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Metà di un sole giallo

By Chimamanda N. Adichie

(188)

| Paperback | 9788806203023

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Book Description

100 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Metà di un sole giallo è la storia di molte Afriche: quella sensuale della splendida Olanna, che rinuncia ai privilegi per amare il professore idealista Odenigbo, e quella concreta della sua gemella Kainene, che affronta il mondo con l'arma del sarca ...(continue)

    Metà di un sole giallo è la storia di molte Afriche: quella sensuale della splendida Olanna, che rinuncia ai privilegi per amare il professore idealista Odenigbo, e quella concreta della sua gemella Kainene, che affronta il mondo con l'arma del sarcasmo; l'Africa superstiziosa di Mama e Amala e quella colta ed emancipata del circolo di Odenigbo, l'Africa naïf del giovane servitore Ugwu e quella archetipica inseguita dall'uomo di Kainene, Richard. Tutti questi mondi, con il loro bagaglio di felicità e dolore, di generosità e crudeltà, di amore e gelosia, vengono travolti dalla piena della storia quando nel 1967 la proclamazione d'indipendenza dalla Nigeria della Repubblica del Biafra sfocia in una tragica guerra civile.
    E’ stato il mio primo contatto con la letteratura africana, io che sono di quella generazione che il “Biafra” e le immagini dei suoi bambini venivano usate, come monito e senso di colpa, dai genitori perché non si lasciasse niente nel piatto. E’ stata una scoperta incredibile, un bellissimo libro, uno spaccato sociale che non immaginavo, una borghesia colta e molto più o molto meno inibita rispetto alla nostra, o perlomeno a quella degli anni in cui l’ho letto. In ogni caso un libro che vi consiglio assolutamente.

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    Lanoviaroja said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No, non sto dicendo che ha deluso però mi attendevo più storia, più storiografia, più racconto e meno amore, storie d'amore, di tradimento, di figli accolti ma non tuoi, di lotta tra le lenzuola.

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    Waldo said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia del nascente Stato del Biafra e della guerra civile con la Nigeria: crudo e bellissimo, un romanzo potente e al tempo stesso delicato, che vediamo iniziare attraverso gli occhi di Ugwu, giovane domestico proveniente da un piccolo e povero v ...(continue)

    La storia del nascente Stato del Biafra e della guerra civile con la Nigeria: crudo e bellissimo, un romanzo potente e al tempo stesso delicato, che vediamo iniziare attraverso gli occhi di Ugwu, giovane domestico proveniente da un piccolo e povero villaggio, che diventa testimone del nuovo ambiente intellettuale e politico in fermento della sua nuova casa, e proseguire con le due sorelle gemelle che seguiamo tra le pagine: Olanna, intelligente e raffinata, innamorata di un professore molto più vecchio di lei; e la dura, scostante, all'apparenza impenetrabile, ma in realtà sensibilissima Kainene, che sta con un ragazzo inglese trasferitosi in Africa.
    E' stato bello poter entrare così tanto nei panni di ogni singolo personaggio e provare di volta in volta una così grande empatia e vicinanza, desiderio di essere lì a tendere una mano e dare aiuto, e in altri momenti invece addirittura distacco e disgusto per certe azioni incredibilmente crudeli che vediamo compiere, per la fame, la malattia e la miseria.
    Mi è piaciuta tantissimo Kainene, così di poche parole e coraggiosa, così schietta e solida: sembra così severa e rigida e alla fine poi è la più buona e affidabile.

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    Cicely said on Mar 3, 2014 | Add your feedback

  • 18 people find this helpful

    “Il mondo taceva mentre noi morivamo”

    Per fissare in eterno un evento o un periodo particolarmente significativo nella storia di un popolo non c’è niente di meglio della letteratura. Chimamanda Ngozi Adichie scrive un romanzo ambientato nella sua Nigeria durante gli anni ’60. Lo fa attra ...(continue)

    Per fissare in eterno un evento o un periodo particolarmente significativo nella storia di un popolo non c’è niente di meglio della letteratura. Chimamanda Ngozi Adichie scrive un romanzo ambientato nella sua Nigeria durante gli anni ’60. Lo fa attraverso le storie esemplari di un ragazzo proveniente da un povero villaggio che va a servire in casa di un professore progressista, per mezzo dello stesso professore che non si stanca mai di parlare e parlare di cosa la Nigeria dovrà fare per staccarsi definitivamente dalla mammella britannica e diventare un Paese libero, indipendente e democratico; e ancora, grazie alla storia di Olanna, fidanzata del professore, e della sorella gemella diversa Kainene, caratterialmente forte quanto Olanna è bella e bruttina quanto la sorella è insicura, e, per finire, descrivendo i tentativi complessi messi in atto da Richard, un inglese trasferitosi in Nigeria attratto dalla cultura Igbo, di scrivere il suo primo romanzo. Ovviamente, durante la narrazione fanno la loro comparsa molti altri personaggi, più o meno importanti, ma sempre utili per rendere tridimensionale la storia.

    Nella prima parte del libro viene descritta la vita della borghesia Nigeriana, sia di quella molto legata ai colonialisti sia quella che vive con estrema sofferenza l’ingerenza britannica. In questa fase è fondamentale la presenza di Ugwo, il ragazzo/servitore, il quale, ci fa perfettamente capire quali fossero le incongruenze di quel paese dove a poche miglia (se non centinaia di metri) potevi trovare il “tipico” villaggio africano con capanne di fango con i tetti di paglia e la villa con giardino e servitù nella quale si degustava il classico tè o il brandy e ci si rilassava andando al circolo a giocare a tennis.

    La storia ci dice che l’indipendenza fece emergere tutte differenze culturali fra le varie anime del popolo nigeriano (cose che capitano se i confini li tracci su una cartina geografica a migliaia di chilometri di distanza e fra un whisky e una partita a polo). Quelle “differenze culturali” non ci misero molto a tramutarsi in vero e proprio odio, ch a sua volta produsse eventi a dir poco raccapriccianti ai quali solo la guerra civile poteva porre fine. Ecco, il punto è che se fai la guerra per porre fine a qualcosa il risultato sarà sempre in perdita.

    Fu così che fra il 1967 e il 1970 la Nigeria e il Biafra (provincia orientale, abitata prevalentemente da Igbo, che nel ’67 dichiarò la propria indipendenza dalla Nigeria) si fecero la guerra. Siccome una delle due contendenti era enormemente più forte dell’altra sotto tutti i punti di vista, il risultato non fu mai in bilico, tranne che per gli abitanti del Biafra che, sommersi di propaganda continuavano a sperare nella vittoria anche quando i colpi di mortaio e le bombe sganciate dagli aerei nigeriani gli sfioravano la punta del naso.

    La metà di un sole giallo era il simbolo effigiato sulla bandiera biafrana, bandiera e nazione che quasi nessun altro Paese si prese la briga di riconoscere. Il mondo, soprattutto quello buono e democratico e libero e con le sue forti radici cristiane, preferì non guardare, fece finta di niente mentre centinaia di migliaia (milioni?) di biafrani (civili, donne, bambini, anziani, malati ecc.) furono condannati a morte dalle armi, dalla fame e dalle inevitabili malattie.

    È in questo contesto che i personaggi del romanzo della Adichie si muovono, fra speranze e delusioni, amori e risentimenti, gelosie, passioni, slanci di altruismo, ideali messi a dura prova e dolore e sangue e notti interminabili prima che il sorgere del sole tornasse a illuminare le loro vite; attenzione, ho detto “sole” e non “metà di un sole giallo”, poiché quello rimase un sogno … mentre le inestimabili perdite di vite umane sono una realtà.

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    Dan78 said on Dec 5, 2013 | 15 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non mi ha proprio presa. I personaggi non sono molto interessanti e lo stile narrativo non mi è sembrato granché. Soprattutto perché ci sono salti temporali che non hanno senso. Perché la prima parte mi parla degli inizi degli anni sessanta, poi si p ...(continue)

    Non mi ha proprio presa. I personaggi non sono molto interessanti e lo stile narrativo non mi è sembrato granché. Soprattutto perché ci sono salti temporali che non hanno senso. Perché la prima parte mi parla degli inizi degli anni sessanta, poi si passa alla fine di quegli anni per poi tornare agli inizi? Mi sfugge il senso...
    Tre stelline solo perché parla di un pezzo di storia africana semi sconosciuto e mi ha spinta a cercare approfondimenti.

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    Abc said on Aug 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il mondo tace mentre altri muoiono

    mi faccio un giro su wikipedia e scopro che non solo il Biafra non esiste più ma per me non è mai esistito (visto che sono del '77) eppure un senso di colpa mi accompagna durante tutta la lettura e per l'ennesima volta mi riprometto che un giorno dov ...(continue)

    mi faccio un giro su wikipedia e scopro che non solo il Biafra non esiste più ma per me non è mai esistito (visto che sono del '77) eppure un senso di colpa mi accompagna durante tutta la lettura e per l'ennesima volta mi riprometto che un giorno dovrò fare i conti con l'Africa

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    Biglia said on Jul 3, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (188)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 454 Pages
  • ISBN-10: 8806203029
  • ISBN-13: 9788806203023
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2010-01-01
  • Also available as: Others
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