Menos que cero

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3.7
(2443)

Language: Español | Number of Pages: 202 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 8422638479 | Isbn-13: 9788422638476 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Book Description
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  • 3

    Meno di zero

    I giovani ricchi di Los Angeles. Clay è uno di loro e il romanzo racconta le sue vacanze di Natale a casa, dopo il primo semestre dell’università. Tra feste, droghe, sesso, auto di lusso e genitori ch ...continue

    I giovani ricchi di Los Angeles. Clay è uno di loro e il romanzo racconta le sue vacanze di Natale a casa, dopo il primo semestre dell’università. Tra feste, droghe, sesso, auto di lusso e genitori che compaiono sulle copertine delle riviste patinate, trovare un senso non è facile per i rich kids degli anni Ottanta.

    «È la mattina di Natale e sono fatto di coca. […] Mia madre ci guarda, seduta sul bordo del divano in salotto, mentre sorseggia champagne. Le mie sorelle aprono a caso i loro regali, indifferenti. Mio padre sembra fresco e tosto, sta firmando assegni per le mie sorelle e per me, e mi domando perché non l’abbia fatto prima, poi me ne scordo e guardo fuori dalla finestra; il vento caldo che soffia nel cortile. L’acqua della piscina che si increspa..contiinua su http://www.timreading.it/blog/cat/sono-quindi-leggo/post/Sono_in_piscina_quindi_leggo_Il_nuotatore/ .

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  • 3

    La prima sensazione dopo la lettura è stata la delusione che si prova quando si legge un romanzo tanto atteso e questo, alla fine, si rivela al di sotto delle aspettative. A parte l'ottima prosa di El ...continue

    La prima sensazione dopo la lettura è stata la delusione che si prova quando si legge un romanzo tanto atteso e questo, alla fine, si rivela al di sotto delle aspettative. A parte l'ottima prosa di Ellis, poco altro: sullo sfondo di una Los Angeles decadente, ragazzi di diciotto anni - vacui e indistinguibili fra loro - segnati da droga e depressione cercano sempre più disperatamente emozioni forti per uscire dal malessere esistenziale. Niente di nuovo sotto il sole.
    Tuttavia - sembrerà paradossale, lo so - la grandezza dell'autore si nota anche da questi apparenti difetti. I personaggi sono vacui e indistinguibili fra loro perché lo sono anche agli occhi dello stesso protagonista, Clay. E' lui stesso, nella sua spirale di dipendenza, a rendere la trama assolutamente inconcludente. Clay non solo non arriva mai a una presa di coscienza, ma non riesce nemmeno a rendere partecipe il lettore delle ragioni del suo malessere. Si possono fare delle ipotesi, nient'altro. Ed è anche per questo che il lettore si sente come anestetizzato, e fatica a prendere a cuore le vicende di questi ragazzini che, in fondo, vengono solo definiti da quanta droga assumono, da quanto è ricco il loro conto in banca, e quanto in là riescono a spingersi nell'autodistruzione.
    Non uso mai questa parola, ma c'è del genio, in tutto questo, anche considerando che Ellis all'epoca aveva solo ventuno anni. Perciò, nè bocciatura nè promozione: giudizio sospeso. Al prossimo romanzo, anche se con un po' di amaro in bocca.

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  • 0

    La decadenza della gioventù portata all'eccesso, lo sballo, i rapporti più libertini, il divorzio, davvero uno spaccato della società terribilmente vero.

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  • 4

    Non so perché, ma questo libro mi è piaciuto moltissimo. Nella realtà, delle persone così mi starebbero sulle scatole, dentro un libro sono personaggi che funzionano benissimo. Ragazzi ricchi, annoiat ...continue

    Non so perché, ma questo libro mi è piaciuto moltissimo. Nella realtà, delle persone così mi starebbero sulle scatole, dentro un libro sono personaggi che funzionano benissimo. Ragazzi ricchi, annoiati, viziati, corrotti. Corrotti dalle droghe, dall’alcol, dal divertimento discutibile ma ricercato perché tabù e pagato a caro prezzo.
    Tutto ruota intorno a un mondo che è solo apparenza: addirittura lo psichiatra di Clay, il protagonista, è più interessato ad una improbabile carriera da sceneggiatore che ad ascoltare il grido d’aiuto del suo paziente.
    Tutti i personaggi sembrano vagare senza scopo, alla ricerca di un ulteriore stimolo, un ulteriore vizio in cui poter sfogare la propria insoddisfazione.
    Forse sto sparando stupidaggini, ma in questo clima di ricchezza vuota ho ritrovato un po’ dell’atmosfera del Grande Gatsby - senza la grandezza del personaggio di Fitzgerlad, Clay non è così profondo.
    La scrittura però l’ho trovato molto piacevole, non ricercata ma giusta per la storia che si vuole raccontare. Leggerò sicuramente altro di Ellis!

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  • 3

    In questo libro l'autore racconta la gioventù (bruciata) dell'alta borghesia di Los Angeles. I protagonisti sono giovani (giovanissimi) ricchissimi e senza punti di riferimento, che affondano nell'alc ...continue

    In questo libro l'autore racconta la gioventù (bruciata) dell'alta borghesia di Los Angeles. I protagonisti sono giovani (giovanissimi) ricchissimi e senza punti di riferimento, che affondano nell'alcol e nella droga. Questi ragazzi non rappresentano più il sogno americano, sono i figli o i nipoti di chi quel sogno lo ha perseguito e raggiunto. Sembra quasi che questi ragazzi non abbiano più obiettivi da raggiungere nè stimoli per vivere, il loro unico obiettivo è toccare il fondo e scoprire dove questo fondo si trovi. Sono automi che agiscono senza ragionare. Lo stile è scarno, non c'è posto o tempo per approfondire la psicologia dei personaggi, c'è spazio solo per la descrizione delle azioni. I rapporti tra i personaggi non possono che essere labili e liquidi (Baumann c'entra sempre). C'è solo spazio per la nostalgia, per un tempo di innocenza ormai andato che non potrà tornare mai più.

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  • 3

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti t ...continue

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti tiene incollato alle pagine, ma oltre a questo?

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  • 2

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per di ...continue

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per dire quello che io ho detto in due righe mi pare comunque un pò troppo. La prossima volta fai uno sforzo, sig Easton Ellis

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  • 5

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualco ...continue

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualcosa? davvero? - e io non dico niente e mi rendo conto che in realtà ha ragione lui, non me ne importa poi molto e all'improvviso mi sento stupido, davvero stupido. mi rendo anche conto che andrò con julian al saint marquis. che voglio vedere con i miei occhi se cose del genere succedono davvero. e mentre l'ascensore ci porta giù, oltre il secondo piano, oltre il primo, ancora più giù, mi rendo conto che i soldi non c'entrano. che quello che voglio è toccare il fondo."

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  • 4

    meno di zero

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto imma ...continue

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto immaginifico. Certo la trama è quella che è, basata sulla descrizione di squarci di vita californiana anni '80 di ragazzi ricchi, annoiati e totalmente vuoti. Da questo punto di vista concordo con le recensioni di alcuni lettori. Tuttavia quello che mi affascinò a quel tempo furono alcune cose. Innanzitutto ho trovato splendida la descrizione di L.A costantemente sotto un sole per noi irrituale (essendo Natale) e al di là della vertiginosa topografia di bar e ristoranti trendy, trovo che vi sia, nella totale disperazione di Clay, qualche traccia di "sentimentalismo". Sono estremamente avvincenti e molto cinematografici, gli inserti nei quali il protagonista descrive le corse con le sorelle sull'auto decapottabile nel deserto di notte, con in sottofondo le musiche di Fleetwood Mac ed Eagles. Altrettanto "romantica" la descrizione dei due ragazzi in una casa sul mare, un fine settimana solo per loro che però finisce per trasformarsi nella lode all'incomunicabilità. Per il resto è agghiacciante questa società americana basata sul vuoto più assoluto (Clay la vive, la subisce ma si rende conto che è contornato dal niente), famiglie disgregate, genitori assenti in preda all'alcol, alle droghe e sempre alle prese con terapisti.
    Quello che mi sconvolse fu la dedizione dei giovani di quell'età alla droga e al sesso e mi sembrava impossibile che da noi potesse capitare una cosa simile. Invece secondo me quel romanzo è stato profetico perchè se è vero che abbiamo sempre importato pedestremente tutti i modelli USA, basta guardarsi attorno oggi per constatare con grande amarezza di come le nuove generazioni seguano le orme, a distanza di 30 anni da quei racconti, dei protagonisti del romanzo. Giovani svuotati di ogni interesse, massime aspirazioni sfondarsi d'alcol in discoteca, fare sesso promiscuo ad un'età sempre più giovane, provare e bruciare tutto subito per finire poi come zombie svuotati di ogni passione.
    Un romnzo quindi di non eccelsa qualità ma che ha anticipato i tempi. Quelli che stiamo vivendo

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