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Memorie di ghiaccio

La caduta di Malazan - Vol. 3.1

Di

Editore: Armenia

4.6
(354)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 477 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834418069 | Isbn-13: 9788834418062 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Arnone

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel continente di Genabackis è sorto un nuovo e terrificante impero: ilDominio di Pannion, che invade la terra inghiottendo tutti coloro che non sisottomettono al voler del Veggente. Ma una scomoda alleanza intralcia ilcammino del re-sacerdote del Dominio: mentre diversi clan di più anticadiscendenza si accingono a riunirsi, in risposta a un richiamo primordiale, iT'lan Imass insorgono poiché un'ombra cupa e malvagia minaccia il mondo...
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  • 5

    Più vado avanti a leggere la saga di Erikson, più mi accorgo di alcune cose.
    Ad esempio, il completo allineamento tra uomini e donne.
    Non so come sia reso in inglese, ma ci sono dei momenti in cui non riesco più a capire se si stia parlando di donne o di uomini.
    Ora, mi sta bene che si stia pa ...continua

    Più vado avanti a leggere la saga di Erikson, più mi accorgo di alcune cose. Ad esempio, il completo allineamento tra uomini e donne. Non so come sia reso in inglese, ma ci sono dei momenti in cui non riesco più a capire se si stia parlando di donne o di uomini. Ora, mi sta bene che si stia parlando di soldati e che quindi una soldatessa di Malazan non penserà certo a fiori in un prato, però... non è immediato. E di solito ci si accorge che il soggetto è una donna perché nei suoi confronti si usa il "le". Però io preferisco di gran lunga le donne di Erikson, rispetto a, non so, la classica protagonista di qualsiasi altro romanzo. Non so, è come se Erikson riuscisse a dare loro la vera parità. Loro hanno potere non come rivalsa nei confronti degli uomini, ma perché è una cosa naturale.

    I personaggi. No, non si può parlare di personaggi preferiti. Ce ne sono troppi, a cominciare da tutti gli Arsori di Ponti. Persino le comparse e i cattivi ti piacciono.

    I difetti. Uhm... è difficile da seguire. Questo è un difetto. Ci sono delle cose (un mucchio di cose) che non ho ancora capito. Forse una maggiore chiarezza sarebbe stata d'aiuto, anche perché non posso tenere a mente tutta la storia. Se mi spieghi quello che hai scritto nel primo libro, nel quarto libro, fatico un po' a starti dietro.

    Memorie di Ghiaccio diventa meraviglioso nelle ultime 200 pagine (mi riferisco all'edizione 1+1). Succedono talmente tante cose che non riesci più a respirare. Erikson riesce a creare immagini splendide che ti commuovono soltanto a immaginartele. Per non parlare dell'omaggio finale all'onore e al valore di un grande personaggio (mi mancherai, vecchio. Sob!)... mai pianto nel leggere un fantasy, ma Erikson c'è riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione intera visibile all'indirizzo :


    http://www.scrittorindipendenti.com/2013/05/p-margin-bottom-0.html


    Ultimo avviso: spoiler sui libri precedenti del ciclo. Non dite che non vi avevo avvisato.


    Il genere fantasy, negli ultimi anni, ha visto allungare esponenzialmente i ...continua

    Recensione intera visibile all'indirizzo :

    http://www.scrittorindipendenti.com/2013/05/p-margin-bottom-0.html

    Ultimo avviso: spoiler sui libri precedenti del ciclo. Non dite che non vi avevo avvisato.

    Il genere fantasy, negli ultimi anni, ha visto allungare esponenzialmente il numero di pagine per romanzo. Difficilmente troverete qualcosa sotto alle 400 pagine che valga la pena di essere letto (mi viene in mente solo Gemmell), mentre i più grandi capolavori del genere superano tutti le 500 pagine/libro. Perfino chi è abituato a tanta lunghezza, però, potrebbe esitare di fronte ad un tomo di 1200 pagine come MoI. E' comprensibile, avevo anch'io i miei dubbi. Per un attimo mi ero dimenticato quale serie stessi leggendo. Non fatevi condizionare dalla lunghezza dello scritto, perchè alla fine vi ritroverete a desiderare che fosse stato molto più lungo.

    MoI è il sequel diretto di “Gardens of the Moon”. Ritorniamo sul continente di Genabackis a seguire le vicende dell'esercito Malazan comandato da Dujek Onearm. Dopo gli eventi di Daruijistan, l'armata Malazan su Genabackis viene dichiarata fuorilegge dall'Imperatrice Laseen e abbandonata a se stessa. 10000 uomini e donne seguono fedelmente l'inossidabile Dujek e tra di essi non mancano la trentina di Bridgeburners scampati alla morte nelle gallerie di Pale. I Bridgeburners, la migliore unità militare mai creata per un libro fantasy. Nel primo libro, pur avendo dei ruoli principali, questo gruppo di soldati è stato abbastanza snobbato da Erikson, perchè GotM aveva l'obbiettivo di introdurre il lettore nel gigantesco mondo Malazan e non di entrare nello specifico sui personaggi. In MoI capirete perchè questo piccolo gruppo di uomini e donne è idolatrato dai fan, perchè il loro motto è “first in, last out”. In realtà, come sappiamo già dal libro precedente e ci viene ribadito nel primo capitolo di MoI, l'espulsione dell'armata di Dujek dall'Impero Malazan è una mossa politica di Laseen per permettergli di allearsi con Caladan Brood e Anomander Rake, per fronteggiare insieme la nascente minaccia del Veggente Pannion nel centro del continente.

    ha scritto il 

  • 4

    Seconda parte del terzo libro della saga dei Malazan e nuovamente Erikson è riuscito a stupirmi. Non nascondo che in diverse parti il libro tende un po' ad appesantirsi tra rimandi e molteplici punti di vista, ma non c'è dubbio che quando Erikson vuole dare fuoco alle polveri non sembra avere riv ...continua

    Seconda parte del terzo libro della saga dei Malazan e nuovamente Erikson è riuscito a stupirmi. Non nascondo che in diverse parti il libro tende un po' ad appesantirsi tra rimandi e molteplici punti di vista, ma non c'è dubbio che quando Erikson vuole dare fuoco alle polveri non sembra avere rivali. L'attacco a Colar è davvero magistrale e pieno di colpi di scena, e soprattutto, dopo aver messo a dura prova i nostri stomaci con l'assedio di Capustan, l'autore americano dimostra di saper descrivere molto bene anche i sentimenti più puri e nobili, chiudendo il libro in maniera solare e ricca di speranza. A mio gusto personale, questo terzo libro è comunque inferiore al secondo, che possedeva molta più azione ed inventiva, lasciando però a questo "Memorie di Ghiaccio" il compito di chiudere e riannodare tutti i lacci lasciati aperti nel primo tomo e preparare il campo a futuri eventi.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima parte dell'edizione italiana del terzo volume della saga dei Malazan ed ennesimo quasi capolavoro. Dopo l'incredibile "La Dimora Fantasma", l'attenzione di Erikson ritorna nuovamente a Genabackis per focalizzarsi sul terribile dominio del Veggente Pannion e seguire da vicino la formazione d ...continua

    Prima parte dell'edizione italiana del terzo volume della saga dei Malazan ed ennesimo quasi capolavoro. Dopo l'incredibile "La Dimora Fantasma", l'attenzione di Erikson ritorna nuovamente a Genabackis per focalizzarsi sul terribile dominio del Veggente Pannion e seguire da vicino la formazione di una nuova e della strana allenza tra l'esercito "ribelle" di Dujek Un Braccio e gli ex-nemici Caladan Brood e la Progenie della Luna di Anomander Rake. Tralasciando la scelta, a mio avviso poco sensata, di dividere in due volumi il lungo romanzo, questa prima parte svela piano piano diversi retroscena rimasti in sospeso sia su "I Giardini della Luna" che su "La Dimora Fantasma", e mette in modo tutta una serie di eventi a cascata che probabilmente culmineranno in uno scontro nella città assediata di Capustan. Lo stile di Erikson rimane immutato, presentadoci gli eventi sotto molteplici occhi, e spezzettando la storia in un rivolo continuo di situazione che verranno lentamente confluite nella parte finale del libro. Non nascondo che in diversi casi, l'autore tende a dilungarsi troppo e su fattarelli abbastanza trascurabili, con il risultato di rallentare il ritmo del libro, ma questo poi controbilanciato da accellerazioni improvvise (Erikson è un maestro nel descrivere le scene di guerra) o rivelazioni al cardiopalma che facilitano la lettura del libro. Per avere un resoconto più preciso toccherà attendere la seconda parte, ma questo inizio promette davvero bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho appena finito di leggerlo e ho i brividi. E' semplicemente il miglior libro che io abbia mai letto finora. Definirlo epico è riduttivo. Fatevi un favore: non lasciatevi intimorire dalla complessità di lettura di questo ciclo fantasy: rischiereste di perdere uno dei migliori libri del genere (e ...continua

    Ho appena finito di leggerlo e ho i brividi. E' semplicemente il miglior libro che io abbia mai letto finora. Definirlo epico è riduttivo. Fatevi un favore: non lasciatevi intimorire dalla complessità di lettura di questo ciclo fantasy: rischiereste di perdere uno dei migliori libri del genere (e ripeto, a mio avviso il migliore in assoluto).

    ha scritto il 

  • 5

    Potrei definire questo romanzo (diviso in due parti nell'edizione italiana di Armenia, pessima abitudine) con una sola parola: epico.


    Una guerra terribile, un nemico crudele, coloro che finora si erano combattuti senza esclusione di colpi sono costretti a fare fronte comune contro una nuov ...continua

    Potrei definire questo romanzo (diviso in due parti nell'edizione italiana di Armenia, pessima abitudine) con una sola parola: epico.

    Una guerra terribile, un nemico crudele, coloro che finora si erano combattuti senza esclusione di colpi sono costretti a fare fronte comune contro una nuova minaccia incombente. Personaggi vecchi e nuovi, divinità che cadono e altre che ascendono, tutto nello stile di Erikson che sto imparando a conoscere ed apprezzare sempre di più. Il susseguirsi delle vicende è sempre caotico, le spiegazioni date con il contagocce, uno stile che definirei istintivo e che lascia molto all'interpretazione. Questa saga è così fin dal primo romanzo, prendere o lasciare. Personalmente, prendo.

    ha scritto il 

  • 5

    I primi a entrare, gli ultimi a uscire

    Si conclude la terza storia del libro dei caduti.Un libro da leggere tutto d'un fiato, epica la caduta di Coral!Altri dei in campo e perciò altre spade mortali... Paran inizia finalmente a essere il signore del mazzo, Ben lo svelto sempre un passo avanti a tutti, Volpe d'argento che ancora lotta ...continua

    Si conclude la terza storia del libro dei caduti.Un libro da leggere tutto d'un fiato, epica la caduta di Coral!Altri dei in campo e perciò altre spade mortali... Paran inizia finalmente a essere il signore del mazzo, Ben lo svelto sempre un passo avanti a tutti, Volpe d'argento che ancora lotta con se stessa, la progenie della luna che risulta scomparsa...e altre cosucce che non ti fanno abbandonare il libro per nessun motivo.Finalmente Erikson inizia a essere decifrabile

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Preferisco Erikson a Martin, non posso farci nulla.
    Entrambi descrivono mondi infiniti ed enormi, entrambi mettono sempre nuova carne al fuoco, ma Erikson ha l'enorme pregio (secondo me) di aggiungere tasselli al puzzle, dando modo al lettore di restare al passo con lui, di fargli avere una situa ...continua

    Preferisco Erikson a Martin, non posso farci nulla. Entrambi descrivono mondi infiniti ed enormi, entrambi mettono sempre nuova carne al fuoco, ma Erikson ha l'enorme pregio (secondo me) di aggiungere tasselli al puzzle, dando modo al lettore di restare al passo con lui, di fargli avere una situazione sempre più chiara.

    SPOILER! Gli Arsori di Ponti.... lo Storico.... Sto ancora piangendo..

    ha scritto il 

  • 4

    Il problema di Erikson è che la gente con lui non muore, ascende, muta, rinasce perciò è un continuo ricollegarsi che a volte ti confonde le idee.Sicuramente più facile da seguire rispetto al precedente, molti personaggi che c'erano nel primo libro tornano a farci visita, nuove alleanze, nuove mi ...continua

    Il problema di Erikson è che la gente con lui non muore, ascende, muta, rinasce perciò è un continuo ricollegarsi che a volte ti confonde le idee.Sicuramente più facile da seguire rispetto al precedente, molti personaggi che c'erano nel primo libro tornano a farci visita, nuove alleanze, nuove minacce e nuovo caos

    ha scritto il