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Metapop

Storia del pop dal big bang a Kylie Minogue

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.7
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 410 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876380116 | Isbn-13: 9788876380112 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Clementina Liuzzi , Enrico Monti

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Musica

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Descrizione del libro
In un viaggio documentato, traboccante di classifiche e avventure romanzesche,il giornalista inglese Paul Morley offre al lettore una sorta di lucido edivertito remix della storia della cultura popolare e della musica pop inparticolare. Sul suo piatto da filosofo-dj girano Donna Summer e John Cage,Rachmaninov e i New Order, Guittone d'Arezzo e Baudelaire, la sexy cantanteaustraliana Kylie Minogue e l'umbratile filosofo austriaco Wittgenstein.
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  • 3

    Paul Morley, storica firma del NME degli anni ruggenti, qui sciorina tutta la sua cultura musicale spaziando dalle avanguardie piu' radicali al pop da supermercato.
    Le sue analisi sui vari fenomeni della cultura rock e pop sono molto mirate ma a volte, ed e' questa la pecca del libro secondo il m ...continua

    Paul Morley, storica firma del NME degli anni ruggenti, qui sciorina tutta la sua cultura musicale spaziando dalle avanguardie piu' radicali al pop da supermercato. Le sue analisi sui vari fenomeni della cultura rock e pop sono molto mirate ma a volte, ed e' questa la pecca del libro secondo il mio modesto parere, si aggrovigliano senza riuscire a capire dove egli voglia andare a parare; inoltre si dilunga per pagine e pagine su aspetti non molto significativi di alcuni personaggi primo fra tutti il personaggio che fa da filo conduttore (Kylie Minogue-?!?!?!) di tutto il libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Paul Morley è così, straripante e con un ego smisurato. Però conosce bene la materia di cui tratta e tutte le complicazioni/implicazioni che si porta dietro. E qui ha fatto lo sforzo enorme (per lui) di non nominare i Joy Division in ogni singola pagina. L'uomo del resto ha vissuto (anche) un per ...continua

    Paul Morley è così, straripante e con un ego smisurato. Però conosce bene la materia di cui tratta e tutte le complicazioni/implicazioni che si porta dietro. E qui ha fatto lo sforzo enorme (per lui) di non nominare i Joy Division in ogni singola pagina. L'uomo del resto ha vissuto (anche) un periodo seminale e ha conosciuto un sacco di persone, beato lui. Affascinante perdersi nelle considerazioni e nei "fili" apparentemente improbabili delle varie analisi musicali. Biasimo assoluto invece per la casa editrice italiana che ha cambiato il giusto titolo originale "Words and Music" in un inutile, tronfio e insopportabile "Metapop": ma scendi dal pero, va'! E incredibilmente questa volta non è rivolto a Morley ;-)

    ha scritto il 

  • 1

    ...mi pento e mi dolgo...

    ...pensavo meglio e soprattutto con più ritmo...


    ...devo piantarla di farmi abbindolare dai titoli...


    ...ma si può scrivere una porcata di questo genere?!


    ...ora dico io: vuoi sbrodolare sua quanto sei bravo, quanto sei abile, quanto sei colto etc? ok, niente da dire, ma ti p ...continua

    ...pensavo meglio e soprattutto con più ritmo...

    ...devo piantarla di farmi abbindolare dai titoli...

    ...ma si può scrivere una porcata di questo genere?!

    ...ora dico io: vuoi sbrodolare sua quanto sei bravo, quanto sei abile, quanto sei colto etc? ok, niente da dire, ma ti prego fallo in modo tale che chi legge non trovi più gradevole l'ultimo ricovero subito!

    Poi, diciamo pure che se Madonna Luisa Veronica Ciccone scopre che tu scrivi che Kylie è la nuova Madonna, c'è il rischio che ti prenda a roncolate.

    ha scritto il 

  • 5

    Musica raccontata

    E' bello sapere che c'è chi è in grado di raccontare in modo letterario il senso della musica dal punto di vista dell'ascoltatore. Niente tecnicismi, nessun finto lessico da critico musicale che non ha mai soffiato dentro un flauto o aveva una pessima band da ragazzo.


    Scrittura fluida e c ...continua

    E' bello sapere che c'è chi è in grado di raccontare in modo letterario il senso della musica dal punto di vista dell'ascoltatore. Niente tecnicismi, nessun finto lessico da critico musicale che non ha mai soffiato dentro un flauto o aveva una pessima band da ragazzo.

    Scrittura fluida e contenuti intensi di chi ha vissuto senza poter prescindere dalla musica. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    Sconclusionato, inutilmente autoreferenziale, odiosamente ripetitivo ed in fondo ingannevole. Se la decostruzione diventa il fine oltre che il mezzo allora la critica musicale è puro caos onanistico, una costante elencazione senza un inizio e senza un termine all'interno della quale affastellare ...continua

    Sconclusionato, inutilmente autoreferenziale, odiosamente ripetitivo ed in fondo ingannevole. Se la decostruzione diventa il fine oltre che il mezzo allora la critica musicale è puro caos onanistico, una costante elencazione senza un inizio e senza un termine all'interno della quale affastellare tutto e il contrario di tutto, da Kylie Minogue ai My Bloody Valentine, da Rachmaninov a Captain Beefheart, senza proporre un solo spunto degno di essere seguito. Per la serie: volevo essere Lester Bangs ma sono arrivato un pelo in ritardo (e ne avrei da imparare, eccome). Il meglio è un'annoiata pseudo-intervista a Jarvis Cocker dei Pulp. Per il resto solo sbadigli.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza inizio, nè fine. Illogico. Si può leggere da una pagina qualsiasi e decidere che è finito in un momento qualsiasi. Così la storia del pop per Morley: continua, stratificata, non consequenziale. Kylie Minogue e Merzbow; i Sonic Youth e Donna Summer. Nella stessa città, sulla stessa auto cabr ...continua

    Senza inizio, nè fine. Illogico. Si può leggere da una pagina qualsiasi e decidere che è finito in un momento qualsiasi. Così la storia del pop per Morley: continua, stratificata, non consequenziale. Kylie Minogue e Merzbow; i Sonic Youth e Donna Summer. Nella stessa città, sulla stessa auto cabrio, chiusi in una stanza che è la loro testa. La la la la la la la la la la. Il più grande singolo pop della storia non è il compimento di quest'ultima, nè l'inizio. E' un momento paritario agli altri, è lo stesso preciso momento. Questa recensione è il più grande singolo della storia del pop. Voi che la leggete siete il più grande sinoglo della storia del pop.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia della musica pop da Satie - compositore e pianista francese di fine Ottocento - a Kylie Minogue: un rapido e intenso viaggio in macchina verso la città musicale del futuro, guidati dalla cantante australiana e dai cangianti passeggeri del suo veicolo (tra questi, anche il filosofo Ludw ...continua

    Una storia della musica pop da Satie - compositore e pianista francese di fine Ottocento - a Kylie Minogue: un rapido e intenso viaggio in macchina verso la città musicale del futuro, guidati dalla cantante australiana e dai cangianti passeggeri del suo veicolo (tra questi, anche il filosofo Ludwig Wittgenstein). Per uno come me, per cui la musica non è certo la prima passione (sono un tipo visivo, non certo acustico), una vera e piacevole sorpresa.

    ne ho parlato anche qui: http://aenigmata.splinder.com/post/19823691/primi+saggi

    ha scritto il