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Metafisica dei tubi

Di

Editore: Voland

3.9
(3192)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Ceco

Isbn-10: 888658685X | Isbn-13: 9788886586856 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Galeone

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Il libro è un'autobiografia scanzonata e irriverente dei primissimi anni divita della scrittrice. La scoperta del gusto, del peccato, della potenza e della fascinazione della parola impegnano il tubo-Amélie, apparentemente inerte. In una compulsione di pensieri e metafore l'autrice consegna al Dubbio di tutti i tempi, del nostro tempo, una sola formula corrosiva che condensa irrequietezza e catarsi: "Vivere è rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell'orifizio del lavandino".
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  • 4

    Da "tubo" a umano.

    La storia , raccontata con sagacia ed ironia , di una bambina che nata 'tubo' , ossia un essere completamente privo di ogni emozione , diventa umana. Questo percorso non può non passare tramite la sco ...continua

    La storia , raccontata con sagacia ed ironia , di una bambina che nata 'tubo' , ossia un essere completamente privo di ogni emozione , diventa umana. Questo percorso non può non passare tramite la scoperta del piacere (per mezzo di un pezzo di cioccolato), del dolore , ed infine della morte. Un lungo racconto che lancia riflessioni sulla contrapposizione tra divinitá (statica ed immobile) e umanità (dinamica e mutevole). Tutto é raccontato con grande leggerezza e malinconico divertimento. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il delirio narrativo di Amélie

    http://www.roarmagazine.it/libri/metafisica-dei-tubi-recensione.html

    È il delirio narrativo che tiene incollati al libro. Prima, si parla di Amélie in terza persona, poi si passa alla prima mostrando ...continua

    http://www.roarmagazine.it/libri/metafisica-dei-tubi-recensione.html

    È il delirio narrativo che tiene incollati al libro. Prima, si parla di Amélie in terza persona, poi si passa alla prima mostrando sempre la crescita e la consapevolezza della propria identità.
    Invidiatela pure questa donna bizzarra dalla scrittura geniale perché solo lei poteva paragonarsi a Dio in questo libricino ad alto tasso ironico.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro per chi non ha timore di riflettere

    è il romanzo moderno che più mi ha esaltato una volta uscita da scuola. lo definisco: il mio riarredatore. ha aperto la mia mente, mi ha mostrato luoghi mai esplorati, riflessioni mai compiute. perché ...continua

    è il romanzo moderno che più mi ha esaltato una volta uscita da scuola. lo definisco: il mio riarredatore. ha aperto la mia mente, mi ha mostrato luoghi mai esplorati, riflessioni mai compiute. perché Metafisica dei Tubi si spinge più in là, verso uno dei confini che più a fatica siamo in grado di varcare. ed è difficile ad oggi trovare un libro degno di un cervello pensante.

    se non avete paura di mettere in discussione ciò che sapete, se la filosofia vi elettrizzava, se vi piace discutere per il puro piacere di farlo, allora siete sul libro giusto.

    ha scritto il 

  • 5

    Appena iniziato, parte già da 4 stelle...

    anche solo per : "Les parents du tube étaient de nationalité belge. Par conséquent, Dieu était belge, ce qui expliquait pas mal de désastres depuis l'aube des temps." (pag. 14) e "Ce fut pourtant le j ...continua

    anche solo per : "Les parents du tube étaient de nationalité belge. Par conséquent, Dieu était belge, ce qui expliquait pas mal de désastres depuis l'aube des temps." (pag. 14) e "Ce fut pourtant le jour le plus important de son histoire. Comme tel, on n'en a gardé aucun trace." (pag. 21) E poi, quando racconta del teatro No, lo spettacolo che dura 4 ore, durante le quali non succede "strictement rien."
    Però, nonostante gli aspetti comici, è davvero un libro metafisico, pieno di spunti per riflessioni profonde sull'infanzia, sull'io, sulla vita e la morte.
    Niente da dire, questa donna è una grande.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo capitolo è assolutamente assurdo. Della metafisica dei tubi si capisce solo che non si capisce un tubo.
    L'incipit è "In principio era in nulla" e poi si parla di un Dio che guarda il niente ...continua

    Il primo capitolo è assolutamente assurdo. Della metafisica dei tubi si capisce solo che non si capisce un tubo.
    L'incipit è "In principio era in nulla" e poi si parla di un Dio che guarda il niente e in questo nulla cosmico si viene a sapere che questo Dio aveva tre sole occupazioni, e nel nulla cosmico già questo dovrebbe meravigliare, peggio ancora scoprire che queste 3 attività sono: deglutizione, digestione ed escrezione. Ma se non c'è niente la domanda sorge spontanea, che cappero ti deglutisci?
    Vabbè è il primo libro della Nothomb che leggo per cui le do fiducia e vado oltre e scopro che è una specie di autobiografia, ma fortunatamente non è la solita autobiografia, è particolarmente fantasiosa, cosa che la rende interessante da leggere.
    La protagonista del libro, che non si sa quanto realmente corrisponda all'autrice nei fatti reali della sua vita, in quanto il racconto si basa su affermazioni al limite dell'incredibile, nasce con una sindrome non meglio identificata. Fino ai due anni e mezzo non reagisce, guarda semplicemente il soffitto, è considerata un vegetale o, seguendo la metafora del titolo, un tubo. Poi dopo i due anni d'un tratto esplode in una superattività quasi patologica e infine inizia a normalizzarsi grazie all'interazione con la nonna venuta dal Belgio apposta per conoscerla, per vedere il vegetale che si è risvegliato. Inizia a normalizzarsi quando la nonna le offre un cioccolatino bianco. Nel seguito, già verso i 3 anni, questa bambina dimostra una consapevolezza da piccolo Budda, tanto è vero che in Giappone, luogo dove risiede con la famiglia, in quanto il padre è un Console dell'ambasciata belga, considerano i bambini sotto i due anni degli dei.
    Impossibile credere che tutto quello che scrive Amélie Nothomb sia vero, e forse lo è solo la centesima parte, a partire dal fatto che la bambina già a due anni e mezzo comprendesse e parlasse il giapponese e il francese, fino al tentativo di suicidio all'età di soli tre anni.
    L'unica cosa verosimile è che questa bambina è precoce dal punto di vista del linguaggio e non è un caso che poi sia diventata una scrittrice, o viceversa visto che l'autrice è, ovviamente, una scrittrice s'immagina essere stata una bambina precoce dal punto di vista linguistico.
    La lettura, dopo una prima parte un po' incerta, diventa piacevole a volte ironica e a volte divertente. Credo che proverò a leggerne altri di libri di Amélie Nothomb.

    ha scritto il 

  • 3

    La mia seconda esperienza con la Nothomb mi conferma le impressioni avute con Igiene dell' assassino. Anche questo e' un libro «carino» , la scrittura e' bella e elegante, lo stile scorrevole, alcuni ...continua

    La mia seconda esperienza con la Nothomb mi conferma le impressioni avute con Igiene dell' assassino. Anche questo e' un libro «carino» , la scrittura e' bella e elegante, lo stile scorrevole, alcuni spunti originali. Mi sembra il libro perfetto per superare i momenti di blocco della lettura, però mi rimane il forte sospetto che tra un anno non mi ricorderò più di che parla.

    ha scritto il 

  • 3

    divertente e riflessivo, non male, proprio niente male, anche se con questa autrice non riesco ad avere un rapporto sereno, soprattutto, anche se può parere offensivo o banale, per il rapporto quantit ...continua

    divertente e riflessivo, non male, proprio niente male, anche se con questa autrice non riesco ad avere un rapporto sereno, soprattutto, anche se può parere offensivo o banale, per il rapporto quantità/prezzo, decisamente eccessivo.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi era piaciuta la Nothomb...fino a qui...

    Con 'Igiene dell'assassino' e 'Le catilinarie' mi aveva quasi convinta; con 'Stupore e tremori' mi aveva fatto dubitare, ma con i 'Tubi' mi ha fatto proprio incazzare: mancava solo 'zietto', e mi semb ...continua

    Con 'Igiene dell'assassino' e 'Le catilinarie' mi aveva quasi convinta; con 'Stupore e tremori' mi aveva fatto dubitare, ma con i 'Tubi' mi ha fatto proprio incazzare: mancava solo 'zietto', e mi sembrava la macabra versione cino-belga di Pippi Calzelunghe.
    Ultima chance 'Sabotaggio d'amore', solo perché consigliatomi da un'amica anobiana, dopo di che, sayonara Amélie!

    ha scritto il 

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