Menos que cero

By

3.7
(2422)

Language: Español | Number of Pages: 202 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 8422638479 | Isbn-13: 9788422638476 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

Do you like Menos que cero ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti t ...continue

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti tiene incollato alle pagine, ma oltre a questo?

    said on 

  • 2

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per di ...continue

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per dire quello che io ho detto in due righe mi pare comunque un pò troppo. La prossima volta fai uno sforzo, sig Easton Ellis

    said on 

  • 5

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualco ...continue

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualcosa? davvero? - e io non dico niente e mi rendo conto che in realtà ha ragione lui, non me ne importa poi molto e all'improvviso mi sento stupido, davvero stupido. mi rendo anche conto che andrò con julian al saint marquis. che voglio vedere con i miei occhi se cose del genere succedono davvero. e mentre l'ascensore ci porta giù, oltre il secondo piano, oltre il primo, ancora più giù, mi rendo conto che i soldi non c'entrano. che quello che voglio è toccare il fondo."

    said on 

  • 4

    meno di zero

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto imma ...continue

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto immaginifico. Certo la trama è quella che è, basata sulla descrizione di squarci di vita californiana anni '80 di ragazzi ricchi, annoiati e totalmente vuoti. Da questo punto di vista concordo con le recensioni di alcuni lettori. Tuttavia quello che mi affascinò a quel tempo furono alcune cose. Innanzitutto ho trovato splendida la descrizione di L.A costantemente sotto un sole per noi irrituale (essendo Natale) e al di là della vertiginosa topografia di bar e ristoranti trendy, trovo che vi sia, nella totale disperazione di Clay, qualche traccia di "sentimentalismo". Sono estremamente avvincenti e molto cinematografici, gli inserti nei quali il protagonista descrive le corse nel deserto con le sorelle sull'auto decapottabile nel deserto di notte, con in sottofondo le musiche di Fleetwood Mac ed Eagles. Altrettanto "romantica" la descrizione dei due ragazzi in una casa sul mare, un fine settimana solo per loro che però finisce per trasformarsi nella lode all'incomunicabilità. Per il resto è agghiacciante questa società americana basata sul vuoto più assoluto (Clay la vive, la subisce ma si rende conto che è contornato dal niente), famiglie disgregate, genitori assenti in preda all'alcol, alle droghe e sempre alle prese con terapisti.
    Quello che mi sconvolse fu la dedizione dei giovani di quell'età alla droga e al sesso e mi sembrava impossibile che da noi potesse capitare una cosa simile. Invece secondo me quel romanzo è stato profetico perchè se è vero che abbiamo sempre importato pedestremente tutti i modelli USA, basta guardarsi attorno oggi per constatare con grande amarezza di come le nuove generazioni seguano le orme, a distanza di 30 anni da quei racconti, dei protagonisti del romanzo. Giovani svuotati di ogni interesse, massime aspirazioni sfondarsi d'alcol in discoteca, fare sesso promiscuo ad un'età sempre più giovane, provare e bruciare tutto subito per finire poi come zombie svuotati di ogni passione.
    Un romnzo quindi di non eccelsa qualità ma che ha anticipato i tempi. Quelli che stiamo vivendo

    said on 

  • 2

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare i ...continue

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare il fondo ( p.153 )

    said on 

  • 2

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare i ...continue

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare il fondo ( p.153 )

    said on 

  • 4

    Devo ammettere che il libro più conosciuto di B.E.E., ossia American Psycho, non mi era piaciuto molto. L’ho letto piena di aspettative e sono rimasta delusa dallo stile di scrittura prolisso e descri ...continue

    Devo ammettere che il libro più conosciuto di B.E.E., ossia American Psycho, non mi era piaciuto molto. L’ho letto piena di aspettative e sono rimasta delusa dallo stile di scrittura prolisso e descrittivo al punto da estenuare il lettore. Mi rendo conto, tuttavia, che questo era proprio l'effetto voluto dall'autore, che in tal modo intendeva trasmettere ancora meglio la sua idea degli yuppies come di persone per le quali ciò che conta è solo l'apparenza: ogni uomo è la somma dei capi di abbigliamento firmati che indossa, per cui anche il più piccolo particolare ha fondamentale importanza.
    Fatta questa premessa, necessaria per far capire il mio punto di vista (prevenuto) su B.E.E., non so bene neanche io cosa mi abbia spinto a leggere quest'altro romanzo dello stesso autore. Forse il fatto che ne avevo sentito parlare non so dove ma quando lo avevo cercato in libreria ed in biblioteca non ero riuscita a trovarlo. Dopo due o tre fallimentari tentativi la ricerca di una copia di questo libro è diventata quasi un'ossessione per me, quasi una questione di orgoglio, al punto che quando finalmente sono riuscita a trovarlo ho interrotto tutte le altre letture e mi ci sono buttata a capofitto.
    Meno di zero racconta la storia di Clay e dei suoi amici, un gruppo di giovani ricchi, biondi, abbronzati tutti uguali ed estremamente annoiati. B.E.E. li descrive così - indubbiamente in maniera meno prolissa rispetto ad American Psycho - incarnanti il classico stereotipo del surfista californiano.
    In vacanza dal college, trascorrono il tempo tra una festa e l'altra all'insegna di sesso facile, droghe di ogni tipo, alcol e rock pompato a tutto volume.
    Sulla storia c'è ben poco da dire, perché questi ragazzi non fanno veramente nulla dalla mattina alla sera, fanno discorsi vuoti e privi di reale significato perché fondamentalmente non gli importa nulla di ciò che li circonda e di quello che accade ai loro - presunti - amici e familiari.

    "...voglio vedere con i miei occhi se cose del genere succedono davvero. E mentre l'ascensore ci porta giù, oltre il secondo piano, oltre il primo, ancora più giù, mi rendo conto che i soldi non c'entrano. Che quello che voglio è toccare il fondo."

    Il titolo rende alla perfezione l'idea del romanzo: cosa fanno questi ragazzi? Meno di zero. Quanto significato danno alle loro esistenze? Meno di zero. Quanto valgono agli occhi l'uno dell'altro e delle loro famiglie? Meno di zero.
    Si può scrivere un romanzo privo di struttura e di trama, parlando dell'apatia e dell'assenza totale di sentimenti, in uno stile peraltro semplicissimo e trasformarlo in un cult? Si, e B.E.E. ce lo ha dimostrato.
    Voto: 7,5/10

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati". Ecco l'indirizzo: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    said on 

  • 3

    Apatia e monotonia contraddistinguono il romanzo di Ellis, formato da una serie di brevi spezzoni che raccontano episodi di vita. Anche i personaggi sembrano essere tutti uguali, tanto che nelle pagin ...continue

    Apatia e monotonia contraddistinguono il romanzo di Ellis, formato da una serie di brevi spezzoni che raccontano episodi di vita. Anche i personaggi sembrano essere tutti uguali, tanto che nelle pagine ci si dimentica chi sia Jared, Daniel o Trent: tutti uguali, tutti abbronzatissimi e biondi, tutti con le stesse T-Shirt con le scritte, tutti irrimediabilmente vuoti e insensibili. Succede molto poco perchè i giovani di L.A. fanno sempre le stesse cose: qualche ora davanti a MTV, feste da amici, piste di coca, ubriacature e sesso (con chi e quando capita). Pieni di soldi e nullafacenti, raccontano uno spaccato di una società, sicuramente portato all'estremo, e una denuncia di un'esistenza piatta e svuotata di ogni tipo di emozione.

    said on 

Sorting by