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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 290 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806205315 | Isbn-13: 9788806205317 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Capuani , Claudio Perroni ; Curatore: Francesco Guglieri ; Prefazione: Corrado Augias

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Dalle trentatre vittime di John Wayne Gacy alla Dalia Nera, da uno scrittore che commette l'omicidio pianificato in un suo romanzo all'antropofago della porta accanto, dal cadavere che scuote la comunità di appassionati di Sherlock Holmes a una moderna Medea: che siano «delitti del secolo» o episodi curiosi, in pochi altri generi come nel racconto del crimine la realtà supera sempre la fantasia.
Nove storie vere, nove omicidi raccontati dalle più importanti firme del giornalismo d'inchiesta americano, nove indagini che hanno ridefinito il nostro immaginario sul male.
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  • 3

    Alla maniera di Augias

    I crimini raccontati alla maniera di Augias: il gusto dell’uso di parole che si prendono la responsabilità di riferire fatti “osceni”, rimossi dalla nostra coscienza, e contemporaneamente di mostrarne il fascino.


    Non ci importa scoprire il colpevole. Il “saggio” disvela, così, la finzio ...continua

    I crimini raccontati alla maniera di Augias: il gusto dell’uso di parole che si prendono la responsabilità di riferire fatti “osceni”, rimossi dalla nostra coscienza, e contemporaneamente di mostrarne il fascino.

    Non ci importa scoprire il colpevole. Il “saggio” disvela, così, la finzione sottesa allo schema del “noir”: non è il gioco del “chi è stato” che ci attrae in queste letture, ma piuttosto il confronto tra il nostro ”es” e l’orrore di delitti, irrisolti o ambiguamente risolti, compiuti da uomini come noi che potremmo essere noi.

    L’avere estrapolato questi fatti dalla cronaca, cioè l’essere veri, li rende ancor più terrorizzanti dei racconti di fantasia, dietro la cui finzione siamo soliti nasconderci. E questo ci rende conto anche della differenza tra informazione e cronaca nera, qua magistralmente raccontata: l’informazione rimanda alle dinamiche sociali e storiche, la cronaca a quelle mentali, consce e inconsce di ciascuno di noi.

    Cmq, il fascino del libro è accresciuto e va a segno grazie alla maestria dei “narratori”.

    ha scritto il 

  • 1

    Che noia mortale (a proposito di assassini..). Dopo tre capitoli (di cui il secondo letto per metà perchè mi aveva rotto le scatole) ho deciso di mollare e passare a lidi migliori. E dire che mi sono sparata un manuale di 800 e passa pagine sui serial killer senza battere ciglio....

    ha scritto il 

  • 4

    L’interesse per questo libro è nato nell’esatto istante nel quale IBS lo ha inserito tra le novità in vetrina. Navigando casualmente tra i titoli… Sono rimasto subito affascinato e non ho potuto che informarmi sul contenuto. Mi hanno fin da subito attratto le poche e misteriose righe di presentaz ...continua

    L’interesse per questo libro è nato nell’esatto istante nel quale IBS lo ha inserito tra le novità in vetrina. Navigando casualmente tra i titoli… Sono rimasto subito affascinato e non ho potuto che informarmi sul contenuto. Mi hanno fin da subito attratto le poche e misteriose righe di presentazione ma, ancora di più, non ho saputo resistere all’attrazione esercitata dalla possibilità di entrare in contatto con quella parte oscura dell’essere umano che spaventa e sconvolge tanto quanto attira e coinvolge.

    Pronti, via! e… Ci si ritrova subito invischiati tra nove racconti che sono nove rivisitazioni di crimini efferati, di depravazione ed ossessione, di follia e, in molti casi, di indicibile violenza. Nove incerti passi attraverso il lato più buio dell’uomo ma, contemporaneamente, nove movimenti verso il true crime, verso una scrittura che sorge dalla quotidianità, scaraventati in quello che appare il prodotto letterario confezionato da una mente depravata e morbosa e che, al contrario, è solamente figlio della realtà, dell’esistenza di persone in carne ed ossa identiche al lettore ed a chi, quanto raccontato, l’ha visto e vissuto veramente.

    Una lettura capace di catturare, che lascia con il fiato sospeso, che instilla la voglia di leggere più velocemente per uscire da un incubo, da una follia che appare sempre più eccessivamente artificiale, creata a tavolino con l’unico scopo di disorientare e mettere totalmente a disagio il lettore. Un avanzare che restituisce l’impressione di vivere una costante regressione, la percezione che il naturale avvicinamento all’uscita muta in un’arrestabile discesa nelle tenebre, assistendo ad un crescendo di violenza, evoluzione del semplice atto fisico in qualcosa di più subdolo, strisciante, scomodamente feroce.

    Una raccolta di nove testimonianze, unione delle preziose produzioni di alcune tra le più grandi firme del giornalismo sul tema, che oltre a rivisitare brutali o misteriosi fatti di sangue, li arricchisce con elementi di analisi psicologica delle parti direttamente coinvolte nei fatti e con tutta l’emotività e lo scontro etico che si instaura nei familiari di vittime e carnefici, negli spettatori estranei alla vicenda ed in chi è chiamato a pronunciarsi sulle efferatezze analizzate.

    Insomma… certamente un’ottima scoperta! Una finestra che si affaccia su una realtà a tinte fortissime, su crimini atroci, misteriosi ed in alcuni casi irrisolti. E’ anche uno sguardo sulla mente di chi quelle morti le ha provocate, sulle vite stroncate bruscamente per una serie di sfortunate coincidenze ma, ancora di più, l’approdo alla consapevolezza che, in casi come quelli raccolti, le più fervide fantasie vengono, purtroppo, letteralmente spazzate via, cancellate, annientate dalla sconcertante devastazione causata dalla realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Realtà e Finzione...

    Pregevole volume di "True Crime".Nel libro in questione vengono analizzati nove casi,riguardanti sconcertanti atti criminosi realmente verificatisi,si spazia dall'omicidio della cosiddetta Dalia nera all'omicidio insoluto della madre dello scrittore James Ellroy fino ad arrivare ala misteriosa mo ...continua

    Pregevole volume di "True Crime".Nel libro in questione vengono analizzati nove casi,riguardanti sconcertanti atti criminosi realmente verificatisi,si spazia dall'omicidio della cosiddetta Dalia nera all'omicidio insoluto della madre dello scrittore James Ellroy fino ad arrivare ala misteriosa morte del più celebre studioso di Sherlock Holmes.Da sottolineare in particolar modo i due pezzi scritti dall'ottimo David Grann(veramente notevoli).

    ha scritto il 

  • 5

    quando la realtà supera l'immaginazione! Nove casi di omicidi veri o presunti, ma comunque realmente accaduti, raccontati dal fior fiore del giornalismo d'inchiesta americano. se vi piacciono i thriller non perdetevelo!

    ha scritto il 

  • 5

    Libro davvero notevole, che affronta casi di cronaca nera utilizzando uno squisito stile giornalistico, ovvero senza cadere mai nel grottesco e nella truculenza gratuita.


    La lettura di questa raccolta porta a riflettere sul fatto che in Italia manca completamente la capacità di trattare ca ...continua

    Libro davvero notevole, che affronta casi di cronaca nera utilizzando uno squisito stile giornalistico, ovvero senza cadere mai nel grottesco e nella truculenza gratuita.

    La lettura di questa raccolta porta a riflettere sul fatto che in Italia manca completamente la capacità di trattare casi di cronaca nera senza scivolare nel gossip e nella spettacolarizzazione dell'orrore. Da noi i giornalisti (bravi e non improvvisati) specializzati in casi di omicidio si contano sulle dita di una mano, mentre stanno prendendo sempre più piede mezze calzette a cui interessa soltanto condurre desolanti programmi televisivi strappalacrime. Non so se è perchè inconsapevolmente ci portiamo ancora dietro il vecchio retaggio fascista secondo cui la cronaca nera è male e quindi va trattata come qualcosa di disdicevole, oppure perchè semplicemente non è nella nostra natura parlare di questo argomento senza rischiare di cadere nel trash. Ad ogni modo è un dato di fatto che se si dovesse scrivere un libro del genere in Italia, non credo si riuscirebbero a trovare abbastanza nomi validi in grado di realizzarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Le cinque stelle sono per la scuola giornalistica

    Da noi la figura del giornalista specializzato in inchieste su omicidi non esiste. Ci sono solo addetti alla cronaca nera. Negli Stati Uniti tale figura è considerata moltissimo e basta leggere questo libro per rendersene conto. A parte il primo “racconto” che è di James Ellroy, un quasi riassunt ...continua

    Da noi la figura del giornalista specializzato in inchieste su omicidi non esiste. Ci sono solo addetti alla cronaca nera. Negli Stati Uniti tale figura è considerata moltissimo e basta leggere questo libro per rendersene conto. A parte il primo “racconto” che è di James Ellroy, un quasi riassunto del suo libro I miei luoghi oscuri, gli altri sono tutti reportage di giornalisti che affrontano celebri (o meno) casi di assassinio dando molto peso all’approfondimento psicologico o sociale dei vari protagonisti di un caso criminale. La scuola dalla quale attingono è più quella che ha prodotto A sangue freddo che quella della cronaca scandalistica. La Medea di Kew Gardens Hills racconta l’omicidio dei suoi due bambini da parte della madre. Siamo negli anni sessanta e Alice è una donna sessualmente emancipata e dal ruolo non proprio casalingo: fino a che punto l’accusa è stata influenzata da questi aspetti? Conversazioni con un killer racconta degli incontri in carcere tra il giornalista e John Wayne Gacy che non ha mai rilasciato nessun’altra intervista. Gacy era quello che aveva seppellito in cantina 32 o 33 ragazzi con i quali aveva avuto rapporti omosessuali. Che cosa ne esce? Il ritratto di un uomo che si è creato un personaggio, quello dell’innocente, che recita in continuazione. Gli omicidi di Humboldt, che è sicuramente il più “capote”, ricostruisce un triplice omicidio da parte di due sbandati. Una delle vittima ha ispirato il film Boys don’t cry. La ricostruzione di questa umanità di poveri bianchi, di ragazzine già madri a 15 anni, di alcolizzati, di ragazzi che entrano ed escono dalle patrie galere sempre più abbrutiti, è meticolosa e oggettiva. “Sono barchette di carta. Non hanno timone: galleggiano nella vita andando alla deriva.” C’è anche il caso dell’accusato innocente (stavolta davvero, non per cavilli procedurali), e il caso inesistente, ovvero una morte sulla quale investiga solo il giornalista e che nessuno sa (né saprà mai) se si tratti di suicidio o omicidio. Insomma sono tutti interessanti, proprio per il modo in cui sono raccontati. Se non ci fosse lo “stile” sarebbero solo storie di cronaca nera.

    ha scritto il