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Mendel dei libri

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 23)

4.1
(906)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 53 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 884592274X | Isbn-13: 9788845922749 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Vigliani

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo - un mondo di carta.
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  • 5

    "Di nuovo a Vienna e di ritorno a casa da una visita nei quartieri fuori mano, mi sorprese un rovescio di pioggia che, con sferzate d'acqua, costringeva la gente a rimpiattarsi rapida sotto i portoni ...continua

    "Di nuovo a Vienna e di ritorno a casa da una visita nei quartieri fuori mano, mi sorprese un rovescio di pioggia che, con sferzate d'acqua, costringeva la gente a rimpiattarsi rapida sotto i portoni e altri ricoveri, e anch'io cercai in fretta un tetto sotto cui ripararmi."

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo grande racconto

    Lettura intensa e piacevole. Bella prosa, elegante e scorrevole; a tratti forbita. Mi ha fatto piacere, dopo essermi sorbito tanti eroi appariscenti, trovarmi di fronte un rivendugliolo dai nobili ide ...continua

    Lettura intensa e piacevole. Bella prosa, elegante e scorrevole; a tratti forbita. Mi ha fatto piacere, dopo essermi sorbito tanti eroi appariscenti, trovarmi di fronte un rivendugliolo dai nobili ideali con una ricchezza interiore che lo rende un personaggio superno.

    ha scritto il 

  • 3

    Libretto non eccezionale, ma Zweig è un autore da continuare a leggere , perchè per quel poco che lo conosco, pochi , come lui , riescono a cogliere le sfumature più solite e nello stesso tempo più gr ...continua

    Libretto non eccezionale, ma Zweig è un autore da continuare a leggere , perchè per quel poco che lo conosco, pochi , come lui , riescono a cogliere le sfumature più solite e nello stesso tempo più grottesche dell'animo umano! Come le passioni per sempre o la stupidità dell'uomo

    ha scritto il 

  • 3

    Ho già letto "Novella degli scacchi" e "Il mondo di ieri" di Zweig, questo racconto si avvicina molto alla "Novella degli scacchi": anche qui c'è una persona un po' fuori del comune, anche qui vi sono ...continua

    Ho già letto "Novella degli scacchi" e "Il mondo di ieri" di Zweig, questo racconto si avvicina molto alla "Novella degli scacchi": anche qui c'è una persona un po' fuori del comune, anche qui vi sono evidenti metafore sul mondo in cui Zweig viveva (la presa del potere nazista nella "Novella", la scomparsa dei rapporti di fratellanza e di fiducia fra i popoli a causa della Grande Guerra in questo racconto). La narrazione, nella sua brevità, viene innalzata a un'allegoria del ruolo dei libri e della cultura libresca nella società umana. Molto significativo e al tempo stesso un po' troppo costruito, quantunque nobilitato dal messaggio che trasmette.

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio io che avrei dovuto sapere che i libri si fanno solo per legarsi agli uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall'inesorabile avversario di ogni vita: la caducita' e l'oblio"

    Racconto brevissimo ma molto intenso, oltre che infinitamente triste.
    Mendel e' uno di quei personaggi che chiunque ama leggere vorrebbe incontrare nella sua vita, un esperto assoluto di libri, una ve ...continua

    Racconto brevissimo ma molto intenso, oltre che infinitamente triste.
    Mendel e' uno di quei personaggi che chiunque ama leggere vorrebbe incontrare nella sua vita, un esperto assoluto di libri, una vera e propria biblioteca vivente.
    Lui vive in mezzo a innumerevoli tomi, disinteressandosi quasi di tutto cio' che accade nel mondo esterno.
    Nemmeno l'arrivo del primo conflitto mondiale riesce a toccarlo, fino al giorno in cui per "colpa" di questa sua passione non ne viene anche lui risucchiato, rimanendo cosi' vittima anch'egli della brutalita' dell'essere umano.
    Un racconto molto triste, cosi'come il destino riservato a molti di noi: vivi per un qualcosa che si rivelera' poi la causa della tua rovina, vivi per un qualcosa che ti impedira' di dedicarti ad altro, facendoti quasi dimenticare anche di esistere, vivi per un qualcosa e una volta morto nessuno si ricordera' di te.
    Non si puo' non provare un moto di simpatia e di affetto nei confronti del protagonista, cosi' come e' impossibile non commuoversi davanti al suo triste destino.
    Dopo "La novella degli scacchi" un'altra bellissima, seppur brevissima, opera di Zweig.

    ha scritto il 

  • 5

    “I libri si fanno solo per legarsi agli uomini al di là del nostro breve respiro e difendersi così dall’inesorabile avversario di ogni vita: la caducità e l’oblio”.

    Sono in fase di stallo...è da un pò che non riesco ad andare avanti con il libro che ho in lettura...sarà il caldo, oppure il fatto che "c'ho i pensieri" oppure il solito tran tran che ruba il tempo a ...continua

    Sono in fase di stallo...è da un pò che non riesco ad andare avanti con il libro che ho in lettura...sarà il caldo, oppure il fatto che "c'ho i pensieri" oppure il solito tran tran che ruba il tempo alla lettura....
    Poi mi ritrovo tra le mani questo libricino, romanzo breve - racconto lungo, chiamatelo come vi pare, e BOOOM....
    d'improvviso divento come Mendel (non proprio uguale fisicamente però...), e mi estraneo totalmente nella lettura!
    E allora capisco che non c'entra il caldo, i pensieri, ecc ecc, è il libro che fa la differenza.

    Un piccolo grande libro assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo tesoro

    Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
    Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un ...continua

    Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
    Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un uomo che leggeva come altri pregavano, come i giocatori giocavano e come gli ubriachi tengono lo sguardo fisso verso il vuoto. Leggeva con un trasporto totale, ciondolando davanti al libro completamente ignaro di qualsiasi cosa lo circondasse.
    Un uomo con una conoscenza imparagonabile nel mondo della letteratura. Personaggi illustri si erano rivolti a lui per consigli e consulenze. Acquistava e analizzava libri antichi in un piccolo e anonimo bar di Vienna. Un bar che quasi vi figurerete. Un bar nel quale entrerete quasi in punta di piedi per non disturbare la lettura di quest'uomo straordinario. Un uomo che arriverete ad ammirare silenziosamente.
    Così avvolto nel suo mondo di carta però non si rende conto di come cambia il mondo intorno a lui, di come la guerra stia distruggendo il mondo in cui il suo corpo, suo malgrado continua a vivere. Perchè noi lettori a volte dimentichiamo di non appartenere a quel mondo di carta. Non è quello per noi il mondo parallelo, ma solo il mondo in cui di tanto in tanto siamo costretti a vivere.
    In questo mondo però nulla viene risparmiato se una guerra incombe. Nulla ha più valore, nulla merita di essere tutelato. Nemmeno una cosa piccola, innocua, rara e preziosa come un anziano studioso che ha dedicato la sua vita ai libri. Mendel viveva a Vienna da moltissimi anni, la sentiva ormai come la sua patria sebbene non si fosse mai interessato a farsi rilasciare dei documenti per la cittadinanza. Così, dopo lo scoppio di una guerra non è più un semplice studioso di un altro paese, diventa una possibile spia del paese nemico e viene deportato in un campo di lavoro. Lì non ci sono i suoi amati libri, nemmeno i suoi occhiali vengono risparmiati, loro che rappresentavano la chiave attraverso la quale poter entrare in quel mondo parallelo. Ma il nostro mondo lo distruggerà per sempre. Distrugger la sua anima, il suo spirito e tutto ciò che era stato fino a quel momento. Perchè il mondo di carta è in grado di creare mondi meravigliosi, il nostro di distruggere l'unico che abbiamo.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo!

    Sono rimasta sbalordita da questo libro. Innanzi tutto dalle dimensioni: credo sia il volume della Adelphi più piccolo che io abbia mai visto.
    E poi, dietro queste 50 pagine, si nasconde un vero e pro ...continua

    Sono rimasta sbalordita da questo libro. Innanzi tutto dalle dimensioni: credo sia il volume della Adelphi più piccolo che io abbia mai visto.
    E poi, dietro queste 50 pagine, si nasconde un vero e proprio capolavoro. La storia commuovente di un uomo e della sua passione per i libri.
    Non voglio fare spoiler, ma consiglierei questo breve racconto a chiunque voglia perdersi tra le pagine di una storia bellissima e senza tempo.
    Al suo interno ci sono moltissime frasi degne di nota, ma una, in particolar modo, mi ha affascinata: "innanzitutto perchè l'unicità diventa ogni giorno più preziosa in questo nostro mondo che irrimediabilmente va facendosi sempre più uniforme".

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/06/24/mendel-dei-libri-stefan-zweig/

    “Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in m ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/06/24/mendel-dei-libri-stefan-zweig/

    “Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in modo talmente assorto, con un tale, commovente rapimento, che da allora il modo in cui legge il resto del mondo mi è sempre parso profano. In Jakob Mendel, quel piccolo rigattiere di libri galiziano, io, giovane uomo, avevo visto personificato per la prima volta il grande segreto della totale, assoluta concentrazione, che accomuna l’artista all’erudito, il vero saggio al folle patentato, questa tragica fortuna e sfortuna della piena, totale ossessione.”
    (Stefan Zweig, “Mendel dei libri”)

    “Mendel dei libri” è un racconto di circa venti pagine, scritto nel 1929 (almeno così ho letto), dunque nel mezzo delle due guerre mondiali, una delle quali, la prima, ha un suolo ruolo tragico(mico) nella vicenda narrata da Zweig. I temi principali del racconto sono la “sublime ossessione” per i libri che affligge Mendel, un rivenditore ambulante che per oltre trent’anni vende i suoi libri, seduto allo stesso angolo nel “Caffè Gluck” di Vienna, e la caducità della memoria, del ricordo. Il narratore, infatti, ritrovandosi in quel caffè, avverte di essere legato a quel luogo da qualcosa, ma inizialmente non sa da cosa. Dopo un po’, però, si stupisce di come possa essersi scordato di “Mendel dei libri”, che per decenni era stato lì, presente, a sfoggiare la sua maniacale conoscenza libraria, relativa non tanto al contenuto degli stessi, quanto al prezzo, alla copertina, al titolo, all’editore, insomma a tutte quelle informazioni utili per il suo ruolo da venditore. L’ossessione di Mendel è tale che egli ignora gli eventi che accadono attorno a sé, siano essi degli operai che lavorano al suo fianco o lo scoppio della Prima Guerra mondiale. Il personaggio è certamente inverosimile per certi aspetti, ma offro all’autore la possibilità di considerazioni amare, a tratti struggenti, sulla fragilità della nostra memoria ma anche su come, pungolati da opportuni stimoli, nella nostra mente possano ridestarsi ricordi pungenti. Si legge tutto d’un fiato, sia per la brevità sia per la scorrevolezza della storia.

    ha scritto il 

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