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Memoria delle mie puttane tristi

Di

Editore: A. Mondadori (I miti, 331)

3.5
(4823)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8804557893 | Isbn-13: 9788804557890 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Angelo Morino

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
"L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte di amore folle conun'adolescente vergine." Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel GarciaMárquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci annialla narrativa. A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, ungiornalista eccentrico e solitario, che accanto a un'adolescente scopre ilpiacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme"senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse perla prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che haincontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cuila maggior parte dei mortali è già morta".
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  • 2

    Non sento di potermi esprimere sulla qualità dello scritto, ma posso solo dire di aver provato una tremenda angoscia, che cresceva a ogni pagina sfogliata. È la storia di un amore che non riesco a concepire, creato esclusivamente dalla contemplazione e dalla mente di un vecchio, che lo consuma se ...continua

    Non sento di potermi esprimere sulla qualità dello scritto, ma posso solo dire di aver provato una tremenda angoscia, che cresceva a ogni pagina sfogliata. È la storia di un amore che non riesco a concepire, creato esclusivamente dalla contemplazione e dalla mente di un vecchio, che lo consuma senza che la fiamma sia mai stata accesa.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo davvero deludente. Non ho trovato molto dello scrittore che ha creato Cent'anni di solitudine, solo una storia d'amore (?) che non sta in piedi, una sequela di citazioni e menzioni di scrittori e compositori messe lì quasi per dare un tono e per arricchire il racconto con dei riferiment ...continua

    Purtroppo davvero deludente. Non ho trovato molto dello scrittore che ha creato Cent'anni di solitudine, solo una storia d'amore (?) che non sta in piedi, una sequela di citazioni e menzioni di scrittori e compositori messe lì quasi per dare un tono e per arricchire il racconto con dei riferimenti colti. Ne sia lodata almeno la brevità.

    ha scritto il 

  • 2

    Un anno di vita di un anziano non ricco, non bello, non talentuoso, che non ha mai amato una donna, né l'ha mai posseduta senza un obolo monetario in cambio. All'alba dei novant'anni è rapito dal desiderio improvviso di possedere una vergine, e si rivolge a una vecchia conoscente, tenutaria di bo ...continua

    Un anno di vita di un anziano non ricco, non bello, non talentuoso, che non ha mai amato una donna, né l'ha mai posseduta senza un obolo monetario in cambio. All'alba dei novant'anni è rapito dal desiderio improvviso di possedere una vergine, e si rivolge a una vecchia conoscente, tenutaria di bordello, che gli procura una quattordicenne di cui possa disporre a piacimento.
    Detta così, potrebbe essere anche la trama di un romanzo in odor di perversione e pedofilia, o addirittura la premessa di un fatto di cronaca nera, ma basta sapere che si tratta di Garcia Marquez per capire il tenore del racconto: è uno dei pochi che sa (sapeva) coniugare alto e basso, gli istinti più triviali e le azioni più poetiche. A onor del vero, questo libro non è affatto tra le sue vette letterarie: è una pennellata appena appena intrisa di colore sul quadro di un pittore che ormai copia da se stesso. Degna di nota la citazione "è impossibile non finire per essere come gli altri credono che uno sia”: chissà se è davvero di Cesare, e chissà se è davvero una citazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo di più

    Sicuramente un bel libro, ma nulla di eccezionale, anzi. Da come ne parlavano coloro che me lo hanno consigliato, mi aspettavo di più, ma i gusti, si sa, sono soggettivi.

    ha scritto il 

  • 3

    E lo puoi biasimare? Tu ci riusciresti davvero? Una vita nascosta nell’ombra di niente, a domandarsi ogni giorno quale sia la soluzione migliore ai massimi sistemi e poi, voilà, un giorno esci e scopri che ti puoi ancora innamorare e vivere come non hai mai fatto. Sì, anche se hai novantanni suon ...continua

    E lo puoi biasimare? Tu ci riusciresti davvero? Una vita nascosta nell’ombra di niente, a domandarsi ogni giorno quale sia la soluzione migliore ai massimi sistemi e poi, voilà, un giorno esci e scopri che ti puoi ancora innamorare e vivere come non hai mai fatto. Sì, anche se hai novantanni suonati, per l’esattezza quasi novantuno.

    http://justanotherpoint.wordpress.com/2014/12/09/leggere-74-memorie-delle-mie-paranoie-tristi/

    ha scritto il 

  • 4

    “Fa quello che vuoi, ma non perdere quella creatura” mi disse “Non c’è peggiore disgrazia che morire da soli”.

    Ha un’età l’amore? Ha una scadenza? Ci si può innamorare anche quando si è giunti alla fine della propria esistenza? La risposta di Marquez è si e non c’è niente di più bello e pieno di speranza di questo…
    Un uomo ha da poco compiuto novant’anni. Ha avuto tante donne nella sua vita, ma non ...continua

    Ha un’età l’amore? Ha una scadenza? Ci si può innamorare anche quando si è giunti alla fine della propria esistenza? La risposta di Marquez è si e non c’è niente di più bello e pieno di speranza di questo…
    Un uomo ha da poco compiuto novant’anni. Ha avuto tante donne nella sua vita, ma non ha mai conosciuto l’amore vero.
    Alla vigilia del suo novantesimo compleanno, decide di concedersi un ultimo capriccio, quello di trascorrere una lunga notte d’amore con una giovane vergine. La scelta ricade su una ragazza di appena quattordici anni di nome Degadina, che lavora come operaia presso una fabbrica tessile.
    Gli incontri notturni con questa ragazza saranno per lui motivo di riflessione sulla sua esistenza, su quella che è stata la sua vita, su tutto ciò che poteva essere e non è stato, sul tempo sprecato inutilmente, su quello che non sarà mai più, perché ormai è troppo tardi…giorno dopo giorno in lui nascerà un sentimento molto forte per questa fanciulla, un sentimento profondo mai provato in vita sua, un sentimento che si chiama amore, arrivato troppo tardi dopo una vita lussuriosa, ma totalmente priva di sentimento.
    Qualcuno lo ha definito l’ultimo capolavoro di Marquez e non posso che essere d’accordo con lui, un racconto lungo dolce, malinconico e tanto, tanto triste…una storia a metà strada tra onirico e reale, una storia che somiglia molto a un altro capolavoro della letteratura mondiale, “la casa delle belle addormentate” di Kawabata, una storia di solitudine, di rimpianto, di tristezza per quel tempo che se ne va e non torna più indietro, per quel tempo che abbiamo sprecato inutilmente…alla fine Marquez ci da un monito, quello di non sprecare la nostra vita e il tempo che abbiamo a disposizione, di non lasciarci abbindolare dalla materialità dei gesti e delle emozioni, perché non c’è nulla di più terribile che ritrovarsi un domani da soli, del voltarsi indietro e di vedere solo rimpianti e amarezza, del vivere una vita vuota…
    Una storia di una dolcezza disarmante, un racconto d’amore assoluto che mi ha fatto piangere come non mai…mi dispiace per chi non l’ha compreso, per chi ha scambiato un amore puro e innocente per un atto di pedofilia, ma in questi tempi così materiali, così poveri di sentimenti, così superficiali non c’era che da aspettarselo…
    Una lettura che dedico e che consiglio a chi si sente solo...

    "“Non morire senza aver provato la meraviglia di scopare con amore”

    ha scritto il 

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