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Memorie d'una ragazza perbene

By Simone De Beauvoir

(1587)

| Mass Market Paperback | No ISBN

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7 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    qua: http://dancelikeshaquilleoneal.blogspot.com/2011/06/memorie-di-una-ragazza-per-bene.html

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    warm gun said on Jul 30, 2010 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    "Eppure ho vent'anni, e voglio vivere!"


    Una calda e friabile brioche tra le mani, una tazza di caffè fumante, fiocchi di neve, dapprima sporadici, iniziano a mulinare nell'aria, schiantandosi contro il vetro offuscato della finestra, ed ecco Simone che mi raggiunge nel tepore della mia camera da letto, prende posto accanto a me e inizia ... (continue)


    Una calda e friabile brioche tra le mani, una tazza di caffè fumante, fiocchi di neve, dapprima sporadici, iniziano a mulinare nell'aria, schiantandosi contro il vetro offuscato della finestra, ed ecco Simone che mi raggiunge nel tepore della mia camera da letto, prende posto accanto a me e inizia a raccontarmi la sua Verità. Un flebile sorriso le illumina il bel volto, stringe tra le sue mani tremanti una cloche cremisi, quello stesso rosso che, anni or sono, foderava il sofà di Jacques. Mentre le sue parole si susseguono senza tregua, rincorrendosi in un vortice forsennato, il mio viso diventa lo specchio di mille emozioni: costernazione, ilarità, dubbio, rabbia, gioia, incredulità, rassegnazione, dolore. Le mie labbra bevono avidamente la vita di Simone, si bagnano alla fonte della sua saggezza; mi investono le luci e le ombre della sua straordinaria esistenza. Con fare entusiasta mi racconta di quando, piccola e imperterrita sciovinista, sventolava orgogliosamente la bandiera della sua patria; di quando, virtuosa e impeccabile studentessa, incontrava e imparava ad amare Zazà; di quando, profittando dell'assenza dei suoi genitori, sedeva ai piedi della libreria di famiglia e si tuffava tra le pagine delle letture proibite; di quando, vittima di una fatale Inquietudine, stanca della vita, s'interrogava sul significato del proprio essere; di quando, in preda ad un inderogabile desiderio di indipendenza e di fuga dalle convenzioni borghesi, s'inebriava dei fumi dell'alcool; di quando gemeva e gioiva per Jacques, incapace di coglierne i veri sentimenti; e infine di quando, a fianco di Sartre, imparava ad amare se stessa, ad amare gli altri, ad amare il mondo, ad amare la Vita.
    La sua voce mi stringe in un abbraccio caldo e confortevole, mentre la mia mente comincia a ribellarsi ad alcune delle sofferenze e delle ingiustizie che scivolano attraverso le sue labbra agitate, ingiustizie che hanno macchiato la sua infanzia, che l'hanno seguita anno dopo anno, sofferenze che le hanno sottratto le gioie dell'adolescenza.
    Scuote lievemente il capo rievocando l'immagine di se stessa all'età di nove anni, fanciulla perspicace, orgogliosa di dar prova a chi la circonda di pruderie e virtù invidiabili, alle prese con le menzogne e con l'ipocrisia dell'ambiente borghese, vittima delle sue tristi consuetudini, del suo falso pragmatismo, delle sue inutili proibizioni, delle sue stupide convenzioni. Continua a percorrere con passo malfermo il sentiero del suo passato per incontrare l'ostilità dei suoi genitori nei confronti di Zazà, della sua disinvoltura inusitata, del suo cinismo e della sua sagacia; e ancora, la diffidenza nei confronti di Jacques e i rimbrotti per le serate trascorse tra un gin-fizz e le braccia di uno sconosciuto.
    E poi eccola afferrarmi convulsamente la mano, una lacrima solitaria le riga la bella guancia rosea, e riaffiora il ricordo del senso di solitudine, di straniamento e di totale esilio provato per aver dimostrato di essere una persona superiore, capace di pensare, parlare e giudicare, una persona che voleva semplicemente amare e servire l'umanità, avere una più grande intimità col mondo ed esprimere questo mondo in un libro; una persona che voleva afferrare la Verità e l'Assoluto, diventare la Verità e l'Assoluto, credere in qualcosa, fare qualcosa.
    E' una bella storia quella che seguita a raccontarmi, una storia che è un fitto concentrato di lacrime e sorrisi, un groviglio di emozioni eternamente vorticanti, una storia che ha del romanzesco e dell'impossibile, che ci sorprende e ci stupisce, talvolta insinuando nella nostra mente il dubbio che tutte queste vicissitudini possano essere accadute davvero ad una persona... Sì, in fondo, poteva semplicemente essere la nostra vicina di casa, la cassiera del supermercato che ogni giorno ci consegna con indolenza uno scontrino stropicciato, l'impiegata della banca, la vecchina inferocita che sbraita alle nostre spalle mentre attendiamo che arrivi il nostro turno alle poste.
    Ma la verità è che Simone non è e non sarà mai la nostra vicina di casa, la cassiera del supermercato o l'impiegata di banca: l'esistenza di Simone conserva tuttora un fascino ragguardevole e continua a richiamare su di sé l'attenzione di migliaia di lettori perché è lei stessa ad essere straordinaria, ad essere sempre un passo più avanti di tutti noi, ad essere meravigliosamente inquieta, sempre pronta a darsi da fare, ad offrire a questo nostro mondo fatiscente una possibilità in più.
    Eppure, con la sua straordinarietà, Simone è presente in ognuno di noi, costituisce un'infinitesimale parte del nostro DNA: attende solo di esser scovata e di diventare, con la sua saggezza, con la sua capacità di riflessione, con i suoi impulsi e i suoi indugi, con i suoi amori e le sue ideologie, il nostro asso nella manica.
    Dobbiamo solo concentrarci per accorgerci che il tiepido calore della sua presenza è tutt'intorno a noi, ci avvolge, ci avviluppa in una tenera stretta dalla quale non vorremmo più sfuggire. Dobbiamo credere che sia possibile incontrare la nostra Zazà e imparare ad amarla nel suo terribile sarcasmo, che il nostro Sartre sia proprio là, appostato dietro quell'angolo, una pipa fumante stretta tra le labbra, pronto ad aspettarci; che ci sia una Poupette anche per noi, che ci sia un Herbaud pronto a scortarci nelle nostre follie notturne, che ci sia una Stépha tutta eccessi e ribellione e che, con il suo Fernando, ci inviti a mangiucchiare una brioche in un café degli Champs-Elysées.
    Ma soprattutto, dobbiamo credere che, nonostante ci abbia lasciati silenziosamente, scivolando nell'oblio della morte quel 14 aprile 1986, lei, Simone, continui ad esistere, pronta a correre in nostro soccorso non appena ne avremo bisogno, non appena decideremo di farci avanti, agire e servire l'umanità.

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    Sara. said on Feb 7, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Un capolavoro emozionante e riflessivo

    Le memorie di Simone de Beauvoir sono talmente lucide e precise da fare di questa autobiografia una vero e proprio romanzo di formazione, con in più la coscienza che si tratta di una storia vera: quella di una delle donne e delle intellettuali più feconde e imprescindibili del secolo corso.

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    Imagus said on Mar 20, 2011 | Add your feedback

  • "Avevo avuto ragione di non scrivere troppo da giovane un libro disperato: adesso volevo dire la tragicità della vita e, insieme, la sua bellezza." (p. 328)

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    Themancos said on Feb 16, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • "Appresi ciò che separa la tristezza dalla malinconia, l'aridità dalla serenità; appresi le esitazioni e i deliri del sentimento, lo splendore delle grandi rinunce e i mormorii sotterranei della speranza."

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    amisaba said on Feb 7, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Quanto amo questo libro! In moltissime riflessioni della Beauvoir ( e qui non c'è la scrittrice, l'autrice de Beauvoir, qui in questo libro c'è solo la bambina, la ragazza e infine la giovane donna Simone, con i suoi dubbi, la sua amicizia con la mitica Zaza, le sue crisi ) mi sono rispecchiata tant ... (continue)

    Quanto amo questo libro! In moltissime riflessioni della Beauvoir ( e qui non c'è la scrittrice, l'autrice de Beauvoir, qui in questo libro c'è solo la bambina, la ragazza e infine la giovane donna Simone, con i suoi dubbi, la sua amicizia con la mitica Zaza, le sue crisi ) mi sono rispecchiata tanto, soprattutto dopo averlo letto in un momento di crisi personale; mi ha tenuto compagnia e consolato. Lo rileggerò sicuramente.

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    Acquamarine said on Feb 6, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

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