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Meu nome é vermelho

Por

3.8
(3406)

Language:Português | Number of Páginas: | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi traditional , Chi simplified , Spanish , Italian , French , Japanese , German , Turkish , Croatian , Czech , Catalan , Swedish , Polish

Isbn-10: 8535904689 | Isbn-13: 9788535904680 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrição do livro
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  • 4

    L'arte della miniatura non cattura l'albero in fiore, la notte, il momento in cui ci s'innamora; cattura il loro pensiero - l'idea dell'albero in fiore, della notte, del momento in cui ci s'innamora. ...continuar

    L'arte della miniatura non cattura l'albero in fiore, la notte, il momento in cui ci s'innamora; cattura il loro pensiero - l'idea dell'albero in fiore, della notte, del momento in cui ci s'innamora. Ciò significa che l'unico vero soggetto della miniatura è il dolore: dolore è l'invalicabile distanza tra le cose e la loro immagine, la finzione che ci costruiamo per non subire la tortura di dimenticarle. Il disegno del perfetto albero in fiore indica soltanto che le miriadi di alberi in fiore nel mondo lì fuori, ognuno - fatto commovente e crudele - diverso dall'altro, sono per noi perdute; che sono perduti tutti i pomeriggi nel giardino, tutte le lune dolci d'estate. Forse è questa profonda tristezza, e non altro, a fondare l'antica interdizione delle immagini.

    dito em 

  • 0

    Il mio nome e Rosso

    Uno dei libri più belli che abbia letto. Un nuovo modo di vedere il mondo . Ti trasporta lontano.
    In fin dei conti un giallo anche se narrato in modo molto strano. Mi ha preso.

    dito em 

  • 3

    Ho aperto la prima pagina senza sapere esattamente cosa aspettarmi (non avevo mai letto nulla di Pamuk): le prime 50 pagine mi hanno estremamente entusiasmato e sorpreso, mi sembrava di leggere "il no ...continuar

    Ho aperto la prima pagina senza sapere esattamente cosa aspettarmi (non avevo mai letto nulla di Pamuk): le prime 50 pagine mi hanno estremamente entusiasmato e sorpreso, mi sembrava di leggere "il nome della rosa" in versione turca (e non per l'assonanza dei titoli). Come raramente mi capita, mi sono soffermata su alcuni passaggi e sono tornata a rileggere le parti precedenti fermandomi a riflettere sul senso di ciò che leggevo al presente in rapporto a ciò che era stato scritto prima. Ero totalmente affascinata da questo libro corale in cui ogni capitolo e ogni personaggio mi apparivano perfetti, da quest'opera complessa e ricca di livelli di lettura diversi, di significati stratificati, di racconti nel racconto che farebbero la gioia di ogni appassionato di arte e letteratura. Accanto alle questioni religiose, alle riflessioni sul ruolo dell'uomo nella società e sul rapporto tra culture diverse si snodano indizi come in un romanzo giallo. Ero estasiata. Poi, d'un tratto (non so bene quando) ho cominciato ad annoiarmi: tutto mi sembrava già detto e improvvisamente leggere è diventato pesante, poco stimolante. La traccia "investigativa" si è quasi annullata e i personaggi, prima così ricchi di sfaccettature, ambizioni ed egoismi si sono appiattiti: più leggevo, e più mi sentivo profondamente delusa. Non credo mi sia mai successo con un romanzo di iniziare con un entusiasmo così alto e finire con un umore così basso. Sicuramente leggerò altro di Pamuk, perchè non è facile raccontare di un mondo così lontano nel tempo riuscendo ad appassionare grazie a temi universali ed eterni; inoltre, le questioni di stile, forma e riconoscibilità dell'arte sono davvero interessanti anche per chi non è un esperto del settore. Resta il fatto che questa continua a sembrarmi fortemente l'occasione mancata per un capolavoro.

    dito em 

  • 4

    Un romanzo impegnativo, non sempre di facile lettura...ma bello..molto bello!
    Le tante descrizioni, così particolareggiate, riescono a farci vedere i colori brillanti, il luccichio dell'oro, le sfuma ...continuar

    Un romanzo impegnativo, non sempre di facile lettura...ma bello..molto bello!
    Le tante descrizioni, così particolareggiate, riescono a farci vedere i colori brillanti, il luccichio dell'oro, le sfumature , i dettagli, gli errori...e i finti errori...che rendono ogni miniatura esclusiva e diversa da tutte le altre!
    Pamuk ci accompagna alla scoperta di un mondo unico e speciale...fatto di sacrificio, di impegno, di assoluta dedizione ... Di competizione, gelosia...e amore...

    Il mio nome è rosso
    "Sento che vi domandate: cosa vuol dire essere un colore?
    Il colore è il tocco dell'occhio, la musica dei sordi, un grido nel buio. Dato che sono decine di migliaia di anni che ascolto, di libro in libro, di oggetto in oggetto, quel che dicono le anime, come il ronzio del vento, lasciatemi dire che il mio tocco assomiglia a quello degli angeli. Parte di me richiama i vostri occhi, è la mia parte pesante. L'altra parte vola in aria con i vostri sguardi, è la mia parte leggera."

    dito em 

  • 4

    Appassionate e intelligente

    La lettura di questo romanzo è corrisposta ad un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita, che mi ha costretto a dedicarci poco tempo impiegandone quindi molto per terminarlo e ahimè potendo dispo ...continuar

    La lettura di questo romanzo è corrisposta ad un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita, che mi ha costretto a dedicarci poco tempo impiegandone quindi molto per terminarlo e ahimè potendo disporre di scarsa concentrazione alle sottigliezze degli intrecci.
    Il lbro è bellissimo, costruito come un romanzo corale i cui personaggi prendono la parola in capitoli diversi, protagonisti e comparse, perfino un cane, un colore, una moneta e il diavolo. Intelligente e spesso ironico, ben scritto sebbene a volte pecca di prolissità e incomprensibili ripetizioni di concetti. Gli scenari ben articolati e i personaggi ben ritratti, complessi e inaspettati, potendo la struttura permettersi di variare i punti di vista e di intepretazione degli eventi. La parte più interessante, diffusa in tutto il libro e perno della storia è il confronto culturale tra oriente (Istanbul) e occidente (Venezia) espresso nelle digressioni sulla pittura e sopratutto sulo stile, lo stile che definisce un modo di vivere e di concepire il mondo.
    Impegnativo ma assolutamente da leggere.

    dito em 

  • 4

    Anche questo libro, insieme a pochi altri, fa parte dei miei primi approcci con la cultura mediorientale e più generalmente islamica. In questo caso il piccolo giallo dell'assassinio di uno dei miniat ...continuar

    Anche questo libro, insieme a pochi altri, fa parte dei miei primi approcci con la cultura mediorientale e più generalmente islamica. In questo caso il piccolo giallo dell'assassinio di uno dei miniaturisti del sultano sembra un pretesto per poter spiegare proprio l'arte della miniatura, con tutte le sue caratteristiche che la rendono tanto diversa da quella europea, in particolare veneziana.
    è un libro particolare e lo si comprende subito dalla scelta narrativa: è composto da tanti piccoli capitoli ognuno dei quali scritto in prima persona da un personaggio o da un oggetto che fanno parte della storia; sono quindi tanti tasselli con diversi punti di vista che insieme vanno a completare la trama.
    non è un libro difficile da leggere, ma potrebbe risultare un po' pesante se le spiegazioni sulla miniatura vi annoiano. A me è piaciuto, la prima metà del libro è un po' più lenta ma poi si velocizza, e poi le spiegazioni sulla miniatura dicono tantissimo della cultura islamica. :D

    dito em 

  • 5

    IL MIO NOME È ROSSO

    Superbo l’incipit: “Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo. Ho esalato l’ultimo respiro ormai da tempo, il mio cuore si è fermato, ma, a parte quel vigliacco del mio assassino, nessu ...continuar

    Superbo l’incipit: “Adesso io sono un morto, un cadavere in fondo a un pozzo. Ho esalato l’ultimo respiro ormai da tempo, il mio cuore si è fermato, ma, a parte quel vigliacco del mio assassino, nessuno sa cosa mi sia successo. Lui, il disgraziato schifoso, per essere sicuro di avermi ucciso ha ascoltato il mio respiro, ha tastato il mio polso, mi ha dato un calcio nel fianco, mi ha portato nel pozzo e mi ha preso in braccio per poi buttarmici dentro. La testa me l’aveva già spaccata a colpi di pietra, e cadendo nel pozzo è andata in pezzi, la mia faccia, la fronte e le guance, è rimasta schiacciata, è scomparsa, le ossa si sono spezzate, la bocca si è riempita di sangue.”
    Ci troviamo agli inizi del diciassettesimo secolo. Mentre in Europa l’arte sta toccando il suo massimo fulgore, in Turchia ci si domanda se sia meglio dipingere secondo l’uso occidentale, che ritrae la realtà come appare all’occhio umano, o non sia più opportuno seguire la tradizione, per cui l’artista deve riprodurre ciò che vede con gli occhi della mente, non alterando così i significati dell’arte e della cultura ottomana. Ritroviamo quindi un tema basico nei romanzi di Pamuk: la spinta verso l’occidentalizzazione e il freno del tradizionalismo.
    La storia è strutturata in modo che ogni capitolo dia voce ai diversi personaggi, ma anche ai disegni fatti dai vari miniaturisti: il cane, la pianta, la moneta, la morte. Romanzo per lettori non frettolosi, avvincente, ipnotico, bellissimo.

    dito em 

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