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Memoria delle mie puttane tristi

Di

Editore: A. Mondadori (I miti, 331)

3.5
(4776)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8804557893 | Isbn-13: 9788804557890 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Angelo Morino

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
"L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte di amore folle conun'adolescente vergine." Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel GarciaMárquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci annialla narrativa. A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, ungiornalista eccentrico e solitario, che accanto a un'adolescente scopre ilpiacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme"senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse perla prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che haincontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cuila maggior parte dei mortali è già morta".
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    E' un libro sincero, forse troppo, e forse qui sta il suo limite. In questo personaggio simbolico di uomo incapace di amore se non di tipo fisico o strumentale non posso che riconoscere buona parte ...continua

    E' un libro sincero, forse troppo, e forse qui sta il suo limite. In questo personaggio simbolico di uomo incapace di amore se non di tipo fisico o strumentale non posso che riconoscere buona parte del genere maschile. Forse in questa difficoltà ad elevare l'umano a poco più che appetito sessuale sta il limite, quello che in Ka*abata era metafora del desiderio qui in Marquez rapresenta la nuda realtà. E non si può che pensare alla prostituzione minorile che tanta parte ha nella realtà odierna. Quello che forse era altro nel pensiero dello scrittore colombiano scompare completamente di fronte alla bruciante e scandalosa realtà che abbiamo nelle cronache quotidiane in tanti paesi del mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un uomo che non ha mai conosciuto l'amore, ma solo i piaceri carnali. Un uomo che compiuti novant'anni vuole passare una notte con una vergine. Un uomo che non può immaginare di poter amare, ...continua

    Un uomo che non ha mai conosciuto l'amore, ma solo i piaceri carnali. Un uomo che compiuti novant'anni vuole passare una notte con una vergine. Un uomo che non può immaginare di poter amare, soprattutto ora che la vita volge al termine. Un uomo che si trova ad amare una quindicenne vergine, ma fondamentalmente impara ad amare l'amore stesso. Io adoro Marquez, adoro la poesia insita nelle sue parole e questo libro è un inno alla vita, alla speranza. Perchè niente è perduto, neanche a novant'anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Un anziano alla soglia dei novanta anni scopre, forse per la prima volta, l'amore accanto ad un'adolescente con la quale non condivide nessuna esperienza carnale. Corto, carino, si legge in poco ...continua

    Un anziano alla soglia dei novanta anni scopre, forse per la prima volta, l'amore accanto ad un'adolescente con la quale non condivide nessuna esperienza carnale. Corto, carino, si legge in poco tempo.

    ha scritto il 

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    L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine. Mi ricordai di Rosa Cabarcas, la proprietaria di una casa clandestina che era solita ...continua

    L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine. Mi ricordai di Rosa Cabarcas, la proprietaria di una casa clandestina che era solita avvertire i suoi buoni clienti quando aveva una novità disponibile. Non avevo mai ceduto a questa né ad altre delle sue molte tentazioni oscene, ma lei non credeva nella purezza dei miei principi. Anche la morale è una questione di tempo, diceva, con un sorriso maligno, te ne accorgerai. Era un po’ più giovane di me, e non avevo sue notizie da così tanti anni che poteva benissimo essere morta. Ma al primo squillo riconobbi la voce al telefono, e le sparai senza preamboli: "Oggi sì."

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura che mi suscita sentimenti contrastanti: da una parte la repulsione per un vecchio puttaniere incallito, dall'altra la compassione per un uomo che è quasi giunto alla fine dei suoi giorni ...continua

    Una lettura che mi suscita sentimenti contrastanti: da una parte la repulsione per un vecchio puttaniere incallito, dall'altra la compassione per un uomo che è quasi giunto alla fine dei suoi giorni ma resta sospeso in quel limbo che si crea dopo una certa età in cui la maggioranza dei propri coetanei è passata a miglior vita. Inevitabilmente è tempo di bilanci e di follie, come quella di concedersi una notte di passione con una vergine. E inevitabilmente il protagonista, che non ha mai fatto l'amore se non a pagamento, si innamora follemente della fanciulla che gli viene proposta. Ma più che della ragazza, che non vede se non addormentata, egli si innamora dell'amore e si concede di provare quei sentimenti che non ha mai vissuto per paura o per timidezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse non è uno dei suoi libri migliori, Marquez però scrive sempre bene e le atmosfere che sa evocare nei suoi romanzi mi fanno sempre venir voglia di mollare tutto e partire per il Sud America ...continua

    Forse non è uno dei suoi libri migliori, Marquez però scrive sempre bene e le atmosfere che sa evocare nei suoi romanzi mi fanno sempre venir voglia di mollare tutto e partire per il Sud America alla ricerca di quelle ambientazioni magiche e malinconiche.

    ha scritto il 

  • 4

    Memoria...

    Anche Marquez non delude mai, certo non è sempre all'altezza di "Cent'anni di solitudine" o di "Cronaca di una morte annunciata", ma anche in racconti non troppo lunghi come questo è in grado di ...continua

    Anche Marquez non delude mai, certo non è sempre all'altezza di "Cent'anni di solitudine" o di "Cronaca di una morte annunciata", ma anche in racconti non troppo lunghi come questo è in grado di dispensare emozioni e lezioni di vita e questa volta la lezione è su un tema molto caro agli uomini, l'amore! Amore che arriva quando meno te lo aspetti, perfino in tardissima età, e puoi riconoscerlo soltanto se lo provi, e questo capita al vecchio professore che crede di essersi rincoglionito e invece è soltanto innamorato! Della serie, la vita finisce solo quando si chiudono gli occhi per l'ultima volta, fino ad allora può sempre regalare nuove emozioni...

    ha scritto il 

  • 5

    L'avevo letto nove anni fa e non mi era piaciuto. Ma certo. Come avrei mai potuto apprezzare la meravigliosa e preziosa ironia sulla vecchiaia, finchè ero ancora una ragazzina! (quasi). Anche questa ...continua

    L'avevo letto nove anni fa e non mi era piaciuto. Ma certo. Come avrei mai potuto apprezzare la meravigliosa e preziosa ironia sulla vecchiaia, finchè ero ancora una ragazzina! (quasi). Anche questa volta il titolo farebbe pensare a qualcosa che a ben vedere non ha proprio nulla a che fare con il corpo del romanzo - nostalgiche rievocazioni di avventure erotiche di gioventù, per esempio. Ecco. Niente di più distante, per fortuna. Un giornalista solitario scopre il mal d'amore a novant'anni perdendo la testa per una fanciulla di cui non conosce nemmeno la voce, perchè si concede soltanto di contemplarla mentre è addormentata, così abbandonata ed indifesa, così nuova. Anni luce dalle emozioni forti ed immaginifiche di altri romanzi, (benchè abbondino i richiami ad altre storie, l'odore di liquirizia delle ragazze, iniziazioni amorose ad opera di donne intraprendenti, dettagli sparsi ovunque e non a caso), anni luce anche dalle tinte sgargianti cui ci aveva abituati, qui Marquez ci incanta con la propria personalissima interpretazione della tenerezza. Personalissima perchè ironica e frizzante, eppure struggente, a tratti malinconica, patetica, ridicola, amara. Tutto mescolato insieme, come in uno di quei piatti dei Caraibi - riso al cocco e banane verdi fritte e non ricordo cos'altro. Avrebbe potuto intitolarsi "Come essere felici in bicicletta a novant'anni", da un articolo che il protagonista pubblica al culmine di uno stato di grazia, e non sarebbe stato affatto lontano dal senso ultimo della storia. Che cosa darei per poter chiacchierare con Gabriel, in un pomeriggio di sole come questo, in una veranda fresca sdraiati mollemente su due amache, a proposito di questo titolo e di svariate altre cosucce. Aspettami, che prima o poi ti raggiungo...tieni in caldo il caffè.

    ha scritto il 

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