Metà di un sole giallo

Di

Editore: Einaudi

4.2
(542)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 454 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Svedese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Chi semplificata , Tedesco

Isbn-10: 8806203029 | Isbn-13: 9788806203023 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Basso

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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  • 3

    Ho conosciuto l'autrice tramite il settimanale Internazionale che ne ha spesso tradotto degli articoli:lo stile semplice e diretto,l'acutezza e il sottile humor mi son subito piaciuti quindi non vedev ...continua

    Ho conosciuto l'autrice tramite il settimanale Internazionale che ne ha spesso tradotto degli articoli:lo stile semplice e diretto,l'acutezza e il sottile humor mi son subito piaciuti quindi non vedevo l'ora di leggerne un romanzo.
    La Adichie racconta una delle pagine più drammatiche dell'Africa nel '900:la guerra seguita alla separazione del Biafra dalla Nigeria e lo fa attraverso le vicissitudini di due colte e brillanti sorelle ,Olanna e Kainene,cresciute nell'ambiente benestante grazie agli affari fatti dalla famiglia ,in modo non del tutto trasparente in un paese ancora in bilico tra tradizione e modernità.
    Il legame tra le due è precario e peggiora a seguito di spiacevoli vicende private,ma si rinsalda e rafforza dopo il precipitare degli eventi;attorno a loro ruotano soprattutto la figura di Ugwu-domestico che a sua volta assorbirà il clima di fervore culturale e cambiamento in cui si trova a lavorare- e Richard,il bianco che innamorato del paese e della sua cultura(oltre che di una delle sorelle) fatica però a scrollarsi di dosso il pregiudizio di colone approfittatore e a trovare accettazione.
    L'impresa non era semplice,ma la scrittrice -a parte qualche momento di sentimentalismo di troppo e di qualche tortuosità nella gestione della trama- riesce comunque a mantenere costante l'attenzione del lettore e a fare luce su uno dei periodi tragici dell'umanità che pesano anche sull'Occidente,ancora in prima linea e attivissimo delle sciagure del post colonialismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo taceva mentre noi morivamo

    Una storia interessante, che racconta della guerra civile in Nigeria negli anni Sessanta, una guerra di cui la maggior parte degli europei ignora i particolari. Personalmente non spaevo dove si trovas ...continua

    Una storia interessante, che racconta della guerra civile in Nigeria negli anni Sessanta, una guerra di cui la maggior parte degli europei ignora i particolari. Personalmente non spaevo dove si trovasse esattamente il Biafra, sebbene se ne senta parlare riferendosi alla terribile emergenza umanitaria che colpì il Paese. Leggendo il romanzo di Chimamanda Ngozi Adichie ho scoperto che il Biafra era un’area popolata da persone appartenenti al’etnia igbo, che appunto alla fine degli anni Sessanta tentò una sanguinosa quanto fallimentare secessione dalla Nigeria.

    I personaggi principali sono ben caratterizzati e gli eventi vengono filtrati attraverso i loro occhi e i loro atteggiamenti: Odenigbo è un professore rivoluzionario e idealista, che cerca di combattere l’ignoranza e l’analfabetismo della sua gente, che portano inevitabilmente i nigeriani ad essere assoggettati alle potenze occidentali; Odenigbo ha creato una sorta di circolo di intellettuali che ogni sera si raduna in casa sua per parlare della Nigeria. Olanna è la sua compagna, bellissima, raffinata, ha studiato a Londra e proviene da una ricca famiglia di Lagos della quale però non condivide l’ambizione sfrenata e l’arricchimento a tutti i costi.
    La sua gemella Kainene è diversa da lei fisicamente e caratterialmente: sfuggente, sarcastica, sembra voler tenere tutti a distanza, è una donna d’affari che si occupa dell’azienda del padre. Richard è invece un cittadino inglese innamorato dell’Africa, tanto da rimanere in Biafra anche allo scoppio della guerra, ma soprattutto innamorato di Kainene. Infine Ugwu, forse il personaggio più interessante, il giovane domestico che si presenta a casa di Odenigbo semianalfabeta, ma grazie alla vicinanza del suo Padrone, si nutrirà di libri e riuscirà nell’intento di raccontare la storia della sua gente. Poi c’è una serie di personaggi minori che avevo difficoltà a ricordare a causa dei nomi nigeriani con cui ho poca dimestichezza.

    Il libro scorre abbastanza bene per metà, ma non appena irrompe nella storia la secessione del Biafra e la conseguente guerra, ho avuto come una sensazione di stallo, l’azione rallenta, diventa un po’ impantanata. Si ripetono gli orrori della guerra, visti soprattutto attraverso gli occhi di Olanna, la fame, le bombe, Ugw ch diventa guerrigliero, Baby, la bimba di Olanna e Odenigbo che con la sua spensieratezza sopravvive alle brutture della guerra, il venir meno delle certezze di Odenigbo…. Solo alla fine, la vicenda di Kainene, sembra dare una scossa al torpore del racconto.

    Ad ogni modo un buon libro, che mi ha insegnato qualcosa.

    Il libro scorre abbastanza bene per metà, ma non appena irrompe nella storia la secessione del Biafra e la conseguente guerra, ho avuto come una sensazione di stallo, l’azione rallenta, diventa un po’ impantanata. Si ripetono gli orrori della guerra, visti soprattutto attraverso gli occhi di Olanna, la fame, le bombe, Ugw ch diventa guerrigliero, Baby, la bimba di Olanna e Odenigbo che con la sua spensieratezza sopravvive alle brutture della guerra, il venir meno delle certezze di Odenigbo…. Solo alla fine, la vicenda di Kainene, sembra dare una scossa al torpore del racconto.

    Ad ogni modo un buon libro, che mi ha insegnato qualcosa.

    ha scritto il 

  • 3

    Della guerra del Biafra si capisce poco - del resto noi europei delle guerre africane non capiamo mai nulla: fra responsabilità coloniali e arcani tribalismi è un groviglio inestricabile. Nemmeno cons ...continua

    Della guerra del Biafra si capisce poco - del resto noi europei delle guerre africane non capiamo mai nulla: fra responsabilità coloniali e arcani tribalismi è un groviglio inestricabile. Nemmeno consultare Wikipedia mi ha illuminato. Il romanzo è interessante, ma di poco spessore: i personaggi sono poco più che abbozzi stereotipati - la protagonista Olanna è un'eroina perfetta, coraggiosa e sensibile, il suo uomo Odenigbo un bell'eroe positivo, coraggioso e idealista, il giovane servo Ugwu un caro ragazzo, l'eroe-bambino, innocente. Sembra scritto da una studentessa diligente: corretto, ma piatto; privo di estro, di personalità, superficiale, talvolta puerile. Eppure Chimamanda Ngozi Adichie è autrice osannata e premiatissima in tutto il mondo. Agli anglosassoni, mi pare, piace molto questa scrittura semplice, pulita e ingenua, un po' giornalistica, senza poesia e senza mistero. A me no.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho trovato noiosissimo, mi sono imposta di finirlo cercando un barlume di interesse pagina dopo pagina. Un mondo di una distanza abissale tra corruzione ignoranza e superstizione, in cui anche i cos ...continua

    L'ho trovato noiosissimo, mi sono imposta di finirlo cercando un barlume di interesse pagina dopo pagina. Un mondo di una distanza abissale tra corruzione ignoranza e superstizione, in cui anche i cosiddetti intellettuali si fanno risucchiare dalle tradizioni più rozze e da un fanatismo patriottico del tutto insensato. L'unico personaggio che mi è piaciuto è Kainene, privilegiata ma razionale e pratica. Leggendo questo libro mi sono trovata a riflettere sulle distanze culturali che ci separano, sulla difficolta di trovare punti di dialogo con credenze cosi radicate e sulla grande diffidenza nei confronti dei "bianchi". Pessima la scelta editoriale di non fornire una traduzione ai numerosi termini in lingua igbo, spesso del tutto incomprensibili pur nel contesto di una frase.

    ha scritto il 

  • 3

    Domani è un altro giorno

    Ho iniziato la lettura con grande entusiasmo, anch'io come molti spinto dalle recensioni lette (qui e su Amazon) e anch'io come tanti miei coetanei, memore delle raccomandazioni/minacce di mia madre c ...continua

    Ho iniziato la lettura con grande entusiasmo, anch'io come molti spinto dalle recensioni lette (qui e su Amazon) e anch'io come tanti miei coetanei, memore delle raccomandazioni/minacce di mia madre che ripeteva come un mantra ad ogni pasto dei "bambini del Biafra che muoiono di fame".
    Assegno 3 stelle perché l'argomento è toccante e pregno di umanità, ma il romanzo è un bimbo mai nato, un aereo mai decollato, una nave mai varata.
    Stavolta Mami è un maschio, ma la solfa è un pastone alla via col vento (flirt e tradimenti compresi) che si trascina (spesso stancamente) fino all'epilogo che è storia e non può certo sorprendere.
    Le premesse c'erano tutte e l'approccio quello giusto, incipit compreso; peccato, sarà per la prossima volta. Forse

    ha scritto il 

  • 5

    "La guerra è la prima delle grandi follie dell'uomo"

    La guerra è la prima delle grandi follie dell'uomo. Questo romanzo/saggio storico insegna , ma gli uomini non impareranno mai la lezione . Commovente .

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande libro: la guerra per l'indipendenza del Biafra vista da dentro, il patriottismo contro ogni speranza, la vita in tempo di guerra e pre-guerra di una famiglia borghese. Grande scrittura, gran ...continua

    Un grande libro: la guerra per l'indipendenza del Biafra vista da dentro, il patriottismo contro ogni speranza, la vita in tempo di guerra e pre-guerra di una famiglia borghese. Grande scrittura, grande capacità di osservare e di creare empatia.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il mondo taceva mentre noi morivamo"

    Un libro che apre uno squarcio sulla mia, ma credo da molti condivisa, ignoranza sull'Africa, e già questa affermazione dimostra un pregiudizio. L'Africa è un continente e come l'Europa racchiude in s ...continua

    Un libro che apre uno squarcio sulla mia, ma credo da molti condivisa, ignoranza sull'Africa, e già questa affermazione dimostra un pregiudizio. L'Africa è un continente e come l'Europa racchiude in se tante differenze.
    E' un libro intenso e doloroso che attraverso la vita dei personaggi principali, diversi tra loro per estrazione sociale, etnia, cultura e religione, ripercorre la storia recente della Nigeria e quella breve ma terribile dello Stato secessionista del Biafra e le enormi responsabilità che il mondo occidentale ha avuto in una tragedia di dimensioni bibliche.

    ha scritto il 

  • 5

    "Metà di un sole giallo" non appartiene alla categoria di romanzi che sono abituata a leggere. "Metà di un sole giallo" è un romanzo storico in piena regola (benché la storia sia recentissima), che mi ...continua

    "Metà di un sole giallo" non appartiene alla categoria di romanzi che sono abituata a leggere. "Metà di un sole giallo" è un romanzo storico in piena regola (benché la storia sia recentissima), che mi ha letteralmente travolta.

    È un romanzo che si svolge prima e durante la secessione del Biafra dalla Nigeria, e della conseguente guerra tra i due stati, che si protrasse per tre anni, fino alla capitolazione del Biafra. Il punto di vista è quello dei biafrani.

    Trovo che sia difficile calare in un contesto storico del genere, in maniera equilibrata e credibile, le storie personali e private di un gruppo di persone. Secondo me in "Metà di un sole giallo" questo è fatto in maniera magistrale. I personaggi sono creati e caratterizzati con estrema cura, e sono strumenti per raccontare la tragedia di un popolo: eventi troppo spesso sconosciuti ai più alle nostre latitudini. Io non sapevo niente della storia del Biafra prima di leggere questo romanzo, ed è stata l'occasione per documentarmi un po'.

    Tutto il romanzo, e specie il finale, mi ha coinvolta e commossa.

    ha scritto il 

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