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Metti il diavolo a ballare

Di

Editore: Einaudi

3.6
(85)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 198 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880619853X | Isbn-13: 9788806198534 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La terra è quella aspra e impenetrabile del Salento. Il tempo è quello in cui le tarante mordevano nelle campagne inoculando il veleno nei corpi dei pizzicati, e bisognava metterli "a ballare" per liberarli dal male. Con il suo primo romanzo, Teresa De Sio ci porta nel cuore del Salento premoderno degli anni Cinquanta e del suo orizzonte mitico fatto di credenze ataviche, di erbe miracolose e fatali, diavoli ragni, ma anche di miseria, arroganza di casta e saggezza insospettata. Ci racconta una storia in cui l'amore è una dolcezza preclusa, e la felicità "una zattera" che non arriva mai, o quasi. E la storia di Archina Solimene, una bambina morsicata, di sua sorella Filomena, "mansueta come una mucca", del loro padre Nunzio, di donna Aurelia la vammàna, che ha suoi modi antichi per scacciare il male. Al centro c'è una notte maledetta di Carnevale, una vicenda che finirà per travolgere la vita di molti e scompaginare l'esistenza stessa del paese di Mangiamuso. Intorno c'è una trama fatta di tanti destini, tanti personaggi. Come se fosse necessario lo sguardo di tutti (il pavido don Filino, la parrucchiera-maga-etilista La Saputa, le avare gemelle Santo, Severino ragazzo-lupo), per riuscire a evocare quel male segreto, senza consolazione, che né i suoni magici della pizzica né le diavolerie che arrivano "dritte dritte dal futuro" possono guarire.
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  • 1

    ma il salento è un altro

    questo romanzo non è un romanzo. non c'è una struttura narrativa. non c'è una lingua che assomigli al salentino neanche quando cita le canzoni popolari che pure la de sio dovrebbe conoscere. non c'è eleganza. i personaggi sono macchie di colore buttate a caso su una tela abbozzata senza sapere co ...continua

    questo romanzo non è un romanzo. non c'è una struttura narrativa. non c'è una lingua che assomigli al salentino neanche quando cita le canzoni popolari che pure la de sio dovrebbe conoscere. non c'è eleganza. i personaggi sono macchie di colore buttate a caso su una tela abbozzata senza sapere cosa si vorrebbe farne.
    è incongruente, è inconcludente. pretende chissà cosa, non lascia che l'amarezza di un'occasione sprecata in malo modo.
    mio nonno andava a suonare alle tarantate. mio padre scappava via per non assistere a quello spettacolo che l'avrebbe segnato per tutta la vita. la pizzica, o la taranta, non è un fatto folcoristico da liquidare con leggerezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Amando Teresa, probabilmente sarò di parte nel dire che il suo esordio letterario vero e proprio lascia ben sperare.
    Un romanzo intenso, toccante, a tratti ricorda Verga, a tratti Pavese.
    Un romanzo che non è azzardato definire a tratti splatter, a tratti tarantiniano.
    Teresa ci ...continua

    Amando Teresa, probabilmente sarò di parte nel dire che il suo esordio letterario vero e proprio lascia ben sperare.
    Un romanzo intenso, toccante, a tratti ricorda Verga, a tratti Pavese.
    Un romanzo che non è azzardato definire a tratti splatter, a tratti tarantiniano.
    Teresa ci racconta le vicissitudini di una ragazzina nata e cresciuta nel Salento, a Mangiamuso, ci rende partecipi del tormento di questa ragazza che, con gli anni, prende consapevolezza del suo malessere.
    Un libro dedicato a chi si sente tarantolato.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dall'interno sente arrivare una musica, prima debole e sdolcinata, poi un terzinato in battere più incalzante, che si fa sempre più forte e violento mano a mano che la zattera si allontana verso l'orizzonte dei campi che sono liquidi fluttuanti come fossero mare"
    La musica è una storia fra ...continua

    "Dall'interno sente arrivare una musica, prima debole e sdolcinata, poi un terzinato in battere più incalzante, che si fa sempre più forte e violento mano a mano che la zattera si allontana verso l'orizzonte dei campi che sono liquidi fluttuanti come fossero mare"
    La musica è una storia fra le storie, in questo romanzo intricato ma ben riuscit, opera prima della De Sio. Unico tasto dolente è stato seguire la trama dei legami, di sangue e di spirito, fra i personaggi. Alla fine mi sono ritrovata a tracciare sulla prima pagina un albero genealogico salentino che ricordava afro-americano quello di Kunta Kinte all'inizio di 'Radici'. La musica è il ritmo delle solitudini degli uomini ciechi, degli urli muti delle donne rassegnate, delle passioni accese e mai sfogate, del veleno della tarantola che non esce più dal corpo. La suggestione della memoria gioca brutti scherzi, e la potenza descrittiva di suoni, odori e paesaggi mi riporta violentemente a quel sud bruciante dal quale sono scappata. E mi ritrovo ad ammattere che il diavolo continua a tentarmi.. anche dopo tutto questo tempo, dopo tutti questi chilometri, dopo tutta questa violenza che ho fatto al mio corpo impedendogli di ballare, alla fine ha vinto lui. "Mò vedo bene, mò sò tornata e sò na femmina e nun me metto cchiù paura!"

    ha scritto il 

  • 2

    Lo stile non è tutto

    Perché indubbiamente Teresa De Sio di stile ne possiede: scrittura piuttosto fluida, capacità di descrizione, anche una notevole bravura nell'approfondire l'introspezione dei singoli personaggi, ma.....appunto c'è un ma; e sta nel fatto che alla fine ci si annoia mortalmente nella lettura, non es ...continua

    Perché indubbiamente Teresa De Sio di stile ne possiede: scrittura piuttosto fluida, capacità di descrizione, anche una notevole bravura nell'approfondire l'introspezione dei singoli personaggi, ma.....appunto c'è un ma; e sta nel fatto che alla fine ci si annoia mortalmente nella lettura, non essendo considerabile buon segno lo sperare di arrivare alla fine rapidamente. Attendo prove migliori e più esperte, che la letteratura è altra cosa dalla musica.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono molto soddisfatta della miscela fra dialetto salentino e napoletano... per il resto, c'è tutto quel che serve per temere ed amare la terra meravigliosa in cui sono nata.

    ha scritto il 

  • 4

    Una taranta inaspettata

    Un libro inaspettato, una buona opera prima (credo). Si sentono tutti i suoni, i rumori e i profumi forti della terra che ospita questa storia. Già più o meno a metà del libro si capisce cosa succede, ma è interessante leggere i diversi punti di vista dei vari personaggi, tutti con la loro "giust ...continua

    Un libro inaspettato, una buona opera prima (credo). Si sentono tutti i suoni, i rumori e i profumi forti della terra che ospita questa storia. Già più o meno a metà del libro si capisce cosa succede, ma è interessante leggere i diversi punti di vista dei vari personaggi, tutti con la loro "giusta" opinione. Non do il massimo dei voti perchè sono rimasta un po' delusa dal capitolo finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Di grande intensità. Inizi a leggerlo e mentre l' anziana signora mescola gli ingredienti riesci a sentire la sua voce e poi senti il calore del sole sulla pelle e il ritmo della taranta... Splendido. Per chi ne ha l' occasione consiglio di vedere la lettura in musica fatta dall' autrice.

    ha scritto il 

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