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Memorie di una ragazza perbene

Di

Editore: RCS (La Biblioteca Romantica)

4.2
(1965)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 377 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Tedesco , Rumeno

Isbn-10: A000030795 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Partenza molto in salita. Decolla verso metà libro. "In ogni caso, io dovevo salvaguardare ciò che v'era di più stimabile in me: il mio amore della libertà, della vita, la mia curiosità, la mia volontà di scrivere."

    ha scritto il 

  • 0

    Delusione decisamente personale. Ho vissuto un anno in Francia con il mito di Simone de Beauvoir, il suo "manifeste des 343", il suo Sartre. Dal libro mi aspettavo un po' più d'amore e una ragazza meno "per bene". Mia madre lo definirebbe un mattone.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato interessante, è sempre bvello leggere le esperienze di una donna parallelamente alle tue. Credo che il momento migliore per leggerlo sia il primo anno di università. L'affacciarsi alla vita di Simone de Bouvoir è interessante a livello storico e filosofico, da chiaramente l'idea di c ...continua

    L'ho trovato interessante, è sempre bvello leggere le esperienze di una donna parallelamente alle tue. Credo che il momento migliore per leggerlo sia il primo anno di università. L'affacciarsi alla vita di Simone de Bouvoir è interessante a livello storico e filosofico, da chiaramente l'idea di come nasce un pensiero critico.

    ha scritto il 

  • 4

    L’unico viaggio che vorrei fare è un viaggio nel tempo. Non so cosa darei per visitare la Venezia del ’700, così intrigante e mascherata; vedere la Parigi degli impressionisti o Torino durante il Regno dei Savoia. E poi, vorrei conoscere quei personaggi così grandiosi che hanno lasciato un’indele ...continua

    L’unico viaggio che vorrei fare è un viaggio nel tempo. Non so cosa darei per visitare la Venezia del ’700, così intrigante e mascherata; vedere la Parigi degli impressionisti o Torino durante il Regno dei Savoia. E poi, vorrei conoscere quei personaggi così grandiosi che hanno lasciato un’indelebile impronta nella letteratura mondiale. Simone de Beavoir, lei sì che è una scrittrice che avrei voluto conoscere.

    Distesa sulle foglie morte, lo sguardo stordito dai colori appassionati dei vigneti, mi ripetevo quelle parole austere: laurea, abilitazione. E tutte le barriere, tutti i muri scomparivano. Avanzavo, a cielo aperto, attraverso la verità del mondo. L’avvenire non era più una speranza, lo toccavo. Quattro o cinque anni di studi e poi un’esistenza che avrei modellata con le mie mani. La mia vita sarebbe stata una bella storia che si sarebbe avverata man mano che me la fossi raccontata.

    La prima parte dell’autobiografia di Simone de Beauvoir è “Memorie d’una ragazza perbene” che racconta l’infanzia e la giovinezza dell’autrice sino alla laurea e all’incontro con Sarte, che le le sarà compagno per tutta la vita; gli altri tre volumi, sempre editi da Einaudi, raccontano le prime esperienze come scrittrice e filosofa, la maturità e infine la sua vecchiaia, dopo la morte del compagno Sartre.

    Sin da piccola Simone sembra avere le idee chiare: sente di non essere portata per il matrimonio, la casa e la cura dei figli come molte donne aspiravano nella Parigi degli anni ’20; lei vuole studiare, scrivere, diventare qualcuno.

    [...] ora pensavo che la letteratura mi avrebbe permesso di realizzare questo desiderio. Essa m’avrebbe assicurato un’immortalità che avrebbe compensato l’eternità perduta; non c’era più un Dio che mi amava, ma io avrei bruciato in milioni di cuori.

    Simone ci racconta con estremo dettaglio e cura la sua infanzia e la sua educazione cattolica impartitale dalla madre e dall’istituto dove andava a scuola; racconta come si è avvicinata a Dio e come se ne è allontanata. La sua aspirazione, quella di insegnare, costellata di successi e di momenti di noia e sconforto, proprio come ogni adolescente. L’amore per Jacques, il cugino, sfociato poi in un amore piuttosto platonico anziché fisico. Infine, la scelta della facoltà da frequentare, filosofia e lettere, sino all’incontro con il gruppo di Sartre.

    La sua grande forza di volontà, costanza e studio hanno impregnato tutta la sua infanzia e la sua adolescenza, portandola a risultati eccellenti e facendole realizzare i suoi sogni.

    L’autobiografia è molto dettagliata dato che per quasi tutta la sua vita Simone de Beavoir ha tenuto un diario per buona parte della sua vita; alcune immagini che descrive attraverso le parole sembrano essere così reali tanto da poter toccare con un dito le foglie della tenuta di Meyrignac o da poter udire lo scorrere della Senna a Parigi.

    E’ un testo che consiglio a chi si vuole appasionare o vuole conoscere una delle figure più interessanti della letteratura femminile del Novecento.

    Grondante di luce, il mondo disteso ai miei piedi come un grande animale domestico, sorridevo all’adolescente che domani sarebbe morta e sarebbe resuscitata nella mia gloria: nessuna vita, nessun istante di nessuna vita avrebbe potuto mantenere le promesse di cui affollavo il mio credulo cuore.

    ha scritto il 

  • 5

    E' sempre una grande emozione riconoscersi nelle paure e nei sentimenti vissuti e sofferti da un'altra donna, in un altro luogo e in un altro tempo. Irrinunciabile.

    ha scritto il 

  • 4

    “Je suis née a quatre heure du matin, le 9 janvier 1908, dans une chambre aux meubles laqués de blanc, qui donnait sur le boulevard Raspail.”


    Bello il libro e bella la figura di Simone de Beauvoir.
    Son pagine intime e sincere quelle con cui Simone si racconta. Una memoria dopo l’altra rie ...continua

    “Je suis née a quatre heure du matin, le 9 janvier 1908, dans une chambre aux meubles laqués de blanc, qui donnait sur le boulevard Raspail.”

    Bello il libro e bella la figura di Simone de Beauvoir. Son pagine intime e sincere quelle con cui Simone si racconta. Una memoria dopo l’altra rielabora la sua infanzia e la sua adolescenza approfondendo tanto la propria formazione emotiva quanto quella intellettuale. Leggendola ho conosciuto una ragazza coraggiosa e capace di scelte di grande onestà e coerenza, ho ripercorso attraverso il suo vissuto la solitudine, le paure, le incertezze e le contraddizioni dell’adolescenza, i travagli delle prime passioni amicali ed amorose, le pulsioni a rompere con le convenzioni famigliari e sociali. Simone De Beauvoir è stata una figura di rilievo nell’ambiente culturale francese della sua epoca, e prima ancora una bambina precoce, una ragazza sensibile e appassionata, “perbene” eppure ribelle, incapace di interpretare le proprie esperienze di vita in maniera superficiale. Quello che più mi ha colpita è stato sì il suo rigore intellettuale, la sua determinazione e la sua fedeltà rispetto al proprio percorso di vita, pure quando questo non era del tutto svelato, ma anche l’audacia, la curiosità, la forza vitale e la profonda libertà con le quali ha voluto esplorare la vita in tante delle sue espressioni. Con la stessa caparbia con cui di giorno costruiva la propria vita intellettuale la notte si avventurava senza falsi moralismi nella conoscenza delle passioni e delle debolezze umane. Una lettura importante per le adolescenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro emozionante e riflessivo

    Le memorie di Simone de Beauvoir sono talmente lucide e precise da fare di questa autobiografia una vero e proprio romanzo di formazione, con in più la coscienza che si tratta di una storia vera: quella di una delle donne e delle intellettuali più feconde e imprescindibili del secolo corso.

    ha scritto il 

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