Memorie di Adriano

Seguite da taccuini d'appunti

Di

Editore: Club degli Editori su licenza Giulio Einaudi

4.3
(9083)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Giapponese , Portoghese , Catalano , Olandese , Turco

Isbn-10: A000032211 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lidia Storoni Mazzolani

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Memorie di Adriano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Linee di frontiera

    L’imperatore Adriano ci racconta la sua esperienza di uomo che si confronta con gli opposti desideri e necessità della sua natura e vive quindi su molteplici linee di frontiera. I poli opposti dell’am ...continua

    L’imperatore Adriano ci racconta la sua esperienza di uomo che si confronta con gli opposti desideri e necessità della sua natura e vive quindi su molteplici linee di frontiera. I poli opposti dell’amore per le lettere e la necessità di occuparsi dell’amministrazione dello Stato gli fanno ricercare costantemente un difficile equilibrio tra la bellezza dell’arte e lo sporcarsi le mani con il governo della città. Non è solo amore die potere, è la consapevolezza che non si può diffondere la giustizia senza un’azione volta ad incidere nella società.
    La seconda frontiera egli la scopre tra Europa ed Asia. Ama le città, il mare mediterraneo e le dolci coste, trova in essi la possibilità di scoprire la ragione universale conformandosi alla quale è possibile condurre giustamente il governo dell’impero. Al tempo stesso Adriano non può ignorare le distese dell’Asia, le steppe, i mari neri e insondabili del nord. Rivive in essi il caos primordiale, gli istinti che sono prima della ragione e sa che il solo aver sognato di correre all’infinito per quegli spazi senza sentieri ti rende per sempre diverso dagli altri, coloro che non sanno.
    La terza frontiera sussiste tra l’umano e il divino. Cosa si nasconde oltre la morte? Può il culto della bellezza portarci fino là? Oppure dobbiamo affidarci a dei oscuri per comprendere i misteri del caos? Adriano indaga con spasmo i riti misterici, ma nessuno lo soddisfa, ne resta spesso disgustato e infine deluso perché oltre ognuno di essi l’orizzonte del divino non si dispiega mai. Adriano continua a cercare un segno finché, riflettendo sulle esperienze della sua vita, si accorge di aver percepito il divino contemplando la notte stellata nel corso dei bivacchi avuti durante i viaggi e le campagne militari; partecipando in silenzio ai riti misterici di comunione degli adepti con gli dei sotterranei nella misura in cui consistevano in gesti semplici rispettosi della impossibilità di spiegare il sacro ma lasciandolo soltanto intravedere e percepire nella sensazione dell’infinito, della notte. Altre spiegazioni non possono spiegare.

    ha scritto il 

  • 5

    Quale meraviglioso compagno di viaggio

    Mi ha fatto compagnia nelle lunghe traversate cittadine. E per tutto quel tempo la mia meraviglia ha continuato a crescere. E' vero, ci sono dei passaggi non aderentissimi al vero, pensieri così intim ...continua

    Mi ha fatto compagnia nelle lunghe traversate cittadine. E per tutto quel tempo la mia meraviglia ha continuato a crescere. E' vero, ci sono dei passaggi non aderentissimi al vero, pensieri così intimi da richiamare chiaramente lo spirito dell'autrice, più che quelli di un imperatore romano, forse. Eppure il fascino di quest'uomo, il suo punto di vista sul mondo, sulla giustizia, sull'amore, sul bene e sul male sono cristallini quasi puri nonostante le inevitabili impurità. Una delle cose che mi ha stupito nel leggere il libro è stata questa capacità della Yourcenar di resitiure una visione finalmente, veramente tridimensionale di un'epoca e di uomini e di donne che noi conosciamo solo attraverso la bidimensionalità di un libro di storia. Lo rileggerò. Lo ri-amerò.

    ha scritto il 

  • 4

    Un imperatore, ma soprattutto un uomo

    L'autrice ci trasporta nella mente del grande imperatore, con una ricostruzione storica in cui le grandi imprese non sono quasi mai quelle militari. Un uomo le cui riflessioni paiono non risentire del ...continua

    L'autrice ci trasporta nella mente del grande imperatore, con una ricostruzione storica in cui le grandi imprese non sono quasi mai quelle militari. Un uomo le cui riflessioni paiono non risentire del tempo passato, né del suo status di capo supremo della romanità.

    ha scritto il 

  • 0

    "L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto".
    (e in Spagna sono nato... quan ...continua

    "L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto".
    (e in Spagna sono nato... quando la "globalizzazione" significava tesaurizzare e non [con]fondere).

    ha scritto il 

  • 4

    un classico.
    e lo rimane anche letto dopo 25 anni. lo ricordavo come libro importante e di formazione e nel numero dei miei preferiti.
    riletto scende un po' di posizioni, sono un po' più a conoscenza ...continua

    un classico.
    e lo rimane anche letto dopo 25 anni. lo ricordavo come libro importante e di formazione e nel numero dei miei preferiti.
    riletto scende un po' di posizioni, sono un po' più a conoscenza del mondo oggi, vale comunque sempre la lettura.
    la sola chiusura, le ultime 5 righe, valgono il senso della vita e la lettura del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: viaggi, battaglie, vittorie e conquiste di un anziano che ripercorre il proprio passato; fallimenti, inquietudini, limiti e riflessioni di un imperatore al culmine del potere; l'amore per ...continua

    Ingredienti: viaggi, battaglie, vittorie e conquiste di un anziano che ripercorre il proprio passato; fallimenti, inquietudini, limiti e riflessioni di un imperatore al culmine del potere; l'amore per la cultura, l'arte e la filosofia di un uomo di guerra; le decisioni, le leggi e le innovazioni di un erudito al potere.
    Consigliato: a chi vuol ammirare le capacità di una donna nell'illuminare un mondo fatto quasi solo di uomini, a chi vuol osservare quanta umanità, modestia e umiltà può esserci anche in chi ha mezzo mondo ai suoi piedi.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel libro, ma non lo definirei capolavoro: l' ho trovato un poco pesante, più scorrevole nelle parti strettamente storiche; magnifica la conclusione; purtroppo non riesco a capire se il proseguimento ...continua

    Bel libro, ma non lo definirei capolavoro: l' ho trovato un poco pesante, più scorrevole nelle parti strettamente storiche; magnifica la conclusione; purtroppo non riesco a capire se il proseguimento della poesia Animula... sia da attribuire allo stesso Adriano o all' autrice, sul web non si capisce, sembrerebbe la seconda

    ha scritto il 

  • 3

    Memorie di Adriano

    Non ho ancora finito di leggere il libro di Yourcenar. Quello che posso dire con assoluta certezza è che c'è un gran lavoro di ricerca storica, dell'uso non banale e musicale della parola. A volte un ...continua

    Non ho ancora finito di leggere il libro di Yourcenar. Quello che posso dire con assoluta certezza è che c'è un gran lavoro di ricerca storica, dell'uso non banale e musicale della parola. A volte un po' troppo lezioso, alla ricerca della perfezione e meno immediato. Tuttavia sembra che Adriano e il suo racconto sia quello che metaforicamente ricalca quello di una urbs che oramai matura si prepara allo sgretolamento

    ha scritto il 

  • 3

    A caldo, avendo appena chiuso il libro dopo una full immersion, la sensazione che provo è di gran soddisfazione. Nel corso della lettura, non ci speravo troppo - perché il dettato ha, e di questo cont ...continua

    A caldo, avendo appena chiuso il libro dopo una full immersion, la sensazione che provo è di gran soddisfazione. Nel corso della lettura, non ci speravo troppo - perché il dettato ha, e di questo continuo ad essere convinta, delle caratteristiche che, per il mio gusto, sono davvero dure da digerire. Ho insistito più per principio che per convinzione, e alla fine devo ammettere che ne è valsa la pena: al di là dell'argomento in sé, la Yourcenar è riuscita nel trasmettere alle pagine tutta la passione che ha provato nel comporre l'opera. Si sente eccome, e da lettrice ho apprezzato. E da appassionata del periodo, poi, non posso che ammirare il lavoro erudito di ricerca che c'è dietro il romanzo. Queste sono le qualità che mi portano a valutarlo positivamente. Ma.
    In verità mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Di questo titolo mi ero fatta un'idea quasi di eterea eccellenza. L'ho approcciato con la riverenza che si prova nei confronti di quelle opere che si è convinti DEBBANO piacere, per assioma: ma leggerlo m'è costato una fatica davvero inaspettata. Non in tutte le sue parti, questo è vero: alcune sono scivolate via bene e mi hanno preso molto - più di tutte, le vicende della morte di Traiano e dell'ascesa al potere di Adriano. In generale, per me il libro funziona bene quando succede qualcosa. Purtroppo, troppo spesso l'azione viene interrotta dalla riflessione, e in quelle fasi tutto diventa insopportabilmente stagnante. Ci sta, naturalmente, dare spazio all'introspezione, visto lo scopo dichiarato del romanzo; ragionandoci su, penso che il mio problema con quelle parti sia la pretenziosità della Yourcenar in quei frangenti. Indubbiamente il suo lavoro di documentazione e il suo amore per la cultura del tempo sono profondi, ma troppo spesso ho avuto la sensazione che provasse piacere a sbandierarli a sproposito, aggiungendo ad esempio riferimenti letterari o storici tutto sommato fini a sé stessi - non dico anacronistici o inverosimili, per la mentalità di uomo del tempo e del tipo di Adriano, ma non necessari per il lettore. E dico questo pur essendo nella condizione di coglierli: eppure, nella loro gratuità, mi hanno infastidito. Questo problema, assieme al dettato estremamente aulico, ha rovinato non poco la mia esperienza di lettura (lo ammetto, ho saltato non pochi paragrafi). Ma immagino che ciò che per me è un difetto, per un altro potrebbe essere al contrario un pregio. E in ogni caso, benché più volte abbia contato le pagine con l'impazienza di chi è stufo e vorrebbe solo archiviare la lettura, a opera completata non posso dire di non averne tratto un certo piacere.

    ha scritto il 

  • 5

    Un racconto sulla vita dell'imperatore Adriano scritto in maniera encomiabile, raro per raffinatezza e profondità. M. Yourcenar sceglie la forma epistolare per far parlare direttamente Adriano di se s ...continua

    Un racconto sulla vita dell'imperatore Adriano scritto in maniera encomiabile, raro per raffinatezza e profondità. M. Yourcenar sceglie la forma epistolare per far parlare direttamente Adriano di se stesso, delle sue conquiste, del suo senso dello Stato, dell'amore e della morte. Ci riesce grazie ad una ricerca storiografica durata quasi trent'anni, in cui per ogni parola scritta ce ne sono centinaia scartate. Una cura maniacale dal risultato evidente, fatta di tanti viaggi nei luoghi dell'imperatore, di tanti libri letti e riletti, ed anche di tanti amici che l'hanno sostenuta con piccole correzioni là dove avevano la cultura per accorgersi di qualche piccola imperfezione. La frase :"Ciascuno di noi ha più qualità di quel che non si creda, ma solo il successo le mette in luce, forse perché allora ci si aspetta di vederle smettere di esercitarle".

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per