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Memorie di una geisha

Di

Editore: Longanesi & C. (La gaja scienza; 549)

4.3
(11565)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 571 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Olandese , Russo , Catalano , Svedese , Greco , Portoghese , Finlandese , Ceco , Rumeno , Turco , Polacco , Ungherese

Isbn-10: 8830414689 | Isbn-13: 9788830414686 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Donatella Cerutti Pini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Circondate da un'aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un'attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le "abilità" da apprendere? A queste domande risponde il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e l'intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male della vita della geisha. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendo di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.
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  • 4

    Arte

    Essendo una studentessa della cultura Giapponese questo libro è stato per me come il pane, indispensabile per un affamato di sapere. Non posso affermare che sia una pietra miliare ma posso senza troppe esagerazioni dire che è stato uno dei libri che più ho amato. Ti cattura dalla prima all'ultima ...continua

    Essendo una studentessa della cultura Giapponese questo libro è stato per me come il pane, indispensabile per un affamato di sapere. Non posso affermare che sia una pietra miliare ma posso senza troppe esagerazioni dire che è stato uno dei libri che più ho amato. Ti cattura dalla prima all'ultima pagina. Lo consiglio vivamente. Magico.

    ha scritto il 

  • 5

    un viaggio che non si vorrebbe mai finire

    Ho visto prima il film che ho amato ma il libro e molto di piu. Lascia sensazioni piacevoli e non si vorrebbe mai finire di leggere. Libro che ho letto piu volte. E la figura della geisha...io non so altri ma ci vedo ARTE in lei...nel versare il tea, nel ballo, nel parlare...
    Un libro che h ...continua

    Ho visto prima il film che ho amato ma il libro e molto di piu. Lascia sensazioni piacevoli e non si vorrebbe mai finire di leggere. Libro che ho letto piu volte. E la figura della geisha...io non so altri ma ci vedo ARTE in lei...nel versare il tea, nel ballo, nel parlare...
    Un libro che ho molto amato

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio indimenticabile

    Libro dalla narrazione molto coinvolgente...ti culla e ti accompagna verso un mondo sconosciuto eppure facendotene sentire parte.
    Il classico libro che non vorresti mai finire.
    Le figure femminili sono meravigliose, persino quelle delle antagoniste. Bellissimo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Due uomini sono pari, veramente pari, solo quando entrambi hanno una eguale fiducia in se stessi."

    Memorie di una geisha è uno dei romanzi più suggestivi che io abbia mai letto, capace di ricreare un mondo fatto di kimono e schermi di carta con una semplicità che non avrei mai creduto potesse possedere un occidentale. L’attenta e minuziosa costruzione di un mondo, che diventa parte integrante ...continua

    Memorie di una geisha è uno dei romanzi più suggestivi che io abbia mai letto, capace di ricreare un mondo fatto di kimono e schermi di carta con una semplicità che non avrei mai creduto potesse possedere un occidentale. L’attenta e minuziosa costruzione di un mondo, che diventa parte integrante dei personaggi, è così terribilmente accogliente che raramente sono riuscita a staccare gli occhi dalle pagine.

    Il libro si distingue subito per la bellissima ambientazione, descritta con eleganza e particolari che riportano in vita la magia di un Giappone che non c’è più. A differenza del libro L’ultima concubina - inevitabile che faccia il confronto in questo contesto, ambientato nel periodo in cui il Giappone inizia ad aprirsi all’Occidente, Memorie di una Geisha racconta una storia che si svolge negli anni Quaranta: dunque ci troviamo in un Giappone già in parte occidentalizzato in cui il contrasto tra la cultura autoctona e quella importata dagli stranieri, è palese. L’autore riesce, attraverso la descrizione dei riti e degli insegnamenti riservati alla protagonista, ad analizzare la figura delle geishe da una prospettiva diversa: sono artiste che seguono rigide regole di comportamento e sopportano sofferenze fisiche e morali.

    Un’esaltazione dello spirito giapponese senza scadere in una narrazione usata solo come un mezzo per descrivere l’universo delle geishe; diventa la commistione perfetta tra la rappresentazione di un ambiente a noi occidentali estraneo e le vicende di personaggi costruiti con maestria e destrezza.

    La narrazione delicata, ma dinamica degli eventi non sottrae nulla alla rievocazione del Giappone novecentesco, anzi rende quelle realtà così lontane molto più facili da cogliere. Tutti i personaggi cooperano, sì, alla ricostruzione del tempo, ma senza fungere da gelide pedine. Sayuri, la protagonista, racconta con lucidità e con la giusta dose di emozione, evitando abilmente il melenso. Ho visto il suo personaggio crescere sotto i miei occhi, senza ellissi troppo grandi o cambiamenti di mentalità evidenti; Golden è riuscito senza dubbio a rendere scorrevole e privo di dossi tutto l’arco di vita di cui Sayuri narra. I personaggi che le ruotano intorno, come Hatsumomo o Zucca, poi, sono semplicemente perfetti, senza sbavature di alcun genere e riescono a compensare perfettamente la semplicità degli ambienti o la mancanza di eventi salienti. Hatsumomo, non a caso, è il personaggio che ho sicuramente amato di più.

    Ho particolarmente apprezzato la parte che riguardava la guerra, che segna un doveroso cambiamento di scena dopo già troppe pagine fisse sul mondo delle geishe. Notiamo come Gion non è un universo a parte, popolato da bambole-geishe, ma una fragile costruzione di cristallo, troppo delicata per sopportare dei bombardamenti. Golden è riuscito a inserire con estrema bravura il suo quartiere di geishe, così faticosamente costruito lungo tutto il romanzo, in una realtà totalmente opposta che segnerà, da quel momento in avanti, ogni aspetto del mondo delle geishe.

    L’intermezzo della seconda guerra mondiale è trattato marginalmente – il che mi è dispiaciuto, ma ciò probabilmente perché la protagonista si rifugia in un luogo sperduto. L’allegra isteria che accompagna l’arrivo degli americani svelle le radici del mondo segreto delle donne, solleva il velo che lo ricopriva e lo espone al mondo ai cui occhi esso appare solo come un insieme di riti stravaganti; ogni cosa perde il valore che aveva un tempo. Ma una geisha non può affondare in preda a vane speranze e deve rimanere sempre in piedi, bella e capace di conquistare un uomo con un solo sguardo.

    Il finale ha lasciato un po’ a desiderare, lo ammetto, troppo patetico per i miei gusti, ma Golden è stato abile anche qui. Invece di inserire un enorme deus ex machina (perché le ultime pagine odoravano solo di quello) ne ha inseriti tanti più piccoli, riconducendoli ad eventi già avvenuti, che avevamo frainteso, tralasciato, riuscendo, quindi, a distrarci con qualche magia tutta sua.

    Sebbene questa ricostruzione non è la più veritiera che mai possiamo avere, è sicuramente molto di più di quanto ci si possa aspettare, mentre continuo a sottolineare quanto possa essere stata suggestiva un esperienza del genere. Il mondo delle geishe è un circolo chiuso difficilmente esplorabile e, dopo aver letto delle controversie tra l’autore e la geisha che gli ha offerto aiuto, non mi sono stupita.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è piaciuto tantissimo! Ho impiegato parecchio tempo solo perché ho avuto problemi personali, altrimenti l'avrei letto almeno nella metà del tempo: mi ha appassionata molto. Mi ha permesso di conoscere un mondo completamento sconosciuto, e che nemmeno pensavo fosse così colmo di dettagli, regol ...continua

    Mi è piaciuto tantissimo! Ho impiegato parecchio tempo solo perché ho avuto problemi personali, altrimenti l'avrei letto almeno nella metà del tempo: mi ha appassionata molto. Mi ha permesso di conoscere un mondo completamento sconosciuto, e che nemmeno pensavo fosse così colmo di dettagli, regole...
    Lo consiglio davvero!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua...l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco."


    Ammetto che all'inizio non mi ha app ...continua

    "Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua...l'acqua si scava la strada attraverso la pietra, e quando è intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco."

    Ammetto che all'inizio non mi ha appassionata, ho proseguito lentamente la lettura fino alla parte finale, che invece mi ha travolta. In effetti il senso del libro per me è stato questo, ritrovarmi come una spettatrice della vita durissima ma affascinante della geisha Sayuri, simile ad acqua che scorra lungo un fiume, seguendo via via il corso delle correnti. Ma Sayuri ci dimostra che si può resistere e vincere anche la corrente più forte.

    ha scritto il 

  • 4

    apre una finestra su un altro mondo

    Parto col dire che il romanzo merita il successo che ha avuto e sta avendo. Apre al lettore occidentale un mondo sconosciuto e decisamente lontano dalla sua cultura e "Weltanschauung". Personalmente l'ho trovato molto scorrevole, ben scritto e godibile, nonostante si avverta una certa lentezza in ...continua

    Parto col dire che il romanzo merita il successo che ha avuto e sta avendo. Apre al lettore occidentale un mondo sconosciuto e decisamente lontano dalla sua cultura e "Weltanschauung". Personalmente l'ho trovato molto scorrevole, ben scritto e godibile, nonostante si avverta una certa lentezza in più punti, quasi un voler allungare un brodo già di per sé piuttosto denso.
    L'incipit contribuisce a far tifare subito per questa ragazzina che si ritrova venduta assieme alla sorella come fossero una cassetta di pesce al mercato, affinché venga iniziata all'arte delle geishe: ecco, l'indifferenza, l'accettazione passiva di quest'uomo che non sembra essere minimamente scalfito da una privazione così lacerante (cosa c'è di peggio che perdere per sempre le tue figlie?) lì per lì mi hanno scioccato ma mi rendo perfettamente conto che in quella cultura destinare una figlia a una futura vita da geisha fosse considerato un grande onore, specie per una famiglia così povera. Il tifo per Chiyo aumenta quando si trova catapultata in un'okiya di Gion abitata da 3 streghe e una matrona buona, Zietta: tra le 3 streghe, vince la palma di personaggio più odioso dell'anno senza dubbio Hatsumomo. Mi viene in mente una frase di Oscar Wilde: l'invidia è quel sentimento che nasce nell'istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti. Nel momento in cui vede Chiyo, Hatzumomo è terrorizzata al pensiero che un giorno sarà scalzata e detronizzata da questa bambina dagli occhi grigio-liquido e reagisce con l'unica arma che sa di poter usare impunemente: la prevaricazione. Fa davvero prudere le mani mentre leggi.
    Il libro nella prima metà scorre in maniera piacevole ma poi secondo me l'autore allunga troppo il brodo: ho trovato la parte sulla guerra piuttosto noiosa, per non parlare dell'ultima, quasi ridicola, "due cuori e una capanna" di una banalità irritante.
    Nonostante il finale smielato che mi ha fatto uscire una carie, mi sento di dare 4 stelle perché ho approfondito un fenomeno sociologico che conoscevo solo superficialmente dalle immagini su internet o visto di sfuggita in qualche film, ma anche per il coraggio che ha avuto l'autrice delle memorie - nonostante il disclaimer che si tratta di una storia di fantasia, che i nomi sono stati cambiati per proteggere la privacy dei "danna" e degli uomini più facoltosi - di raccontare l'altra faccia della medaglia nella vita delle geishe, quella non truccata e imbellettata, ma quella più intima, sofferta, fatta di privazioni, gavetta, duro lavoro e sacrificio, senza contare le prevaricazioni, le ingiustizie e le meschinità subite all'interno dell'okiya.
    Nel complesso, un libro da leggere anche se non di certo un capolavoro.

    ha scritto il 

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