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Meridiano di sangue

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1262)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 343 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Giapponese , Polacco , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8806149393 | Isbn-13: 9788806149390 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Raul Montanari

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
A metà Ottocento, al confine tra Messico e Stati Uniti, una banda di killersprofessionisti annienta tutto quello che trova sul suo cammino. Un ragazzodel Tennessee, fuggito di casa, si unisce a una banda di cacciatori di scalpi.La banda ha un regolare contratto per sterminare gli Apaches e lascia dietrodi sé una scia di sangue che sembra apparire all'orizzonte come un tramontoinfuocato. Fino a quando i massacri diventano imbarazzanti per quelli stessiche li avevano commissionati. Trent'anni dopo l'uomo del Tennesee che daragazzo aveva attraversato il "meridiano di sangue", ritroverà il giudiceHolden, uno della banda, chiamato a leggere la sua ultima, definitivasentenza.
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  • 5

    Blood Meridian (1985)

    Il modo più sbrigativo per risolvere il problema del sovraffollamento globale potrebbe essere quello di mettere sotto contratto i cacciatori di scalpi del giudice Holden, una sorta di filosofo del deserto che non deve aver mai udito la prarola compassione neanche di striscio. Il romanzo, ambienta ...continua

    Il modo più sbrigativo per risolvere il problema del sovraffollamento globale potrebbe essere quello di mettere sotto contratto i cacciatori di scalpi del giudice Holden, una sorta di filosofo del deserto che non deve aver mai udito la prarola compassione neanche di striscio. Il romanzo, ambientato per lo più in Messico nel 1850, racconta l'iniziazione alle spietate leggi del West di un Ragazzo che si unisce a questa banda sanguinaria.

    L'impresa non indifferente realizzata da McCarthy è quella di essere riuscito a non far mai cadere nel ridicolo il gusto per la violenza insensata di questa legione infernale che lascia dietro di sè solo rovine e mistero e un residuo di furia senza nome. Quella dell'Onnipotente, la cui assenza risuona più profonda in questi uomini che vivono nel silenzio di spazi immensi e allucinati, descritti dall'autore con estro barocco. Per dirla con le parole del giudice Holden, Se Dio avesse voluto interferire nella degenerazione dell'umanità, non l'avrebbe già fatto? I lupi selezionano i lupi, amico. E la razza umana non è ancora più rapace?

    McCarthy racconta la sua vicenda dal sapore biblico con le pietre e gli alberi, lo scheletro delle cose. E disegna il suo mondo desolato con eleganti ombreggiature e pochi tratti di matita.
    Il mezzodì del fiorire dell'umanità è già l'inizio della notte. Per l'umanità, il meridiano è insieme il crepuscolo e la sera del giorno. Un bellissimo romanzo, dal finale davvero troppo amaro.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastica la capacità di McCarthy di metterti davanti alla crudezza più spietata con una scrittura sublime, completa. Non importa riuscire a seguire bene il filo delle varie mattanze.. arrivi in fondo e puoi solo dire: "Ho letto il libro di uno Scrittore". A quel punto puoi non dare importanza a ...continua

    Fantastica la capacità di McCarthy di metterti davanti alla crudezza più spietata con una scrittura sublime, completa. Non importa riuscire a seguire bene il filo delle varie mattanze.. arrivi in fondo e puoi solo dire: "Ho letto il libro di uno Scrittore". A quel punto puoi non dare importanza alla sensazione di essere ricoperto di sangue altrui.

    ha scritto il 

  • 5

    Trai libri di Cormac McCarthy, uno dei miei autori preferiti (Cavalli selvaggi), è forse il migliore. C'è un'atmosfera sospesa tra il l'incubo e la realtà. Il paesaggio è violento come gli uomini che popolano questo romanzo straordinario.

    ha scritto il 

  • 3

    Terminato a fatica, e compreso solo per metà.
    Non è tanto l'assenza di una trama vera e propria che ha reso poco agevole la lettura, quanto il non comprendere fino in fondo dove McCarthy volesse andare a parare.
    Se voleva esserci un messaggio di fondo, oltre a quello, superficiale, de ...continua

    Terminato a fatica, e compreso solo per metà.
    Non è tanto l'assenza di una trama vera e propria che ha reso poco agevole la lettura, quanto il non comprendere fino in fondo dove McCarthy volesse andare a parare.
    Se voleva esserci un messaggio di fondo, oltre a quello, superficiale, della violenza fatta della stessa carne dell'uomo, mi è sfuggito. Come mi sono sfuggiti il giudice ed il ragazzo, sempre che fossero due personaggi distinti e non due ombre proiettate da un unico corpo nel deserto messicano.
    Perchè tre stelle allora?
    Perchè, seppur ridondante e ripetitivo (poteva essere lungo appena la metà, e ne avrebbe guadagnato), alcuni passaggi sono straordinari. La prosa epica, evocativa e verbosa di McCarthy non conosce battute d'arresto, e regala momenti di straordinaria lettura.
    Però, diversamente dagli altri, non lo consiglierei ai neofiti o ai non amanti del genere. Ecco, forse la differenza sta tutta qui.

    ha scritto il 

  • 4

    “ Un uomo non riesce a conoscere la propria mente perché la mente è tutto quello che ha per conoscerla. Può conoscere il proprio cuore, ma non vuole. E fa bene. Meglio non guardarci dentro. “

    Credo sia difficile rendere la disumana violenza , la ferocia totale , l'assoluta mancanza di regole e di rispetto per la vita , l'eterna sopraffazione del più debole da parte del più forte , con la stessa vividezza di immagini che Cormac McGrath è capace di ricreare e di trasmettere nelle sue op ...continua

    Credo sia difficile rendere la disumana violenza , la ferocia totale , l'assoluta mancanza di regole e di rispetto per la vita , l'eterna sopraffazione del più debole da parte del più forte , con la stessa vividezza di immagini che Cormac McGrath è capace di ricreare e di trasmettere nelle sue opere .
    Ed infatti in questo romanzo , dove si narrano storie di cacciatori di scalpi negli aspri territori di frontiera del West di fine '800 , non c'è spazio alcuno per l'umanità .
    Una narrazione in cui mancano figure positive ,o almeno non completamente crudeli , che gronda sangue , sofferenza e violenza dall'inizio alla fine , con momenti che mettono veramente a disagio, dal quale tutte le persone dall'animo sensibile farebbero bene a tenersi rigorosamente alla larga , ma imperdibile per gli estimatori dello stile di questo scrittore .

    ha scritto il 

  • 5

    MERIDIANO DI SANGUE

    "Supponiamo che due uomini giochino a carte non avendo niente da puntare se non la vita. Chi non ha mai sentito una storia del genere? Una carta viene girata. Per il giocatore l'intero universo si riversa fragorosamente in quell'istante, che gli dirà se gli tocca di morire per mano di quell'uomo ...continua

    "Supponiamo che due uomini giochino a carte non avendo niente da puntare se non la vita. Chi non ha mai sentito una storia del genere? Una carta viene girata. Per il giocatore l'intero universo si riversa fragorosamente in quell'istante, che gli dirà se gli tocca di morire per mano di quell'uomo o se toccherà a quell'uomo morire per mano sua. […] Tale è la natura della guerra, in cui la posta in gioco è a un tempo il gioco stesso e l'autorità e la giustificazione. Vista in questi termini, la guerra è la forma più attendibile di divinazione. E' la verifica della propria volontà e della volontà di un altro, all'interno di quella più ampia volontà che è costretta a compiere una selezione proprio perché li lega insieme. La guerra è il gioco per eccellenza perché la guerra è in ultima analisi un'effrazione dell'unità dell'esistenza. La guerra è Dio."
    Un McCarthy rigorosamente fedele ai suoi classici temi. La natura, che strazia e tormenta. Il paesaggio, epico, struggente, primigenio. E l’uomo, al centro di tutto e contro tutti. L’uomo che è solo una misera pedina nel gioco cosmico che lo vede spesso soccombere. Perché così vanno le cose. Perché l’eterna alternanza di nascite e di morti non è altro che il ritmo dell’universo.

    ha scritto il 

  • 0

    Davvero una lettura difficile. Un lungo susseguirsi di tableaux western in movimento, deserti, pozzi, accampamenti, montagne, orsi e avvoltoi. In essi cavalieri assetati di sangue si muovono senza un perché apparente, seguendo un destino imperscrutabile eppure ineluttabile. E ogni tanto la filoso ...continua

    Davvero una lettura difficile. Un lungo susseguirsi di tableaux western in movimento, deserti, pozzi, accampamenti, montagne, orsi e avvoltoi. In essi cavalieri assetati di sangue si muovono senza un perché apparente, seguendo un destino imperscrutabile eppure ineluttabile. E ogni tanto la filosofia del giudice Holden, sovrumano, mostruoso gigante umanista, scienziato e totalmente amorale.

    In verità non so se l'ho capito. Accetto volentieri pareri. Cosa rappresenta esattamente il giudice per il giovane protagonista?

    (Tutto questo sangue che gronda da McCarthy comunque mi ricorda soprattutto il malvagio It sotto Derry.)

    ha scritto il 

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