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Mi siglo

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3.5
(127)

Language:Español | Number of Pages: 416 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 8420441627 | Isbn-13: 9788420441627 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • 0

    senza voto. ci ho provato ma è privo di qualsiasi interesse. l'idea è buona: 100 racconti, uno per ogni anno del '900, incentrati su qualcosa di significativo per la Germania.
    Peccato che siano peggio che noiosi, ininteressanti!

    Ps: lo abbandono senza sensi di colpa per non averlo f ...continue

    senza voto. ci ho provato ma è privo di qualsiasi interesse. l'idea è buona: 100 racconti, uno per ogni anno del '900, incentrati su qualcosa di significativo per la Germania.
    Peccato che siano peggio che noiosi, ininteressanti!

    Ps: lo abbandono senza sensi di colpa per non averlo finito, anche grazie al fatto che è un ebook!

    said on 

  • 0

    da Gunter a Ingo

    E' il solito brodo alla Gunter, non si sbaglia!
    Viaggio nella storia tedesca da un punto di vista speciale. Ingo Schulze è sulle sue orme.

    said on 

  • 3

    Ho trovato i cento racconti ( o saggi? ), legati ai cento anni del secolo, troppo indipendenti.

    Non c'è alcun filo logico tra i cento capitoli del libro, né di ambiente, né di ideali, né di tipologia.
    Inoltre è noioso.
    Forse troppo intellettuale per me.

    said on 

  • 4

    Letto da: Peppe.

    Semplicemente 100 lettere, una per ogni anno, lettere da una Germania in cammino, da popoli che si dividono e poi si ritrovano, con sfondo la Storia con la s maiuscola. Sincero.

    said on 

  • 4

    La parola chiave di questa galoppata nella storia tedesca potrebbe essere “continuità”: prima e dopo le guerre e il nazismo, e anche continuità fra Germania Ovest e Germania Est, prima dell’unificazione, al di là delle diatribe ideologiche e delle apparenti profonde differenze. Grass sembrerebbe ...continue

    La parola chiave di questa galoppata nella storia tedesca potrebbe essere “continuità”: prima e dopo le guerre e il nazismo, e anche continuità fra Germania Ovest e Germania Est, prima dell’unificazione, al di là delle diatribe ideologiche e delle apparenti profonde differenze. Grass sembrerebbe individuare nella storia tedesca una costante di assennata ragionevolezza (bisogna guardare alla sostanza, cioè in genere ai soldi), che rende le persone insensibili e quindi irresponsabili rispetto alle tragedie che le circondano e che si ostinano a non vedere.<br />Il tono prevalente è lieve, ma le tragedie rimangono tali: sia che parli delle battaglie di Verdun con le sue centinaia di migliaia di morti (circa otto o nove morti per metro quadro, ma mancano sul luogo adeguati cartelli bilingui per i visitatori...), sia che parli della nube di Chernobyl, con il cesio che contamina i funghi (ma il vecchio signore dell'anno 1986 continuava a raccoglierli, tanto alla sua età...). Per il lettore italiano a volte risulta difficile cogliere allusioni e doppi sensi intraducibili, oltre che riferimenti ad episodi poco conosciuti.

    said on