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Mia madre

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.0
(51)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 101 | Formato: Altri

Isbn-10: 8833904326 | Isbn-13: 9788833904320 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Mazzarelli

Genere: Biography , Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 0

    per un delirio giugnesco

    Libro molto bello.
    Una mia amica vuole andare in Etiopia, come insengnante.
    Hanno aperto le graduatorie per l'insegnamento all'estero.
    Ecco, io non lo so. Io andrei di filato a Berlin, a Koeln,
    a Stuttgart, ma per esempio a Muenchen no e nemmeno per 4000 euro lordi (3000 n ...continua

    Libro molto bello.
    Una mia amica vuole andare in Etiopia, come insengnante.
    Hanno aperto le graduatorie per l'insegnamento all'estero.
    Ecco, io non lo so. Io andrei di filato a Berlin, a Koeln,
    a Stuttgart, ma per esempio a Muenchen no e nemmeno per 4000 euro lordi (3000 netti).
    A Londra, solo quando la monarchia non esisterà più.
    Ma in Etiopia i miei infiniti limiti mi creerebbero troppi problemi.
    Io lo so.
    Ma anche la mia amica in fondo in fondo lo sa.
    de te fabula ecc.

    ha scritto il 

  • 0

    Mia madre è un libro interessante. Dal titolo si capisce che siamo di fronte ad un'impresa eroica, titanica, impavida. Raccontare la propria madre è una sfida che Doris Lessing affronta con slancio e probabilmente non "vince". Ma "ci avvince", tuttavia, nelle spire, quasi inevitabili dei suoi tum ...continua

    Mia madre è un libro interessante. Dal titolo si capisce che siamo di fronte ad un'impresa eroica, titanica, impavida. Raccontare la propria madre è una sfida che Doris Lessing affronta con slancio e probabilmente non "vince". Ma "ci avvince", tuttavia, nelle spire, quasi inevitabili dei suoi tumultuosi sentimenti e riflessioni.
    Il suo rapporto con la madre che era stato problematico non è risolto. Quando l'autrice scrive ribolle ancora un'antica rabbia che da un lato smorza la forza di una narrazione lucida e distante ma dall'altro infiamma la pagina. Così difficile parlare della propria madre senza scivolare per lo sdrucciolevole pendio dei nostri rapporti con lei e poi di noi e della nostra infanzia e di quello che di ingiusto abbiamo subito. La Lessing sdrucciola. E perde, talvolta, la mira. E' un'ingenuità quasi prevista e tenera. La figura della madre emerge a tratti e per squarci. Non è un vero ritratto. E' piuttosto una foto mossa, in cui il movimento di chi fotografa parla almeno quanto, se non di più, dell'immagine della fotografata.
    Chi riuscirebbe a scrivere con chiarezza dei propri genitori, chi potrebbe crescere così tanto da riuscire a vederli ed osservarli per quello che sono e sono stati loro, come individui singoli, staccati da noi, per quello che hanno avuto e quello che è mancato loro, per quello che hanno cercato e non trovato, fatto, detto, pensato. Per quella che è stata la loro esistenza. Chi riuscirebbe a fotografarli da fermo, ritraendoli esattamente come sono.
    E' forse inutile, impossibile, è forse un'utopia. Ma è un'utopia intrigante perché ha a che fare con una specie di piccolo miracolo, uno scavalcamento di se stessi, una forma di avanzamento che certamente significa il raggiungimento di una notevole libertà.
    E' meritevole in ogni caso il fatto di provarci.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in un pomeriggio. Bel libro con una descrizione molto efficace della vita della propria madre, perfetta inglese elisabettiana, con cui non è mai stata in grado di creare un rapporto positivo. Il testo è scorrevolissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Impertinent Daughter, My Mother' s Life ( 1988)

    1988. Doris Lessing. Bollati Boringhieri, ristampa settembre 1993, collana "Varianti". Traduzione di Paola Mazzarelli.

    ha scritto il