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Memorie di un folle

Racconti d'autore, 19

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.8
(486)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 77 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Micozzi , Adriana De Angelis , Lorenzo Perrìa , Roberta Lanuti ; Curatore: Ilaria Piperno

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un uomo adulto racconta con trasporto il periodo della propria adolescenza, gli anni del collegio, "le risa e i pianti, il bianco e il nero, i singhiozzi venuti all'inizio dal cuore e poi stesi come un impasto in periodi sonori, le lacrime diluite in metafore romantiche". E il suo amore per una donna più grande, un'apparizione fulminea che accende i suoi sensi e lacera nel profondo la sua anima.
Quando scrive Memorie di un folle Flaubert ha diciassette anni, l'età tumultuosa e appassionata di chi ha appena cominciato a vivere.
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    Un collega li' al mio terzo lavoro oggi verso la fine del turno e' diventato tutto rosso ha sbavato per un po' e e' cascato giu' come uno stronzo. E' arrivata l'ambulanza e l'hanno portato via, ci han ...continua

    Un collega li' al mio terzo lavoro oggi verso la fine del turno e' diventato tutto rosso ha sbavato per un po' e e' cascato giu' come uno stronzo. E' arrivata l'ambulanza e l'hanno portato via, ci hanno comunicato più' tardi che non ce l'ha fatta che era morto, e io me ne sono dispiaciuto molto sono un ragazzo sensibile, e lui poteva insegnarmi ancora molto, proprio due settimane fa mi aveva insegnato come proteggermi dallo schizzo di ritorno, quello quando vado a cagare, io sono un ragazzo molto attento all'igiene, soprattutto quando cago nei bagni pubblici pero' lo schizzo io non ci ero mai arrivato, metti della carta per attutire la cagata, mi aveva detto il mio collega, e niente più schizzo di ritorno, cool ho pensato io, che peccato un mentore in meno. Ho già' avuto un collega che non ce l'ha fatta, ma lui non era un mentore era solo un idiota. Lavoravo in un ristorante ero il cameriere, anche questo mio collega era un cameriere lui era molto fiero di fare il servo era molto competitivo, se il ristorante metteva in prova qualcuno lui faceva di tutto per smerdarlo se un altro cameriere vendeva più special del giorno lui bestemmiava se un cameriere vendeva la migliore bottiglia di rosso della cantina lui si dannava l'anima, quando invece un cameriere sbagliava l'ordine lui se la rideva, se uno faceva cascare un piatto se uno non sorrideva quando il cliente pagava lui andava dal capo a fare la spia per farlo cacciare, so che suona ridicolo ma giuro, il sorriso e' un'abilita' difficile da padroneggiare e ha sempre fatto molti licenziati. E a ogni licenziato il mio collega se la godeva, maiale, appena il licenziato usciva dall'edificio lui il maiale a parlargli dietro, a ritirare la pancia, lui essere licenziato mai, lui e' il migliore cameriere del ristorante lui ai clienti fa addirittura l'inchino, sei un ciucciacazzi, gli ho detto io una volta e non ci siamo parlati più'. Bisogna dirlo bisogna essere onesti, io non lo so per le donne le donne come la vedono la circostanza, ma se a un maschio piace fare il cameriere quello che gli piace veramente e' un cazzo in culo, niente di diverso solo un cazzo in culo bello dritto grosso e venoso tutto su per il retto fino al mento mica c'e' niente di male eh, non dico questo a me non piace ma insomma, quando il cliente chiede il conto il cameriere appassionato pensa ah quanto glielo prenderei in bocca glielo succhierei per bene, mmmh, gnam gnam, mmmh, si', ancora, mmmh, gnam gnam, e il cliente li' che tira fuori la carta di credito e paga e il cameriere che fa si', ingoio, vieni e quello viene a spruzzo a schizzo tutto nella gola ah, fa il cameriere e il cliente si pulisce, si riabbottona e se ne va. Ne ho visti di camerieri a cui piace fare quello che fanno, alcuni bravi ragazzi, altri dei cretini insomma non conta davvero molto, pero' ecco penso che quantomeno bisognerebbe dirglielo. Questo mio collega era uno di questi che a loro il cameriere come lavoro gli piace, ci si impegnano, a me fare il cameriere non piace, non dico che e' un brutto lavoro ma e' quello che e', non dico altro, se ti piace e' perché lo vuoi in culo, niente altro, non dico che bisogna lanciare i piatti al primo che ti manca di rispetto, bisogna pur pagare l'affitto, va bene, ma se sei maschio e pensi di essere etero e ti piace fare il cameriere, ecco, no, etero non sei, vuoi il cazzo in culo e forte, amen, non e' la fine del mondo. Questa mia idea gliel'ho anche detta al mio collega competitivo, lui il maiale mi ha risposto con una smorfia, un buffetto, gne gne, e mi ha voltato le spalle. E' morto due giorni dopo mentre veniva a lavoro era in ritardo, correva e l'ha preso in pieno un autobus, io non voglio dire ma insomma, corri quando sei già' in ritardo anche se corri arriverai sempre in ritardo, a quel punto prenditela con calma, se corri ecco diciamo che l'autobus te lo meriti.

    ha scritto il 

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    Una lettura che seppur breve rende lampante le capacità stilistiche di un giovane Flaubert. Pessimistiche e profonde queste sue riflessioni, un ragazzo che a soli 17 anni è riuscito a mettere su carta ...continua

    Una lettura che seppur breve rende lampante le capacità stilistiche di un giovane Flaubert. Pessimistiche e profonde queste sue riflessioni, un ragazzo che a soli 17 anni è riuscito a mettere su carta spaccati della sua giovane vita con una maturità e universalità sconcertanti. Assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

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    Gustave Flaubert, tanto di cappello.
    Che saresti diventato un grande scrittore lo si capisce già da queste pagine autobiografiche. Una maturità stilistica che lascia sconvolti. C'è già tanto del Flaub ...continua

    Gustave Flaubert, tanto di cappello.
    Che saresti diventato un grande scrittore lo si capisce già da queste pagine autobiografiche. Una maturità stilistica che lascia sconvolti. C'è già tanto del Flaubert successivo, nella tematica come nei personaggi (solo io in Maria ci ho visto una Emma Bovary in nuce?). C'è tanto di lui anche nel modo di porsi verso l'esistenza, in quel "sentirsi vecchio" e nel desiderio di isolarsi. E' un'opera ancora strettamente romantica, liricissima.
    Detto ciò, "Memorie di un pazzo" mi ha fatto tenerezza. Se l'avessi letto una decina d'anni fa sarebbe stato probabilmente il mio libro preferito. Questo Flaubert diciassettenne è squisitamente adolescenziale nel descrivere i turbamenti del primo amore e le storture del mondo moderno e dell'anima umana. C'è, nelle sue pagine, l'avercela col mondo e con gli uomini in nome di una rabbia astratta e inclassificabile. C'è quell'amore assoluto e totale che è solo dell'adolescenza, che porta a promettere "per sempre", che sembra immortale e unico centro dell'esistenza. Vi sono sentimenti purissimi, non ancora macchiati dal relativismo dell'età adulta.
    Tutto quello che lui scrive è capitato anche a me di viverlo e pensarlo in termini molto simili durante i miei diciassette anni, e ne conservo ricordi nostalgici. Ma, appunto, sono ricordi. Leggo queste righe e rivedo, in qualche modo, la me stessa di allora; e la guardo con occhi affettuosi da sorella maggiore e con un sorriso addosso. Passa tutto, sì, anche questa rabbia universale. O si declina in modi differenti.
    Dunque grazie, Gustave, per questo viaggio nel tempo e nei ricordi. Mi hai fatto quasi commuovere, tanta è stata l'intensità.

    ha scritto il 

  • 4

    “Avevo da prima inteso di scrivere un romanzo intimo, dove lo scetticismo fosse spinto sino ai confini estremi della disperazione; ma a poco a poco, nel comporre, l’impressione personale filtrò di sot ...continua

    “Avevo da prima inteso di scrivere un romanzo intimo, dove lo scetticismo fosse spinto sino ai confini estremi della disperazione; ma a poco a poco, nel comporre, l’impressione personale filtrò di sotto la favola…"

    ha scritto il 

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    scatole d'argento...

    l’ottocento aveva molte cose da dire, tante da scoprire, le parole, le frasi riflettevano sempre sull’uomo , sulla società, sui sentimenti fino a farli detonare dentro le teste dei lettori. le storie ...continua

    l’ottocento aveva molte cose da dire, tante da scoprire, le parole, le frasi riflettevano sempre sull’uomo , sulla società, sui sentimenti fino a farli detonare dentro le teste dei lettori. le storie intrise di denunce verso l’ambiente culturale e umano, la massa urbanizzata che acquisiva diritti e schiavitù nuove mascherate di doveri che servivano all’elite collettiva.
    la scrittura voleva e doveva arrivare ovunque per creare coscienza.
    de andrè in un concerto disse, moltissimi anni fa, presentando giugno ’73: una piccola storia di un grande amore, un amore felicissimo. finchè è durato è stato meraviglioso, quando poi si è incrinato ed è diventato, come diceva flaubert, soprattutto una comunione di cattivi umori il giorno e di cattivi odori la notte, si è altrettanto felicemente concluso. quindi un amore felice in tutti i sensi.
    ho cosi scoperto flaubert, e ieri mi è capitato di leggere queSto piccolo omaggio all’umanità che mi ha fatto tenerezza per quanto onesta è la scrittura, per quanto l’autore prova a far entrare dentro il nostro cervello tutte le sue decalcomanie che diventano maschere.

    Leggere forse serve solo a questo, immaginare possibilità

    ha scritto il 

  • 5

    "Memorie di un pazzo" di Gustave Flaubert

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Profondo, toccante, lacerante; trasmette perfettamente ogni sensazione ed emozione dello scrittore, il suo modo di vivere e di pensare; un ragazzo/uomo fuo ...continua

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Profondo, toccante, lacerante; trasmette perfettamente ogni sensazione ed emozione dello scrittore, il suo modo di vivere e di pensare; un ragazzo/uomo fuori da ogni tempo con una sensibilità estrema.
    Consiglio vivamente.

    ha scritto il 

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    Scritto all'età di 17 anni ha in nuce le caratteristiche e i temi che il grande scrittore svilupperà nei suoi capolavori della maturità.
    Anche questo libriccino, come Primo amore di Turghenev (recente ...continua

    Scritto all'età di 17 anni ha in nuce le caratteristiche e i temi che il grande scrittore svilupperà nei suoi capolavori della maturità.
    Anche questo libriccino, come Primo amore di Turghenev (recentemento da me letto e commentato) e Notti bianche di Dostojeski, descrive il turbamento interno ed emotivo di un quindicenne al primo amore. Amore per una donna più grande, non corrisposto (anche perchè la donna non ne ha contezza), e per questo capace di tormentare l'accensione dei sensi e dei sentimenti di un quindicenne, ancora non avvezzo alle centrifughe di stomaco dei primi innamoramenti.
    Autobiografico, ancora acerbo, ma delicato e gradevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe degno di nota solo per il fatto che quando Flaubert ha scritto questo libro aveva solo 17 anni. Ma c'è di più. Ho fatto fatica ad immaginare tale e tanta consapevolezza ad una così giovane età ...continua

    Sarebbe degno di nota solo per il fatto che quando Flaubert ha scritto questo libro aveva solo 17 anni. Ma c'è di più. Ho fatto fatica ad immaginare tale e tanta consapevolezza ad una così giovane età.
    Negatività e rammarico che possono penetrare nella pelle soltanto di un grande artista della parola, perché uno scrittore vede oltre e quell''oltre' non è piacevole.

    ha scritto il 

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    le memorie di un pazzo

    Scriverò la storia della mia vita. Che vita! Ma ho vissuto io? Sono giovane, ho il viso senza rughe e il cuore senza passione http://www.conviviocreativo.it/2012/11/memoires-dun-fou-di-gustave-flauber ...continua

    Scriverò la storia della mia vita. Che vita! Ma ho vissuto io? Sono giovane, ho il viso senza rughe e il cuore senza passione http://www.conviviocreativo.it/2012/11/memoires-dun-fou-di-gustave-flaubert/

    ha scritto il 

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