Mein Name ist Luz.

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Verleger: Btb Bei Goldmann

4.4
(553)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 444 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Italian , Spanish

Isbn-10: 344272984X | Isbn-13: 9783442729845 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Buchbeschreibung
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  • 2

    Ogni volta che aprivo questo libro mi venivano in mente i viaggi della morte, la notte delle matite spezzate, i desaparecidios, poi mi mettevo a leggere e mi chiedevo come fosse possibile su una base ...weiter

    Ogni volta che aprivo questo libro mi venivano in mente i viaggi della morte, la notte delle matite spezzate, i desaparecidios, poi mi mettevo a leggere e mi chiedevo come fosse possibile su una base così potente e tragica scrivere un libro così superficiale. Un libro inutile che non spiega, non racconta, non riesce a emozionare, a commuovere.

    gesagt am 

  • 4

    l'importanza delle proprie origini

    Uno di quei casi in cui la sostanza trascina il romanzo a fronte di uno stile zoppicante.
    Troppo importante la tragedia per fare le pulci a quanto letterariamente non va e comunque,restando in campo s ...weiter

    Uno di quei casi in cui la sostanza trascina il romanzo a fronte di uno stile zoppicante.
    Troppo importante la tragedia per fare le pulci a quanto letterariamente non va e comunque,restando in campo storico vi è di peggio ("Avevano spento anche la luna","Il profumo delle foglie di limone").
    Quello che ricordo,attraverso la televisione,sono le marce delle nonne (primi anni 80),l'impunità pei criminali (1987)e in tema col romanzo la ricerca delle proprie origini (anni 90).
    L'importanza della democrazia,della memoria,della legalità questi i pensieri suscitati dalla lettura.

    gesagt am 

  • 4

    I VENT'ANNI DI LUZ

    “ Sono consapevole che la narrativa
    Ha il potere di svelare la verità con più forza
    Di quanto possa fare un testimone” Elsa Osorio

    Nata a Buenos Aires (1953), Elsa Osorio è una scrittrice e sceneg ...weiter

    “ Sono consapevole che la narrativa
    Ha il potere di svelare la verità con più forza
    Di quanto possa fare un testimone” Elsa Osorio

    Nata a Buenos Aires (1953), Elsa Osorio è una scrittrice e sceneggiatrice cinematografica e televisiva argentina che attualmente vive tra la sua città natale e Madrid. Il suo libro di maggior successo “I vent’anni di Luz”, uscito in Spagna nel 1998 e ormai tradotto in quindici lingue, ha venduto nei paesi europei migliaia e migliaia di copie.
    La storia si svolge in uno dei periodi più bui dell’Argentina: il regime militare e la creazione dell’Alleanza Anticomunista Argentina alla quale sono asservite bande paramilitari incaricate di sequestrare ed uccidere gli oppositori del regime. Il costo di vite umane è altissimo e sono circa 30000 le vittime a cui vanno ad aggiungersi centinaia di “scomparsi”, i detenuti e gli esiliati. Tra il 1976 e il 1983 la popolazione argentina subisce quindi un vero e proprio orrendo genocidio la cui portata e la cui violenza non deve essere mai dimenticata nonostante le ondate di negazionismo che tendono a sminuire la feroce potenza di questo evento. “Nunca mas”, mai più, gridano le coraggiose mamme e nonne di Plaza de Mayo, unite insieme per rivendicare la scomparsa dei loro ragazzi e cercare di ottenere la loro restituzione portando per emblema un fazzoletto bianco legato sulla testa, simbolo del pannolino di tela bianca usato per rappresentare i loro figli neonati e indossato con grande dignità. Figli e nipoti che furono rapiti e consegnati a “buone famiglie del regime” con la scusa che sarebbero stati educati alla sovversione se fossero rimasti con i loro genitori. Il romanzo della Osorio è la storia di Luz, figlia di desaparecidos, che scopre solo in età adulta il segreto delle sue origini, pur avendone avuto diverse avvisaglie durante la sua giovane vita. Con coraggio e grandissima determinazione, Luz riuscirà a ricostruire il suo passato portando alla luce una verità difficile e pesante, la sola che potrà farle credere ancora in un futuro migliore e restituirle la capacità di amare ed essere amata.
    Con un bellissimo impianto narrativo composto da alternanti piani temporali e personaggi indimenticabili superbamente tracciati sia nel bene che nel male, l’autrice ci riporta, attraverso questa storia romanzata ma oltremodo veritiera, a rivivere il terrore di quei drammatici anni di disumanità e spietatezza, con un alto livello di suspense degno di un thriller e uno stile che sostiene un ottimo ritmo narrativo anche se c’è il sospetto che non sia ben supportato da un’altrettanto buona traduzione italiana. Un’altra pagina di Storia che non si può assolutamente ignorare e che è necessario conoscere nella speranza che anch’essa come tante altre, non si ripeta mai più.

    gesagt am 

  • 5

    Gli orrori della Guerra Sporca

    Ero quasi sicura di aver preso un abbaglio, sbagliando l’acquisto, e mi aspettavo qualcosa di noioso.
    E invece “I vent’anni di Luz” si è rivelato un romanzo sconvolgente e travolgente, uno di quelli c ...weiter

    Ero quasi sicura di aver preso un abbaglio, sbagliando l’acquisto, e mi aspettavo qualcosa di noioso.
    E invece “I vent’anni di Luz” si è rivelato un romanzo sconvolgente e travolgente, uno di quelli che arricchiscono il tuo patrimonio di lettrice e di persona e di cui senti ferocemente la mancanza quando volti l’ultima pagina.
    Un’odissea nel dolore. E una testimonianza su un periodo storico di cui, ahimè, a mio avviso si parla troppo poco. Di quanti orrori è stato capace l’uomo, negli angoli più disparati del mondo, in situazioni e contesti diversi e dei quali, magari, non immaginiamo nemmeno la profondità.
    La Guerra Sporca è stata uno di questi.
    Siamo in Argentina, nel 1976 e Liliana è una sovversiva del regime. In prigione partorisce una bambina che, così come accadeva a tanti neonati figli di deseparecidos, verrà sottratta alla madre e “regalata” a una famiglia non sua….prima, temporaneamente alla famiglia di un sergente (denominato il “Bestia”, immaginate perché), la cui moglie, la bella Liliana, sterile, da tempo cerca invano un figlio, e poi alla figlia del colonnello Dufau, uno dei responsabili della repressione, che partorisce un bambino morto. Così, come fosse una merce di cui disporre per soddisfare i propri capricci e non una persona con un’identità da proteggere e da rispettare. Miriam, intenerita dalla vicenda di Liliana, prima che la bambina venga portata definitivamente via, cerca di aiutarla a fuggire, ma il piano non riesce, e Liliana, scoperta, viene uccisa. E la sua morte viene insabbiata, così come si faceva con tante malefatte, a quel tempo.
    La bambina, Luz, cresce a sua insaputa nella nuova famiglia, sentendo dentro di sé un forte sentimento di estraneità e di vuoto. A poco a poco, grazie a una serie di indizi e all’aiuto del suo fidanzato, anch’esso figlio di deseparecidos, riuscirà a fare luce sulla sua storia e a riscoprire la sua identità violata.
    Il romanzo si snoda nell’arco di diversi anni, e si segue su piani paralleli, che corrispondono alle varie vicende dei singoli personaggi. E’ la loro caratterizzazione psicologica ad essere uno dei punti di diamante del romanzo, perché tutti appaiono perfettamente e completamente delineati e credibili, da Liliana, facile e vanesia ma profondamente buona, a Mariana (madre “adottiva” di Luz), fragile e impulsiva, abituata ad avere tutto ciò che vuole, mettendo la testa sottoterra per non sapere, per non vedere, per non capire. Alcuni poi, nel corso della vicenda, vivono una vera e propria evoluzione, come Eduardo (marito di Liliana), che, da debole e passivo, ritrova, grazie a un appassionante amore extraconiugale, la forza per opporsi ai soprusi dei suoceri. Senza dimenticare Luz, giovane inquieta amante del ballo e della vita, determinata a scoprire l’origine di quel vuoto che pare mangiarla. E anche le Nonne di Plaza de Mayo, l’associazione che, dopo alla guerra, aiutò molti figli e nipoti di deseparecidos a ritrovare le loro vere origini.
    Tutti i personaggi sono straordinari, e la penna di Elsa Osorio ci fa innamorare di loro.
    Al di là delle violenza, delle sevizie, degli omicidi che hanno macchiato l’Argentina a quel tempo, comunque terribili, quanto terribile deve essere stato venire privati della propria vera identità, del proprio “io”, della propria storia, del proprio sangue. Questo splendido romanzo ce ne dà testimonianza.

    gesagt am 

  • 4

    Quattro

    Un libro davvero bellissimo e significativo. Fa sicuramente parte di quei libri che ti lasciano un patrimonio quando hai finito di leggerli. Non è il libro della vita, per lo meno per me, ma ti lancia ...weiter

    Un libro davvero bellissimo e significativo. Fa sicuramente parte di quei libri che ti lasciano un patrimonio quando hai finito di leggerli. Non è il libro della vita, per lo meno per me, ma ti lancia su un binario di riflessione infinito che non può non renderti più ricco.

    gesagt am 

  • 3

    Tre e mezzo

    Luz e i suoi vent'anni sono quelli che le sono serviti per riuscire a ricostruire la sua storia, a trovare la vera Luz, senza aver altro che sensazioni e desiderio di verità. E' da qui che si parte pe ...weiter

    Luz e i suoi vent'anni sono quelli che le sono serviti per riuscire a ricostruire la sua storia, a trovare la vera Luz, senza aver altro che sensazioni e desiderio di verità. E' da qui che si parte per tornare indietro, ad un'Argentina nel pieno della repressione, nell'Argentina buia dei desaparecidos e dei loro figli innocenti. La prima parte del romanzo mi è piaciuta tantissimo, non era possibile lasciare le protagoniste al loro destino, era necessario sapere. Ad un certo punto però la storia si è delineata molto chiaramente (alcuni personaggi sono odiosi dal primo momento e sotto ogni lato) e mi hanno un po'"infastidito" alcuni intermezzi amorosi, mi sembrava rallentassero la storia: è una storia che deve correre questa, non si può frenare. Non si può frenare davanti alle grandi ingiustizie, alle brutalità più grandi che gli uomini abbiano compiuto: e cosa c'è di peggio che privare un figlio dei propri genitori e i genitori dei propri figli ?
    Una pagina tristissima della storia che deve essere conosciuta e che oggi, guarda indietro, ad un paese che ha perso, in maniera irreparabile, un'intera generazione e con quelle nuove che resteranno sempre con dei destini irrisolti...

    gesagt am 

  • 3

    Potente e struggente storia di una ragazza argentina che cerca i propri genitori desaparecidos. Narrazione e scrittura non sono però al livello della storia. L'uso della polifonia del racconto è mutua ...weiter

    Potente e struggente storia di una ragazza argentina che cerca i propri genitori desaparecidos. Narrazione e scrittura non sono però al livello della storia. L'uso della polifonia del racconto è mutuata da Vargas Llosa ma non offre gli stessi risultati, lo stile della scrittura non essendo di pari livello. La narrazione è troppo frammentata e piena di racconti interiori che spesso sono poco coinvolgenti, al contrario della storia.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    4

    Finalmente Nora poté staccarsi dalla foto, guardò Delia e , con la voce più ferma : Questa notizia, così inaspettata, mi riempie di gioia. Non mi servono prove. Credo che Luz sia mia nipote. Non ne h ...weiter

    Finalmente Nora poté staccarsi dalla foto, guardò Delia e , con la voce più ferma : Questa notizia, così inaspettata, mi riempie di gioia. Non mi servono prove. Credo che Luz sia mia nipote. Non ne ho il minimo dubbio. Ma se crede che per lei possa essere importante, non ho nessun problema a fare le analisi.
    'Ti posso abbracciare?' le chiese Delia. 'Sono molto emozionata. E' la prima volta che ritroviamo una Nonna.'

    gesagt am 

  • 4

    Argentina anni ’70, un golpe affogato nel sangue. Tanto sangue. Sangue che non ha bagnato il suolo argentino, ma che è stato disperso nell’oceano: desaparecidos…
    Vite stroncate, prima fisicamente, poi ...weiter

    Argentina anni ’70, un golpe affogato nel sangue. Tanto sangue. Sangue che non ha bagnato il suolo argentino, ma che è stato disperso nell’oceano: desaparecidos…
    Vite stroncate, prima fisicamente, poi psicologicamente, poi nell’intimo profondo dell’essere umano.
    Affogare tutto nell’odio. Qualsiasi cosa, sentimenti, ragione, vite, amori.
    Eppure l’Argentina ne è uscita. Tempo fa ho visto un servizio sulle manifestazioni pacifiche che si tengono in Venezuela e Colombia, dove gli studenti devono indossare giubbotti antiproiettile, perché queste manifestazioni vengono “fermate” sparando.
    Fa impressione, però, il comportamento dei popoli sudamericani che, passandone di tutti i colori (purtroppo subiscono frequenti dittature militari) non perdono la forza e il coraggio di ribellarsi, di protestare, di, come disse Jefferson: “Dissentire è la prima forma di patriottismo”.

    gesagt am 

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