tutto ciò per cui ha lottato le pare un fallimento, e il mondo non è per niente migliore. Ma proprio nell’età dei bilanci la degenerazione della malattia della madre aggredita dall’Alzheimer, e l’impossibilità del marito ad affrontare la situazione da solo, la costringono a tornare sempre più spesso dai genitori, a Parma. Il suo ruolo di figlia è cambiato e, attraverso l’intenso rapporto con il padre, cambieranno anche molti dei suoi punti di vista. Nel suo primo romanzo, Daria Colombo parla, con leggerezza e profondità, della famiglia e della vita che è comunque condizionata dall’infanzia, dei sentimenti che nutrono e soffocano, dell’energia segreta che le donne riescono sempre a trovare in se stesse. Giocando abilmente su vari piani temporali, l’autrice racconta forme diverse che l’amore assume; l’amore che si modifica nel tempo, attraversa tutte le generazioni e spesso non si fa capire. Meglio dirselo.
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  • 2

    Non è brutto ma...

    Storia prevedibile, stile più che lineare. Abbandonato dopo un'ottantina di pagine per sopravvenuta noia. Non si può definire un brutto libro ma non è una buona letteratura secondo me. Può andar bene ...continua

    Storia prevedibile, stile più che lineare. Abbandonato dopo un'ottantina di pagine per sopravvenuta noia. Non si può definire un brutto libro ma non è una buona letteratura secondo me. Può andar bene per chi legge sporadicamente e cerca una storia che faccia riflettere senza risultare pesante, ma per me che sono abituata a leggere moltissimo questa mancanza di stile risulta davvero noiosa...inoltre la storia è già sentita, in certi punti mi ha ricordato molto Sofia veste sempre di nero di Paolo Cognetti, che anche quella non è un capolavoro ma sicuramente più originale.

    ha scritto il 

  • 4

    Lara, scappa dalla famiglia di origine perchè si sente costretta, costruisce una sua famiglia in cui l'assenza di ruoli forti crea grossi problemi. Recuperando il rapporto con il padre recupera un po' ...continua

    Lara, scappa dalla famiglia di origine perchè si sente costretta, costruisce una sua famiglia in cui l'assenza di ruoli forti crea grossi problemi. Recuperando il rapporto con il padre recupera un po' di sè e dunque della sua famiglia.

    ha scritto il 

  • 1

    Peccato di orgoglio

    Ci sono temi ( il rapporto tra genitori e figli, il tempo che passa ed il suo effetto sulle persone e sulle relazioni, la ricerca del proprio equilibrio) che puoi affrontare dignitosamente solo se sei ...continua

    Ci sono temi ( il rapporto tra genitori e figli, il tempo che passa ed il suo effetto sulle persone e sulle relazioni, la ricerca del proprio equilibrio) che puoi affrontare dignitosamente solo se sei un bravo scrittore.
    In questo caso la scrittrice e' molto, molto modesta.
    Per quanto riguarda storia e contenuto, raramente ho trovato nello stesso libro un tale concentrato di banalita', superficialita', stereotipi e supponenza.
    Relativamente alla forma, pessima scrittura, sciatta, una costruzione elementare, dialoghi morti.
    Scrivere libri non e' obbligatorio.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima la figura di Lara, esempio di come da tutte le fragilità derivanti da un'infanzia difficile si possa far emergere una grande forza e una grande capacità di rileggere la propria vita con occ ...continua

    Bellissima la figura di Lara, esempio di come da tutte le fragilità derivanti da un'infanzia difficile si possa far emergere una grande forza e una grande capacità di rileggere la propria vita con occhi diversi, sicuramente più maturi.

    ha scritto il 

  • 4

    Arrivata ai cinquant'anni,non comprende più la sua vita.
    Rimetterà tutto in discussione, per prima se stessa, poi marito,figli,genitori e lavoro e vedrà il suo passato in modo diverso e più giusto. ...continua

    Arrivata ai cinquant'anni,non comprende più la sua vita.
    Rimetterà tutto in discussione, per prima se stessa, poi marito,figli,genitori e lavoro e vedrà il suo passato in modo diverso e più giusto.

    ha scritto il