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Metà di un sole giallo

Di

Editore: Einaudi

4.3
(336)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 454 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806203029 | Isbn-13: 9788806203023 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Basso

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Per certi versi questo romanzo è simile a un altro che avevo già letto: l'autrice è un'altra figlia delle rivoluzioni africane devastanti, che non ha vissuto in prima persona ma ha ricostruito dai racconti dei familiari e di persone che erano presenti. La differenza è che questo romanzo è più soc ...continua

    Per certi versi questo romanzo è simile a un altro che avevo già letto: l'autrice è un'altra figlia delle rivoluzioni africane devastanti, che non ha vissuto in prima persona ma ha ricostruito dai racconti dei familiari e di persone che erano presenti. La differenza è che questo romanzo è più sociale: mentre "Lo sguardo del Leone" si concentra sulle storie di una famiglia più canonica e sulle diversità generazionali tra i suoi componenti, "Metà di un Sole giallo" collega persone di provenienza, estrazione e cultura ben diverse, mettendo insieme un nucleo familiare assai complicato. Ci sono l'intellettuale che nelle ore più buie sembra crollare miseramente, il suo domestico proveniente da un villaggio ancora tribale, la sua bellissima e innamoratissima moglie, proveniente da una famiglia ricchissima, che si trova a dover gestire la famiglia tra i razionamenti, le malattie e tutti i disagi di una guerra civile, la gemella di quest'ultima, che invece manda avanti le attività di famiglia, e il suo amante/compagno bianco, inglese, che si trova a vivere la guerra da indigeno prendendo le distanze dai "turisti" che pur non avendo idea di come stiano davvero le cose hanno già deciso chi è in torto in un conflitto tra etnie. Questo mix di personaggi offre una riflessione più ampia sugli eventi in corso negli anni '60 in Nigeria, più a tutto tondo.

    Lo stile è molto intrigante, forse la prima parte di presentazione dei vari personaggi è un po' troppo lenta, ma si riprende subito... Bisogna tenere duro per le prime 120 pagine. Mi è piaciuto molto, e spero di leggere presto qualcos'altro di questa autrice.

    ha scritto il 

  • 4

    come romanzo è molto bello e interessante, io sono nata nel 1975 e la parola 'Biafra' era per me solo un modo di dire, mentre chi ha almeno 10 anni più di me ha un ricordo di quel periodo e non bisogna mai dimenticare la storia perché, purtroppo, si ripete.
    Detto questo quello che non mi è piaci ...continua

    come romanzo è molto bello e interessante, io sono nata nel 1975 e la parola 'Biafra' era per me solo un modo di dire, mentre chi ha almeno 10 anni più di me ha un ricordo di quel periodo e non bisogna mai dimenticare la storia perché, purtroppo, si ripete. Detto questo quello che non mi è piaciuto è la luuuuuunga parte iniziale che serve forse a inquadrare la situazione pre-formazione del nuovo stato, ma per me è troppo prolissa, zeppa di nomi, di episodi, di descrizioni che mi hanno reso veramente difficile superare quel 25/30% di un libro di per sè molto lungo. L'ho fatto solo perché mi fido di chi me l'aveva consigliato, altrimenti l'avrei mollato perdendomi un romanzo importante

    ha scritto il 

  • 4

    Un avvincente romanzo africano

    Un delicato e avvincente romanzo sullo sfondo della guerra del Biafra. Oltre alla storia è interessante per un lettore europeo lo sfondo culturale africano che il romanzo descrive molto bene e che è quanto meno inusuale per noi. Consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo taceva mentre noi morivamo...

    Più leggo più mi rendo conto che la mia ignoranza è abissale.
    Ho ricordi vaghi delle scuole medie dove si parlava della fame in Biafra ma...


    Non ho mai saputo che per tre anni dal 1967 al 1970 il Biafra avesse proclamato la sua indipendenza, combattendo strenuamente per difendere l'etnia i ...continua

    Più leggo più mi rendo conto che la mia ignoranza è abissale. Ho ricordi vaghi delle scuole medie dove si parlava della fame in Biafra ma...

    Non ho mai saputo che per tre anni dal 1967 al 1970 il Biafra avesse proclamato la sua indipendenza, combattendo strenuamente per difendere l'etnia igbo e avere un proprio stato indipendente dalla Nigeria.

    Non ho mai saputo di come inglesi e russi avessero armato la Nigeria e di come quest'ultima avesse affamato il Biafra.

    Non ho mai saputo di come gli U.S.A. abbiano deciso di starsene alla larga.

    Non ho mai saputo di come il mondo taceva mentre noi morivamo di fame

    Questo libro è la storia di Ugwu, Odenidgo, Oleanna, Kainene, Robert, Baby e dei tanti biafriani che hanno combattuto e che son morti per la metà di un solo giallo che non è mai sorto del tutto.

    8.5/10

    "Nel 68 hai visto le fotografie di bambini dai capelli arrugginiti, che cadevano a ciocche nella polvere? ...

    ... Immagina braccia secche come ramoscelli E pance gonfie come dei palloni...

    ... Le hai viste? Ti sei commosso un istante? Prima di abbracciare tua moglie, la tua amante?

    Avevano sulla pelle la tinta del tè annacquato ragnatele di vene e fragili ossa aguzze, Bambini nudi, che ridono, come se poi quel signore non se ne andasse via solo, con le foto del dolore."

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella storia nonostante quello che tratta. Attraverso personaggi molto diversi tra loro si narra della Nigeria, di questa terra così martoriata dalla guerra civile in seguito all’indipendenza del Biafra, ma anche di un popolo molto fiero delle proprie tradizioni e del proprio modo di vivere c ...continua

    Una bella storia nonostante quello che tratta. Attraverso personaggi molto diversi tra loro si narra della Nigeria, di questa terra così martoriata dalla guerra civile in seguito all’indipendenza del Biafra, ma anche di un popolo molto fiero delle proprie tradizioni e del proprio modo di vivere che non si piega davanti alle avversità ma che anzi, reagisce.

    Qui si parla della concreta Olanna, di sua sorella gemella Kainene molto determinata, di Odenigbo con i suoi ideali, di Richard così tanto insicuro ma grande amante di quella terra nonostante lui sia inglese, di Ugwu, così ingenuo ed innocente ma che impara velocemente. Come ho scritto prima questi sono tutti personaggi diversissimi tra loro ma si amalgamano bene in questa storia. All’inizio del libro si fa la loro conoscenza piano piano, attraverso le loro vite che prima o poi arriveranno ad incrociarsi nel bene e nel male.

    Questo è un romanzo ma ci sono narrati fatti realmente accaduti e, devo confessare la mia ignoranza, di cui non sapevo praticamente niente.

    E’ un libro coinvolgente che mi è piaciuto davvero tanto e ho amato infinitamente Ugwu, un personaggio vero.

    ha scritto il 

  • 5

    A metà c'è solo il sole - il resto è perfetto!

    In assoluto il libro più coinvolgente che mi sia capitato di leggere quest’anno. In perfetto equilibrio fra storia personale e collettiva, illumina un momento storico che, da bambina degli Anni Ottanta, ho conosciuto solo attraverso quel monito, un po’ minaccioso, dei miei: “Finisci quello che ha ...continua

    In assoluto il libro più coinvolgente che mi sia capitato di leggere quest’anno. In perfetto equilibrio fra storia personale e collettiva, illumina un momento storico che, da bambina degli Anni Ottanta, ho conosciuto solo attraverso quel monito, un po’ minaccioso, dei miei: “Finisci quello che hai nel piatto: pensa ai bambini del Biafra!”. Ogni personaggio, dalla incrollabile idealista Olanna alla enigmatica Kainene, rimane nel cuore a lungo e ti trovi a vivere le loro vicende con l’accorata partecipazione che si riserva ad una persona di famiglia. Chiamamanda è una narratrice sopraffina: svela il suo mondo senza commiserazioni o moralismi, intrecciando immenso amore all’odio più nero, in un’Africa lontanissima dagli stereotipi a cui si è a volte abituati.

    ha scritto il 

  • 5

    Metà di un sole giallo è la storia di molte Afriche: quella sensuale della splendida Olanna, che rinuncia ai privilegi per amare il professore idealista Odenigbo, e quella concreta della sua gemella Kainene, che affronta il mondo con l'arma del sarcasmo; l'Africa superstiziosa di Mama e Amala e q ...continua

    Metà di un sole giallo è la storia di molte Afriche: quella sensuale della splendida Olanna, che rinuncia ai privilegi per amare il professore idealista Odenigbo, e quella concreta della sua gemella Kainene, che affronta il mondo con l'arma del sarcasmo; l'Africa superstiziosa di Mama e Amala e quella colta ed emancipata del circolo di Odenigbo, l'Africa naïf del giovane servitore Ugwu e quella archetipica inseguita dall'uomo di Kainene, Richard. Tutti questi mondi, con il loro bagaglio di felicità e dolore, di generosità e crudeltà, di amore e gelosia, vengono travolti dalla piena della storia quando nel 1967 la proclamazione d'indipendenza dalla Nigeria della Repubblica del Biafra sfocia in una tragica guerra civile. E’ stato il mio primo contatto con la letteratura africana, io che sono di quella generazione che il “Biafra” e le immagini dei suoi bambini venivano usate, come monito e senso di colpa, dai genitori perché non si lasciasse niente nel piatto. E’ stata una scoperta incredibile, un bellissimo libro, uno spaccato sociale che non immaginavo, una borghesia colta e molto più o molto meno inibita rispetto alla nostra, o perlomeno a quella degli anni in cui l’ho letto. In ogni caso un libro che vi consiglio assolutamente.

    ha scritto il 

  • 3

    No, non sto dicendo che ha deluso però mi attendevo più storia, più storiografia, più racconto e meno amore, storie d'amore, di tradimento, di figli accolti ma non tuoi, di lotta tra le lenzuola.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia del nascente Stato del Biafra e della guerra civile con la Nigeria: crudo e bellissimo, un romanzo potente e al tempo stesso delicato, che vediamo iniziare attraverso gli occhi di Ugwu, giovane domestico proveniente da un piccolo e povero villaggio, che diventa testimone del nuovo ambie ...continua

    La storia del nascente Stato del Biafra e della guerra civile con la Nigeria: crudo e bellissimo, un romanzo potente e al tempo stesso delicato, che vediamo iniziare attraverso gli occhi di Ugwu, giovane domestico proveniente da un piccolo e povero villaggio, che diventa testimone del nuovo ambiente intellettuale e politico in fermento della sua nuova casa, e proseguire con le due sorelle gemelle che seguiamo tra le pagine: Olanna, intelligente e raffinata, innamorata di un professore molto più vecchio di lei; e la dura, scostante, all'apparenza impenetrabile, ma in realtà sensibilissima Kainene, che sta con un ragazzo inglese trasferitosi in Africa. E' stato bello poter entrare così tanto nei panni di ogni singolo personaggio e provare di volta in volta una così grande empatia e vicinanza, desiderio di essere lì a tendere una mano e dare aiuto, e in altri momenti invece addirittura distacco e disgusto per certe azioni incredibilmente crudeli che vediamo compiere, per la fame, la malattia e la miseria. Mi è piaciuta tantissimo Kainene, così di poche parole e coraggiosa, così schietta e solida: sembra così severa e rigida e alla fine poi è la più buona e affidabile.

    ha scritto il 

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