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Memoriale del convento

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

4.1
(1884)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Giapponese , Catalano , Svedese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8807012995 | Isbn-13: 9788807012990 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carmen M. Radulet , Rita Desti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Questo libro è una meraviglia. è stato il primo che ho letto di saramago e mi ha stregato per il suo stile personale, per l'ambientazione, per i suoi personaggi. è un libro che non ha bisogno ...continua

    Questo libro è una meraviglia. è stato il primo che ho letto di saramago e mi ha stregato per il suo stile personale, per l'ambientazione, per i suoi personaggi. è un libro che non ha bisogno neppure di essere riletto, perché anche a distanza ormai di oltre quindici anni me lo ricordo come fosse ieri

    ha scritto il 

  • 0

    No, mi dispiace ma il flusso di coscienza non fa per me. La storia è intrigante e sono certa che il libro mi piacerebbe molto, ma non riesco ad andare avanti di più di 10 pagine per volta. Pare che ...continua

    No, mi dispiace ma il flusso di coscienza non fa per me. La storia è intrigante e sono certa che il libro mi piacerebbe molto, ma non riesco ad andare avanti di più di 10 pagine per volta. Pare che dovrò cercarmi un altro libro di Saramago per la mia "sfida" annuale :D

    ha scritto il 

  • 3

    Descrittivo

    Uno dei lavori di Saramago in cui si sente di più la vocazione politica dello scrittore, che usa le vicissitudini di Baltasar Il Sette-Soli e di sua moglie come pretesto per la descrizione della ...continua

    Uno dei lavori di Saramago in cui si sente di più la vocazione politica dello scrittore, che usa le vicissitudini di Baltasar Il Sette-Soli e di sua moglie come pretesto per la descrizione della situazione storica nel Portogallo del primo Settecento; mi sembra che particolare attenzione venga dedicata alla condizione degradante della popolazione, confrontata impietosamente con quella di una nobiltà piena di privilegi immeritati.

    Per quanto triste, niente di nuovo sotto il sole: non è il tipo di riflessione o morale che possa appassionarmi, e tutto il libro gira attorno a questa.

    ha scritto il 

  • 3

    la Storia, il Portogallo e la storia

    Quello che lascia questo libro è l'atmosfera che si può trovare visitando il Portogallo i vicoli di Lisbona, l'oceano. Non è un libro facile,neanche scorrevole a tratti sembra un flusso di ...continua

    Quello che lascia questo libro è l'atmosfera che si può trovare visitando il Portogallo i vicoli di Lisbona, l'oceano. Non è un libro facile,neanche scorrevole a tratti sembra un flusso di coscienza in cui i periodi vengono sistematicamente disassemblati mischiati e nei quali è facile perdersi. La Storia generale si lega indissolubilmente alla storia personale d'amore dei due protagonisti e la poesia lega il tutto. Si sente che vi è racchiusa l'anima del Portogallo,ma per coglierla appieno bisogna averne una conoscienza storico-culturale pregressa.

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinario. Ancora una volta.

    Sbigottito dalla genialità e dall'abilità di cesellare parole di quell'orafo inarrivabile che è stato Saramago.

    Romanzo diverso dai precedenti, simile forse - e ...continua

    Straordinario. Ancora una volta.

    Sbigottito dalla genialità e dall'abilità di cesellare parole di quell'orafo inarrivabile che è stato Saramago.

    Romanzo diverso dai precedenti, simile forse - e solo in piccola parte - alla Storia dell'assedio di Lisbona , se non altro per la caratterizzazione storica. La narrazione ruota intorno all'infinita costruzione del palazzo-convento di Mafra, voluto dal re portoghese Giovanni V come voto per la nascita della sua primogenita: su tale punto fermo, s'innesta la storia d'un prete visionario, Bartolomeo de Gusmao, follemente concentrato sul sogno di riuscire a costruire una macchina volante.

    Riesce nell'impresa grazie all'aiuto d'un ex soldato monco della mano sinistra perduta in guerra, nativo proprio di Mafra e di nome Baltasar il Sette-Soli, e della sua amata, figlia d'una veggente esiliata in Africa dall'Inquisizione e lei stessa dotata del potere sovrannaturale di vedere all'interno dei corpi, Blimunda la Sette-Lune.

    Il sacerdote scopre che la legge di gravità può essere vinta solo grazie a un successivo gioco di attrazioni, in cui ruolo fondamentale rivestono le volontà racchiuse all'interno di ciascuno di noi e che solo Blimunda può vedere e catturare (metafora, questa, della forza dirompente che la volontà umana conserva dentro di sé).

    La storia poi prosegue e non la posso svelare ora, anche solo per questioni di spazio. Rimane, e lo ripeto, la strabiliante vena narrativa di Saramago, lo humor, la critica sociale così intelligente verso l'insopportabile e impunita arroganza di nobiltà e clero, la silenziosa e umiliante sottomissione del popolo, la costante e minacciosa presenza dell'onnipotente Santa Inquisione - il grande mostro creato dalla religione istituzionalizzata, deformazione diabolica dei dettami, cari a Saramago, del Cristo e di san Francesco.

    Tutto si conclude e, in circolo, si chiude nel commovente finale, in un explicit meraviglioso seppur dolente. Come sempre, direi.

    Impressionato, m'inchino e ringrazio sommessamente per tanta grazia.

    ha scritto il 

  • 5

    La cecità di Dio

    Polifonia portoghese in costruzione di un monumento identitario. Uomini che come formiche trasportano macigni e muoiono, e raccontano storie senza storia. Costruiscono la storia di un paese e intanto ...continua

    Polifonia portoghese in costruzione di un monumento identitario. Uomini che come formiche trasportano macigni e muoiono, e raccontano storie senza storia. Costruiscono la storia di un paese e intanto se la raccontano. Le storie diventano la Storia che è parimenti del sovrano e del monaco, della regina e della strega, del contadino, del soldato e dell'operaio, della puttana e della monaca (che spesso sono la stessa cosa). Lo stile di Saramago innova nel rinnovare il discorso indiretto libero. Il contesto è naturalista, il fine appare storiografico, gli strumenti sono magici. I primi occhi buoni di Saramago. Ovviamente di donna. E siamo ai protagonisti. Indimenticabili. Blimunda, che ha nascosto nel nome il gioco di parole blind mundo e ha occhi per vedere la volontà nascosta del mondo insieme a viscere e tumori, ma solo se non si nutre. Non si nutre del pane per vedere e non darà frutto alla terra. Baltasar, mano cieca come quella di Dio che vola per fede e brucia per conoscenza. Ormai lo sa con certezza: Dio è monco e soffre di neglect, l'eminegligenza spaziale unilaterale, ovvero cecità corticale monolaterale.

    ha scritto il 

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