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Mendel dei libri

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca minima, 23)

4.1
(888)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 53 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 884592274X | Isbn-13: 9788845922749 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Vigliani

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo - un mondo di carta.
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  • 4

    Un piccolo tesoro

    Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
    Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un ...continua

    Una storia brevissima che vi strapperà al vostro mondo solo per poche ore, il tempo di una triste e malinconica sensazione.
    Mendel è un uomo che apparteneva ai libri. Quello era il suo unico mondo. Un uomo che leggeva come altri pregavano, come i giocatori giocavano e come gli ubriachi tengono lo sguardo fisso verso il vuoto. Leggeva con un trasporto totale, ciondolando davanti al libro completamente ignaro di qualsiasi cosa lo circondasse.
    Un uomo con una conoscenza imparagonabile nel mondo della letteratura. Personaggi illustri si erano rivolti a lui per consigli e consulenze. Acquistava e analizzava libri antichi in un piccolo e anonimo bar di Vienna. Un bar che quasi vi figurerete. Un bar nel quale entrerete quasi in punta di piedi per non disturbare la lettura di quest'uomo straordinario. Un uomo che arriverete ad ammirare silenziosamente.
    Così avvolto nel suo mondo di carta però non si rende conto di come cambia il mondo intorno a lui, di come la guerra stia distruggendo il mondo in cui il suo corpo, suo malgrado continua a vivere. Perchè noi lettori a volte dimentichiamo di non appartenere a quel mondo di carta. Non è quello per noi il mondo parallelo, ma solo il mondo in cui di tanto in tanto siamo costretti a vivere.
    In questo mondo però nulla viene risparmiato se una guerra incombe. Nulla ha più valore, nulla merita di essere tutelato. Nemmeno una cosa piccola, innocua, rara e preziosa come un anziano studioso che ha dedicato la sua vita ai libri. Mendel viveva a Vienna da moltissimi anni, la sentiva ormai come la sua patria sebbene non si fosse mai interessato a farsi rilasciare dei documenti per la cittadinanza. Così, dopo lo scoppio di una guerra non è più un semplice studioso di un altro paese, diventa una possibile spia del paese nemico e viene deportato in un campo di lavoro. Lì non ci sono i suoi amati libri, nemmeno i suoi occhiali vengono risparmiati, loro che rappresentavano la chiave attraverso la quale poter entrare in quel mondo parallelo. Ma il nostro mondo lo distruggerà per sempre. Distrugger la sua anima, il suo spirito e tutto ciò che era stato fino a quel momento. Perchè il mondo di carta è in grado di creare mondi meravigliosi, il nostro di distruggere l'unico che abbiamo.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo!

    Sono rimasta sbalordita da questo libro. Innanzi tutto dalle dimensioni: credo sia il volume della Adelphi più piccolo che io abbia mai visto.
    E poi, dietro queste 50 pagine, si nasconde un vero e pro ...continua

    Sono rimasta sbalordita da questo libro. Innanzi tutto dalle dimensioni: credo sia il volume della Adelphi più piccolo che io abbia mai visto.
    E poi, dietro queste 50 pagine, si nasconde un vero e proprio capolavoro. La storia commuovente di un uomo e della sua passione per i libri.
    Non voglio fare spoiler, ma consiglierei questo breve racconto a chiunque voglia perdersi tra le pagine di una storia bellissima e senza tempo.
    Al suo interno ci sono moltissime frasi degne di nota, ma una, in particolar modo, mi ha affascinata: "innanzitutto perchè l'unicità diventa ogni giorno più preziosa in questo nostro mondo che irrimediabilmente va facendosi sempre più uniforme".

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/06/24/mendel-dei-libri-stefan-zweig/

    “Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in m ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/06/24/mendel-dei-libri-stefan-zweig/

    “Perché lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi, intontiti, fissano il vuoto: leggeva in modo talmente assorto, con un tale, commovente rapimento, che da allora il modo in cui legge il resto del mondo mi è sempre parso profano. In Jakob Mendel, quel piccolo rigattiere di libri galiziano, io, giovane uomo, avevo visto personificato per la prima volta il grande segreto della totale, assoluta concentrazione, che accomuna l’artista all’erudito, il vero saggio al folle patentato, questa tragica fortuna e sfortuna della piena, totale ossessione.”
    (Stefan Zweig, “Mendel dei libri”)

    “Mendel dei libri” è un racconto di circa venti pagine, scritto nel 1929 (almeno così ho letto), dunque nel mezzo delle due guerre mondiali, una delle quali, la prima, ha un suolo ruolo tragico(mico) nella vicenda narrata da Zweig. I temi principali del racconto sono la “sublime ossessione” per i libri che affligge Mendel, un rivenditore ambulante che per oltre trent’anni vende i suoi libri, seduto allo stesso angolo nel “Caffè Gluck” di Vienna, e la caducità della memoria, del ricordo. Il narratore, infatti, ritrovandosi in quel caffè, avverte di essere legato a quel luogo da qualcosa, ma inizialmente non sa da cosa. Dopo un po’, però, si stupisce di come possa essersi scordato di “Mendel dei libri”, che per decenni era stato lì, presente, a sfoggiare la sua maniacale conoscenza libraria, relativa non tanto al contenuto degli stessi, quanto al prezzo, alla copertina, al titolo, all’editore, insomma a tutte quelle informazioni utili per il suo ruolo da venditore. L’ossessione di Mendel è tale che egli ignora gli eventi che accadono attorno a sé, siano essi degli operai che lavorano al suo fianco o lo scoppio della Prima Guerra mondiale. Il personaggio è certamente inverosimile per certi aspetti, ma offro all’autore la possibilità di considerazioni amare, a tratti struggenti, sulla fragilità della nostra memoria ma anche su come, pungolati da opportuni stimoli, nella nostra mente possano ridestarsi ricordi pungenti. Si legge tutto d’un fiato, sia per la brevità sia per la scorrevolezza della storia.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sembra che riguardo questo racconto la comunità “libresca” abbia attuato una specie di processo di selezione, per cui alcuni fatti narrati sono esaltati, altri passati sotto silenzio. Il commento p ...continua

    Mi sembra che riguardo questo racconto la comunità “libresca” abbia attuato una specie di processo di selezione, per cui alcuni fatti narrati sono esaltati, altri passati sotto silenzio. Il commento più comune è: “io sono Mendel”. Io rispondo invece di no, e meno male.
    Mendel non è il lettore che “tutti” vorremmo essere: non solo perché, vivendo nel mondo dei libri, non si accorge di ciò che gli succede intorno, ma anche, e soprattutto, perché per lui i libri sono oggetti VUOTI. Sono semplice materia, privata del suo significato più profondo ed emozionante e conosciuta solo per il prezzo, per la copertina, la rilegatura, la provenienza.
    I libri sono oggetti spogli che, visti in questo modo, per me non hanno più valore di una penna biro da 1 centesimo.
    Mendel NON è questo: lui leggeva come altri pregano, come i giocatori giocano e gli ubriachi tengono lo sguardo fisso nel vuoto, storditi; il suo rapimento quando leggeva era così commovente che, da allora, il modo in cui gli altri leggono mi è sempre parso profano.
    Bensì è un essere che leggeva i libri: non […] per il loro significato, per il loro contenuto concettuale e narrativo: a scatenare la sua passione era soltanto il titolo, il prezzo, l’aspetto esteriore, la pagina del frontespizio. […] [la sua mente era] in fin dei conti improduttiva e creativamente infeconda - a malapena un elenco di centinaia di migliaia di titoli e di nomi.
    Per me questo non è essere veri lettori.

    La lettura e la letteratura hanno altri significati: sicuramente l’intrattenimento, ma anche la ricerca. Ricerca di qualcosa di nuovo e ricerca della conoscenza. La letteratura è anche un mezzo per conoscere il mondo e se stessi. Non penso di esagerare che per la letteratura è anche un po’ psicoanalisi.
    Se essere un vero lettore significa essere come Mendel, fuori dal mondo e assolutamente incapace di vivere, allora non voglio esserlo.
    Si capisce che il protagonista è un mezzo per raccontare lo stato d’animo dell’autore e un tema a lui molto caro, da quanto ho potuto intuire leggendo qua e là: la “morte” di un mondo, di un sistema, e l’incapacità di adattamento al nuovo.
    Però Mendel è un personaggio irritante e fastidioso.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho letteralmete divorato! è vero che si legge molto rapidamente vista la sua brevità, ma è anche vero che l'autore è riuscito a costruire nel giro di poche pagine una storia e un personaggio unici, ...continua

    L'ho letteralmete divorato! è vero che si legge molto rapidamente vista la sua brevità, ma è anche vero che l'autore è riuscito a costruire nel giro di poche pagine una storia e un personaggio unici, in grado di catalizzare subito l'attenzione ... d'altra parte penso che ogni lettore vorrebbe incontrare Mendel almeno una volta nella vita reale e non solo nella finzione letteraria. Di Zweig avevo già letto la Novella degli scacchi; con questo racconto si conferma un grandissimo scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    6/10

    Más que una novela es un relato corto. No está mal, pero no me aporta nada. No entiendo que todo el mundo diga que es maravilloso, si realmente sólo con leer la descripción del libro, ya has terminado ...continua

    Más que una novela es un relato corto. No está mal, pero no me aporta nada. No entiendo que todo el mundo diga que es maravilloso, si realmente sólo con leer la descripción del libro, ya has terminado de leerlo. No cuenta más de lo que pone.

    ha scritto il 

  • 5

    Giusto una manciata di pagine per una storia di intensa umanità. Mendel, portatore della differenza, dell'alterità con cui confrontarci, l'unicità che scandisce il respiro bello della vita.

    La vita e ...continua

    Giusto una manciata di pagine per una storia di intensa umanità. Mendel, portatore della differenza, dell'alterità con cui confrontarci, l'unicità che scandisce il respiro bello della vita.

    La vita e l'atroce fine dell'enigmatico Mendel, cariche di pathos e di sofferenza, riescono a dare un volto ad una delle ferite più profonde della Storia del '900.

    Un gioellino.

    ha scritto il 

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