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Meridiano di sangue

By Cormac McCarthy

(453)

| Paperback | 9788806149390

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Book Description

A metà Ottocento, al confine tra Messico e Stati Uniti, una banda di killersprofessionisti annienta tutto quello che trova sul suo cammino. Un ragazzodel Tennessee, fuggito di casa, si unisce a una banda di cacciatori di scalpi.La banda ha un Continue

A metà Ottocento, al confine tra Messico e Stati Uniti, una banda di killersprofessionisti annienta tutto quello che trova sul suo cammino. Un ragazzodel Tennessee, fuggito di casa, si unisce a una banda di cacciatori di scalpi.La banda ha un regolare contratto per sterminare gli Apaches e lascia dietrodi sé una scia di sangue che sembra apparire all'orizzonte come un tramontoinfuocato. Fino a quando i massacri diventano imbarazzanti per quelli stessiche li avevano commissionati. Trent'anni dopo l'uomo del Tennesee che daragazzo aveva attraversato il "meridiano di sangue", ritroverà il giudiceHolden, uno della banda, chiamato a leggere la sua ultima, definitivasentenza.

267 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Trai libri di Cormac McCarthy, uno dei miei autori preferiti (Cavalli selvaggi), è forse il migliore. C'è un'atmosfera sospesa tra il l'incubo e la realtà. Il paesaggio è violento come gli uomini che popolano questo romanzo straordinario.

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    Powerofthedog said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Terminato a fatica, e compreso solo per metà.
    Non è tanto l'assenza di una trama vera e propria che ha reso poco agevole la lettura, quanto il non comprendere fino in fondo dove McCarthy volesse andare a parare.
    Se voleva esserci un messaggio di fond ...(continue)

    Terminato a fatica, e compreso solo per metà.
    Non è tanto l'assenza di una trama vera e propria che ha reso poco agevole la lettura, quanto il non comprendere fino in fondo dove McCarthy volesse andare a parare.
    Se voleva esserci un messaggio di fondo, oltre a quello, superficiale, della violenza fatta della stessa carne dell'uomo, mi è sfuggito. Come mi sono sfuggiti il giudice ed il ragazzo, sempre che fossero due personaggi distinti e non due ombre proiettate da un unico corpo nel deserto messicano.
    Perchè tre stelle allora?
    Perchè, seppur ridondante e ripetitivo (poteva essere lungo appena la metà, e ne avrebbe guadagnato), alcuni passaggi sono straordinari. La prosa epica, evocativa e verbosa di McCarthy non conosce battute d'arresto, e regala momenti di straordinaria lettura.
    Però, diversamente dagli altri, non lo consiglierei ai neofiti o ai non amanti del genere. Ecco, forse la differenza sta tutta qui.

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    Gec said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “ Un uomo non riesce a conoscere la propria mente perché la mente è tutto quello che ha per conoscerla. Può conoscere il proprio cuore, ma non vuole. E fa bene. Meglio non guardarci dentro. “

    Credo sia difficile rendere la disumana violenza , la ferocia totale , l'assoluta mancanza di regole e di rispetto per la vita , l'eterna sopraffazione del più debole da parte del più forte , con la stessa vividezza di immagini che Cormac McGrath è c ...(continue)

    Credo sia difficile rendere la disumana violenza , la ferocia totale , l'assoluta mancanza di regole e di rispetto per la vita , l'eterna sopraffazione del più debole da parte del più forte , con la stessa vividezza di immagini che Cormac McGrath è capace di ricreare e di trasmettere nelle sue opere .
    Ed infatti in questo romanzo , dove si narrano storie di cacciatori di scalpi negli aspri territori di frontiera del West di fine '800 , non c'è spazio alcuno per l'umanità .
    Una narrazione in cui mancano figure positive ,o almeno non completamente crudeli , che gronda sangue , sofferenza e violenza dall'inizio alla fine , con momenti che mettono veramente a disagio, dal quale tutte le persone dall'animo sensibile farebbero bene a tenersi rigorosamente alla larga , ma imperdibile per gli estimatori dello stile di questo scrittore .

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    Jimmy said on Aug 13, 2014 | 1 feedback

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    MERIDIANO DI SANGUE

    "Supponiamo che due uomini giochino a carte non avendo niente da puntare se non la vita. Chi non ha mai sentito una storia del genere? Una carta viene girata. Per il giocatore l'intero universo si riversa fragorosamente in quell'istante, che gli dirà ...(continue)

    "Supponiamo che due uomini giochino a carte non avendo niente da puntare se non la vita. Chi non ha mai sentito una storia del genere? Una carta viene girata. Per il giocatore l'intero universo si riversa fragorosamente in quell'istante, che gli dirà se gli tocca di morire per mano di quell'uomo o se toccherà a quell'uomo morire per mano sua. […] Tale è la natura della guerra, in cui la posta in gioco è a un tempo il gioco stesso e l'autorità e la giustificazione. Vista in questi termini, la guerra è la forma più attendibile di divinazione. E' la verifica della propria volontà e della volontà di un altro, all'interno di quella più ampia volontà che è costretta a compiere una selezione proprio perché li lega insieme. La guerra è il gioco per eccellenza perché la guerra è in ultima analisi un'effrazione dell'unità dell'esistenza. La guerra è Dio."
    Un McCarthy rigorosamente fedele ai suoi classici temi. La natura, che strazia e tormenta. Il paesaggio, epico, struggente, primigenio. E l’uomo, al centro di tutto e contro tutti. L’uomo che è solo una misera pedina nel gioco cosmico che lo vede spesso soccombere. Perché così vanno le cose. Perché l’eterna alternanza di nascite e di morti non è altro che il ritmo dell’universo.

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    Gabriele said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

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    Davvero una lettura difficile. Un lungo susseguirsi di tableaux western in movimento, deserti, pozzi, accampamenti, montagne, orsi e avvoltoi. In essi cavalieri assetati di sangue si muovono senza un perché apparente, seguendo un destino imperscrutab ...(continue)

    Davvero una lettura difficile. Un lungo susseguirsi di tableaux western in movimento, deserti, pozzi, accampamenti, montagne, orsi e avvoltoi. In essi cavalieri assetati di sangue si muovono senza un perché apparente, seguendo un destino imperscrutabile eppure ineluttabile. E ogni tanto la filosofia del giudice Holden, sovrumano, mostruoso gigante umanista, scienziato e totalmente amorale.

    In verità non so se l'ho capito. Accetto volentieri pareri. Cosa rappresenta esattamente il giudice per il giovane protagonista?

    (Tutto questo sangue che gronda da McCarthy comunque mi ricorda soprattutto il malvagio It sotto Derry.)

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    Ludoviji said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

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