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Memorie del sottosuolo

By Fedor M. Dostoevskij

(24)

| Others | 9788889383018

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Book Description

517 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    «E sebbene la nostra vita in questa manifestazione risulti il più delle volte una porcheria, è comunque vita e non solo l'estrazione di una radice quadrata».

    Ero appena al primo paragrafo, forse addirittura alla prima frase, ma c'era già questa cosa che non ho potuto evitare di capire, la prima e indispensabile impressione che in casi come questo è inevitabile che diventi diventa assioma: Memorie dal s ...(continue)

    Ero appena al primo paragrafo, forse addirittura alla prima frase, ma c'era già questa cosa che non ho potuto evitare di capire, la prima e indispensabile impressione che in casi come questo è inevitabile che diventi diventa assioma: Memorie dal sottosuolo è un libro dolorosissimo. Tanto che a leggerlo si arriva a stare male fisicamente, si arriva a sperare con tutte le forze che la testa non imploda, che lo stomaco resista e, che la nausea si plachi, o che almeno non diventi tanto molesta da costringerci a chiudere il libro. Perché, nonostante tutto, smettere di leggere è allo stesso tempo l'unica cosa che ci farebbe sentire meglio e l'ultima che vorremmo fare.
    A quel punto, diventa inutile negare che andare avanti così, a sguazzare nel pantano dell'abbattimento, arrabattandosi per trovare una soluzione che sia una ai rompicapi delle nostre abnormi contraddizioni, a guardare il resto del mondo, troppo occupato con la sua «viva vita» per accorgersi di noi, da un'altezza che non ci eleva affatto, ma ci getta anzi tra le impietose fauci della consapevolezza; è inutile negare che non vorremmo, non potremmo immaginare di smettere di vagare a vuoto in questo circolo vizioso e ritrovare l'aria pura. Forse l'aria pura farebbe solo più male.
    A quel punto, preferiamo restare lì, immobili, a rimirare con morboso compiacimento la nostra stessa intelligenza, dono odiato ma che non cederemmo a nessuno. La guardiamo rincorrere frustrata punti fermi che, temendo la stabilità dell'approdo, si impegnerà al massimo per non raggiungere mai, la guardiamo vorticare febbrilmente su se stessa, specchio del caos che le regna intorno, poi la guardiamo fermarsi e riprendere l'inseguimento. Sappiamo già come andrà. Sappiamo che ama troppo la libertà, o quella che considera tale, e che le cose concrete le fanno troppa paura perché quella caccia delirante abbia mai fine.
    E allora sappiamo che la soluzione è una. E allora preferiamo
    sprofondare
    nel
    sottosuolo.

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    Lastië • Dream now, fearless. said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Faticoso e urtante; ma se è vero che nei libri cerchiamo qualcosa di noi, ho trovato in questo il mio sottosuolo. Non posso per questo motivo dare meno di quattro stelline.

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    SìL said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Alma subterránea

    Es una obra compleja y no es fácil su lectura, pues se adentra en los “subsuelos” de una persona singular y atípica. Dostoievski disecciona y analiza una mente o alma atormentada, enferma y escéptica por el mundo que le rodea.
    Este hombre subterráne ...(continue)

    Es una obra compleja y no es fácil su lectura, pues se adentra en los “subsuelos” de una persona singular y atípica. Dostoievski disecciona y analiza una mente o alma atormentada, enferma y escéptica por el mundo que le rodea.
    Este hombre subterráneo, demasiado inteligente, crítico y angustiado, como si fueran unas confesiones intimas, habla de: la conciencia, la considera una enfermedad; la culpabilidad, la belleza y la inteligencia; las ofensas, la humillación, su venganza y arrepentimiento; dolor, placer y la voluptuosidad; la acción, el ocio y el aburrimiento; el amor, dependencia y posesión, etc. Una variada exposición de sentimientos y pensamientos que reacciona contra la “lógica” sociedad, su progreso y beneficios.
    Después de sus reflexiones, en la 2ª parte nos cuenta sus vivencias en el trabajo, sus experiencias libertinas, su relación arisca y de confusión con los demás, sus recuerdos de estudiante y su relación emocional con una prostituta (como Raskolnikov).

    Por fortuna, eso creo, leí este libro con la obra de Kafka y pude apreciar y entender mejor esta novela. En este relato hay varías cosas en común con el universo kafkiano: la extrañeza por el mundo real, ajeno a los protagonistas; la incomprensión con la sociedad y sus formas de actuar; y la peculiaridad de los personajes.
    Me gusta “sospechar” que el principio del capítulo 2 es el germen del excepcional relato “Metamorfosis” de Kafka. No sé si es cierto, pero tiene similitud con la idea del cuento, y no creo que sea algo descabellado esa posibilidad.

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    FAUSTO said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se sale de lo habitual hasta ahora, en mi opinión, en cuanto a lo que le leído de este autor. No ha estado mal pero tiene demasiada "paja" filosófica sobre el submundo y la mediocre vida del protagonista, termina densificando demasiado la historia y ...(continue)

    Se sale de lo habitual hasta ahora, en mi opinión, en cuanto a lo que le leído de este autor. No ha estado mal pero tiene demasiada "paja" filosófica sobre el submundo y la mediocre vida del protagonista, termina densificando demasiado la historia y en ocasiones se hace un tanto larga y pesada, en otras ocasiones mejora y se ameniza, pero para gustos. Yo aún así la recomendaría, el escritor es Dostoievski y no es cualquiera :-)

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    Brigid said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tsk..5 stelle non bastano!!

    "Alcuni libri sono come degli abissi, ti gira la testa se provi a guardarci dentro" ( cit. Kinski riadattato )

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    Zardo said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    dalla prefazione: "E non è poi più importante, magari, il processo di raggiungimento di un certo scopo anziché lo scopo in sé, il quale può forse anche fare paura all’uomo?
    Come tutto il romanticismo, di cui è figlio, Dostoevskij ama la vita come ric ...(continue)

    dalla prefazione: "E non è poi più importante, magari, il processo di raggiungimento di un certo scopo anziché lo scopo in sé, il quale può forse anche fare paura all’uomo?
    Come tutto il romanticismo, di cui è figlio, Dostoevskij ama la vita come ricerca, inquietudine, sforzo e sente nella conquista definitiva, nel punto di arrivo, qualcosa di mortificante. Il senso della vita è in un fine che non si realizza mai, in un’idea limite che costituisce la molla propulsiva dell’agire.
    L’uomo del sottosuolo è un uomo malato: la sua malattia è l’eccesso di coscienza, una coscienza ipertrofica che non gli permette di agire.
    L’uomo topo nel suo cosciente sotterrarsi vivo per l’amarezza, nel sottosuolo per quarant’anni, divorato da una fredda, velenosa e, soprattutto, eterna rabbia, non vuole essere privato del suo unico godimento, che è talmente sottile, talmente non sottoposto alla coscienza, a volte, che la gente appena un po’ limitata, ovvero anche la gente con i nervi saldi, non ne afferrerà neanche un tratto.
    Contro il motto “calcolate quel che più vi è utile e regolatevi di conseguenza” insorge l’uomo del sottosuolo, che rivendica per l’essere umano il diritto di agire seguendo la propria volontà, seppure questa vada a volte contro i propri interessi.
    La libertà dell’uomo consiste nel fatto che egli deve sempre e comunque difendere l’autonomia della coscienza, il suo diritto di fare i conti soltanto con Dio, senza piegarsi alla volontà arbitraria o corrotta di quegli uomini o di quelle organizzazioni umane che pretendono di sostituirsi alla volontà imperscrutabile di Dio."

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    Clara Firrincieli said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

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