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Meno di zero

Di

Editore: Tullio Pironti Editore

3.7
(2327)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Ceco , Giapponese , Catalano , Olandese

Isbn-10: 8879370472 | Isbn-13: 9788879370479 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Durante

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Manifesto di una generazione che per molti versi continua ad essere attuale.
    Bret Easton Ellis ci permette di spiare dal buco della serratura questi giovani che pensano solo a sballarsi, fare sesso pr ...continua

    Manifesto di una generazione che per molti versi continua ad essere attuale.
    Bret Easton Ellis ci permette di spiare dal buco della serratura questi giovani che pensano solo a sballarsi, fare sesso promiscuo e a toccare ripetutamente il fondo.
    Energico, veloce e assolutamente d'impatto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa è importante per te? Cosa ti rende felice? Niente

    "Meno di zero" è un romanzo di nichilismo estremo, come raramente mi è capitato di leggere. Anzi, direi con la massima certezza che mai prima d'ora mi era capitato un libro così, a confronto i vari "T ...continua

    "Meno di zero" è un romanzo di nichilismo estremo, come raramente mi è capitato di leggere. Anzi, direi con la massima certezza che mai prima d'ora mi era capitato un libro così, a confronto i vari "Trainspotting" o "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino" impallidiscono. A rendere ancora più nichilista tutto il contesto è il fatto che i protagonisti non siano giovani disadattati figli del ghetto e della povertà, come è più facile pensare, ma ragazzi ricchissimi figli delle migliori famiglie di Los Angeles. Giovani adolescenti i cui genitori lavorano per il cinema hollywoodiano, che frequentano le migliori scuole. Hanno case da sogno, abiti firmati, le auto più costose, possono avere tutto ciò che desiderano, ma la realtà è che non desiderano niente e conducono le loro vite nell'indifferenza più assoluta verso qualsiasi cosa, tra droga e feste dove comunque nessuno si diverte e promiscuità sessuale che svolgono meccanicamente senza emozioni.
    Di per sé la storia non ha trama, non è interessante da leggere, non ha colpi di scena inaspettati, non ha un finale degno di questo nome, ma l'autore è stato bravissimo a ritrarre questo scorcio di quotidianità in maniera così vivida che sembra di essere lì. E nulla è lasciato al caso. Lo stile di scrittura è piatto e ripetitivo, monocorde, così come i dialoghi, che sembrano sempre cadere nel nulla per l'incapacità dei personaggi di comunicare tra loro, e non solo tra coetanei ma anche nel rapporto genitore-figlio. Non è un libro piacevole da leggere ma scorre via leggero, e comunque, nonostante il mare d'indifferenza che viene descritto riga dopo riga, il lettore riesce a provare emozioni.
    Nella storia si trovano eccessi di tutti i tipi ma solo nella seconda metà si vi sarà una piccola escalation di violenza che scuote chi legge, e forse anche un po' il protagonista, che sembra capire la differenza tra giusto e sbagliato, ma non riesce comunque a importargliene qualcosa.
    Questo è un libro che una volta terminato non viene da dire "mi è piaciuto" o nessun'altra frase positiva, però rimane impresso e la scrittura dell'autore è un elemento che mi ha impressionata perché riesce totalmente nell'intento del descrivere l'indifferenza con una scrittura altrettanto indifferente, che infatti non si spertica in descrizioni dettagliate di nulla ma il lettore ha comunque la sensazione di avere assistito a tutto nei dettagli e ditemi se questa non è abilità di scrittura!
    Ma se devo fare un'analisi più approfondita a distanza di giorni che lo ho letto mi rendo conto che la cosa del libro che più di tutte rimane impressa e sconvolge è il realismo esasperato che ne scaturisce, talmente forte che è impossibile pensare che questa storia sia frutto, anche in piccola parte, dell'immaginazione; la sensazione più accreditata è che siano esperienze dirette dell'autore stesso e della sua adolescenza, ed è forse questo l'orrore più grande.

    ha scritto il 

  • 2

    chissà perché lo chiamano romanzo di formazione

    non ho mai capito il bisogno di parlare di giovani disadattati, disperati, incompresi. però la scuola sembra credere che è di questo che abbiano bisogno gli adolescenti, per sentirsi meno soli forse. ...continua

    non ho mai capito il bisogno di parlare di giovani disadattati, disperati, incompresi. però la scuola sembra credere che è di questo che abbiano bisogno gli adolescenti, per sentirsi meno soli forse. niente di più errato.

    meno tedioso di Salinger, per quel che ricordo.

    ha scritto il 

  • 3

    Una spietata fotografia di una generazione e di un contesto sociale. Esseri umani che non hanno desideri e aspirazioni perchè dalla vita hanno avuto tutto e in fretta. Per i miei gusti un pò troppo vi ...continua

    Una spietata fotografia di una generazione e di un contesto sociale. Esseri umani che non hanno desideri e aspirazioni perchè dalla vita hanno avuto tutto e in fretta. Per i miei gusti un pò troppo violento e in certi momenti troppo esasperato in una narrazione spesso molto cruda e spietata. Da salvare i dialoghi genitori/figli, dei quali fare tesoro per la propria vita, e più in generale la fotografia che il libro ci offre di un rapporto generazionale fatto di apparenza e superficialità

    ha scritto il 

  • 3

    Il preludio ad American Psycho

    Molti fanno l'errore di pensare che i libri di Ellis siano solo generici atti d'accusa alla società e alla sua superficialità. Io credo che prima di ciò i libri di Ellis siano autobiografie mentali. I ...continua

    Molti fanno l'errore di pensare che i libri di Ellis siano solo generici atti d'accusa alla società e alla sua superficialità. Io credo che prima di ciò i libri di Ellis siano autobiografie mentali. In questo libro ci muoviamo nella pigra atmosfera e lussuosa di Los Angeles. Ritroviamo alcune caratteristiche tipiche di Ellis: i dialoghi corti, le atmosfere asettiche e l'incomunicabilità tra i personaggi e (solo nell'ultima parte) la violenza. Tutto sommato un libro gradevole anche se non eccezionale. Da leggere comunque

    ha scritto il 

  • 5

    inizia come una crepa e si apre su un abisso

    I protagonisti di meno di zero sono esseri umani guasti. Vivono come se fossero già morti, dunque svuotati di ogni interiorità, ma ancora posseduti dalla vaga sensazione di essere vivi, dunque confusa ...continua

    I protagonisti di meno di zero sono esseri umani guasti. Vivono come se fossero già morti, dunque svuotati di ogni interiorità, ma ancora posseduti dalla vaga sensazione di essere vivi, dunque confusamente in cerca di un qualcosa che corrisponda a questa sensazione. Non sanno esprimersi, non sanno parlare, ricordano un po' degli zombie. Vagano senza meta da una festa all’altra, da una sbronza all’atra, da un tiro di coca all’altro, in modo monotono e ripetitivo, apparentemente insensato, stancandosi subito di ogni festa, sentendosi sempre spaesati, incapaci di dirsi felici o infelici, di riconoscersi in uno scopo come in un’emozione.

    La sensazione che pervade il lettore, di fronte al vuoto di queste “vite” non è noia, è orrore. I loro tentativi di provare qualche sensazione, sono spesso crudeli e criminali. L’unico modo in cui sembrano cercare in un certo senso ancora sé stessi, sia pure inconsapevolmente, è stupido, spastico, malato.

    Il vuoto raccontato passa attraverso una scrittura vuota, una scrittura monocorde, monotona in ogni frangente, che non cambia, non sfuma, non emoziona, non giudica, non critica, che si ripete, che non va da nessuna parte, che non si sofferma, non illumina e non trasmette niente, se non questo stesso divorante fallimento, questa apatia, questa impossibilità generale.

    In questo senso si può anche definire Meno di zero un romanzo abbagliante, di un colore bianco generato dall’aver inghiottito e annichilito tutti i colori, tutte le sfumature, tutte le linee che danno forma e rendono possibile riconoscere.

    Un romanzo estremo, la cui voce è un ronzio fastidioso e noioso, che a farci attenzione diventa qualcosa di più: a guardarci dentro, a lasciarsi pervadere, inizia come una crepa e si apre su un abisso.

    ha scritto il 

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