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Metro 2033

El último refugio

By Dmitry Glukhovsky

(142)

| Paperback | 9788448039806

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Book Description

Año 2033. Tras una guerra nuclear devastadora, amplias zonas del mundo han quedado sepultadas bajo escombros y cenizas debido a la radiación. También Moscú se ha tansformado en una ciudad fantasma. Los supervivientes se han refugiado bajo tierra, en Continue

Año 2033. Tras una guerra nuclear devastadora, amplias zonas del mundo han quedado sepultadas bajo escombros y cenizas debido a la radiación. También Moscú se ha tansformado en una ciudad fantasma. Los supervivientes se han refugiado bajo tierra, en la red de metro. En cada una de las estaciones, convertidas en pequeñas ciudades estado, sus habitantes se agrupan en torno a las más diversas ideologías, religiones o movidos por un único objetivo: impedir una invasión de las criaturas mutantes del exterior.

Artyom, un joven soldado, será elegido para penetrar en el corazón del metro hasta la legendaria Polis y alertar a todos del peligro que acecha a la estación de la que procede, la VDNKh, y a toda la red metropolitana. De él dependerá el futuro de su hogar, del Metro y puede que de toda la humanidad.

108 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dopo un'esplosione nucleare che ha contaminato il pianeta, gli unici sopravvissuti sono coloro che, il giorno dell'esplosione, sono riusciti a rifugiarsi nei sotterranei della metro di Mosca, al riparo dalle radiazioni. Da quel giorno è iniziata per ...(continue)

    Dopo un'esplosione nucleare che ha contaminato il pianeta, gli unici sopravvissuti sono coloro che, il giorno dell'esplosione, sono riusciti a rifugiarsi nei sotterranei della metro di Mosca, al riparo dalle radiazioni. Da quel giorno è iniziata per loro una nuova vita. 3 stellette solo perchè la traduzione sembra fatta con google translate, ed inoltre nel testo ci sono un sacco di errori ortografici che rendono la lettura irritante. E' un peccato perchè trovo che sia un bellissimo romanzo di fantascienza.

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    Massimo said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Onirico, post-apocalittico alla J.G. Ballard ma decisamente troppo troppo lungo.
    Ci sono interessanti intuizioni e l'ambientazione è evocativa, ma mentre alcuni capitoli scorrono velocemente altri invece sono insopportabilmente tediosi.
    3.5 quindi, s ...(continue)

    Onirico, post-apocalittico alla J.G. Ballard ma decisamente troppo troppo lungo.
    Ci sono interessanti intuizioni e l'ambientazione è evocativa, ma mentre alcuni capitoli scorrono velocemente altri invece sono insopportabilmente tediosi.
    3.5 quindi, soprattutto perché un libro del genere avrebbe avuto bisogno di una seria revisione.

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    Paolo Gibellini said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Poteva essere molto più bello.

    Inizio con i difetti.
    I personaggi sono inconsistenti. Arrivano, fanno la loro parte, spariscono. In questo modo non mi sono affezionato a nessuno (protagonista compreso).
    La storia è claudicante. A volte mi sono chiesto come poteva essere arrivato ...(continue)

    Inizio con i difetti.
    I personaggi sono inconsistenti. Arrivano, fanno la loro parte, spariscono. In questo modo non mi sono affezionato a nessuno (protagonista compreso).
    La storia è claudicante. A volte mi sono chiesto come poteva essere arrivato il protagonista fin li visto che l'autore si era dimenticato di scriverlo.
    La trama passa da momenti belli "tesi" a momenti un poco noiosi e in un certo senso ripetitivi.
    Ci sono un buon numero di errori di traduzione.
    Fortunatamente metro 2033 possiede anche dei pregi che sono secondo me questi.
    L'ambientazione accattivante (la metropolitana di Mosca).
    Il senso claustrofobico dei tunnel completamente bui.
    Dei momenti che ti incollano alle sue pagine (La libreria per citarne una).
    Sotto si cela una denuncia sul modo di vivere (ma sopratutto di uccidere e distruggere) dell'essere umano.
    Un finale che a me ha lasciato di stucco nella sua brevità.

    Pensandoci su mi sono però fatto un'idea su questo libro.
    Artyom non è il protagonista di questo libro. La vera protagonista di questa storia è la metropolitana di Mosca e sento che mi manca già.
    Sarebbe stato quindi un libro stupendo se l'autore fosse stato un poco più attento ma comunque, Metro 2033 è un libro che mi è piaciuto.

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    Beppoland said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Illeggibile

    L'unico aspetto che si salva di questo libro è l'ambientazione. Suggestiva, cupa, claustrofobica, intrigante.
    Il resto è spazzatura.
    Personaggi che non hanno nè capo nè coda.
    Protagonista scialbo, stupido e preda degli eventi.
    Scrittura (traduzione?) ...(continue)

    L'unico aspetto che si salva di questo libro è l'ambientazione. Suggestiva, cupa, claustrofobica, intrigante.
    Il resto è spazzatura.
    Personaggi che non hanno nè capo nè coda.
    Protagonista scialbo, stupido e preda degli eventi.
    Scrittura (traduzione?) irritante.
    Storia assurda, inconcludente, con forzature e buchi enormi.

    Ci sono libri migliori su cui spendere tempo.

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    Aedrel said on May 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Intrigante

    L'ho trovato estremamente affascinante per la scelta dell'ambientazione, che per lunghi tratti diventa la vera protagonista indiscussa.
    Il vero neo, mano a mano che la storia prosegue, sta spesso nel fatto che le cose avvengano senza che ci sia una v ...(continue)

    L'ho trovato estremamente affascinante per la scelta dell'ambientazione, che per lunghi tratti diventa la vera protagonista indiscussa.
    Il vero neo, mano a mano che la storia prosegue, sta spesso nel fatto che le cose avvengano senza che ci sia una vera motivazione dietro ad esse; e, com'è scontato che sia, molte sfacettature dei vari gruppi interessati nella trama si perdono durante la lettura.

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    fmd said on Mar 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una bellissima ambientazione troppo discontinua.

    Quando si scrive un romanzo di fantascienza concepire una bella ambientazione vuol dire partire con il piede giusto: permette di sviluppare i personaggi, viene in soccorso all’autore quando questo resta invischiato nella palude della sterilità creati ...(continue)

    Quando si scrive un romanzo di fantascienza concepire una bella ambientazione vuol dire partire con il piede giusto: permette di sviluppare i personaggi, viene in soccorso all’autore quando questo resta invischiato nella palude della sterilità creativa e crea curiosità nel lettore. Come è successo? Cosa c’era prima? Cosa succederà poi? Perché?
    ‘Metro 2033′ parte assolutamente con il piede giusto. La Mosca post nucleare nella quale i sopravvissuti all’olocausto atomico sono costretti a vivere nella complessa metro è affascinante. La ristrutturazione dell’immenso e claustrofobico dedalo di tunnel in micro-regni grandi quanto una stazione metropolitana, ciascuno con le proprie regole, è originale. I rapporti di forza tra le ideologie politiche che dalla superficie si sono trasferite sotto terra è attuale, cinico e al tempo stesso visionario. I Tetri, le mutazioni, l’anima oscura della metro sono ottimi spunti pronti a essere impiegati per ottenere il massimo effetto. C’è tanto horror in questo romanzo ed è senza dubbio un bene.
    Però. C’è un però. Il protagonista, Artyom, è un giovane nato prima della guerra nucleare. E’ a lui che Glukhovsky incolla il lettore ed è con lui che iniziamo a intraprendere un complesso e a tratti troppo caotico viaggio lungo tutta la metropolitana di Mosca. Ed è qui che iniziano i problemi. Le motivazioni che muovono Artyom sono troppo pretestuose e fataliste così come lo sono alcuni stratagemmi narrativi piazzati qua e là per far succedere determinate cose. Gli equilibri politici e religiosi dell’intera Metro sono demandati a blocchi descritti a volte indigesti che spezzano la tensione narrativa e se anche questo può essere causa della genesi stessa del romanzo (nasce come progetto web lungo tre anni e la sua stesura ha tenuto conto dell’opinione e dei suggerimenti dei lettori del web) finisce con il fare un po’ troppi danni. Alcuni personaggi arrivano al momento giusto e nel posto giusto per poi sparire: uno su tutti Khan.
    Ho trovato chiare tracce di un’influenza asimoviana: in ‘Preludio alla Fondazione’ (1988) Hari Seldon si spostava tra i vari settori di Trantor avendo a che fare con tutte le peculiarità politiche e religiose di questi piccoli stati. Così Artyom fronteggia i neofascisti, fanatici religiosi, si trova all’interno della moderna e ricca Polis e così via. L’idea di farci vedere tutta la Metro è buona ma come dicevo è il motore a non convincermi: troppo meccanico. Glukhovsky si riferisce anche a ‘Cuore di Tenebra’ (1902) di Joseph Conrad quando ci mostra i cannibali e la finta religione molto kurtziana che viene loro imposta da studiosi sopravvissuti all’inferno atomico ma anche questo blocco narrativo appare troppo posticcio.
    Insomma in ‘Metro 2033′ ci sono tante, forse troppe cose e la conclusione stessa liquida in pochissime pagine tutta l’angosciante (e riuscita) vicenda dei Tetri. Seppure ho apprezzato molto il finale nichilista che Glukhovsky ci propone ammetto che la lettura di ‘Metro 2033′ è stata lunga e faticosa a causa di tutti gli elementi discontinui descritti.
    L’ambientazione resta vincente, e lo testimoniano tutti gli spin-off a cui ‘Metro 2033′ ha dato seguito, ma il valore assoluto di questo romanzo per me arriva a una sufficienza risicata.
    Adesso sono curioso di incrociare i guantoni con i romanzi di altri autori ispirati a questo universo, primo fra tutti ‘Le Radici del Cielo’ (2011) del nostro Tullio Avoledo.
    Il voto reale sarebbe due stelle e mezzo, ma siccome non è possibile opto per una votazione al ribasso.

    Seguitemi su:
    http://www.maicomorellini.it

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    maico.morellini said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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