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Mia cugina Rachele

Di

Editore: Il Saggiatore

4.0
(378)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8856500361 | Isbn-13: 9788856500363 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marina Morpurgo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Chi è "veramente" Rachele, la bellissima italiana che, dopo la morte del marito, avvenuta in circostanze poco chiare, arriva all'improvviso nella sua casa in Cornovaglia e con il suo fascino riesce a fare innamorare Philip, il cugino della vittima? È realmente travolta dalla passione o cerca soltanto di impadronirsi della sua ricchezza, come ha già fatto con il marito? Daphne du Maurier - una delle scrittrici più lette nel mondo durante gli anni '50 e '70 - in questo libro dà prova della sua capacità di scrivere storie in cui alla ricchezza del plot narrativo si accompagna una finissima indagine psicologica dei personaggi.
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  • 4

    Terzo libro dell'autrice che leggo. Che dire? Davvero bello. La Du Maurier si riconferma una grande scrittice, una vera maestra nel dare forma a personaggi femminili complessi... Rachele non è da meno ...continua

    Terzo libro dell'autrice che leggo. Che dire? Davvero bello. La Du Maurier si riconferma una grande scrittice, una vera maestra nel dare forma a personaggi femminili complessi... Rachele non è da meno, così complicata e contraddittoria da alimentare costantemente nel lettore il dubbio sulla sua vera natura (benevola o malevola?). Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    La capacità narrativa della Du Maurier è indubbia. E' in grado di dipingere personaggi, paesaggi e situazioni in modo da farti sentire parte di esso. Rebecca rimane, al momento, il mio preferito. Ques ...continua

    La capacità narrativa della Du Maurier è indubbia. E' in grado di dipingere personaggi, paesaggi e situazioni in modo da farti sentire parte di esso. Rebecca rimane, al momento, il mio preferito. Questo parte molto bene, ma a mio parere si perde un po' nel finale. Mi aspettavo una rivelazione più netta, in un senso o in un altro, sono rimasta con una sensazione di irrisolto che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 4

    è in un certo senso più riuscito, sottile e raffinato di Rebecca la prima moglie. Anche e soprattutto perché, fino alla fine, ci si domanderà: chi è Rachele? Quasi in un crescendo di frustrazione.
    E c ...continua

    è in un certo senso più riuscito, sottile e raffinato di Rebecca la prima moglie. Anche e soprattutto perché, fino alla fine, ci si domanderà: chi è Rachele? Quasi in un crescendo di frustrazione.
    E chissà se il lettore lo saprà mai...

    ha scritto il 

  • 4

    Svelare i particolari della trama in un romanzo del genere sarebbe un sacrilegio perché vorrebbe dire infrangere quell'aura di mistero che avvolge questa sorta di thriller psicologico e che permane fi ...continua

    Svelare i particolari della trama in un romanzo del genere sarebbe un sacrilegio perché vorrebbe dire infrangere quell'aura di mistero che avvolge questa sorta di thriller psicologico e che permane fino all'ultima pagina.
    Tutto quello che posso dire è che un capitolo tira l'altro, in un crescendo di curiosità e tensione, nel tentativo di scoprire la vera natura di questa "vedova nera", per metà inglese e per metà italiana.
    E se il protagonista maschile fa una magra figura in quanto ad intelligenza e perspicacia, è Rachel a dominare la scena ed è a lei che si torna a pensare, una volta chiuso il libro... perché la fine della storia non coincide necessariamente con la fine del mistero.

    ha scritto il 

  • 4

    “Poi mi baciò. Non però come aveva fatto l’altra volta. E mentre mi baciava pensai: “Non per nostalgia della casa, non perché aveva il sangue malato o la febbre nel cervello, ma per questo Ambrose è morto.”

    Il fascino e il carisma sono più ammalianti di un viso e di un fisico perfetto. Ne sono pienamente convinta, da sempre.
    Ci sono donne che, non so come, riescono a irretire completamente gli uomini, ri ...continua

    Il fascino e il carisma sono più ammalianti di un viso e di un fisico perfetto. Ne sono pienamente convinta, da sempre.
    Ci sono donne che, non so come, riescono a irretire completamente gli uomini, riescono a plagiarli, a renderli loro schiavi solo con il potere del fascino e del carisma. Non so come ci riescano, ma esistono donne in grado di sottomettere completamente gli uomini, lo so bene.
    Rachele è una di quelle donne a possedere questo potere. Metà italiana e metà inglese, riesce a fare completamente suoi due uomini, due cugini, Ambrose e Philip.
    Ambrose è un uomo che ha già superato i quaranta. Sposa la giovane Rachele e cominciano la loro vita a Firenze, città natale della ragazza.
    Dopo poco tempo muore a causa di una sconosciuta malattia, una morte misteriosa la sua della quale Philip incolpa Rachele.
    Il giovane Philip, venticinque anni appena, comincia a sviluppare una sorta di astio verso la donna quando lei, dopo il funerale del marito, si trasferisce nella sua residenza in Cornovaglia.
    Giorno dopo giorno questo sentimento iniziale di odio, astio e indifferenza si trasforma in simpatia, affetto e infine amore travolgente. Rachele riesce a conquistare anche il suo cuore come era accaduto in passato con il cugino grazie a quel potere straordinario che alcune donne hanno insite in loro.
    Ma chi è in realtà Rachele? Chi è questa donna giunta dalla bellissima Firenze e sulla quale aleggia un alone di mistero? Chi è Rainaldi, l’uomo a cui è legata da una profonda amicizia? E’ quella timida e gentile ragazza che appare oppure nasconde dentro di sé’ un animo freddo e manipolatrice? Non ci è stato dato di scoprirlo…il mistero resterà per sempre…
    Come ha scritto qualcuno questo è un noir di altissimo livello, dopo “Rebecca, la prima moglie”(con il quale ho notato diverse affinità) Daphne Du Maurier ci presenta un nuovo romanzo affascinante e inquietante allo stesso tempo, un romanzo nel quale al centro c’è ancora una volta la donna in tutta la sua ambiguità.
    Un romanzo come il precedente dal profondo risvolto psicologico, dove il dubbio è il protagonista assoluto, dove i giochi di ruolo tra il protagonista e l’antagonista si intrecciano tra di loro, ribaltandosi poi completamente nel finale.
    Un romanzo che scava nel cuore di ogni essere umano, nelle proprie fragilità e nelle proprie sensibilità.
    Un libro di un’intensità unica, fortemente introspettivo, un romanzo dove non c’è un vincitore, ma due persone, uomo e donna, entrambe vittime dei propri sentimenti.
    Una lettura sublime…grazie dal più profondo del mio cuore alla bellissima persona che mi ha permesso di poterlo leggere…grazie davvero, di cuore…

    “Non si può tornare indietro nella vita. Un’occasione si presenta una volta sola. Non si può fare in modo di non aver detto una parola, di non aver compiuto un gesto, più di quanto non lo potesse il povero Tom Jenkyn penzolante dalla forca.”

    “Quando alle prime luci dell’alba scesi in giardino, prima ancora che si svegliassero i domestici, mi chiesi se mai prima di me un uomo fosse stato accettato come marito in modo tanto sbrigativo. Se quella fosse stata la regola, quanti noiosi corteggiamenti si sarebbero evitati! L’amore con tutti i suoi espedienti e le sue arti non mi aveva mai interessato fino a quel momento. Ero sempre stato cieco e sordo e addormentato. Ma ora non più.
    Ciò che accadde in quelle prime ore del mio venticinquesimo compleanno non lo potrò dimenticare mai. Se ci fu passione, ora l’ho dimenticata. Se ci fu tenerezza, è ancora qui dentro di me. E ancora mi colma di meraviglia il pensiero che la donna, nell’accettare l’amore, abbandona ogni difesa. Forse è questo il segreto per cui avvince l’uomo a sé, come d’altronde questa è la ragione del suo difendersi.
    Forse, ma non saprei davvero; non ho termini di paragone: Rachele fu la mia prima donna, e l’ultima.”

    “Mi sentivo la mente sgombra e il corpo riposato e calmo. Nessun pensiero molesto veniva a turbare la sua pace. Era come se ogni problema della mia vita si fosse risolto come per incanto e tutto fosse ormai semplice e piano. Gli anni a venire non sarebbero stati che la continuazione di ciò che ora possedevo. Sarebbe stato così per sempre. Solo Rachele e io. Un uomo e una donna viventi l’una per l’altra, come una cosa sola. Un giorno dopo l’altro, una notte dopo l’altra, fino alla fine dei nostri giorni. Qualcosa di simile ricordavo di averlo letto nel libro delle preghiere.”

    ha scritto il 

  • 4

    Scoprirà Philip chi è Rachele?
    il lettore rimane sempre ansioso di capire scena dopo scena come si evolve la storia, una storia narrata in modo eccellente.
    Libro molto avvincente e suggestivo della Du ...continua

    Scoprirà Philip chi è Rachele?
    il lettore rimane sempre ansioso di capire scena dopo scena come si evolve la storia, una storia narrata in modo eccellente.
    Libro molto avvincente e suggestivo della Du Maurier, devo correre a leggere Rebecca!

    ha scritto il 

  • 4

    Vanno dette due cose: 1) Daphne sa come abbindolarmi; 2) i finali per me sono tutto.
    Anche se a un certo punto non riuscivo a capire dove la storia andasse a parare e la cosa mi facesse un po' storcer ...continua

    Vanno dette due cose: 1) Daphne sa come abbindolarmi; 2) i finali per me sono tutto.
    Anche se a un certo punto non riuscivo a capire dove la storia andasse a parare e la cosa mi facesse un po' storcere il naso, il finale mi ha lasciato in preda ai brividi e ha cancellato qualunque cosa avessi da ridire sul resto.
    Come ho detto alla mia amica/coinquilina subito dopo averlo finito: «È bellissimo. Se devi leggere qualcosa di Daphne du Maurier leggi Rebecca, ma questo è davvero bello».

    ha scritto il 

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