Memories of Ice

(Malazan Book of the Fallen)

By

Publisher: Bantam Books

4.6
(66)

Language: English | Number of Pages: 709 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0553813129 | Isbn-13: 9780553813128 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A triumph of storytelling and the latest thrilling chapter in Steven Erikson’s magnificent fantasy.The ravaged continent of Genabackis has given birth to a terrifying new empire: the Pannion Domin. A boiling tale of corrupted blood, it seethes across the land, devouring all who fail to heed the Word of its elusive prophet. In its path stands an uneasy alliance: Dujek Onearm’s Host and Whiskeyjack’s veteran Bridgeburners – each now outlawed by the Empress – alongside the enemies of old, including the grim forces of warlord Caladan Brood, Anomander Rake, Son of Darkness, and his Tiste Andii, and the Rhivi people of the Plains. Outnumbered by the Seer’s army of zealots and struggling to put aside their differences, it is vital they get word to potential allies, including an unknown mercenary brotherhood, the Grey Swords, who have been contracted to defend the city of Capustan against these fanatic hordes.But more ancient clans too are gathering. In answer to some primal summons, the massed ranks of the undead T’Ian Imass have risen. For it would appear something altogether darker and even more malign threatens the very substance of this world. The Warrens are poisoned, and rumours abound of the Crippled God, now unchained and intent on a terrible revenge.
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  • 5

    Maestoso

    Memorie di Ghiaccio non è solo un grandissimo Fantasy, è un libro maestoso che oltrepassa le barriere del genere.
    I primi due libri della serie creata da Eriksson mi erano piaciuti per i livelli di e ...continue

    Memorie di Ghiaccio non è solo un grandissimo Fantasy, è un libro maestoso che oltrepassa le barriere del genere.
    I primi due libri della serie creata da Eriksson mi erano piaciuti per i livelli di epicità toccati, soprattutto il secondo, ma causa una scrittura a volte confusa e delle spiegazioni lasciate sospese non gli avevo apprezzati a pieno. Con Memorie di Ghiaccio l’autore cambia registro
    Il libro parte dove era finito il primo, con gli eventi del secondo che si svolgono in contemporanea.
    L’esercito di ex malazan di Dujek si unisce a quello di Caladan Brood, il nemico comune è il dominio di Pannion. Un tiranno che con un esercito di cannibali, i figli del seme morto, sta avanzando sempre più portando morte, orrori e distruzione.
    Inizia così una storia che non da un attimo di tregua, che segue le vicende di tantissimi personaggi, molti dei quali già incontrati ne “I Giardini della luna”, dandogli però uno spessore fuori dal comune.
    Dopo poche centinaia di pagine ci si è già affezionati e ognuno dei quali così diverso e con così tante sfaccettature.
    L’intelligenza di Ben lo svelto (finalmente svelate le sue origini)
    L’onestà e l’integrità di Wiskeyjack e Dujek
    L’insicurezza e l’introspezione di Paran
    Quel favoloso gruppo che sono gli Arsori di ponti (Picker, Trotts, Mallet, Hedge, Spindle, Blend, Detoran,…)
    Il sarcasmo e il disincanto di Gruntle
    L’epicità di Caladan Brood e Anomander
    I sentimenti di Korlat
    Il dolore di Iktovian
    Kruppe, semplicemente Kruppe
    L’ironia di Lady Invidia
    E poi Toc, Onoos, Volpe d’argendo, Kallor, Coll, Murillo, la Maybhe, i Seguleh, Bauchelan e Korbal, gli irregolari di Mott, Hetan, Cafal, Stonny…
    Solo così ho nominato una ventina di personaggi, e ne ho dimenticati altri, ma ognuno di loro con le proprie motivazioni, con i propri scopi, con i loro drammi è parte integrante di una storia che solo in questo libro ci si accorge dell’immensità.
    Due momenti memorabili del libro con degli apici di epicità, dramma ed eroismo da far paura. L’assedio di Capustan e la battaglia per Coral.
    La difesa disperata di Capustan da parte di Gruntle e da parte delle spade grigie è memorabile, una difesa senza speranza dove violenza e sangue vengono dipinte, (si dipinte è la parola giusta) con una rara maestria.. scene da far gelare il sangue.
    La battaglia per Coral invece tocca gli apici per le sorti e l’eroismo che gli arsori di ponti riescono a trasmettere.. (e qui Eriksson si avvicina molto a Martin per quelle sensazioni che riesce a darti quando decide di far morire qualcuno)
    4 scene grandiose, la battaglia di Gruntle a difesa di “quel palazzo” a capustan, la scena finale con i T’lan Imass protagonisti, la battaglia tra Trotts e il campione Barghast, la comparsa dei primi cacciatori K’ell
    Nel mezzo la crescita di un personaggi come Paran e le moltissime spiegazioni che finalmente l’autore alla sua maniera regala al lettore su tutta la mitologia enorme che Malazan comporta. La comparsa dell’antagonista definitivo, il dio storpio, e tutta una serie di alleggerimenti grazie all’ironia di alcuni personaggi, ironia che era quasi totalmente assente negli alti libri e che io ritengo fondamentale in un buon fantasy.
    Libro maestoso, epico, drammatico pieno zeppo di azione, di intrighi, di magia ma soprattutto di uomini. Se la serie Malazan fin ora non vi aveva convinto, provate ad arrivare al terzo, non ve ne pentirete

    said on 

  • 5

    No Spoiler Malazan Dei Caduti

    Non è facile valutare una saga come quella de “Il libro Malazan dei Caduti” per due motivi: il primo è legato alla lunghezza, il secondo alla complessità. Infatti ci troviamo davanti a dieci libri del ...continue

    Non è facile valutare una saga come quella de “Il libro Malazan dei Caduti” per due motivi: il primo è legato alla lunghezza, il secondo alla complessità. Infatti ci troviamo davanti a dieci libri della lunghezza media di 1000 pagine, nonché ad una moltitudine di personaggi ed eventi (comprendenti trame e sottotrame) che potrebbero far uscire di testa qualsiasi lettore, anche chi è avvezzo al genere e quindi ha letto molte altre saghe fantasy più o meno lunghe. Non mi dilungherò molto nell’esaminare nel dettaglio queste due caratteristiche, che ho già trattato nella recensione del primo volume (vecchia edizione), ma vorrei parlare nello specifico del terzo libro della decalogia: Memorie di Ghiaccio.
    Diciamocelo subito: “Memorie di ghiaccio” è un libro, lo scrivo in maiuscolo, MAESTOSO. Opinione comunque dei lettori della saga è che Memorie di Ghiaccio non solo è uno dei migliori libri della saga stessa, ma anche dell’intero panorama fantasy. Ci troviamo di fronte ad un romanzo che non ha pecche dal punto di vista della trama, dei personaggi, della vicenda nel suo insieme. In questo caso non accenno alla storia, non solo perché chiunque può leggerla su qualsiasi sito, ma anche perché voglio evitare il più possibile spoiler: è mia intenzione attirare voi lettori, fantasy e non, nel mondo ideato da quel genio di Erickson. Andiamo con ordine.
    E’ necessario sottolineare che le vicende di MOI (Memories of Ice) sono ambientate dopo gli eventi de “i Giardini della luna”, quindi si ritroveranno tutti i personaggi legati al continente di Genabackis.
    Il primo elogio va sicuramente dato ai personaggi, che in questo terzo capitolo sono caratterizzati molto meglio rispetto al primo libro, merito dell’evoluzione della scrittura dell’autore, che nel corso del tempo è migliorata non poco. Quindi ritroviamo vecchie conoscenze, che acquistano uno spessore maggiore, accanto a nuovi personaggi altrettanto ben delineati. Ma attenzione: alcuni personaggi sono solo delle comparse che appaiono in pochi momenti e che quindi non possono ricevere una caratterizzazione approfondita come quelli che appaiono più frequentemente, ma non preoccupatevi, perché Erickson ha disposto tutti i suoi personaggi su una scacchiera e nessuno di essi è messo lì per caso. Quindi occhio alle mosse delle comparse, perché le potreste ritrovare nei libri successivi con ruoli ben più importanti. E’ importante altresì sottolineare che molti personaggi hanno le loro sottotrame che si risolveranno, molto probabilmente, nei libri successivi.
    La penna di Erickson è migliorata anche nelle tante descrizioni, soprattutto quelle delle battaglie (che siano individuali o tra eserciti), sempre molto avvincenti e mai scontate nel loro esito. Si notano miglioramenti evidenti, già visti nel secondo libro, anche nei pensieri dei protagonisti (POV) conditi dai loro dilemmi esistenziali, nei dialoghi sempre molto interessanti e mai banali, a volta divertenti, altre volte più seri e cupi.
    Un’altra cosa di cui Erickson è assoluto maestro è il saper creare interesse attorno alle azioni di ogni singolo personaggio; azioni che non sono mai scontate e portano a colpi di scena estremamente epici e drammatici, tanto che più di una volta mi è scesa una lacrima dopo aver letto alcuni passaggi chiave. La trama va avanti senza lasciare il lettore nello sconforto di una lettura noiosa e stancante, dal prologo che dire EPICO è dir poco, fino ad un epilogo che lascia con il fiato mozzato dall’emozione e che apre le porte a tanti tasselli che si aggiungono ad un mosaico già piuttosto ricco e variegato. Ma accanto a nuovi sviluppi ci sono tanti chiarimenti. In memorie Di Ghiaccio, infatti, i punti oscuri del primo libro vengono chiariti per la gioia di tutti i lettori che hanno trovato difficoltà nel leggere un primo libro ben poco chiaro e privo di qualsivoglia spiegazione riguardo gli elementi che fanno parte del mondo Malazan.
    Una nota di merito ed una nota di demerito vanno entrambe all’edizione italiana, che forte di una bella copertina, uguale a quella originale, si contrappone una cura del testo alquanto carente a causa di una moltitudine di refusi che non rovinano la lettura, ma che potrebbero dar fastidio. Da questo punto di vista, visto anche il prezzo dei libri nella nuova edizione, ci si aspettava una cura maggiore, una revisione del testo che non c’è stata.

    Penso di aver detto tutto quello che c’era da dire su un libro davvero ben scritto e avvincente, che non deluderà anche il fan più esigente che cerchi qualcosa di ben scritto e ben strutturato, che sfugga alla noia o alla banalità di tante saghe fantasy che affollano un mercato che in Italia è molto sottovalutato, a torto. Intanto è giusto ringraziare la casa Editrice Armenia che ha scelto di puntare su un autore di assoluto qualità.

    Fine della Recensione Malazan Dei Caduti.

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  • 5

    Recensione intera visibile all'indirizzo :

    http://www.scrittorindipendenti.com/2013/05/p-margin-bottom-0.html

    Ultimo avviso: spoiler sui libri precedenti del ciclo. Non dite che non vi avevo avvisato. ...continue

    Recensione intera visibile all'indirizzo :

    http://www.scrittorindipendenti.com/2013/05/p-margin-bottom-0.html

    Ultimo avviso: spoiler sui libri precedenti del ciclo. Non dite che non vi avevo avvisato.

    Il genere fantasy, negli ultimi anni, ha visto allungare esponenzialmente il numero di pagine per romanzo. Difficilmente troverete qualcosa sotto alle 400 pagine che valga la pena di essere letto (mi viene in mente solo Gemmell), mentre i più grandi capolavori del genere superano tutti le 500 pagine/libro.
    Perfino chi è abituato a tanta lunghezza, però, potrebbe esitare di fronte ad un tomo di 1200 pagine come MoI. E' comprensibile, avevo anch'io i miei dubbi. Per un attimo mi ero dimenticato quale serie stessi leggendo. Non fatevi condizionare dalla lunghezza dello scritto, perchè alla fine vi ritroverete a desiderare che fosse stato molto più lungo.

    MoI è il sequel diretto di “Gardens of the Moon”.
    Ritorniamo sul continente di Genabackis a seguire le vicende dell'esercito Malazan comandato da Dujek Onearm.
    Dopo gli eventi di Daruijistan, l'armata Malazan su Genabackis viene dichiarata fuorilegge dall'Imperatrice Laseen e abbandonata a se stessa.
    10000 uomini e donne seguono fedelmente l'inossidabile Dujek e tra di essi non mancano la trentina di Bridgeburners scampati alla morte nelle gallerie di Pale. I Bridgeburners, la migliore unità militare mai creata per un libro fantasy. Nel primo libro, pur avendo dei ruoli principali, questo gruppo di soldati è stato abbastanza snobbato da Erikson, perchè GotM aveva l'obbiettivo di introdurre il lettore nel gigantesco mondo Malazan e non di entrare nello specifico sui personaggi. In MoI capirete perchè questo piccolo gruppo di uomini e donne è idolatrato dai fan, perchè il loro motto è “first in, last out”.
    In realtà, come sappiamo già dal libro precedente e ci viene ribadito nel primo capitolo di MoI, l'espulsione dell'armata di Dujek dall'Impero Malazan è una mossa politica di Laseen per permettergli di allearsi con Caladan Brood e Anomander Rake, per fronteggiare insieme la nascente minaccia del Veggente Pannion nel centro del continente.

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  • 0

    Malaz es una gran serie, Erikson escribe muy bien y los libros se leen con interés, pero no me preguntéis de qué va porque con tres novelas, cada una más gorda que la anterior, aún no me he enterado. ...continue

    Malaz es una gran serie, Erikson escribe muy bien y los libros se leen con interés, pero no me preguntéis de qué va porque con tres novelas, cada una más gorda que la anterior, aún no me he enterado. Eso sí, voy a hacerme con el siguiente en cuanto pueda, a ver si me aclaro un poco más...

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