Memoriale del convento

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 2207)

4.1
(2031)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Inglese , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Giapponese , Catalano , Svedese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8807722070 | Isbn-13: 9788807722073 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Rita Desti , Carmen M. Radulet

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In un paese dominato dall'Inquisizione e percorso da processioni funeree, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo; padre Bartolomeu Lourenco de Gusmào.che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano; l'ingenua Blimunda, giovane dotata di poteri occulti che a Baltasar si lega di tenacissimo amore; e il musicista Domenico Scarlatti. L'utopia e la morte, il riso e la tragedia si coniugano in una narrazione di grande talento che adopera i registri dell'oratorio sacro, del picaresco, dell'opera comica e della commedia dell'arte per evocare contagiosamente l'epopea del convento di Mafra: immane costruzione voluta da un monarca in cambio della grazia ricevuta per la nascita dell'erede.
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  • 5

    la storia in poesia

    Si, perche' Saramago scova ambiti nascosti della storia del Portogallo e ci regala un'opera piena di poesia. Il suo stile inconfondibile ci accompagna lungo un percorso di ignobile arroganza del poter ...continua

    Si, perche' Saramago scova ambiti nascosti della storia del Portogallo e ci regala un'opera piena di poesia. Il suo stile inconfondibile ci accompagna lungo un percorso di ignobile arroganza del potere nei confonti dei semplici, degli umili. Questo e' sostanzialmente il suo tratto distintivo, denuncia storico-sociale sui misfatti del potere costituito. Un eretico in formula piena, un vate laico della "semplice" verita' umana. Questa sua mirabile e geniale opera conferma la straordinaria grandezza di uno degli scrittori piu' caratteristici della storia della letteratura di tutti i tempi. E' sempre straordinariamente bello leggere un suo libro, ed e' sempre maledettamente difficile commentare un suo libro...perche' e' quasi impossibile comunicare e condividere cio' che emerge dalla sua scrittura. Il mio personale dramma e' che faccio fatica ogni volta a ricordarmi che Saramago non scrivera' mai piu'.

    ha scritto il 

  • 4

    Opera sontuosa, ridondante, opulenta come un retablo barocco, ma anche surreale ed ironica.
    In una sorta di labirinto onirico , Saramago fa incontrare la Storia e le vicende degli umili, gli eccessi d ...continua

    Opera sontuosa, ridondante, opulenta come un retablo barocco, ma anche surreale ed ironica.
    In una sorta di labirinto onirico , Saramago fa incontrare la Storia e le vicende degli umili, gli eccessi del potere e la lotta per la sopravvivenza, le menzogne della Chiesa e la fede dei semplici.
    Una narrazione ipnotica, a volte circolare, a volte ossessivamente ripetitiva, che avvince e seduce.

    ha scritto il 

  • 4

    亞當與夏娃被創造時,兩人知道的東西是一樣多的,可是當他們被趕出樂園時,並沒有證據說大天使給他們男女各自的職業清單,只有說,妳將遭受生產的痛苦,不過這總有一天會結束。

    ha scritto il 

  • 4

    Io penso che Saramago sia geniale e acuto (non a caso Nobel per la letteratura) con la capacità di unire la realtà alla fantasia nella ricostruzione storica degli eventi, di calarsi nella mentalità de ...continua

    Io penso che Saramago sia geniale e acuto (non a caso Nobel per la letteratura) con la capacità di unire la realtà alla fantasia nella ricostruzione storica degli eventi, di calarsi nella mentalità del tempo dipingendo un affresco della vita portoghese del settecento.. tuttavia non di facile lettura, la sua scrittura è caratterizzata da lunghi periodi con minima punteggiatura che spesso, soprattutto all'inizio, disorientano il lettore.. affrontare Saramago richiede una buona dose di pazienza (che contrasti la fatica della lettura) e di tempo (che consenta di metabolizzare e far sedimentare la storia).. 4 su 5 il mio giudizio..

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è piaciuto moltissimo. Secondo me dovrebbe essere obbligatorio, al posto de "I promessi sposi" in tutte le scuole secondarie del nostro Paese, giusto perchè i giovani possano avere chiaro fin dall' ...continua

    Mi è piaciuto moltissimo. Secondo me dovrebbe essere obbligatorio, al posto de "I promessi sposi" in tutte le scuole secondarie del nostro Paese, giusto perchè i giovani possano avere chiaro fin dall'adolescenza che cos'è e come si perpetua il sistema di potere della Chiesa.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza popolo nulla può un re

    Non è facile scrivere una recensione su un romanzo così complesso. Saramago non è uno scrittore facile, questo me lo conferma. Va affrontato con pazienza, c'è bisogno di immergersi totalmente nella su ...continua

    Non è facile scrivere una recensione su un romanzo così complesso. Saramago non è uno scrittore facile, questo me lo conferma. Va affrontato con pazienza, c'è bisogno di immergersi totalmente nella sua scrittura che lascia senza fiato, che ha periodi lunghissimi, che va raramente a capo, che non usa punteggiatura al di fuori dei punti e delle virgole.
    Non ho mai letto una storia d'amore così. E' la ribalta del popolo nella storia dei grandi re, dei grandi architetti, dei grandi musicisti. Eppure è un popolo destinato ugualmente alla sconfitta e a non entrare nella storia. E' come se Saramago aprisse una parentesi per dire che sì, Giovanni V ha voluto il convento di Mafra, Johann Friedrich Ludwig l'ha progettato, ma è il popolo che l'ha eretto, l'ha sudato, l'ha sofferto.
    Eppure questa storia non avrebbe avuto le caratteristiche del grande romanzo se non fosse stata arricchita dalla narrazione di una relazione atipica, tra un ragazzo monco dalla mano sinistra e una ragazza capace di vedere letteralmente "dentro" le persone.
    E quante cose vere ci dice nel mezzo del racconto un grande scrittore come lui, capace di distaccarsi dalla storia e divagare con sapienza per poi rientrare nel racconto senza perdersi mai. Forse è un po' come "volare".

    ha scritto il 

  • 5

    Proprio vero, i libri di Saramago hanno la la capacità di mescolare gli eventi storici, documentali, con le vite di fantasia di tanti personaggi meravigliosi; la leggerezza della scrittura e una poder ...continua

    Proprio vero, i libri di Saramago hanno la la capacità di mescolare gli eventi storici, documentali, con le vite di fantasia di tanti personaggi meravigliosi; la leggerezza della scrittura e una poderosa padronanza della costruzione della frase; il reale e il surreale; il terreno e il fantastico; l’equilibrio tra racconto corale e vicende individuali. Qui però si cimenta col romanzo storico, in cui l’autore portoghese ha tuttavia inserito, con grande efficacia, anche un aspetto di fantasia, con la creazione di due personaggi, Baltasar e Blimunda, capaci di rappresentare in tutte le loro componenti la popolazione portoghese dell’epoca in cui é ambientato il libro. La vicenda (il fatto storico) riguarda la costruzione di un edificio - siamo nel XVIII sec. - che possa competere con la basilica di San Pietro di Roma. Il tutto perché a Re Giovanni V di Portogallo manca un erede maschio e gli era stato detto che solo con un immensa opera avrebbe realizzato il suo sogno. E' un grande affresco quello che l'A. trae da questa storia: descrive in modo esemplare le vicende di un genere epico in un ritratto fedele del Portogallo del 1700.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mistico che scrive con la penna del diavolo

    Memoriale del convento è, per prelazione cronologica, la rivoluzione del modus scrivendi, il petardo ammattito nel laboratorio letterario di Saramago.
    Può essere considerato un prontuario entro cui tr ...continua

    Memoriale del convento è, per prelazione cronologica, la rivoluzione del modus scrivendi, il petardo ammattito nel laboratorio letterario di Saramago.
    Può essere considerato un prontuario entro cui trovare le linee guida, la segnaletica stradale e la mappa topografica da consultare per orientarsi nella sua bibliografia. C’è già tutto qui, la di lui moltitudine, i tanti e più Saramago che, diversi fino alla rissa, per prodigio letterario, coesistono e coabitano tra le pagine. L’altezzoso oratore barocco insediato sul pulpito bardato e lo strillone impudente e becero da piazza, l’anticlericale armato fino ai denti di affilate iconoclastie e il patetico cantore dell’Amore col cuore in offerta nel palmo della mano, il crudo e cruento ricamatore di fiabe nere e l’improbabile storico sornione senza licenza, il torvo sobillatore con l’artiglio teso verso il kafkiano ordine costituito e il lacrimoso taumaturgo che con premura caustica le piaghe ai malmessi.

    Eppure è stata una lettura impastoiata rispetto al solito, principalmente a causa della scrittura ancora in rodaggio. Sia ben chiaro che solo paragonato allo stesso autore in una evoluta era a venire lo stile risulta sminuito, giacché al di fuori del cortile suo proprio è già, dal punto di vista formale, ciò di più elevato la letteratura in generale possa offrire. Ciò che manca non è tanto quel sublime plurale maiestatico che, spogliato degli antichi usi formali, pare appellarsi e coinvolgere nell’atto stesso della scrittura l’intera compagine di noi reverenti lettori al di qua, quanto la sorprendente fluidità con cui le innumerevoli digressioni scivolano l’una sull’altra, di modo che la parsimoniosa e quasi negligente interpunzione rende la lettura caracollante come un bambino gioioso. Invece, in questa prova “giovanile” (all’epoca José contava appena sessant’anni), almeno per buona metà del romanzo, la digressione lavora per la contestualizzazione storica nelle intenzioni utile al lettore, eppure talmente ligio al suo compito da declassare a digressione stessa il racconto vero e proprio dei protagonisti Baltasar e Blimunda. In altre parole la Storia ha la meglio sulla storia e a farne le spese sono fruibilità ed empatia.

    Ma come ho accennato la seconda metà è nettamente superiore per rilassatezza e propulsione, e si possono leggere splendide chicche d’artigianato come questa qui che mi manda in sollucchero:

    “Seicento uomini aggrappati disperatamente alle dodici funi fissate sulla parte posteriore della piattaforma, seicento uomini che sentivano, con il tempo e lo sforzo, andarsene pian piano la tensione dei muscoli, seicento uomini che erano seicento paure di essere. Che cosa è un uomo quando è solo la forza che ha, quando non è altro che la paura che non basti questa forza per trattenere il mostro che implacabilmente lo trascina, e tutto per una pietra che non ci sarebbe bisogno che fosse così grande.....
    Lassù in cima c'è il diavolo che sta a guardare, meravigliato della sua stessa innocenza e misericordia, lui un supplizio così non l'ha mai immaginato a coronamento delle punizioni del suo inferno”.

    Cioè… insomma… che dire... vi rendete conto, no? …. Aaaaah! Che genio fottuto!

    Il finale poi, una dolente poesia.

    ha scritto il 

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