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Mia madre, la mia bambina

Di

Editore: Einaudi

3.8
(104)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806179756 | Isbn-13: 9788806179755 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Botto

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ben Jelloun coglie con partecipazione gli atti e i pensieri della madre sofferente. L'Alzheimer che l'affligge non ha uno sviluppo lineare, il peggioramento è impercettebile, e spesso viene intervallato da momenti di lucidità in cui la madre scherza sul proprio male. Gli episodi descritti sono quelli dell'amnesia e confusione tipici della malattia; c'è la crisi dei figli, che oscillano tra l'angoscia e il rifiuto nel vedere la madre in quelle condizioni, nel vedere una persona che sbiadisce come una vecchia fotografia, si spegne, scompare.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'Alzheimer spiegato a mia figlia

    Quando nel 1998 apparve nelle maggiori librerie d'Europa
    "Il razzismo spiegato a mia figlia" si rivelò da subito un successo
    di vendita e di pubblico, sorprendente anche per Tahar Ben Jelloun.
    Perchè? Forse perchè il razzismo è un fenomeno odioso ma che fa parte della nostra natura, lo generano l ...continua

    Quando nel 1998 apparve nelle maggiori librerie d'Europa "Il razzismo spiegato a mia figlia" si rivelò da subito un successo di vendita e di pubblico, sorprendente anche per Tahar Ben Jelloun. Perchè? Forse perchè il razzismo è un fenomeno odioso ma che fa parte della nostra natura, lo generano l'ignoranza e la xenofobia, è come un dente cariato,la causa del male siamo noi stessi e le nostre cattive abitudini alimentari;possiamo strapparlo via, ma se non cambiamo, si ammalerà un altro dente.Tahar Ben Jelloun si dimostrò un ottimo dentista, ci spiegò le cause maggiori e ci offrì una cura, semplice quanto efficace:la Cultura. Con la stessa incisiva sobrietà di linguaggio Tahar Ben Jelloun in "Mia madre,la mia bambina" affronta il problema di una malattia devastante sia per chi ne è ammalato, sia per i familiari e gli amici del degente: l'Alzheimer. Il dolore che sparge a piene mani questa malattia sciocca tutta la famiglia perchè va a colpire soprattutto la memoria, tutto quello che siamo stati e siamo, ancora più doloroso se a confonderti con tutto il resto del mondo è tua madre,colei che ti ha generato.In questo libro Ben Jelloun racconta la vita di Lalla Fatma, sua madre. Viaggiamo in loro compagnia attraverso un Marocco suggestivo, fatto di tradizioni arcaiche , partiamo dalla piccola Fès , città santa fatta di piccoli mercati e numerose Moschee, dove,Lalla Fatma bambina conobbe le prime gioie e i primi dolori per giungere infine nella caotica Tangeri.Ci confronteremo con costumi antichi e lontani dalla nostra cultura,apprenderemo delle incomprensioni con il marito, con i parenti e dell'amore cieco e risoluto per i figli.Ci accoglierà il suo caldo abbraccio: il profumo di madre,ma ci sveglieremo bruscamente con una donna che non ci riconosce più, che teme di essere derubata e abbandonata dalla serva Keltoum, che puzza di merda e odia i pannoloni. Non è una favola, è l'Alzhimer, ricordo uno scritto di James Matthew Barrie in "Peter Pan": "Dio ci ha donato la memoria, così possiamo avere le rose anche a dicembre",questa malattia le rose le brucia, come una gelata improvvisa,non torneranno più a fiorire.

    di Luigi De Rosa

    ha scritto il 

  • 3

    Delicato e poetico nel suo accostarsi alla descrizione della malattia, che consuma inesorabilmente la sua amatissima madre.Peraltro, non particolarmente coinvolgente,lo stile narrativo di Tahar Ben Jelloun non mi entusiasma.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo scrittore ritorna nel passato e rivive la vita della madre, affetta dall’Alzheimer. La descrizione di episodi che riguardano la sua vita, i suoi pensieri, le allucinazioni e i momenti di lucidità e della memoria che vacilla; la preoccupazione dei figli che, inermi, assistono al suo lento spegn ...continua

    Lo scrittore ritorna nel passato e rivive la vita della madre, affetta dall’Alzheimer. La descrizione di episodi che riguardano la sua vita, i suoi pensieri, le allucinazioni e i momenti di lucidità e della memoria che vacilla; la preoccupazione dei figli che, inermi, assistono al suo lento spegnimento. Non un romanzo, ma un omaggio alla madre.

    ha scritto il 

  • 3

    E' triste constatare che si sta diventando il padre della propria madre; vedere la malattia rodere i ricordi e l'identità. Potrebbe sembrare un libro ripetitivo, ma non è forse l'Alzheimer che impone un continuo ripetere perchè non vi è più memoria?

    ha scritto il 

  • 4

    Malinconia e tenerezza si fondono in questo racconto delicato, rispettoso di una vecchiaia che è intrisa di passato giovane. Mette l'accento sul rapporto genitore-figlio, ma anche sulle abitudini di una civiltà diversa da quella in cui viviamo. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Alla fine ho tirato un sospiro di sollievo dopo essermi persa tra deliri, momenti di lucidità, allucinazioni, ricordi ripetuti in modo ossessivo e distorti dal lento scivolare nel buio della mente e nella disgregazione fisica di un corpo che era stato bello.

    ha scritto il 

  • 1

    Decisamente noioso e ripetitivo. Mi ha molto disturbata in certi punti, ad esempio quando la madre continuava a ripetere di essere buona e di non sapere cosa sia il male... E poi è decisamente superficiale per tutto quanto concerne la malattia: io ho vissuto la sua stessa situazione, ma il libro ...continua

    Decisamente noioso e ripetitivo. Mi ha molto disturbata in certi punti, ad esempio quando la madre continuava a ripetere di essere buona e di non sapere cosa sia il male... E poi è decisamente superficiale per tutto quanto concerne la malattia: io ho vissuto la sua stessa situazione, ma il libro non è riuscito minimamente ad emozionarmi, nonostante l'Alzheimer risvgli in me tanti e dolorosi ricordi.

    ha scritto il 

  • 4

    "ho dato da mangiare a mia madre. Mia madre, la mia bambina. Una cucchiata di latte e formaggio. Una bambina che mangia, a occhi chiusi, e la mia mano trema per l'emozione"
    in questo libro l'autore parla del suo rapporto con l'anziana madre segnata dall'Alzheimer. una lettura dolce e salata ...continua

    "ho dato da mangiare a mia madre. Mia madre, la mia bambina. Una cucchiata di latte e formaggio. Una bambina che mangia, a occhi chiusi, e la mia mano trema per l'emozione"
    in questo libro l'autore parla del suo rapporto con l'anziana madre segnata dall'Alzheimer. una lettura dolce e salata ...di lacrime

    ha scritto il 

  • 4

    alzheimer

    un altra vita che si intreccia con la malattia di Alzheimer inserita in un contesto culturale arabo in una famiglia attaccata e radicata nelle tradizione ma con una forte spinta al rinnovamento e alla emancipazione. Ma ha una tenerezza e delicatezza il rapporto tra madre malata e figlio dove si r ...continua

    un altra vita che si intreccia con la malattia di Alzheimer inserita in un contesto culturale arabo in una famiglia attaccata e radicata nelle tradizione ma con una forte spinta al rinnovamento e alla emancipazione. Ma ha una tenerezza e delicatezza il rapporto tra madre malata e figlio dove si ritrova uno dei meccanismi tipici provocati dalla malattia: quello di trasformare i figli in genitori del proprio caro malato. Le varie fasi si susseguono ed evolvono i disturbi del linguaggio e del comportamento ma ciò che domina è la commozione verso questo legame. Quando con il lutto la casa si svuota e le pietre portate dai bambini si ammucchiano rimane il senso della vita e dell'amore a dar pietà al dolore di un figlio

    ha scritto il 

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