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Memorie di un nano gnostico

Di

Editore: Meridiano Zero

3.7
(261)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8882370720 | Isbn-13: 9788882370725 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Patarino , L. Borgotallo

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Roma, 1496. In un palazzo di una famiglia dell'aristocrazia romana, si svolgeuno strano rito di iniziazione gnostico. Pochi giorni dopo, l'inquisitore fraTomaso della Croce fa arrestare la bella Laura de' Collini. Ma non riesce amettere le mani sul Maestro della confraternita. Firenze, 1503. Nella città fatappa la carovana di mastro Antonio: un triste baraccone itinerante di"scherzi di natura", deformi esseri umani tra i quali si nascondono criminali,eretici e ogni sorta di sopravvissuti. Tra di loro il nano Peppe, la cuisofferenza è mitigata dalla dotta conoscenza della verità. Peppe sa che il suocorpo storpio non è che una produzione del funesto Jaldabaôth, responsabiledella creazione della materia in cui è imprigionata la scintilla divina.
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  • 3

    mi chiedo solo quali siano gli interessi dell'autore

    Secondo le note della quarta di copertina, "David Madsen" è lo pseudonimo di un rispettabile professore universitario inglese. Sapevatelo. In questo libro direi che i temi sullo sfondo del libro, che definirei quasi un romanzo storico-filosofico, sono quelli dei suoi studi: in effetti il libro è ...continua

    Secondo le note della quarta di copertina, "David Madsen" è lo pseudonimo di un rispettabile professore universitario inglese. Sapevatelo. In questo libro direi che i temi sullo sfondo del libro, che definirei quasi un romanzo storico-filosofico, sono quelli dei suoi studi: in effetti il libro è a mio parere riuscito molto meglio di Amnesie di un viaggiatore involontario. Il libro afferma di essere un'autobiografia di Giuseppe Amadonelli, un nano che dopo una serie di vicissitudini entra nelle grazie di Giovanni de' Medici, cardinale prima e papa poi col nome di Leone X. Ma prima di allora era stato tratto dai bassifondi trasteverini dove sopravviveva e iniziato ai misteri dello gnosticismo, di cui per un breve periodo divenne anche Maestro: il tutto nella Roma dell'inizio del XVI secolo, con le beghe interne, le varie guerre condotte già dal predecessore Giulio II, e il montare dello scisma protestante. Curioso che questo sia il secondo libro che io abbia letto dove si parli di gnosticismo nella Roma rinascimentale, dopo La cupola del mondo: ci dev'essere qualcosa che piace molto agli autori stranieri in questa commistione. Quello che non mi è chiaro è perché Madsen abbia deciso di inserire tutta quella roba splatter all'interno del testo, che personalmente mi ha dato un po' fastidio (magari a voi piacerà proprio per questo, intendiamoci): pensate che ha persino pubblicamente ringraziato "Herr Heinrich Arvé" per avergli fornito "preziosi ragguagli sull'incidenza delle perversioni sessuali nell'Italia del Rinascimento". Misteri. Per quanto riguarda la traduzione di Lorenzo Borgotallo e Filippo Patarino, è indubbiamente scorrevole pur mantenendo da un lato il livello "basso" della narrazione e dall'altro la correttezza delle parti storiche e (presumo) filosofiche, che almeno per me sono risultate chiare. Mi chiedo solo con qualche reminescenza manzoniana se i cardinali fossero già chiamati eminenze...

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo di Madsen non è esente da qualche strafalcione di carattere storiografico in merito alla dottrina gnostica, ma la complessità di questi movimenti religiosi dei primi secoli e la scarsa conoscenza della loro teologia che permane ancor oggi ne fanno un difetto di poco conto. Nel compless ...continua

    Il romanzo di Madsen non è esente da qualche strafalcione di carattere storiografico in merito alla dottrina gnostica, ma la complessità di questi movimenti religiosi dei primi secoli e la scarsa conoscenza della loro teologia che permane ancor oggi ne fanno un difetto di poco conto. Nel complesso il libro scorre bene: la storia non trascina il lettore se non nell'ultima parte della narrazione, ma la lettura delle pagine del diario del nano gnostico è comunque piacevole. La descrizione della corte - e dei vizi - papali risulta esagerata: per quanto la Roma pontificia fosse un bordello le descrizioni fantastiche di Madsen sfociano nel dileggio. Allo stesso modo, il ritratto della sessualità gnostica è volutamente provocatorio e senza alcun riscontro nella dottrina di quei movimenti. Nel complesso si tratta di una lettura gradevole, che lascia sul volto qualche sorriso e che non deve essere intesa se non come un ritratto dissacrante della Roma pontificia cinquecentesca tratteggiato dalla mano di uno "scherzo della natura" desideroso di raccontare la propria ascesa alle camere papali ed il suo incrollabile amore per la Verità della Gnosi.

    ha scritto il 

  • 5

    irriverente e geniale

    un libro che non le manda a dire...
    non c'è posto per la metafora o per l'intuibile, qui non si risparmia niente e nessuno e il nano Beppe diverrà un cicerone che non vorremmo mai abbandonare.
    bellissima l'ambientazione vaticana e le vicende legate alla figura di Leone X.
    dissacrante al massimo e ...continua

    un libro che non le manda a dire... non c'è posto per la metafora o per l'intuibile, qui non si risparmia niente e nessuno e il nano Beppe diverrà un cicerone che non vorremmo mai abbandonare. bellissima l'ambientazione vaticana e le vicende legate alla figura di Leone X. dissacrante al massimo e spassoso al massimo! consigliato!

    ha scritto il 

  • 3

    Decadente

    Il protagonista usa un'ironia bellissima e l'ambiente che descrive è visto in un modo umano e finalmente realistico.
    Ma questo ha, a parer mio, una pecca: il libro ricrea un'atmosfera decadente fino all'esasperazione, in cui tutti gli uomini sembrano lascivi e malvagi e in cui nessuno sembra pri ...continua

    Il protagonista usa un'ironia bellissima e l'ambiente che descrive è visto in un modo umano e finalmente realistico. Ma questo ha, a parer mio, una pecca: il libro ricrea un'atmosfera decadente fino all'esasperazione, in cui tutti gli uomini sembrano lascivi e malvagi e in cui nessuno sembra privo di un lato oscuro spesso enorme e irrecuperabile. Lo stesso nano a volte risulta tremendamente antipatico. Per carità, immagino che i lati oscuri fossero tutt'altro che assenti, ma tutto ha un limite. Raffaello sembra un depravato, Leonardo da Vinci un pazzo isterico, e si potrebbe continuare. Per il resto, è un buon romanzo storico, con ottime parentesi sulla situazione politico-sociale dell'epoca e il testo è abbastanza scorrevole. La trama migliora molto verso la fine!

    ha scritto il 

  • 4

    "1518
    Clementissime Domine, cuius inenarrabilis est virtus.
    Questa mattina Sua Santità mi ha chiamato a leggergli sant'Agostino, mentre il medico applicava unguenti e balsami sul suo culo purulento; uno in particolare, a quanto pare preparato con piscio di vergine (dove avranno scovato una vergin ...continua

    "1518 Clementissime Domine, cuius inenarrabilis est virtus. Questa mattina Sua Santità mi ha chiamato a leggergli sant'Agostino, mentre il medico applicava unguenti e balsami sul suo culo purulento; uno in particolare, a quanto pare preparato con piscio di vergine (dove avranno scovato una vergine a Roma?) e con un'erba rara proveniente dall'hortus siccus privato di Bonet de Lattes, il protomedico ebreo del Papa, puzzava in modo abominevole. Tuttavia, non era peggiore del fetore nauseabondo delle pustole suppuranti e delle piaghe stillanti che adornavano il martoriato deretano di Sua Santità. (Tutti alludono a queste repellenti afflizioni come a 'fistule', ma io non sono impastoiato della prudenza egoistica del tatto.) Con l'alba sollevata sopra i fianchi, e le mutande calate attorno alle caviglie, l'uomo più potente del mondo giaceva stravaccato sul letto come un efebo in attesa d'essere debitamente sodomizzato. Sodomizzato lo è stato, più e più volte; donde le condizioni del suo culo. Sua Santità preferisce assumere il ruolo femminile, contorcendosi e strillando sotto qualche nerboruto giovanotto, come una sposa penetrata per la prima volta. Non che io trovi personalmente da obiettare a simili comportamenti; dopotutto Leone è il Papa e, fuorché dichiarare pubblicamente che Dio è maomettano, può fare quello che gli pare e piace. Ad ogni modo, mi va di pensarmi uomo tollerante. Mi riesce facile ignorare vizi e debolezze in un ambito dell'attività umana che non suscita in me alcun interesse. E anche se lo suscitasse, immagino ci vorrebbe qualcuno con un vizio davvero particolare per trovare una qualche attrazione sessuale in un nano gobbo. Che è ciò che sono."

    Questo il magistrale incipit delle memorie di Giuseppe Amadonelli, Peppe, convertito alla dottrina gnostica dalla dolce Laura de' Collini. Memorie che coprono un periodo che va dal 1478 al 1521. Nonostante mi aspettassi forse qualcosa di più dal romanzo di David Madsen (pseudonimo di un teologo e filosofo inglese che preferisce mantenere l'anonimato), ritengo si tratti comunque di un'opera degna di nota. Non foss'altro che per le atmosfere che il racconto riesce ad evocare: dalla Roma trasteverina popolata da creature miserevoli e crudeli, agli sfarzi della corte pontificia ipocrita e corrotta di Leone X; dagli eccessi lussuriosi dell'aristocrazia romana a quelli dei monaci inquisitori che torturano, trucidano e mandano al rogo gli eretici in nome di Santa Madre Chiesa con fervente zelo e dedizione. Alla fine, mi pare che l'umanità raccontata in queste pagine sia stata tutta dipinta usando lo stesso tratto: quello della bestialità. Uomini e donne più simili alle bestie, già. Perfino l'angelico Raffaello nasconde il suo lato oscuro e bestiale. Eppure mi sono pure ritrovata a ridacchiare nel leggere alcuni passi per quanto truculenti e violenti fossero. Come questo: "Marc'Antonio Nino venne arrestato e torturato; per la precisione, gli bruciarono via il prepuzio con delle tenaglie incandescenti, con l'effetto di persuaderlo a copiose ammissioni compromettenti. Strillando come una iena in travaglio, ammise tutto ciò che volevano, e anche di più. Confessò persino pratiche sessuali con una vacca, cosa che nessuno gli aveva chiesto, e che tutti rimasero piuttosto sorpresi di sentire; ad ogni modo, il fatto venne giudicato irrilevante." Così, il dolore sembra essere la condizione più naturale dell'esistenza umana. Scrive Peppe: "In principio non fu il Verbo per me, ma il dolore. In principio era il dolore, e il dolore era presso di me, e il dolore era me. Costituì la totalità della mia coscienza nascente. Non conobbi quasi null'altro. Mi è stato detto che quad'ero in fasce piangevo per reclamare non il latte di mia madre, ma sollievo dal dolore." Così, per Peppe, il credo gnostico sembra la giusta risposta a tutto questo dolore: la vita terrena è l'inferno. Il mondo è stato creato dal demonio. La vera vita e la luce sono oltre questa misera esistenza. Fuori da un corpo storpio e deforme.

    ha scritto il 

  • 4

    Un misto di storia, ironia, riflessione.
    Se dal titolo traspare che si tratta di un libro particolare, fin dal primo capitolo si intuisce che saranno pagine avvincenti e divertenti. Un'accusa a un mondo corrotto da parte di chi lo ha conosciuto sia "dalle stelle" sia "dalle stalle". Happy ending ...continua

    Un misto di storia, ironia, riflessione. Se dal titolo traspare che si tratta di un libro particolare, fin dal primo capitolo si intuisce che saranno pagine avvincenti e divertenti. Un'accusa a un mondo corrotto da parte di chi lo ha conosciuto sia "dalle stelle" sia "dalle stalle". Happy ending per niente atteso. Bello.

    ha scritto il 

  • 0

    Divertente ma morboso.
    Nel complesso si legge benissimo e, a tratti, è molto divertente.
    Non so quanto ci sia di vero nell'ambientazione storica (e mi piacerebbe approfondire).
    Trovo, però, che il reiterato e compiaciuto insistere su particolari "attitudini" sessuali del papato e della società ci ...continua

    Divertente ma morboso. Nel complesso si legge benissimo e, a tratti, è molto divertente. Non so quanto ci sia di vero nell'ambientazione storica (e mi piacerebbe approfondire). Trovo, però, che il reiterato e compiaciuto insistere su particolari "attitudini" sessuali del papato e della società cinquecentesca sia morboso. Strizza l'occhio a chi gradisce l'occasione per cogliere in fallo la chiesa e i bigotti benpensanti. Forse lo sono anch'io?

    ha scritto il 

  • 5

    Difficilmente gli autori stranieri riescono ad attraversare la complessa storia d'Italia senza cadere nel banale o nel pittoresco. Il libro descrive in modo divertente e spesso irriverente i personaggi del Rinascimento italiano.
    Bella la descrizione della Roma di Leone X, la spiegazione di conce ...continua

    Difficilmente gli autori stranieri riescono ad attraversare la complessa storia d'Italia senza cadere nel banale o nel pittoresco. Il libro descrive in modo divertente e spesso irriverente i personaggi del Rinascimento italiano. Bella la descrizione della Roma di Leone X, la spiegazione di concetti filosofici e religiosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Esilarante

    Immaginario diario di un personaggio ben strano, un nano vissuto tra il 1400 e il 1500, a Roma, in piena inquisizione.
    Pittoresco e ben scritto. Il nano viene iniziato da una setta gnostica ma poi -la vita!- finisce a fare il consigliere del Papa (uno dei papa Medici, Leone X). Sotto il suo sguar ...continua

    Immaginario diario di un personaggio ben strano, un nano vissuto tra il 1400 e il 1500, a Roma, in piena inquisizione. Pittoresco e ben scritto. Il nano viene iniziato da una setta gnostica ma poi -la vita!- finisce a fare il consigliere del Papa (uno dei papa Medici, Leone X). Sotto il suo sguardo passano tutti i costumi tipici del tempo, che ne fanno capire la miseria (anche spirituale, visto che si parla di un papa).

    ha scritto il 

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