Messia di Dune

Il ciclo di Dune, Vol. 2

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(1578)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Polacco , Ceco , Rumeno , Ungherese

Isbn-10: 8886845537 | Isbn-13: 9788886845533 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Sono trascorsi dodici anni dagli eventi che concludevano "Dune". Vinta la guerra alla testa dei terribili Fremen, Paul Atreides è diventato l'imperatore del mondo delle sabbie e dell'intera galassia. I suoi desideri però non sono cambiati ed egli ogni sera attraversa le vie di Arrakeen, città riarsa e tormentata da venti impetuosi, per mescolarsi alla sua gente e condividerne la vita. Dotato di poteri straordinari, vive quasi assediato, consapevole che dietro ogni angolo potrebbe celarsi un agguato, che in un punto qualsiasi dell'universo si stia ordendo un complotto. Lui è il profeta, può raggiungere più luoghi nello stesso istante, può sondare il futuro con la mente, possiede una "seconda vista" che lo rende arbitro dei destini dell'umanità, ma anche un devastante strumento di potere. In questi mondi dove il tempo può diventare una sensazione multipla e lo spazio essere annullato, vivono i ghola, esseri ricostruiti da carne morta, o creature come i membri della Gilda, anfibi racchiusi in ampolle piene di gas, e i Volti Danzanti, ermafroditi capaci di assumere le sembianze di qualsiasi individuo e viverne le emozioni. Epopea affascinante, densa di suggestioni, di avventure e spunti profetici, il ciclo di "Dune" reclama negli anni il proprio status di classico. Vincitore di numerosi premi Hugo e Nebula, è la creazine più riuscita di Frank Herbert, citato dal New York Times tra i dieci autori "che bisogna assolutamente leggere".

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"Il puro piacere dell'invenzione e della narrazione ad altissimo livello." Isaac Asimov "Un mondo che nessuno ha ancora saputo ricreare con tale perfezione." James Cameron "Il meglio. Oltre ogni genere letterario e ogni epoca." Stephen King "Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito." George Lucas"Dune è parte integrante del mio universo fantastico." Steven Spielberg

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  • 3

    La seconda opera della saga di Herbert è decisamente meno fluida del primo libro, tende ad allargarsi in molte digressioni filosofiche e politiche che rallentano la narrazione, arricchendo comunque il ...continua

    La seconda opera della saga di Herbert è decisamente meno fluida del primo libro, tende ad allargarsi in molte digressioni filosofiche e politiche che rallentano la narrazione, arricchendo comunque il quadro scenico della saga. I personaggi restano molto ben approfonditi (interessante l'inserimento del Ghola Hayt e la rappresentazione dei suoi dilemmi) e le dinamiche ben delineate con dialoghi riusciti. Nonostante la lettura un po' più difficoltosa resta una buona opera nel binario della saga di Dune

    ha scritto il 

  • 4

    Messia di Dune è il secondo libro della saga originale di Dune e si porta dietro una difficile eredità, il seguito di un libro giudicato da molti un capolavoro non è mai cosa facile e probabilmente no ...continua

    Messia di Dune è il secondo libro della saga originale di Dune e si porta dietro una difficile eredità, il seguito di un libro giudicato da molti un capolavoro non è mai cosa facile e probabilmente non lo è stato neanche per lo stesso Herbert. La prima pubblicazione di Messia di Dune è del 1969 a puntate sulla rivista Galaxy e forse per questo è meno corposo del suo predecessore, oltre ad essere noetvolmente più breve e anche molto più scorrevole e veloce da leggere (o magari lo è stato solo per me), in linea con Dune, ma diverso per molti aspetti, sembra essere un libro di passaggio tra una fase della saga e l’altra e sicuramente dal punto di vista della trama lo è.
    In Dune ci sono parecchie caratteristiche che sono diventate comuni a chi conosce il ciclo, anche in maniera indiretta, tramite i videogiochi o a centinaia di altri cose che rimandano o si fanno alla serie. Come non citare ad esempio l’infinità rivalita tra gli Atreides e gli Harkonnen, tutti gli intrighi delle Bene Gesserit, e di tutte le altre fazioni e case, gli immancabili usi e costumi Fremen con la loro complessa cultura e le rigide tradizioni. In Messia di Dune tutto questo manca, non perché questi elemetni spariscano del tutto dalla storia, ma per il particolare momento che viene racontato. Paul è riuscito a cambiare molto cose dell’universo noto e in particolare su Arrakis, ma ha anche il dovere di far si che il suo operato sia servito a qualcosa, che le sue scelte portino alla pace e alla prosperità dell’impero, e per farlo dovra sacrificare tutto seguendo le sue visioni.
    [...]
    Continua a leggere la recensione http://n7blog.altervista.org/2015/11/messia-di-dune-frank-herbert/

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo lento anche in questo secondo. Forse Herbert non fa per me, anche se ogni tanto ha dei guizzi che mi fanno mantenere un minimo vivo l'interesse.
    Leggerò anche il terzo giusto per completare il ...continua

    Troppo lento anche in questo secondo. Forse Herbert non fa per me, anche se ogni tanto ha dei guizzi che mi fanno mantenere un minimo vivo l'interesse.
    Leggerò anche il terzo giusto per completare il primo ciclo, poi adieu Arrakis.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    前面的鋪陳實在是有點無聊, 讓人看的斷斷續續.

    但越進展到後面, 主角對於自己預知能力的痛苦和不得不為, 又讓人動容, 這是我給這本書多一顆星的原因.

    而且也讓人有想接著看第三部的動力了.

    ha scritto il 

  • 2

    Deluso

    Fino metà rispetta con qualche calo più che giustificato il capolavoro del primo capitolo.
    Poi di punto in bianco personaggi che sembravano fondamentali spariscono nel niente, ne appaiono di nuovi sen ...continua

    Fino metà rispetta con qualche calo più che giustificato il capolavoro del primo capitolo.
    Poi di punto in bianco personaggi che sembravano fondamentali spariscono nel niente, ne appaiono di nuovi senza presentazione, situazioni che si concatenano a caso senza particolare senso... tutto giustificato solo da quello che vede Paul nel futuro, con tanto di finale ugualmente casuale.

    Spero sia un libro di passaggio, fatto male ma di passaggio al terzo capitolo.

    ha scritto il 

  • 3

    devo ammettere di essere rimasto perplesso: da un lato c'è la capacità di herbert di creare un universo perfetto, dall'altro c'è troppa carne al fuoco, ci sono troppe idee che potevano essere più svil ...continua

    devo ammettere di essere rimasto perplesso: da un lato c'è la capacità di herbert di creare un universo perfetto, dall'altro c'è troppa carne al fuoco, ci sono troppe idee che potevano essere più sviluppate.
    eppure non è un brutto libro, ci sono passaggi magnifici: ma vengono messi in secondo piano dalla lentezza spossante di gran parte del libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Rispetto al primo libro, che ho divorato, l'ho trovato piuttosto lento. Sicuramente è un volume dove l'azione in senso stretto passa in secondo piano e dove si lascia più spazio ai risvolti psicologic ...continua

    Rispetto al primo libro, che ho divorato, l'ho trovato piuttosto lento. Sicuramente è un volume dove l'azione in senso stretto passa in secondo piano e dove si lascia più spazio ai risvolti psicologici (cosa che di solito apprezzo parecchio) ma l'ho trovato lento, finanche noioso. La sensazione che mi ha accompagnato fin dall'inizio, e che inizia a scemare solo nell'ultimo centinaio (scarso) di pagine è quella di una trama e di uno stile forzatamente contorto ed intricato. Le trame intricate mi piacciono parecchio, mi affascinano, ma qui sembra proprio che sia una forzatura, una complessità fine a se stessa. Non so, è stato una vera delusione.
    Ametto però che riesce a trasmettere un infinito senso di solitudine che rispecchia appieno la condizione introspettiva del protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo tre stelle??

    Sì, soltanto tre stelle. In fondo non è un giudizio negativo, ma non sono riuscito ad essere più generoso. Se in "Dune" FH ha costruito un pianeta, un mondo, un sistema politico, una cultura con tante ...continua

    Sì, soltanto tre stelle. In fondo non è un giudizio negativo, ma non sono riuscito ad essere più generoso. Se in "Dune" FH ha costruito un pianeta, un mondo, un sistema politico, una cultura con tante diverse sottoculture, religioni e discipline al limite tra lo scientifico e il magico, in questo secondo tomo l'autore si concentra sugli aspetti filosofico-politici, sull'arte di governare e sulle dinamiche che intrappolano anche i più illuminati tra i governanti. Dalla confusione delle guerre tra popoli e casate (e pianeti) del primo volume, si passa all'ordine imposto al mondo di fuori e ai tumulti interiori dei personaggi. Un cambio di registro notevole che fa un po' soffrire i lettori che, come me, subiscono ancora le suggestioni della dimensione epica di "Dune", ma che rappresenta un'altro pezzo della costruzione di un mondo e conferma l'abilità dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    ...sono ancora scombussolata, mi attendevo un sensibile calo per questo secondo libro del ciclo, invece mi ha preso emotivamente moltissimo, forse più del primo. Anche se oggettivamente non ha la perf ...continua

    ...sono ancora scombussolata, mi attendevo un sensibile calo per questo secondo libro del ciclo, invece mi ha preso emotivamente moltissimo, forse più del primo. Anche se oggettivamente non ha la perfezione di quello, ho trovato moltissime cose ottime: il cambio di registro di narrazione a me è piaciuto molto, apprezzo sempre gli scrittori che fanno uno scarto e non replicano i meccanismi narrativi. La mancanza di azione e il passaggio al romanzo introspettivo, che per molti è stato un difetto, per me è invece un pregio. Il tono oracolare, quasi zarathustriano, che narra i tormenti del Muad'dib e dei suoi collaboratori, è a mio avviso un efficace mezzo per rendere, se pur in modo evidentemente difficile e nebuloso, l'atmosfera emozionale dei personaggi che muovono la vicenda, sopra tutti Paul Atreides, che può vedere vari futuri possibili, facendosi carico di scegliere il male minore, se pur pieno di sofferenza, o forse essendo semplicemente strumento delle forze del destino, e rende possibile lo sviluppo di importanti riflessioni di ordine morale, filosofico e politico. All'interno di un quadro universale dominato dall'inganno e dalla atrocità, la forza dell'amore deve necessariamente ridursi al minuscolo antro dell'intimità, pur essendo l'unico luogo della verità.
    La scrittura è molto bella, se pur difficile, i personaggi sono potenti, sopra tutti Paul-Usul-Muad'dib, che ho trovato strepitoso: la solitudine dell'imperatore che deve governare forze più grandi della umana capacità, mi ha ricordato, senza voler essere blasfema, la caratterizzazione di Caligola di Camus o anche di Cesare Borgia della Soryo. E naturalmente Edipo Re, nel finale tragico - nel senso primitivo del termine- e davvero meraviglioso. Certamente siamo, oltre le etichette di fantascienza o fantasy, decisamente nella Letteratura.

    ha scritto il 

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